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mercoledì 25 febbraio 2015

Jupiter - Il destino dell'Universo

Regia: The Wachowskis
Origine: USA
Anno:
2015
Durata:
127'





La trama (con parole mie): Jupiter Jones, orfana di padre e sorta di Cenerentola dalla vita difficile, scopre da un giorno all'altro di essere l'erede al trono dell'Universo contesa dai tre rampolli di una delle famiglie più influenti, potenti e pericolose dello stesso.
Seguita come un'ombra da Caine Wise, ex soldato dai numerosi problemi, la giovane dovrà fare i conti non soltanto con la sua nuova natura e posizione "sociale", ma anche con ogni singolo membro degli Abrasax contando, di fatto, solo su se stessa ed i sentimenti che inizia a provare per il suo antieroico salvatore.
Riuscirà la ragazza a venire a capo degli intrighi di potere cosmici, salvare baracca e burattini, preservare le vite dei membri della famiglia e trovare lo spazio - in tutti i sensi - per una storia d'amore che le è mancata tutta la vita?
Il destino di Prescelta si rivelerà una maledizione o riuscirà a dare nuova linfa al suo futuro?








Forse i Wachowski dovevano semplicemente rimanere Andy e Lana.
Ed evitare sboronate galattiche come The Wachowskis.
Forse, ai tempi in cui trovai davvero bellissimo Cloud Atlas, fui troppo ottimista.
Forse avrei dovuto pensare che, perfino con il sopravvalutato Matrix, i due fratellini mi sono sempre sembrati due pipponi nerd con a disposizione budget stratosferici e poco altro.
E invece non l'ho fatto.
Ed ho approcciato Jupiter - Il destino dell'Universo come se dovesse rivelarsi una sorpresa positiva nonostante le numerose ed orrorifiche recensioni raccolte in tutta la blogosfera.
Grave, gravissimo errore.
Ho dunque scontato sulla pelle due ore piene di mortorio da sci-fi per adolescenti in crisi ormonale che pesca a piene mani dall'immaginario di Star Wars, Star Trek, Star quel cazzo che volete e lo shakera nel modo peggiore possibile: quello della soap tinta da favola che ha spesso e volentieri impazzato sul grande e piccolo schermo nel corso delle ultime stagioni.
Negli ultimi mesi neppure Taken 3 o le peggiori schifezze - fatta eccezione per l'inarrivabile Cinquanta sfumature di grigio - erano riuscite a lasciarmi con in bocca un amaro che sa di devastante dopo sbornia come questo Jupiter, infarcito di inutili effettoni e lasciato in mano ad un cast non solo per nulla in parte - Tatum imbarazzante nel ruolo di quasi Spock, Redmayne che dovrebbe ringraziare il fatto che l'Academy non abbia messo gli occhi su questo titolo, o si sarebbe giocato la statuetta pur essendo il meno peggio della brigata, Sean Bean imprigionato in quello che ormai è il suo ruolo standard, Mila Kunis con una palpebra perennemente calata rispetto all'altra alla peggiore interpretazione della carriera -, ma anche svogliato e poco convincente, ad una sceneggiatura al limite dell'elementare ed ad un ritmo che definire compassato sarebbe riduttivo.
A poco importa che il setting possa risultare affascinante agli occhi degli appassionati di astronomia o ai nerd in generale, così come assurdo risulta immaginare di poter realizzare un prodotto di fantascienza efficace e potente soltanto buttando a caso nel calderone elementi che hanno formato la giovinezza dei suoi autori: dal ruolo di Cenerentola di Jupiter/Mila Kunis e dall'inutile serie di siparietti dedicati alla sua vita sulla Terra alla sua "ascesa" - come dichiara anche il titolo originale, come al solito più azzeccato di quello nostrano - niente pare funzionare, neppure il desiderio di far passare questa robetta come fosse un nuovo piccolo cult indirizzato ai teenagers, che probabilmente considereranno, dato l'approccio, il tutto come il classico polpettone da sfigati secchioni ed appassionati di tutto quello che di norma è materiale da vessazione e presa per il culo.
Considerato quello che è il risultato - simile ad una sessione di giochi di ruolo passata in compagnia di sfigati che portano in scena personaggi fighissimi e quasi invincibili come il Caine di Tatum in modo da compensare la loro triste realtà quotidiana -, oserei dire che sbeffeggiare Jupiter - Il destino dell'Universo è quasi un dovere, se non un piacere per chi ama non solo il Cinema di fantascienza, ma la settima arte in toto.
Devo dunque a malincuore ammettere che la parentesi del già citato Cloud Atlas è stata solo una casualità - sempre che non decida di rivalutarlo, a questo punto -, e che i famigerati The Wachowskis sono tornati a fare quello che riesce loro meglio in pieno stile Aronofski: i pipponi.
E non ci sono pianeti miracolosi - come, di fatto, è Giove -, storie d'amore impossibili o ridicole dinastie reali dominatrici dell'Universo che tengano: perfino con le ali ed i pattini spaziali, questa roba apparirà sempre come il rifugio decisamente poco efficace di un paio di nerd mai usciti dal guscio.




