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lunedì 19 novembre 2012

Six Ford Under

La trama (con parole mie): ebbene sì, tornano dopo una pausa fin troppo lunga le famigerate Blog Wars che ormai da parecchio tempo periodicamente scoppiano e che vedono opposti il sottoscritto e l'eterno adolescente mio rivale Cannibal Kid.
Questa volta ci - e vi, speriamo ovviamente - divertiremo sfruttando uno dei fenomeni che negli ultimi anni ha, di fatto, cambiato la geografia dell'entertainment: le serie tv.
Oggi tocca al sottoscritto, quindi avrete l'occasione di rifarvi gli occhi con proposte bomba, domani, purtroppo per tutti noi, toccherà anche al mio avversario: e allora non andrà così di lusso!


"Forza, ragazzi! Ancora un piccolo sforzo e il Cannibale è sistemato!"

Nuova Blog War tra me e il mio blogger rivale, tale Mr. James Ford.
Dopo esserci dedicati ai peggiori film della storia del cinema, abbiamo saggiamente deciso di cambiare del tutto genere, spostandoci dal grande al piccolo schermo. La nuova Battaglia Bloggara è infatti dedicata alle nostre 10 serie tv preferite di tutti i tempi.
Ladies first, prima le signore. E allora, da vero gentle(mad)man d’altri tempi, concedo il primo turno di questa sfida a lei, Mrs. Fordero, e alle sue discutibili, discutibilissime scelte.
Tanto per ribadire che non solo ha dei pessimi gusti cinematografici, non solo ha degli ancora più pessimi gusti musicali, ma oggi scopriremo che pure di televisione non ne capisce un’H.
Ecco a voi le 10 serie preferite da Ford, di cui molte parecchio trascurabili. Noi giovani cannibali ci diamo appuntamento per domani, con la mia spettacolare e più variegata decina.
Cannibal Kid

Dall'ultima Blog War dedicata ai film più brutti della nostra storia di spettatori, io e il mio sempre bollito antagonista Cannibal Kid abbiamo lasciato insolitamente passare parecchio tempo, presi dalla nostra rubrica settimanale sulle uscite in sala e convinti che una pausa avrebbe dato fuoco alle polveri all'annuncio della nuova battaglia: e così, in effetti, è stato.
Questa volta l'accelerante per l'incendio destinato a scoppiare nel confronto è dato dalle serie tv, universo letteralmente esploso negli ultimi dieci anni ed in grado, ormai, di regalare al pubblico prodotti di qualità talmente alta da non avere nulla da invidiare alle opere destinate al grande schermo. Oggi avrete la fortuna di rifarvi gli occhi con una selezione con gli attributi, che spazia dal terrore puro all'emozione, passando per
parecchi morti ammazzati, prima di ritrovarvi, domani, a dover fare i conti con le turbe adolescenziali del Peter Pan rinconiglito che mi ritrovo come avversario.
Mr. James Ford

"Non preoccuparti troppo, Cucciolo. Un colpo secco, ed è tutto finito."
1) Twin Peaks (1990-1991) Creata da: David Lynch, Mark Frost


MrJamesFord Se esiste o è mai esistita una serie cui è possibile assegnare l'appellativo di Capolavoro, è senza dubbio Twin Peaks. Vertice massimo del mio terrore durante tutta l'infanzia e l'adolescenza grazie alle atmosfere inquietanti e al terrificante Bob, questo complicato thriller onirico creato da David Lynch, seppur caotico e nella seconda stagione troppo dispersivo, tocca vette ancora insuperate di magnetismo nel suo fotografare la vita della provincia "dorata" di un'America che non è mai esistita, non esiste e non
esisterà. La fine dell'innocenza e dell'epoca della meraviglia passa tutta attraverso il telo di plastica che avvolge il corpo di Laura Palmer.
Cannibal Kid Twin Peaks svetterà naturalmente anche sui picchi ben più interessanti e innevati della mia Twin Kid lista di domani. Una decina talmente tanto potente, che a finire nel telo di plastica non sarà Laura Palmer, ma il povero vecchio Ford.
Oddio, che spettacolo inquietante. Peggio di qualunque visione immaginata da Lynch!

