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sabato 14 febbraio 2015

Nico

Regia: Andrew Davis
Origine: USA
Anno: 1988
Durata:
99'





La trama (con parole mie): Nico Toscani è un esperto di arti marziali, veterano del Vietnam ed ex gorilla della CIA diventato un poliziotto a Chicago, amato dai colleghi quanto dai parenti legati a doppio filo al crimine all'italiana d'esportazione, tutto d'un pezzo e sempre pronto a dispensare giustizia a suon di legnate. Quando una soffiata lo conduce sulle tracce di un apparente traffico di droga, il tutore dell'ordine scopre un complicato affare legato ad un traffico internazionale che coinvolge anche sue vecchie conoscenze dei tempi dei servizi segreti, agenti senza scrupoli sempre pronti ad uccidere per portare a termine la missione e, nel mentre, ingrossarsi il portafoglio pensando di essere al di sopra di tutto e di tutti.
Quando la sua famiglia verrà direttamente minacciata, Nico perderà definitivamente la pazienza affrontando i killer governativi come si conviene.







Senza dubbio il duemilaquattordici è stato l'anno, parlando di action heroes, della grande riscoperta di Steven Seagal da parte del sottoscritto: da sempre idolo di mio padre e da sempre snobbato senza troppi patemi qui al Saloon, il più parruccone tra i beniamini del Cinema tamarro dagli anni ottanta in avanti è stato protagonista di una sorta di reboot che è riuscito, alle spalle esperienze a dir poco traumatiche con i suoi lavori più recenti - su tutti, il clamoroso e geniale nella sua bruttezza assoluta Killing point -, a far appassionare questo vecchio cowboy alla visione di quelli che sono stati i pezzi da novanta della carriera del corpulento interprete - anche se, in tutta onestà, chiamarlo interprete pare davvero troppo -.
Da Trappola in alto mare a Trappola sulle montagne rocciose, passando per Duro da uccidere, Seagal si è imposto come il monolito più divertente ed adatto alle serate da finti machos a neuroni zero mai portato sullo schermo, complici mosse decisamente poco dinamiche - del resto, la mobilità non è proprio il punto forte di questo ragazzone, e ne è una chiara dimostrazione il suo stile di corsa, che ogni volta porta a domandarmi il perchè un regista debba avere necessariamente l'idea suicida di riprendere - e trame più che risibili, rispettose di tutti i clichè che l'action sguaiata necessita.
In particolare Nico, suo primo successo al botteghino e non solo, ripesca i capisaldi del Cinema d'azione mescolandoli con una certa intelligenza ad uno stile che ricorda molto il poliziesco di protesta degli anni settanta dall'Ispettore Callahan in poi, pronto ad associare all'adrenalina degli inseguimenti e degli scontri un sottotesto sociale particolarmente profondo: in questo caso, dietro il lavoro firmato da Andrew Davis - che scrisse il soggetto a quattro mani proprio con Seagal - troviamo una critica neppure troppo velata al ruolo che gli USA rivestirono in molti dei conflitti combattuti in Sud America dagli anni sessanta in poi, avvalendosi spesso e volentieri di agenti dei servizi segreti pronti ad addestrare e supportare dittatori e signori della guerra colpevoli di massacri purtroppo entrati nella Storia.
Una cosa non da poco per quello che, di fatto, è un ignorantissimo filmaccio tamarro con un protagonista che più tutto d'un pezzo non si potrebbe, sequenze al limite del ridicolo - il battesimo del figlio di Nico - ed una manciata di passaggi perfetti per i residuati di questo genere di pellicole come me: tutto sommato, oltre a ripescare Pam Grier - sulla scia di quello che avrebbe fatto Tarantino quasi dieci anni dopo con Jackie Brown - e mostrare una Sharon Stone agli esordi presentando quello che sarebbe stato uno dei nomi più importanti del Cinema legato alle arti marziali - che mette molto della sua storia in quella del protagonista, o almeno la parte dedicata agli studi e le fotografie da album dei ricordi nella sequenza d'apertura - pronto a mostrare le sue tecniche spicce ma efficaci - ottima la coreografia della prima sequenza -, Nico continua ancora oggi ad appartenere a quella categoria di titoli che, incontrati per caso in tv, finiscono sempre per essere goduti dal primo all'ultimo minuto senza alcuna pretesa o pensiero.
E senza dimenticare almeno un riferimento ad uno dei grandi "villains" dell'epoca - Frank Silva, che molti appassionati riconoscerebbero senza, magari, riuscire a ricordarne il nome -, continuo a pensare che Nico Toscani abbia rappresentato e rappresenti uno degli antesignani dei moderni Jack Bauer, quei tutori dell'ordine e guardiani della Legge pronti a tutto per difenderla ma altrettando a reinterpretarla o aggirarla nel momento in cui le cose finiscono per mettersi male o si trovano per le mani l'ennesimo torto da raddrizzare: certo, in un mondo reale non avrebbero vita lavorativa molto lunga, e probabilmente i loro stipendi finirebbero nelle tasche degli avvocati ingaggiati per difenderli in tribunale, ma poco importa.
Questo Cinema non ha bisogno di cavilli da vita vissuta.
Va goduto così, un calcio o un colpo di qualche arte marziale semisconosciuta ma d'impatto alla volta.




MrFord




"We played it fast, we played it loud
a bit too much, a bit too proud
the only way we knew to do it right
it washed away the misery
so do you know your history
or did you only show up for the fight."
Overkill - "Old school" - 



martedì 14 ottobre 2014

Blog Wars - Bimbiminkia VS Tamarriminkia: i film action


La trama (con parole, purtroppo, sue): dopo una lunga assenza, le Blog Wars tra l'autore di questo blog Cannibal Kid e il suo acerrimo rivale Mr. James Ford sono finalmente tornate. Il terreno di scontro?
Una sfida incrociata in cui ieri abbiamo assistito alle spettacolare, divertente, variegata lista di pellicole adolescenziali proposte da me, mentre oggi vi tocca sorbire quelli che secondo Ford sono i migliori film action di sempre, mentre per me sono solo alcune tra le peggiori atrocità che l'uomo abbia mai prodotto.
Ecco qua la lista dei film (film?????) selezionati da Ford e commentati da me, ordinati da quello che mi è sembrato il peggiore al migliore (migliore si fa per dire).
Cannibal Kid


"Me l'avevano detto che Cannibal non capiva un'emerita fava di Cinema, ma questo è troppo anche per lui!"