MrFord




"Now that she's back in the atmosphere
with drops of Jupiter in her hair, hey, hey, hey
she acts like summer and walks like rain
reminds me that there's a time to change, hey, hey, hey
since the return from her stay on the moon
she listens like spring and she talks like June, hey, hey, hey
hey, hey, hey."
Train - "Drops of Jupiter" - 




giovedì 5 febbraio 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): in tutta onestà, adoro settimane come quella che ci attende. E no, non perchè torna da queste parti ad infestare la rubrica sulle uscite in sala Angelina Kid, o perchè le occasioni di discutere con lui diventano potenzialmente più numerose, ma perchè la settima arte tenta di giocarsi tutte le sue carte passando da prodotti d'autore a schifezze colossali, dal crime alla commedia, dall'animazione al dramma, con una spruzzata di sci-fi che non guasta mai.
Insomma, ce n'è per tutti i gusti.
E considerato che al Saloon siamo forti sostenitori del caos, ben vengano weekend di Cinema come quello che ci aspetta.

Ford perseguitato da quel tordo di Piccione Kid.
Jupiter - Il destino dell'universo

"Stai tranquilla, Mila: Angelina Kid non è più bella di te!"
Cannibal dice: I Wachowski sono un grande rischio. Dopo il primo ancora oggi esaltante Matrix, il film scopiazzato da tutti persino da Eastwood che ha cambiato il cinema sia action che di fantascienza degli ultimi anni, checché ne dica Ford, non ne hanno più azzeccata una. Il loro ultimo Cloud Atlas è una delle peggiori schifezze viste da parecchio tempo a questa parte e il nuovo ambizioso Jupiter è, fin dal trailer, ad altissimo rischio ciofeca. Potrebbe essere uno dei film più involontariamente ridicoli dell'anno e quindi Ford potrebbe esaltarlo come un nuovo Capolavoro proprio come ha fatto con l'agghiacciante Cloud Atlas. Io comunque sono fiducioso: impossibile fare peggio di quello.

Ford dice: sono contento che i Wachowski tornino sul grande schermo, sempre con la loro amata fantascienza un po' tamarra che è, di fatto, un marchio di fabbrica della filmografia che li rappresenta.

Considerato, infatti, quello che accadde con Cloud Atlas, si prospetta un litigio con i fiocchi e controfiocchi tra me e Spielberg Kid, che ormai si porterà dietro per tutto l'anno i pistolotti contro American Sniper e cercherà di infilarli a forza anche per criticare Jupiter.