"!eccangerf eus el noc itacnats aveva ic: amic ni àl elabinnaC oseppa omaibbA"
2) Lost (2004-2010) Creata da: J.J. Abrams, Jeffrey Lieber, Damon Lindelof



MrJamesFord Così come Twin Peaks può essere riconosciuta come la serie più clamorosa mai creata, Lost è senza dubbio quella ad aver meglio rappresentato il concetto di esperienza, non soltanto come audience ma anche, e soprattutto, come persone. Un viaggio emotivo accanto ad una serie di personaggi indimenticabili - su tutti il Sawyer cui devo il nickname da blogosfera - che è impossibile dimenticare: e come per la creatura di Lynch e Frost, anche l'opera di Abrams e soci è qualcosa di talmente grande da
riuscire a mettere d'accordo perfino Ford e Cannibale, che se finissero soli su un'isola (quasi) deserta rischierebbero di farla saltare in aria. Sempre che il sottoscritto non decida di dare in pasto il suo antagonista agli orsi polari la prima notte di pernottamento.
Cannibal Kid Piuttosto che finire su un’isola deserta insieme a Ford, preferirei finire con Tom Hanks versione Cast Away. E chi legge abitualmente il mio blog (ovvero persone di un’intelligenza e di un gusto sopraffini) sa che odio Tom Hanks…
Finire con Ford che se ne va in giro per l’isola mascherato da wrestler a cacciare teneri scoiattoli e altre spaventose creature a mani nude (uh, che coraggioso!) è un’esperienza che proprio non mi va di vivere. Un po’ come non rivivrei quei minuti in Chiesa nel finale di Lost. Il punto più basso di una serie altrimenti (quasi) sempre grande.

"Hey Ben, che stai facendo?" "Sai com'è, il cast di Six Feet Under mi ha chiesto di scavare una fossa per il Cucciolo Eroico!"
3) Six Feet Under (2001-2005) Creata da: Alan Ball


MrJamesFord E' difficile descrivere in maniera equilibrata una serie come questa, creata con uno stile impeccabile dall'Alan Ball di American Beauty attorno alla famiglia Fisher, proprietaria di un'attività di pompe funebri. Se esiste un'opera perfetta per comprendere, più che il significato di Famiglia, quello del rapporto tra fratelli e/o sorelle, è questa. Non a caso il suo autore ha deciso di mettere la parola fine sulle
vicende di questo insolito focolare domestico proprio a seguito della perdita della sorella, nonostante non fosse ancora prevista un'ultima stagione. E se non bastassero i personaggi, gli interpreti - Michael C. Hall,
amato da tutti per Dexter, nel corso delle cinque stagioni di Six feet under è riuscito anche a fare meglio -, le vicende profondamente realistiche ed al contempo quasi "ultraterrene", sappiate che, una volta giunti alla conclusione, vi troverete di fronte il miglior finale mai scritto per una serie tv. Nonchè una delle rarissime visioni che è stata in grado di portarmi alle lacrime. E immagino già che quell'imbalsamato di Mummia Kid avrà già la battuta pronta su questo.
Cannibal Kid Ford che piange come una femminuccia…
UAAHAHAHHAHAHAHAHAHH
UAAAAAAAAAAAHAAAAAAH
UAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH
No, davvero. Non ce la faccio a continuare. Blog War sospesa.
UAAHAHAHAHAAAH UAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHAAAAAAAHAAAAAAH
MrJamesFord Come avete visto ormai posso tranquillamente prevedere tutte le mosse del mio avversario, che finge di darsi un'aria distaccata senza pensare di aver palesemente ammesso di essere stato commosso più di una volta dai suoi filmetti da scolaretta. Voi non siate prevedibili come lui, che all'ora della programmazione di Six Feet Under ai tempi era già nel suo lettuccio con le coperte rimboccate ed i peluche dei coniglioni, e lasciatevi sedurre da una delle proposte più incredibili che il piccolo schermo abbia conosciuto, nonchè al finale per eccellenza di un serial - cosa, peraltro, quasi universalmente riconosciuta -.
Cannibal Kid Scusate, ho immaginato Ford che piange come una donzeletta che vien dalla campagna mentre fa la calzamaglia…
UAAHAHAHHAHAHAHAHAHH
UAAAAAAAAAAAHAAAAAAAAH
No, non riesco a proseguire! Blog War cancellata!
JF Quindi, se non sbaglio, questo è un forfait! Ennesima vittoria! Ahahahahahah!