10. Predator



Cannibal Kid: Capisco che a Mr. Ford alla prima apparizione di Schwarzenegger che fa il figo fumando un sigaro sia venuta un’erezione, ma a me personalmente ha lasciato del tutto indifferente.
Predator è la noia fatta film, tra inseguimenti, appostamenti, sparatorie ed esplosioni, con in più come aggiunta bonus qualche risibile inserto fantascientifico. Ridotti al minimo i dialoghi, il livello di umorismo presente è ben al di sotto della media degli action tamarri anni Ottanta, è girato pessimamente da John McTiernan, la recitazione da parte di Schwarzy e co. è meglio non commentarla nemmeno, la sceneggiatura è banalissima, i terrificanti effetti speciali più che negli 80s sembrano fatti nei 20s. Lo scontro finale tra Schwarzy e Predator credo rappresenti poi uno dei punti più bassi mai raggiunti dal cinema. Se sta roba può essere considerata cinema.
Insomma, una porcheria totale. Un film invecchiato malissimo e senza alcun senso, che vorrebbe essere ad alta tensione, invece è solo soporifero e non si attesta nemmeno sui livelli minimi di intrattenimento trash. La peggio fordianata per iniziare degnamente la peggior lista, di film e non solo, che io abbia mai visto in vita mia.
MrFord: questa non me l'aspettavo neppure da un incompetente del calibro del mio rivale. Mettere un filmone come Predator - riconosciuto come tale anche dalla critica - dietro Seagal o Lundgren è troppo perfino per un Coniglione della peggior specie.
Come se non bastasse, il film di McTiernan - che già con il primo Die Hard aveva fatto scintille - è una chicca sia in termini di tecnica - le macchine da presa "termiche" furono sfruttate per la prima volta nella realizzazione di un film - che di tensione, oltre ad aver regalato al pubblico uno dei migliori mostri di sempre.
Mi sa tanto che il Predator dovrebbe fare una capatina a Casale, anche se sarebbe una caccia troppo facile, per lui!
Cannibal Kid: Pensavo fossi tu, Ford, uno dei migliori mostri di sempre.
Comunque sta a vedere adesso che Predator è considerato il Quarto potere del genere tamarro-action... E anche se fosse, ma non credo, non mi importa se è piaciuto a qualche critico rimbambito. Per me 'sta inguardabile e ridicola porcheria è solo una merdaccia!
MrFord: sento già le grida di vendetta non solo degli appassionati di action, ma anche di quelli di Cinema!

"°ç§°çéç*éç§°ç§é*çéç§°çéç*éç!" - Tradotto dal predatorese: "Datemi Cannibal che gli faccio un culo come una capanna!"
9. Battle of the Damned



Cannibal Kid: Questo è un colpo basso persino per Ford. Come si può inserire una roba del genere in una lista, se non per fare del male gratuito all’avversario?
Mi rifiuto di credere che Ford, per quanto i suoi gusti siano agghiaccianti, possa averlo messo per un altro motivo. Questa pellicoletta con zombie, robot e Dolph Lundgren (non so chi sia più inespressivo tra tutti), non si salva sotto nessun aspetto. Sembra un episodio bruttissimo di The Walking Dead, che già non è il massimo della vita. Un survival con scene d’azione da mal di mare, recitato malissimo da tutti e non solo da Ivan Drago, con una sceneggiatura trita e ritrita, noioso, privo di battute decenti e persino di vera tamarraggine. Per non parlare della componente fantascientifica/horror che fa veramente orrore. Un obbrobrio che starebbe bene giusto in una Flop 10 dei peggiori film di sempre, sia che lo si inserisca nella categoria action, sci-fi, dell’orrore o altro.
MrFord: ok, lo ammetto. Anche se io mi ci ero divertito da matti, ho inserito questo filmaccio trashissimo solo per rendere la vita più difficile al mio antagonista. Avrei potuto scegliere Red Scorpion ed essere più magnanimo, ma con gentaglia come Cannibal non si può far altro se non concedersi le maniere forti.

"Gli zombies kid restano fuori dal grande Cinema fordiano!"
8. Nico



Cannibal Kid: Chi è il peggior attore del mondo?
Tra Van Damme e Schwarzy, Ford con la sua lista mi sta mettendo in crisi. In mezzo a tanti simili cani (senza offesa per i veri cani che a recitare se la cavano molto meglio, si veda The Artist), il numero 1 dei peggiori resta sempre Steven Mezza Seagal. Il suo esordio nel mondo del cinema (cinema???), nonché il suo film più identificativo Nico è una splendida prova di incapacità recitativa capace di superare qualunque temibile avversario. Si potrà dire che, più che un attore, è un lottatore di arti marziali. Non metto in dubbio che, se me lo ritrovassi davanti, mi farebbe il culo alla grande, però con la sua enorme mole non mi sembra il massimo dell’agilità, quindi potrei sconfiggerlo con la mia velocità. O se non altro scappare.
L’unica cosa da notare di questo filmetto action telefonatissimo è come Seagal resti uguale per tutto il tempo. Che faccia un combattimento a 20 anni, che si trovi in Vietnam anni più tardi, che sia al battesimo del figlio altri anni dopo, o che gli ammazzino il prete amico, o che pianga, o che venga torturato, Steven “Nico” Seagal non cambia MAI espressione né aspetto.
A differenza di altri action heroes, Nico è poi del tutto privo di sense of humour e si limita ad andare in giro a menare le mani e a fare l’invincibile poliziotto perfetto quasi supereroistico contro i cattivoni. Uno dei personaggi più insopportabili di sempre, degno dell’attore peggiore di sempre.
A voler essere proprio buono, posso salvare giusto la presenza di una simpatica Pam Grier e di una giovane Sharon Stone, per il resto questo è, come direbbe il blog Director’s Cult (http://directorcult.blogspot.it/), un vero monnezza movie.
MrFord: il buon Seagal con il suo parruccone è sempre stato il mio action hero meno preferito, con grande dispiacere di mio padre, che non si perde un suo film in tv neanche ad averlo già visto un centinaio di volte. Di recente, però, mi sono trovato a rivalutare alcune sue chicche, come Nico, forse ad oggi il film tecnicamente migliore cui abbia preso parte uno degli attori oggettivamente peggiori della storia.
Certo, poi, pensare che abbia fatto soffrire Cannibal, lo rende quantomeno uno dei più utili.
Cannibal Kid: Seagal è il preferito del vero Signor Ford?
Ah, ma allora l'amore per il cattivo cinema è una tradizione di famiglia!
Speriamo che il Fordino si metta al riparo al più presto...