Birdman

Ford e Peppa Kid alle prese con la preparazione del post dedicato alle uscite settimanali.
Cannibal dice: Birdman begins. Il film in corsa per gli Oscar presto volerà sui cieli di Pensieri Cannibali e, credo, pure su quelli di WhiteRussian. Che impressione mi avrà fatto?
Mistero totale e, per una volta, non so davvero cosa ne potrà pensare Mr. Fordman. Presto però lo scopriremo...
Ford dice: Birdman è stato, in questi primi quaranta giorni circa del duemilaquindici, uno dei film di cui più si è parlato, e forse uno di quelli che dovrà confrontarsi con le aspettative più alte di pubblico e critica.
Inarritu tornerà ai livelli dell'esordio di Amores Perros volando alto o si schienterà rovinosamente contro una muraglia di bottigliate come fu per Babel? A breve avrete la risposta, mia come quella del mio rivale. Purtroppo.



The Iceman

"Ciao Cucciolo: Chris Kyle ti manda i suoi saluti."
Cannibal dice: Film del 2012 che arriva ora nelle sale italiane giusto con quel solito piccolissimo ritardo. Nonostante in rete circoli già da parecchio tempo, non l'ho ancora visto ma credo sia arrivato il momento. Anche se non mi ispira più di tanto perché mi sa di – com'è quell'espressione? – fordianata colossale, eccola trovata!

Ford dice: la distribuzione italiana resta uno dei grandi misteri della Natura e del Cosmo, un po' come i processi mentali di Cannibal Kid.

Fatto sta che, con quasi tre anni di ritardo, giunge in sala un film del duemiladodici che più o meno dallo stesso tempo giace nel mio hard disk esterno, e che, dunque, sarà il momento di riesumare.
Su due piedi, direi che si tratta di una cosa molto più nelle mie corde che in quelle di Peppa.



Non c'è 2 senza te

Il cast di Non c'è 2 senza te mostra la sua aspettativa di voto su Pensieri Cannibali.
Cannibal dice: Film agghiacciante fin dal titolo, che persino io mi rifiuterei di usare in un mio post. Ci sarebbe da vedere 'sta roba con Belen Rodriguez giusto per infoltire la classifica dei peggiori film dell'anno, ma già soltanto con le pellicole guardate a gennaio ho la Flop 10 quasi piena.
Ford dice: qui non c'è neanche uno. E forse neanche lo zero. Passo, e non lo auguro neppure al mio antagonista.



Leoni

Ford e Cannibal Kid: Tag Team Champions.
Cannibal dice: Commedia italiana che promette di riflettere sulla situazione lavorativa e sociale nostrana di oggi con protagonista Neri Marcoré, uno che secondo me al cinema proprio non funziona. Ora che ci penso, manco in televisione funziona. E il trailer mi ha fatto venire voglia di vedere questo film quanto di partecipare a una sfida di wrestling in tag team (è giusto il termine?) in squadra con Ford.
Ford dice: di questo film non mi importa praticamente nulla, ma sono strabiliato dal fatto che Peppa conosca il termine tag team, e lo citi immaginando un nostro incontro di wrestling, per giunta in coppia.
Per l'occasione, potremmo vedercela con Brad Pitt e Angelina Jolie: in questo modo, tra lei e il Cucciolo, potrebbe scattare una spassosa catfight!



Non sposate le mie figlie!

"E così quelli sarebbero Ford e Cannibal? Le nostre figlie non le devono vedere neanche per sbaglio!"
Cannibal dice: Fino a poco tempo fa le produzioni transalpine mi ispiravano immediata fiducia, adesso sono più diffidente, soprattutto nei confronti di questa commedia matrimoniale che pare davvero una robetta. Che è successo al cinema francese, perché si è fordizzato? Per fortuna ogni tanto tira ancora fuori radical-chiccate cannibali gradevoli come il recente Gemma Bovery.
Ford dice: dopo un paio di stagioni a dir poco esaltanti, il Cinema d'oltralpe pare essere clamorosamente crollato a livelli che lo avvicinano a quello nostrano, finendo per distruggere uno dei campi di battaglia più interessanti per le discussioni con Cannibal. Salto, nella speranza che si possa tornare ad avere qualcosa di davvero interessante dai nostri cugini.