"Fratellino, te l'ho detto che ci saremmo divertiti, alle esequie del Cannibale!"
4) Romanzo criminale (2008-2010) Creata da: Stefano Sollima



MrJamesFord Come ormai tristemente tutti noi sappiamo, gli ultimi anni non sono stati propriamente i migliori della nostrana storia cinematografica. Per quanto riguarda le serie tv, ci va anche peggio, dato che qui nella Terra dei cachi si continua ad essere intrappolati nell'orripilante meccanismo delle fiction. Fortunatamente qualche anno fa è accaduto un piccolo miracolo, e dall'ottimo romanzo di De Cataldo è nato l'unico, vero, incredibile prodotto per piccolo schermo che potremmo mai sperare di esportare,
ispirato dalle vicende della nota Banda della Magliana. Un affresco violento ed emozionante come pochi se ne sono visti e vissuti anche tra le serie made in Usa, con una manciata di sequenze da capogiro - il Bufalo con la bara del Libanese e la morte di quest'ultimo su tutte - ed una galleria di personaggi de paura. Un
prodotto profondamente italiano che andrebbe mostrato con orgoglio, e che invece i pariolini come il Cannibale continuano a snobbare. In questi casi, resta solo una cosa da fare: pijamose Roma! E già che
ci siamo, pure Casale Monferrato!
Cannibal Kid Se lo consideriamo all’interno del panorama italiano, va bene, è un prodotto accettabile. Sebbene a dover proprio scegliere una serie nostrana, avrei preferito nettamente inserire Boris. Romanzo criminale è meglio di Carabinieri e Don Matteo, wow, che impresa! Ma se lo consideriamo all’interno del panorama tv americano o britannico, questo romanzetto criminale sparisce del tutto.
Vogliamo mettere la grandiosità dei Mad Men con questa burinata girata dal regista del modestissimo ACAB? Inserire ‘sta robetta porella tra le migliori serie di sempre è davvero una Fordianata tra le peggiori mai viste!
Per fortuna che grazie a me hai scoperto la prossima serie (Friday Night Lights), Ford, se no eri capace di inserire pure I Cesaroni vendendocelo come “un affresco violento ed emozionante” della famiglia italiana di oggi hahaha.
MrJamesFord Ovviamente un esterofilo radical chic come il Cannibale non poteva che snobbare un prodotto che stilisticamente non ha nulla da invidiare ad alcuna serie prodotta oltreoceano - anzi, è superiore a molte di loro - ed emotivamente travolge lo spettatore fornendo una serie di ritratti spettacolari di ragazzi che non hanno fatto nient'altro se non vendicarsi di un mondo che li aveva buttati al
fondo della catena alimentare. Ma che ve lo dico a fare!? In fondo il Cannibale sarebbe giusto un Ranocchia qualsiasi, in una banda di Bufali fordiani! Ahahahahahah!
Cannibal Kid La prossima sparata fordiana qual è? A questo punto non mi sorprendrebbe che definisse Elisa di Rivombrosa il più grande capolavoro della serialità mondiale…

"A Libano, sò annati tutti al funerale del Canibbale, qui semo rimasti solo io e te!"
5) Friday night lights (2006-2011) Creata da: Peter Berg


MrJamesFord Curioso che nella lista delle dieci serie migliori made in Saloon spicchi un titolo scoperto proprio grazie al mio antagonista, che ne aveva parlato in modo lusinghiero rispetto all'ultima stagione. Al momento in casa Ford stiamo concludendo la quarta, ma posso assolutamente affermare che abbiamo di fronte uno dei migliori ritratti dell'american way of life mai realizzato: nel Texas profondo dei bovari e dei rednecks, la famiglia del coach Taylor vive la sua quotidianità scandendola con le partite dei Dillon Panthers prima e degli East Dillon Lions poi, facendo del football un metronomo per amori, litigi, nuovi nati e drammatiche morti. Ovviamente il Cannibale c'entra poco e nulla con sbronze, risse, fango, rodei, football e vita di provincia, così il sottoscritto, approfittando dell'esca data dall'ambiente del liceo, lo metterà sottotorchio a suon di giri di campo ed allenamenti selvaggi anche nei giorni di hangover.
Cannibal Kid Ecco una serie che Ford aveva snobbato per i suoi soliti enormi pregiudizi, probabilmente considerandola come una trascurabile serie teen. E invece, spesso le cose più interessanti e fresche vengono proprio dalle serie a prima vista adolescenziali. Per fortuna, grazie a me persino il milanese da aperitivo fighetto Ford che pure lui con risse, fango, rodei, football e vita di provincia non c’entra proprio nulla è riuscito a scoprire questa piccola chicca della serialità.
Dimostrando che Pensieri Cannibali è utile a tutti, anche a Ford. L’utilità di WhiteRussian invece devo ancora scoprirla, visto che da quando ahimé frequento codesto blog non ho ancora trovato una dritta interessante. Ultimamente ad esempio sto rivalutando Modern Family, ma il merito non è certo del poco modern Ford che ne aveva parlato bene, bensì di Mtv che finalmente l’ha inserito in programmazione.
MrJamesFord Una vera chicca, questo Friday night lights che stagione dopo stagione stupisce ed emoziona. Peccato per il Cannibale che non l'abbia snobbato bollandolo come una delle serie teen che lui tanto adora, quanto per il fatto che tra le mille visioni mi era semplicemente sfuggito, essendo tra l'altro qui da noi (purtroppo) poco noto e mai uscito (purtroppo) sul mercato home video. Ad ogni modo, grazie al coach Taylor, anche il molto più milanese fighetto di me Kid ha trovato una sua utilità in casa Ford a parte quella del sacco da boxe.