"Cannibal, ti faccio saltare le cervella, sempre che tu le abbia!"
7. Senza esclusione di colpi



Cannibal Kid: Ma che è sta roba?
Senza esclusione di colpi pare una specie di versione terrificante di Karate Kid. E pare una versione terrificante pure del Ragazzo dal kimono d'oro.
Ora capisco perché Ford critica tanto lo splendido Kill Bill. Per lui il cinema d’arti marziali è questa roba firmata da Newt Arnold...
CHIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII?
Regia e recitazione sono talmente penosi che si rimpiange Centovetrine e pure Kiss Me Licia. Jean Claude Van Damme è talmente cagno che solo per questa interpretazione meriterebbe un Razzie Award annuale a vita. L’unica soddisfazione proveniente da questa interminabile parata di (brutti) incontri marziali è vedere JCVD indossare dei ridicoli pantaloni ascellari che manco Fantozzi. Su tutto il resto, pessima colonna sonora e storiella romantica da Harmony comprese, è meglio stendere un enorme velo pietoso.
Senza esclusione di colpi sta al cinema come i Modà stanno alla musica.
E questo, caro Ford, è ciò che io chiamo attaccare un film senza esclusione di colpi.
Film?
Sta cagata non è un film.
MrFord: cult totale del grande JCVD, imbarazzante di fronte ad un giudizio critico anche gustato a dodici o tredici anni, Senza esclusione di colpi è una pacchia totale del trash, uno di quei gioiellini che non si possono non amare, a meno di non essere cresciuti chiusi in una stanzetta da soli invece che al parco a simulare le mosse con gli amici del quartiere.
Dev'essere per questo, che il Cannibale non l'ha proprio digerito.
Cannibal Kid: Uno di quei gioiellini che non si possono non amare... a meno di avere un cervello funzionante. Te Ford a forza di andare al parco a prendertele di santa ragione mi sa che hai subito un trauma cranico, uahahah!

"E questo calcio è niente in confronto a quelli che sferrerò a Cannibal Kid!"
6. Nido di vespe



Cannibal Kid: Io in genere adoro il cinema francese, ma questa è una schifezzina che non si distingue per niente dal resto delle americanate fordianate qui inserite. L'unica scena degna di nota è quella all'inizio dei protagonisti che cantano in auto. Poi, il nulla. Una trama finto elaborata che è giusto un pretesto per un sacco di scene d'azione e soprattutto sparatorie. Ford, va bene che sei abituato a spararle grosse, però basta sparatorie!
Questo film è poi la dimostrazione evidente di come Ford adori proprio le pellicole mal recitate. In mezzo a un cast agghiacciante composto da incapaci proveniente da tutte le parti del mondo, manco ci trovassimo in un film degli Expendables, si segnala la pessima prova del “nostro” Valerio Mastandrea, degna dell'Alberto Tomba di Alex l'ariete. E la cosa tragica è che non sto scherzando.
MrFord: omaggio francese a pellicole bomba come Distretto 13, era quasi scontato che Nido di vespe avrebbe scontentato quel radical di Peppa, cui bastano un paio di colpi di pistola per fuggire con la coda tra le gambe.
Tranquillo, Cannibal: è solo finzione scenica, e accade dall'altra parte dello schermo!
Cannibal Kid: Quella sarà anche solo finzione, ma i livelli terrificanti di recitazione nelle tue adorate pellicole sono reali. E fanno una dannata paura!

"Se ti manda Peppa Kid, ti faccio fuori all'istante!"
5. Danko



Cannibal Kid: Un film che si inserisce sullo stesso filone di Tango e Cash e L’ultimo dei Boy Scout, solo inferiore. Schwarzy è il solito monolito inespressivo, il film è ricchissimo di stereotipi e a tenere desta l’attenzione di questo film nato stanko c’è giusto James Belushi, il fratello privo di talento di John. Il che è tutto dire.
Rispetto ad altre schifezze proposte in questa decina se non altro è quasi guardabile. Però certo vedere al timone di questa sorpassatissima americanata tipicamente anni ’80 Walter Hill, autore di una cosa enorme come I guerrieri della notte, mette una gran tristezza.
MrFord: altro cult anni ottanta ed action che tutti, dai critici più menosi al pubblico occasionale non possono non amare, eccetto Cannibal. Lui è più rigido di Danko, quando si parla di Cinema. E' la cortina di ferro di tutti gli indie ed i radical chic del mondo.
A meno che non si parli di robetta da tredicenni. Allora sì, che lo vedrete emozionarsi davvero!
Cannibal Kid: A parte il fatto che sta roba sia amata da tutti e non solo dai tamarri scatenati come te è ancora da verificare. In ogni caso non me ne frega niente se una cosa piace a tutti. Io non sono tutti. E, caro Ford, a me non interessa nemmeno seguire il sorpassatissimo giudizio dei Mereghetti, dei Morandini, dei Minchiettini e di tutti gli altri critici parrucconi di una volta come fossero la Bibbia come fai tu. Per voi eterni novantenni è ora di levarsi finalmente dalle scatole e lasciare spazio a noi eterni tredicenni!