Mune – Il guardiano della Luna

Opinioni fordiane e cannibalesche: praticamente come il giorno e la notte.
Cannibal dice: Come quasi ogni settimana, ecco qua la bambinata fordianata del weekend, che si preannuncia pure peggiore del solito. E il fatto che sia una produzione francese non basta per renderla appetibile al mio palato radical-chic.
Ford dice: ho visto e stravisto il trailer di Mune su tutti i canali di cartoni animati che si schiaffa il Fordino, e seppur non esaltato, mi è sembrato che non fosse neppure così male. Credo che, comunque, fino a quando Po impazzerà da queste parti, sarà dura che venga recuperato.


venerdì 11 gennaio 2013

Cloud Atlas

Regia: Tom Tykwer, Lana Wachowski, Andy Wachowski
Origine: Germania, USA, Hong Kong, Singapore
Anno: 2012
Durata: 172'
 



La trama (con parole mie): attraverso il Tempo e lo Spazio, assistiamo all'incrocio tra esistenze che si snodano dall'ottocento delle colonizzazioni e dello schiavismo ad un futuro remoto in cui le cose paiono non essere poi cambiate di molto, dal nostro presente agli anni trenta del Regno Unito, passando attraverso la Seoul del prossimo secolo e la San Francisco degli anni settanta.
Vite, morti, amori, imprese e fallimenti che passano attraverso una voglia che ricorda una cometa e l'eterna disputa che vede il Potere opposto alla Resistenza: c'è chi cade e chi riesce ad abbracciare il successo, chi combatte e chi tradisce, chi allarga le spalle affinchè la speranza divampi e chi, al contrario, porterà sempre e solo acqua al suo mulino.
E chi, più semplicemente, non sarà solo.
Questa è la grande giostra delle esistenze. Buttatevi, se avete coraggio.