"Arbitro, chiedo un time out anticipato per la lista del Cannibale di domani!"
6) OZ (1997-2003) Creata da: Tom Fontana


MrJamesFord Ed ecco il tipico prodotto duro, crudo e potente che Bimbominkia Kid farà fatica anche soltanto a guardare coprendosi gli occhi con quelle sue ossute manine ancora appiccicose per le caramelle
che gli ha dato la mammina. Quasi sconosciuta al pubblico italiano, questa serie firmata Tom Fontana ci va talmente pesante da far apparire cose come I Soprano o The Shield come prodotti nel pieno rispetto del PG: la storia del Paradiso - un angolo a statuto speciale di una prigione di massima sicurezza - è una sequela di morti, stupri, violenze, protagonisti fatti secchi ad ogni episodio come mai era accaduto prima. Non mancano i charachters cult come il malvagio Adebisi - il futuro Mr. Eko lostiano -, il nazista Schillinger e gli impagabili fratelli O'Reilly. Ma è solo la punta dell'iceberg per un viaggio nell'inferno del carcere duro: più o meno lo stesso cui destinerei il Cucciolo Eroico, che in caso di sopravvivenza, forse, potrebbe uscirne finalmente ometto.
Cannibal Kid Bimbominkia Kid fa fatica a considerare memorabile una serie trascurabile e per nulla appassionante che giusto Ford poteva inserire tra le sue preferite. In ambito carcerario, risulta più interessante ad esempio un Prison Break, che pure non ho mai amato particolarmente. Questo poco magico Oz è una serie sì pesante, ma solo per la pazienza dello spettatore. D’altra parte a uno come Ford abituato alle favolette di Aki Kaurismaki o alle bambinate della Disney, basta poco per apparire come una cosa “dura, cruda e potente”.
E, a proposito di serie “dure, crude e potenti”, mi sorprende che tu non abbia inserito la serie dei tuoi veri eroi: i Power Rangers! E Walker Texas Ranger? Come ha potuto uno pseudo expendable come te lasciare fuori quell’attorone di Chuck Norris?
MrJamesFord Ovviamente al Bimbominkia Kid attento alla confezione e alla moda non poteva che piacere quella robetta sciapa di Prison break - che abbandonai schifato dopo il pilota - invece della bomba buttata
in faccia a noi tutti da Tom Fontana. Per il resto, sarebbe divertente scoprire cosa accadrebbe a Mingherlino Kid una volta caduto nelle mani dell'Adebisi di turno: forse la favoletta finirebbe piuttosto male, un pò come il mio rivale che, spaventato dall'eccessivo realismo, finge di fare lo snob rispetto a quella che è senza dubbio la serie più violenta mai trasmessa in tv.
Cannibal Kid Come ho scritto, Ford se non vedi mettiti gli occhiali oppure se non sai leggere segui un corso per imparare, Prison Break non mi ha mai entusiasmato. In confronto a ‘sta roba però fa ancora la figura della seriona.
MrJamesFord Prison break può fare la figura della seriona solo rispetto alla robetta che proporrai tu domani!