"Hey Peppa! Qui solo Ford può portare la barba!"
4. Tango & Cash



Cannibal Kid: Per citare Tango/Stallone: Conosco una cosa che assomiglia a questa lista. La merda. Tra le varie atroci fordianate proposte in questa classifica, questo Tango & Cash è tra le poche a salvarsi. Lungi dall’essere una pellicola fenomenale, è un action movie molto classico ma comunque abbastanza godibile. Caso più unico che raro della lista fordiana, la prima parte non è nemmeno così scontata a livello di trama. A differenza dei soliti Arma letale e buddy-movie vari, un modello abusatissimo da cui questo comunque non riesce a smarcarsi, non è la vicenda di due sbirri che devono risolvere un caso, bensì devono difendersi da un caso. Peccato che, dopo un primo tempo quasi e ho detto quasi originale, la seconda parte diventa invece molto prevedibile e scontata, con il solito happy-ending buonista che avrà fatto la gioia di Ford, non certo la mia.
Tra i due protagonisti il mattatore – ovviamente – è Kurt Russell, che umilia uno Stallone che, in versione seriosa, dimostra ancora più del solito tutti i suoi limiti recitativi. Così come il mattatore di questa Blog War sono – ovviamente e modestamente – io con i miei gustosissimi filmetti teen.
MrFord: una quasi bella sorpresa alla quale quasi non credevo, la prima volta che ho letto questa incredibile serie di stronzate cannibalesche. Tango e Cash quasi sul podio della classifica di gradimento del mio rivale. E' un pò come se io avessi scelto di mettere nella stessa posizione Ragazze a Beverly Hills o Cruel Intentions.
Ma, per citare Cash, caro Cannibal, "non farti illusioni, pisellino".
Cannibal Kid: Non farti illusioni te, pisellino Ford. Questo filmetto da sufficienza risicata è nella parte alta della classifica soltanto per esclusione (di colpi), visto che il resto è spazzatura pura.
MrFord: "Complimenti, Minnie, se ti piace parlare". Caro Peppa Kid, io credo ti sbatteranno tra i delinquenti comuni. Per reati contro il Cinema.

"Io faccio fuori Ford, tu Cannibal. Intesi?"
3. Hard Boiled



Cannibal Kid: Un film che si distingue subito dal resto della cafonaggine fordiana, grazie a una raffinata apertura dalle atmosfere jazz. Ci troviamo quindi di fronte finalmente a una pellicola decente?
Bah, direi proprio di no.
A livello registico è l'unico degno di nota di questa decina anti-cinema. Peccato che, dopo appena pochi minuti, le interminabili sparatorie cominciano a far sbadigliare e la sceneggiatura presto si evolve nel solito, ennesimo buddy movie proposto da questa lista fordiana piena di film uno uguale all'altro. Con la sola differenza che qui il livello di ironia è ancora minore rispetto alle pellicole americane.
Con una storia elaborata un po' meglio poteva venirne fuori un film valido, invece così è solo un'occasione sprecata in cui il talento registico di John Woo è messo sì in mostra, ma è troppo fine a se stesso. E poi basta con 'ste sparatorie!
MrFord: ora vorrei proprio sapere quale potrebbe essere l'idea di Cannibal a proposito dei film action. Niente sparatorie!? Niente bromanticismo o battute tra amici o colleghi pronti a fronteggiare il male spalla a spalla!? Sarebbe come pensare che esista un film teen senza un'inutile storiella d'amore lacrimevole!
Cannibal Kid: Crank, quello sì che è un film d'azione con i controcoglioni!
E c'è molta più cattiveria pure nei miei film teen come Kids, Cruel Intentions e Mean Girls che non in 'ste robette action in cui, dietro a tante botte e proiettili, si nascondono solo delle storielle bromantiche all'insegna del volemose bene.

"Cannibal lo faccio fuori io!" "Te lo puoi scordare, è in cima alla mia lista da tempo!"
2. Breakdown – La trappola



Cannibal Kid: Oh, finalmente un film proposto da Ford che mi è piaciuto!
Mi è piaciuto perché in rete non sono riuscito a trovarlo da nessuna parte e quindi me lo sono risparmiato alla grande. Evvai!
MrFord: e anche questa volta, il Cucciolo Eroico è riuscito a scamparsi almeno una delle mie proposte. Peccato, perché se non gli fosse piaciuto, Tango e Cash sarebbe stato al terzo posto.

"Fuggiamo dalle liste cannibali!"
1. L’ultimo boy scout



Cannibal Kid: L’unico film della lista fordiana che avevo già visto, l’unico film degno di una lista dei migliori action. Ha un buon ritmo, è divertente, ha una coppia di protagonisti bene assortiti e, soprattutto, presenta una serie di battute memorabili. Poi, va bah, la storia non è delle più originali e il povero Tony Scott, per quanto se la cavi, non passerà certo alla storia come un regista fenomenale, però se non altro rispetto al resto delle proposte fordiane questa è una bella boccata d’ossigeno. Fornita, non a caso, da Bruce Willis, il mio action hero preferito. O dovrei dire l’unico action hero che riesco a sopportare?
MrFord: io con L'ultimo boy scout mi diverto da matti, ma è curioso come un attore - in questo caso Bruce Willis - possa rendere la mia nemesi incapace di vedere quanto la struttura di questo film sia assolutamente identica a quella degli altri figli dell'action made in USA anni ottanta e novanta. Come al solito, le vedute limitate di Peppa lo portano a valutare una pellicola soltanto dai nomi sulla locandina e dalla colonna sonora.
Non che mi aspettassi fuochi d'artificio ed esplosioni, ma anche dal punto di vista dell'action, Cannibal Kid è clamorosamente bocciato!
Anzi, condannato ad una maratona di almeno un'altra ventina di tamarrate!
Cannibal Kid: Come se tu, Ford, non guardassi i nomi sulle locandine. Hai fatto una Flop 10 dedicata a tutti i tuoi beniamini, riservando uno spazio persino a Dolph Lundgren. Manca solo The Rock e poi la più grande rassegna di braccia (muscolose) rubate dal cinema all'agricoltura è completa.
Quanto a L'ultimo dei boy scout, è vero che la sua struttura è la stessa degli altri buddy movie fotocopia che mi hai propinato, infatti non è certo un capolavoro. La differenza è che almeno questo è davvero divertente. Gli altri mi hanno solo fatto venire voglia di spararmi un colpo. D'altra parte proponendomi tutti questi film pieni di sparatorie, il tuo obiettivo era quello, vero Ford?
MrFord: che sia divertente è indubbio. Ma questi film lo sono tutti, e sempre. Solo che tu sei un musone teen depresso, e non lo vuoi ammettere: ahahahahah!