Dovessi giudicare questo inizio 2013 cinematografico, penso che la mente correrebbe al volo all’idea di meraviglia: ancora stupito dal miracolo di Ang Lee con il suo Vita di Pi ecco che mi ritrovo sbigottito di fronte al lavoro a sei mani di Tom Tykwer, Andy e Lana Wachowski.
Perché Cloud Atlas – che a giudicare dai trailer che avevo avuto modo di vedere in rete ed il sala mi pareva un polpettone di quelli che avrei letteralmente affossato a bottigliate – ha ribaltato completamente i pronostici funerei della vigilia incantando casa Ford per le quasi tre ore della sua durata nonostante un Tom Hanks che io avrei rispedito sull’isola di Cast away a calci in culo ed un piglio generale che paga più di un tributo alla retorica hollywoodiana come grande tradizione – e distribuzione – vuole.
Eppure l’affresco di questo mosaico di esistenze che si snodano attraverso una manciata di secoli di Storia passata, presente e futura funziona a meraviglia, emoziona ed arriva dritto al cuore dell’audience come soltanto i grandi film di genere riescono a fare, riuscendo nel contempo a mescolare avventura, dramma, sci-fi, fantasy, commedia, amore e morte tirando le fila di uno script ottimo – la cura nei raccordi tra le epoche è quasi maniacale, e da ex sceneggiatore, pur se di fumetti, non ho potuto che apprezzare la cosa – che sequenza dopo sequenza finisce per regalare allo spettatore inizialmente disorientato un climax conclusivo in cui il dialogo a più livelli temporali pare muoversi con una tale sincronia da annullare ogni piano di narrazione per presentarsi come un unico, grande coro ad una voce.
Dalle vicende di Ewing – idealista avvocato ai tempi degli imperi coloniali – a quelle di Sonmi – destinata ad una vita ed una morte da lavoratrice nella nuova Seoul del futuro – la cometa che segna la pelle di alcuni tra i protagonisti mostra particelle delle singole gocce che compongono un oceano immenso ed affascinante, magico e complesso nelle sue espressioni positive o negative – perfetta la scelta di affidare più ruoli agli attori attraverso le epoche finendo per ritagliare addosso agli stessi anche un background ben definito, da quelli controversi di Tom Hanks a quelli oscuri di Hugo Weaving, passando per i sognatori positivi di Jim Sturgess e Halle Berry neanche ci trovassimo in una versione blockbuster del magnifico Holy motors -.
Quando, ormai più di due anni fa, Christopher Nolan stupì il mondo con il suo Inception, ricordo di aver scritto che il regista della trilogia del Cavaliere oscuro aveva raccolto il testimone di Matrix rendendo possibile quello che lo stesso Matrix non era stato in grado di essere e diventare.
Con le immagini di Cloud Atlas ancora negli occhi, la sua sinfonia di esistenze ed epoche, le pulsioni che lo rendono, di fatto, un film legato a doppio filo ai concetti di Libertà ed espressione di se stessi – tanto da ricordare, a tratti, anche V per vendetta, realizzato dall’allievo prediletto dei registi James McTeigue – e che passa attraverso la prova di forza di Sonmi – “Quando ad un uomo togli tutto, non hai più alcun potere su di lui” – e quella di Ewing – “Un oceano non è che l’insieme di un’infinità di singole gocce” -, i Wachowski hanno finalmente realizzato il loro personalissimo Inception, di fatto chiudendo un cerchio ed affermando a gran voce tutto il visionario talento mostrato fino ad ora soltanto in parte.
Sicuramente rispetto al cerebrale e chirurgico Nolan un lavoro come Cloud Atlas risulta indubbiamente larger than life e di grana più grossa, ma non siamo certo qui a contestare lo stile, quando il risultato è così coinvolgente e di ampio respiro: e dai toni da commedia nera della vicenda dell’editore interpretato da Jim Broadbent nel nostro presente al futuro remoto in stile a metà tra Apocalypto ed Avatar riusciamo a trovare scintille di magia come solo la settima arte sa produrre, brividi legati al dramma sentimentale del giovane compositore di quella che diverrà la composizione Cloud Atlas così come al vintage della San Francisco anni settanta che strizza l’occhio al Cinema impegnato dei tempi, la danza tra gli alberi della nave dello schiavo liberatosi con le sue sole forze e la “defenestrazione” del critico radical chic – una sequenza già cult dalle parti del Saloon -, per esplodere letteralmente nella Seoul di Sonmi, che ha riportato alla mente e soprattutto al cuore di questo vecchio cowboy tutta la poesia per immagini di 2046. Mica roba da poco.
Tutto questo senza dimenticare che, mascherata da spettacolone giocato su effetti e trucco, troviamo una riflessione profonda sul valore del “tutto scorre”, una sorta di respiro cosmico all’interno del quale ci muoviamo senza mai finire, in un modo o nell’altro, di farne parte – e in questo senso si torna a ricordare il già citato Vita di Pi -.
Può anche essere che con l’imminente arrivo del Fordino io mi sia rammollito, ed abbia subito una regressione che permetta di fare breccia nel mio cuore anche a pellicole inevitabilmente ad ampio raggio come questa, eppure quello che ho provato dall’inizio alla fine del suddetto film è stato pura, piena, clamorosa gioia.
Gioia nata dall’amore per la settima arte, e gratitudine per ogni momento magico che la stessa riesce a regalarmi.
E se lo scopo ultimo di questa “lanterna magica” è quello di lasciare a bocca aperta, allora Cloud Atlas ne è un’espressione potente come poche.


MrFord


"If you're lost you can look and you will find me
time after time
if you fall I will catch you I'll be waiting
time after time."
Cindy Lauper - "Time after time" -


giovedì 10 gennaio 2013

Thursday's child

La trama (con parole mie): nuovo weekend in arrivo e nuove previsioni dei due bloggers più controversi e contrapposti della rete, il vecchio sperimentatore e sempreverde Ford ed il giovane statico incartapecorito Cannibal Kid.
Questa settimana proseguiremo con il trend positivo di inizio anno, pochi film inutili made in Italy presenti all'appello ed un paio di proposte almeno sulla carta interessanti: saranno state in grado di mettere almeno per una volta d'accordo i due acerrimi rivali o la rubrica si rivelerà il consueto valzer di provocazioni tra i nostri due antieroi?
Ai posteri l'ardua sentenza.


"Cannibale, pensavo seriamente di scritturarti per il mio prossimo film: Come te nessuno mai, e meno male!"

 Quello che so sull'amore di Gabriele Muccino


Il consiglio di Cannibal: quello che so su Ford è che un pirla!
Dopo i pessimi La ricerca della felicità e Sette anime, a Hollywood non si sa bene perché hanno voluto dare una terza possibilità a Gabriele Muccino. E questa volta, per fortuna, dovrebbe essere anche l’ultima.
Non è che mi faccia piacere parlare male, del Muccino senior. A me i suoi primi 4 film italiani non sono neanche dispiaciuti ma, da quando se n’è andato in America, oltre a fare film schifosi, sembrava dovesse essere il Salvatore del cinema italiano nel mondo. E invece…
Quello che so sull’amore ha avuto una gestazione difficile, Muccino per il nervoso nel girarlo è ingrassatissimo e ora il film negli USA si sta rivelando un floppone. Dal trailer non faccio fatica a capire il perché. Sembra una muccianata delle peggiori. Di quelle che potrebbero essere peggio persino dei suoi ultimi film. E allora, sia io che Ford saremo pronti a bottigliarlo come si deve. Soprattutto a Ford farebbe bene, visto che ultimamente l’ho visto un po’ più rammollito e immuccinato del solito…
Il consiglio di Ford: quello che so su Cannibal è che non capisce una fava di Cinema...
... tranne che rispetto a Muccino, che ha realizzato qualcosa di decente con gli esordi, e poi si è bevuto il cervello alimentandolo ad ego finendo negli States a fare il santone finto Inarritu del Cinema italiano. Questo film non promette nulla di buono, tanto che non sprecherò neppure una bottigliata e lascerò la visione al mio antagonista, che così avrà l'inizio d'anno che si merita!

"E quindi tu saresti Cannibal!? Embè, io sono Leonida!"
Cloud Atlas di Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski

 

Il consiglio di Cannibal: guardatelo, solo se volete farvi venire un gran mal di testa.
Di solito non me ne frega niente di quello che pensa Mr. Ford, ahahah.
Questa volta sono però davvero curioso di sapere la sua opinione su Cloud Atlas. Un film incasinato, incasinatissimo, firmato da Tom Tykwer (Lola Corre) insieme ai fratelli Wachowski (Matrix). Sia l’uno che gli altri autori di pellicole che in un’epoca ormai lontana mi erano piaciute parecchio e che sulla carta potevano avere realizzato il mio genere di film. Invece, Cloud Atlas non mi è piaciuto per niente. Voglio quindi sapere se Ford, che già aveva sputato addosso all’ottimo Matrix, avrà il coraggio di riabilitare i Wachowski proprio ora che hanno realizzato un pasticcio clamoroso come questo.
E, se già a me un film come questo ha fatto venire un gran mal di testa, chissà se a vederlo la testa di Ford non è addirittura esplosa…
Recensione cannibale in arrivo a breve. Quella di Ford forse, se è sopravvissuto alla complessa visione.
Il consiglio di Ford: Cannibale è volato tra le nuvole spinto da un colpo troppo energico di Ford.
Ero molto curioso di scoprire cosa sarebbe stato dello scontro Ford/Cannibale a seguito della visione di questo film: quando vidi il trailer la prima volta pensai che sarebbe stato vittima delle mie peggiori bottigliate, e invece la visione è stata assolutamente esaltante. Il Cinema della meraviglia per l'Inception dei Wachowski non più fratelli ma fratello e sorella. Non lasciatevi ingannare dal disorientamento iniziale: questo film è uno spettacolo in tutti i sensi.
Recensione fordiana domani!
  
"E tu saresti Cannibal!? Mi manda Ford per tatuarti a punta di spada!"