"Caro Cucciolo, sei proprio il re dei pusillanimi!"

lunedì 29 settembre 2014

Duro da uccidere

Regia: Bruce Malmuth
Origine: USA
Anno: 1990
Durata:
96'




La trama (con parole mie): Mason Storm è un poliziotto tutto d'un pezzo, spaccaculi incorruttibile, nel posto giusto al momento sbagliato. Nel corso di un'intercettazione, infatti, insieme al boss locale Calabrese scopre l'implicazione del Senatore Trent, uno tra i politici più in vista della città.
Appoggiandosi ad alcuni poliziotti corrotti, lo stesso membro del Congresso ordina un assalto alla casa del tutore della Legge che finisce in un vero e proprio massacro: malgrado la resistenza di Storm, infatti, sua moglie e suo figlio vengono uccisi, mentre lui, ridotto in coma e nascosto da un vecchio amico del dipartimento, è costretto in un letto d'ospedale per sette lunghi anni.
Al risveglio, l'ex poliziotto dovrà non solo difendersi dagli attacchi di Trent e degli uomini responsabili dell'uccisione dei suoi cari, ma anche fuggire - aiutato dall'infermiera che si è occupata di lui durante il coma -, nascondersi per ritrovare le forze e rimettersi in forma nonchè rintracciare il collega che aveva reso possibile la sua sopravvivenza per attuare un piano di vendetta.







Questo post partecipa alla sarabanda di legnate organizzata per celebrare Meniamo le mani 2!




Dev'essere davvero un periodo di magra, per gli action che mi hanno cresciuto, se oltre ai miei consueti eroi del genere sono finito perfino a ripescare quello che, forse, ho meno seguito anche ai tempi, Steven Seagal.
Eppure, con il recente ripescaggio di Trappola in alto mare e Trappola sulle montagne rocciose - senza contare il terribile quanto geniale Killing point -, mi sono trovato a rivalutare l'operato del parruccone più bolso del Cinema di botte, andando di conseguenza a ripescare le sue performance legate ai tempi in cui non era poi così bolso e, almeno all'apparenza, non sembrava indossare un caschetto di capelli in stile Playmobil.
Duro da uccidere, in questo senso, è una scelta pressochè perfetta: cucito sulle spalle di Seagal - ma ugualmente adattabile, con qualche cambio di coreografia per quanto riguarda le scene di combattimento e le parti dedicate all'allenamento, ad un qualsiasi interprete che questo tipo di pellicole abbia consacrato dagli anni ottanta in avanti, si parli dei mostri sacri Stallone, Schwarzenegger, Van Damme e Willis fino ai recenti Statham -, inverosimile, breve, veloce, divertentissimo nel suo essere tamarro, è in grado di riportare qualsiasi nostalgico - come il sottoscritto - ad un'epoca in cui le cose erano molto più semplici, i buoni erano i buoni e sistemavano i cattivi a suon di gran legnate, non c'erano grossi tormenti, domande e passaggi legati al buon senso ed alla logica, ed alla fine tutti al parco ad imitare - o più propriamente, a cercare di farlo - le mosse del protagonista di turno.
In particolare, scoprire per la prima volta una chicca di questo calibro è stato davvero godurioso, degno del banco di legno del Saloon e delle sbronze selvagge: dalla ridicola e divertentissima sequenza dell'assalto alla casa di Mason Storm - che si prende fucilate a ripetizione continuando a sgominare avversari come se niente fosse prima di cadere in un coma di sette anni dal quale finisce per riprendersi a tempo di record - all'escalation conclusiva con la giusta e sacrosanta resa dei conti, il film di Malmouth è un festival di luoghi comuni dell'action anni ottanta e novanta, impreziosito giusto dalla presenza di Kelly LeBrock - all'epoca compagna del protagonista -, nel ruolo improbabile dell'infermiera che senza farsi troppe domande si innamora del suo assistito in coma dopo averlo rasato per anni in maniera penosa, senza preoccuparsi del numero imprecisato di inseguimenti, sparatorie e scazzottate cui sarà costretta ad assistere da quel momento in avanti.
Onestamente, nel corso della visione la sensazione più presente è stata quella della malinconia per un periodo in cui questo tipo di prodotti non solo veniva considerato come "roba forte" ed andava bene al botteghino, ma di fatto costituiva uno standard pronto a guidare una generazione di ragazzini alla loro età adulta e ad intrattenere gli adulti come se non ci fosse un domani: al giorno d'oggi, purtroppo, l'essere naif di robaccia di questo calibro è una qualità andata perduta dietro minutaggi da capogiro o pretese artistiche anche per titoli che pretese artistiche non dovrebbero avere per contratto, e che porta residuati dell'epoca come il sottoscritto a rimpiangere perfino i loro meno interessanti "eroi" pur di tornare ad un periodo d'oro che, ora come ora, difficilmente potrà ripetersi.
Fortunatamente, ed è il bello del Cinema, ogni volta che si vorrà si potrà pensare di tornare a menare le mani accanto ai pionieri delle botte della settima arte, interpreti dozzinali e sguaiati che prima o poi - anche se, a ben guardare, questo trend ha già preso vita - verranno rivalutati e ringraziati per il lavoro svolto, seppur esclusivamente con i muscoli e parecchia immaginazione.
In fondo, il miracolo di una visione è anche questo: uomini grandi e grossi dalla scarsa mobilità pronti, a mani nude, a sgominare intere schiere di nemici.
Chi non l'ha mai sognato, del resto!?