Asterix e Obelix al servizio di sua Maestà di Laurent Tirard


Il consiglio di Cannibal: Ford al servizio di sua Maestà Cannibal.
Viva il cinema francese, ma abbasso queste porcherie francesi.
Non ho visto gli episodi precedenti di questa versione in carne e ossa delle avventure di Asterix e Obelix e non ho intenzione di cominciare ora.
Gerard Depardieu che se ne rimanga in Russia dal suo amicone Putin e se ne vada pure affan…
Il consiglio di Ford: Cannibal al servizio di Ford come sguattero per il Saloon!
Non mi sono mai avvicinato neppure con un bastone a questa serie che mi è sempre parsa vomitevole, e non comincerò certo adesso. Tipico film da Feste uscito fuori tempo massimo che meriterebbe di non
essere neppure distribuito: almeno quanto Cannibale non meriterebbe di avere uno spazio in rete! Ahahahahahaha!

    
"E questo sarebbe Cannibal in salmì!? Ci aspettavamo molto meglio!"

A Royal Weekend di Roger Michell


Il consiglio di Cannibal: a royal weekend, lontano da questo film.
Di questo film non ne so molto e, sinceramente, non mi frega nemmeno saperne più di tanto. Mi sembra una roba sui nobili inglesi alla Downton Abbey o alla Il discorso del re di quelle per cui il mio interesse è pari a quello per un incontro di wrestling. Il fatto che ci sia Bill Murray, uno che di solito lavora con registi interessanti, non mi basta. Lo lascio volentieri come visione da ora del tè a Mrs. Ford.
Il consiglio di Ford: un royal weekend? Bevute, wrestling e un bel po’ di pane e salame!
Memore di quella ciofeca de Il discorso del re - che riuscì a mettere d'accordo in negativo perfino il sottoscritto e Felix Aggiustatutto Kid - passo volentieri una visione da salotto radical chic finto alternativo di mezza età delle peggiori, e mi godo al contrario l'attesa per la Royal Rumble, uno degli eventi più importanti del wrestling annuale. Per non parlare dell'attesa per l'arrivo del Fordino, ormai questione di giorni!

"Ho messo sotto Cannibal chi!? Beh, poco male, non mi pare una grande perdita!"

La scoperta dell’alba di Susanna Nicchiarelli


Il consiglio di Cannibal: ma la scoperta del cinema, quello vero, in Italia no?
Era già qualche mese che non vedevo Margherita Buy in una nuova produzione italiana di quelle che tanto volentieri mi perdo. Cominciavo quindi ad essere preoccupato che non fosse più l’attrice nevrotica di una volta. Così come quando non sento Ford sputare fuori qualche castroneria delle sue per qualche giorno e mi preoccupo che cominci a capirne qualcosa di cinema, invece probabilmente ha solo avuto dei problemi con la tecnologia.
La tecnologia è il vero nemico di Ford, mica io.
Tornando al film, se il mio fioretto per l’anno nuovo era quello di dare maggiore fiducia al cinema italiano, già solo vedendo il trailer di un film come questo, con la solita nevrotica Margherita Buy, mi passa la voglia. La pellicola poi è tratta da un romanzo di Walter Veltroni. Come politico non è che mi sia mai piaciuto molto (anche se in confronto ad altri…), però come persona lo rispetto, se non altro per la sua passione cinematografica. Non so se la fa ancora, ma curava anche una sua rubrica su Ciak. Come scrittore non ho idea di come sia, ma a questo punto sono quasi curioso di sapere cosa è venuto fuori da un film tratto da un suo libro. Ho detto quasi curioso. Più quasi che curioso.
Dite che anche Ford è appassionato di cinema e quindi dovrei rispettare di più pure lui?
Mah, quello al massimo potrebbe rientrare tra i miei buoni propositi. Non per il 2013, ma per il duemilacredici!
Il consiglio di Ford: la scoperta dell'acqua calda... Cannibale non capisce nulla di Cinema!
Ammetto di essere piacevolmente sorpreso da questo inizio anno: in due settimane, soltanto un paio di film italiani inutili distribuiti in sala. Speriamo di continuare così, in modo da poterci concentrare solo ed
esclusivamente sulle pellicole che valgano davvero la pena - ed il tempo - di una visione.
Che poi saranno le stesse che il Cannibale sconsiglierà! Ahahahahaha!

"Hey tu, Cannibal, levale le mani di dosso!"

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