"Yeah, play times over motherfuckers
spice 1's defiantly in motherfuckin' effect
you know what I'm saying? bringing it to all you bitch ass niggaz
so raise up and recognize, and understand that this brother is hard to kill."
Wu Tang Clan - "Hard to kill" - 



sabato 30 agosto 2014

Trappola sulle Montagne Rocciose

Regia: Geoff Murphy
Origine: USA
Anno: 1995
Durata: 100'




La trama (con parole mie): Casey Ryback, ex membro dei corpi speciali nonchè superspaccaculi spesso e volentieri celato dietro la sua passione per la cucina, è a bordo di un treno per un viaggio che dovrebbe ricongiungerlo con la nipote Sarah, figlia del fratello morto, che non vede da anni. Il loro momento di ritrovata serenità parentale viene però sconvolto dall'arrivo di un commando di terroristi a bordo del mezzo guidati dall'ex membro della CIA Travis Dane, licenziato per i suoi squilibri dopo aver progettato un satellite dal potenziale distruttivo ed intenzionato a riprendere il controllo dello stesso estorcendo i codici di sicurezza ad una coppia di ex colleghi presenti proprio sul treno prima di rivendere il tutto a potenze straniere.
Ovviamente, proprio quando la situazione parrà precipitare senza possibilità di scampo, Ryback rimetterà da par suo le cose a posto.






Ammetto di avere per troppi anni sottovalutato - e snobbato colpevolmente - il lavoro firmato da uno degli action heroes più sopra le righe di sempre, Steven Seagal, da sempre considerato come il portabandiera del trash anche all'interno di un genere che trash è, di fatto, per definizione.
Il recente recupero di Trappola in alto mare - seguito a ruota dal qui presente sequel Trappola sulle Montagne Rocciose - hanno invece aperto una breccia nel cuore del sottoscritto rispetto al corpulento parruccone esperto di arti marziali, tornando ad illuminarmi come solo i filmacci usciti tra la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta riuscivano - e riescono tuttora -, con tutto il loro bagaglio di ironia, botte da orbi, trame improbabili e dialoghi al limite del ridicolo: senza dubbio inferiore al precedente capitolo, questo Under siege 2 riesce comunque ad intrattenere come il pubblico pane e salame necessita, sfoderando un cast che tutti gli appassionati di serie televisive riconosceranno - si toccano Twin Peaks e Breaking bad, fino all'allora giovanissima Katherine Heigl di Grey's anatomy -, al pari di volti noti sul grande schermo come Peter Greene  - visto in The mask, I soliti sospetti e Pulp fiction, tra gli altri -, Eric Bogosian - Talk radio - e Patrick Kilpatrick - Minority report, Classe 1999 -.
Forse meno divertente del predecessore, ma ugualmente in grado di regalare chicche a profusione - specialmente quando l'attenzione si sposta sui siparietti tra Seagal/Ryback e la sua spalla Morris Chestnut, in pieno spirito Arma letale -, il lavoro di Geoff Murphy non appartiene e probabilmente mai ha sognato di farlo al Cinema nel vero senso della parola, eppure alza l'indice della malinconia per un'epoca in cui titoli di questo stampo erano all'ordine del giorno, fracassoni e senza pensieri come è giusto che fossero, lontani dalle proposte fighette e troppo pompose - oltre che dai minutaggi assurdi - di oggi.
Il successo fu clamoroso al botteghino, eppure non venne mai realizzato un terzo capitolo di quello che, di fatto, può essere considerato la versione di serie molto b del brand di Die Hard: e nonostante regia e montaggio decisamente artigianali, ed un plot quantomeno prevedibile, resta interessante osservare le evoluzioni di Seagal soprattutto con il coltello, esempio interessante dell'applicazione degli studi di Aikido del per così dire attore, che conferma di divertirsi parecchio a rendere la parte dell'invincibile eroe positivo che nessuno può e potrà mai contrastare - forse una manifestazione dell'ego messo in dubbio dalla cofana sulla testa -.
Dunque, se avete bisogno della classica pellicola sguaiata e priva di ogni umana logica, corredata da qualche sana e goduriosa scazzottata ed esplosione da gustare tra amici accompagnata da rigorosi alcool e rutto libero, allora avete trovato pane per i vostri denti, e senza dubbio uscirete più che soddisfatti dall'esperienza: per tutti i radical chic ed affini, invece, ci addentriamo in "dark territories" - tanto per citare sempre il titolo originale - che si adattano poco o niente a palati fini e più o meno intenditori della settima arte.
Anche se, con buona pace di tutti loro, il Cinema - con o senza maiuscola - è anche questo.



MrFord



"Let me take you on a funky ride
all around the world
and ahh, if you let me get inside your mind
feel your spirits fly."

Outkast - "Funky ride" - 





sabato 31 maggio 2014

Trappola in alto mare

Regia: Andrew Davis
Origine: USA, Francia
Anno: 1992
Durata: 103'




La trama (con parole mie): Casey Ryback, un ex seal improvvisatosi cuoco a bordo della storica corazzata Missouri, si trova coinvolto nell'attacco che un gruppo di terroristi guidati dall'ex agente dei servizi segreti Stranix ha organizzato in modo da impadronirsi dei missili a testate nucleari presenti a bordo e pronti per essere smantellati secondo gli accordi internazionali.
Con la complicità del comandante in seconda Krill, gli uomini di Stranix paiono avere completamente sotto controllo la situazione, riuscendo a tenere in scacco perfino lo Stato Maggiore degli USA: nel momento in cui Ryback scenderà in campo, però, la geografia dello scontro cambierà improvvisamente aspetto.
Il "cuoco", dunque, si renderà protagonista di una riscossa a suon di botte e proiettili che archivierà la minaccia ripristinando l'ordine costituito.






Non troppo tempo fa, in occasione del post dedicato alla collana curata da La Gazzetta dello sport dedicata alle gesta di Steven Seagal, uno degli eroi action più sopra le righe degli anni ottanta e novanta, approfittai per recuperare i dvd di due dei titoli di maggior successo con protagonista il ben poco espressivo esperto di arti marziali, Trappola in alto mare ed il suo sequel, Trappola sulle Montagne Rocciose.
Idolo assoluto di mio padre per quanto riguarda le visioni da cervello spento e spesso e volentieri ridicolizzato perfino da un action addicted e tamarro senza ritegno come il sottoscritto, il realtà il corpulento Steven ha finito per essere protagonista, a cavallo tra gli ultimi scampoli di eighties ed i primi ruggiti dei nineties, di pellicole di genere decisamente divertenti che ebbero anche un discreto successo al botteghino, consegnandolo all'Olimpo dei volti dei film di botte senza se e senza ma.
Del novero fa parte senza dubbio Trappola in alto mare, classico filmaccio buzzurro dell'epoca che vede buoni e cattivi tagliati con l'accetta affrontarsi colpo su colpo dall'inizio alla fine grazie ad uno script che più elementare non si potrebbe ed un cast che vede all'opera caratteristi rimasti tali, attori consumati - Garey Busey - e future star anche del Cinema "alto" - Tommy Lee Jones -: esplosioni, lanci di coltelli, gran legnate e proiettili, poi, preparano una cornice da grandi occasioni per un titolo che ricorda, nella sua costruzione, cose decisamente più interessanti come il primo Die Hard nello svolgimento e nella struttura.
Considerate le agghiaccianti esperienze recenti con il Seagal di cose terribili come Killing Point - geniale nella sua disarmante bruttezza -, non mi aspettavo di divertirmi così tanto in un recupero di un suo successo d'annata, impreziosito da alcune evoluzioni del protagonista con il coltello alla mano - legate, presumibilmente, alla sua esperienza nel combattimento corpo a corpo - e dalla presenza della notevole Erika Eleniak, che gli adolescenti di allora ricorderanno in Baywatch, protagonista di almeno un paio di topless che devono aver reso felice il pubblico in piena pubertà ai tempi dell'uscita in sala.
Prodotti come questo, senza alcuna pretesa eppure clamorosamente efficaci nel loro essere di grana grossa, restano il simbolo di un'epoca purtroppo tramontata, e finiscono per mancare come l'aria oggi, in un momento storico della settima arte in cui perfino i film di botte manifestano ambizioni troppo alte e si affidano a minutaggi da record, sfiancando lo spettatore che ai tempi dei Trappola in alto mare finiva per non rendersi neppure conto di quell'ora e mezza o poco più che volavano grazie alle improbabili imprese di spaccaculi capaci di far apparire gente come Jack Bauer agnellini pronti per i cartoni animati del primo pomeriggio.
Un successo, dunque, per Steven Seagal, che finisce per preparare alla grande il terreno per il successivo e già citato Trappola sulle montagne rocciose e stimola la curiosità del sottoscritto rispetto al recupero di altre due chicche della sua carriera, Nico e Duro da uccidere.
E' in corso una almeno parziale rivalutazione del parruccatissimo Stevenone?
Solo il tempo lo potrà dire.
Di sicuro, di trappole come queste, al Saloon vorremmo vederne molto più spesso.



MrFord



"If I'm butter - if I'm butter- 
if I'm butter, then he's a hot knife, 
he makes my heart a cinemascope, 
he's showing the dancing bird of paradise."
Fiona Apple - "Hot knife" - 




giovedì 20 marzo 2014

Steven Seagal Action

La trama (con parole mie): come già accaduto in occasione della pubblicazione delle collane dedicate a Bud Spencer e Terence Hill e alla Grande boxe, al Saloon torna ad essere ospitata un'iniziativa targata La gazzetta dello sport che farà felici intere schiere di appassionati di action, e che ripercorrerà l'intera carriera di una delle icone del Cinema di botte, Steven Seagal.






Per la felicità di Ford padre - ormai nonno, dall'arrivo del Fordino - prima ancora di quella del sottoscritto, La Gazzetta Dello Sport, a partire dal 13 Marzo al prezzo lancio di di 9,99€ oltre a quello del quotidiano, ha dato il via ad un'iniziativa imperdibile per tutti i fan dell'action sfrenata: la Steven Seagal Action.

L’opera si compone di 33 dvd e raccoglie i migliori film d'azione di Steven Seagal, campione di arti marziali e cintura nera 7° Dan di Aikido, noto al pubblico tutto, e non solo agli accaniti sostenitori del genere,
nonchè prezioso pezzo da collezione per gli amanti dell'action movie e delle arti marziali.

In ogni dvd sarà presente un booklet di 32 pagine che racconterà tutte le curiosità ed i retroscena sul film, con una biografia dettagliata e a puntate di Seagal. 
Inoltre a completare il booklet approfondimenti socio-culturali sugli anni 80 e biografie dei principali interpreti dei film.

Come se tutto ciò non bastasse, per le prime 3 uscite i titoli “Nico”, “Trappola in alto mare” e “Trappola sulle Montagne rocciose” - senza dubbio i vertici della carriera del buon Steven -  i DVD saranno disponibili per la prima volta anche in versione Blu-Ray.

Considerato il tipo di iniziativa - e sperando, un giorno, di vederla replicata anche per gli altri principali action heroes anni ottanta - non c'era posto migliore del Saloon per diffondere a dovere la voce, e festeggiare il momento con un brindisi corposo ed un paio di calci rotanti.

Correte dunque in edicola, e buttatevi a capofitto nel mitico mondo degli action movies protetti da un ospite d'eccezione: Steven Seagal.


MrFord




domenica 23 giugno 2013

Killing point

Regia: Jeff King
Origine: USA
Anno: 2008
Durata: 96'



La trama (con parole mie): siamo a Memphis, ed il rude detective Jacob, genio dell'elaborazione di profili e della caccia ai serial killer, si ritrova ad avere a che fare non con uno, bensì con due predatori ad un tempo. Il primo, Billy Joe, è un vecchio "amico" che il poliziotto ha già sistemato da par suo tornato per vendicarsi; il secondo, Lazarus, è uno psicopatico appassionato di metal ed astrologia.
A suon di cazzotti e frasi tagliate con l'accetta, Jacob assicurerà alla giustizia i due riuscendo, nel contempo, anche a scrollarsi di dosso i sospetti di un'incaricata dell'FBI giunta nel suo distretto per controllarlo.
Se non fosse per la trama da thriller del sabato sera, potremmo pensare che si tratti solo di una schifezza comune, e invece no: perchè è scritto ed interpretato da Steven Seagal.




Ve lo giuro, sono stato tentato. E molto.
Avrei voluto snocciolare i quattro bicchieri, per questo film.
Perchè, non prendiamoci per il culo, ci vogliono talento, inventiva, tecnica e magia per poter realizzare un Capolavoro vero, ma altrettanta abilità per confezionare una merda di proporzioni bibliche come questa.
Da scrittore o pseudo tale quale sono, infatti, trovo che una delle cose più difficili per chi si trastulla con una penna in mano sia quella di produrre qualcosa di qualità talmente infima da far strabuzzare gli occhi a chiunque finisca per metterci le mani sopra; diffidate, dunque, sempre e comunque da chi si professa in grado di scrivere volontariamente una schifezza, perchè ve la sta cantando grossa parecchio.
Certo, si può sdoganare il trash ed omaggiarlo, girare intorno alla melma o buttarcisi di testa, ma difficilmente se avete almeno una minima padronanza del mezzo riuscirete nell'impresa di realizzare un Capolavoro al rovescio come questo: occorre essere geni al rovescio, per farlo.
Senza dubbio, Steven Seagal lo è.
Dalla punta degli stivali alla coda di cavallo del parruccone.
Dovete sapere, infatti, che oltre alla sua bolsa presenza e all'inespressività che è ormai una bandiera ed un emblema, per Killing point il Nostro è riuscito addirittura e nientepopodimeno che a portare sullo schermo una sua sceneggiatura originale talmente pessima da far risultare degno della Palma d'oro anche il peggiore tra gli episodi di Walker Texas Ranger, o uno qualsiasi dei prodotti made in Italy della scuderia Moccia. Con l'aggiunta di qualche "fottiti" ed una manciata di cazzotti in più.
Ora vorrei davvero soffermarmi sulle interpretazioni da cani maledetti di tutti gli attori - e mi dispiace vedere Isaac Hayes ridotto a lavorare in produzioni come questa -, sulla regia che sarebbe fantascienza definire amatoriale, sul montaggio ai limiti della crisi di vomito, sulla vicenda che neppure un dodicenne in preda ai primi ormoni da botte e femmine sarebbe in grado di partorire, sul finale assolutamente senza senso e sulla pressochè non pervenuta attenzione ai dettagli - è ancora davanti ai miei occhi la sequenza in cui il buon Seagal spacca i denti al cattivo di turno in pieno stile American History X all'interno di un locale e nella scena successiva con tanto di sparatoria all'esterno abbiamo un bel primo piano del manigoldo con il sorriso completamente rifatto -, ma preferirei concentrarmi sull'incredibile magia che lo spaccaculi Steven è riuscito a produrre dietro la macchina da scrivere sfruttando una storia che mi riporta ai tempi della seconda liceo.
A seguito di una visione di classe de L'attimo fuggente, la pessima insegnante di letteratura italiana che mi accompagnò nei primi due anni di superiori, credendosi il professor Keating, per qualche mese si dilettò nel farci comporre poesie di vario genere - sonetti, opere futuriste, ottave, e via discorrendo - lasciando che poi le leggessimo di fronte alla classe: un mio compagno, di cui ricordo il nome - che non indicherò - ed il fatto che fosse un grande appassionato di calcio silenzioso e sempre al suo posto, regalò quello che ancora oggi ritengo sia uno dei componimenti più incredibili che abbia mai letto.
Avendo ancora a disposizione la raccolta che stampammo a fine anno, ho deciso di regalare a tutti voi l'emozione di leggere le parole di un Maestro:

"Il cielo oggi è splendido con nuvole
bianche e soffici sparse qua e la nel blu,
e uccelli neri tra le casupole
che volano cinguettando su e giù.

Sto guardando il panorama da un monte
dal quale io vedo un bell'orizzonte,
e frattanto mi mangio un buon panino
accompagnato da un bicchier di vino.

Adesso purtroppo fa freddo e io
ancora stanco per il lungo viaggio 
scendo accompagnato da mio zio.

Ancora pochi mesi e sarà maggio,
e spero vivamente nel cuor mio 
di poter comprare la moto Piaggio."


Ecco, ora sapete.
Fate conto che guardare Killing point è stato rivelatorio almeno quanto perdersi tra le rime di questo incredibile, stupefacente, mitico e anche mistico sonetto.
Con la differenza che, nel caso del lavoro della premiata ditta Jeff King/Steven Seagal, oltre all'orrore del contenuto si poteva far conto anche su una cornice altrettanto degna dello schifo più completo.



MrFord



"Hit me with your best shot!
Why don't you hit me with your best shot!
Hit me with your best shot!
Fire away!"
Pat Benatar - "Hit me with your best shot" -

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