"Non c'è verso, Kareem! In cella a spassarmela con il Cucciolo eroico vado io: ho fatto anche il bidet per l'occasione!"
7) The Shield (2002-2008) Creata da: Shawn Ryan


MrJamesFord Ecco un'altra delle serie fordiane per eccellenza: già dal pilota, con l'omicidio dell'informatore degli Affari interni sulle note di Bawitaba di Kid Rock per mano di Vic Mackie sapevo che le vicende della Squadra d'assalto avrebbero avuto un posto speciale nel mio cuore, e gli anni successivi non hanno fatto che confermare la prima impressione. Le vicende di questo manipolo di poliziotti molto oltre il limite della legge e del loro distretto - il mitico Ovile - riuscirono ad unire il poliziesco, l'hard boiled, il noir, il thriller ed una dose di adrenalina in continua crescita fino al climax a dir poco incredibile dell'ultima stagione.
Non vedo l'ora di sentire le lamentele di quel Wagonbach Kid del mio antagonista, che in una Squadra d'assalto che si rispetti non troverebbe spazio neanche come portaborse!
Cannibal Kid Già una serie che usa il fake kid, ovvero Kid Rock, in colonna sonora, merita di non essere seguita. Eppure c’ho anche provato a farmela piacere, però niente. The Shield è una serie apprezzabile per lo stile, grazie alle riprese a mano, peccato che a breve facciano venire il mal di mare. Per il resto, giusto un Cucciolo Non Eroico come Mitt Fordey può trovare un posto speciale nel suo cuoricino (ma quanto ca**o sei smielato, Ford?) per una serie così fredda ed emotivamente poco coinvolgente. Oltre che talmente adrenalinica che la guardavo giusto per prendere sonno.
Persino all’interno del suo limitatissimo mondo “fordiano”, Ford è riuscito a fare scelte assai discutibili, lasciando fuori I Soprano, di cui pure non sono un fan, per serie nettamente inferiori come Oz o questa. Insomma, Ford riesce a deludere persino come fordiano. Solo lui riesce in imprese del genere. Chapeau.
MrJamesFord Evidentemente il piccolo Cannibale è talmente abituato a stare chiuso nella sua cameretta in totale solitudine da non cogliere le sfumature di un personaggio come Vic Mackie, capace di uccidere a sangue freddo così come a fare qualsiasi cosa per proteggere la sua famiglia, o, in qualche modo, gli indifesi. Un codice etico deviato che, nonostante tutto, riesce ad emozionare almeno quanto le vicende
dei membri della Squadra d'assalto, che anche nel poco sopportabile Shane trovano nel finale un ruolo quasi da tragedia shakespeariana. Ma forse Pattinson Kid troverà smielate anche quelle.

"Voglio sapere dove si è rifugiata quella fighetta di Katniss Kid, o ti faccio un buco in testa!"
8) Dexter (2006-?) Creata da: James Manos Jr


MrJamesFord Nonostante una sesta stagione enormemente deludente, non potevo non includere nella lista uno dei serial che per anni ho più amato: il serial killer interpretato da Michael C. Hall è uno degli alter ego che sento di più sul piccolo schermo, tanto da provare una profonda empatia con le riflessioni scaturite dal bisogno di controllare il suo "passeggero oscuro" del protagonista. Inoltre, dopo due ottime stagioni, con la terza il titolo ha cambiato definitivamente marcia, regalando una tripletta da paura al suo pubblico grazie ad annate pressochè perfette rappresentate al meglio dalla saga di Trinity, scritta e realizzata con una classe così cristallina che neppure il mio antagonista potrà avere nulla da obiettare. Anche perchè se così fosse impiegherei ben poco a farlo finire sul mio tavolo, legato ben stretto e pronto a propinargli una maratona di film russi alternati con titoli tratti dalle filmografie di Van Damme, Stallone e Schwarzenegger.
Cannibal Kid Dexter è una delle serie più discontinue di sempre, che ha realizzato in pieno il suo potenziale soltanto nella quarta stagione, quella con Trinity. Dimostrando come la forza della serie sia proporzionale a quella del cattivone di turno e mostrando così la debolezza di un protagonista che a me è sempre sembrato una versione senza ironia (oltre che privo della stessa critica sociale) dell’American Psycho Patrick Bateman, tra l’altro apertamente citato.
Riguardo alla qualità delle sceneggiature di Dexter poi ho parecchi dubbi, visto che alcuni degli episodi migliori sono stati scritti da Melissa Rosenberg, l’autrice degli script della saga di Twilight! Potete quindi immaginarvi la qualità degli altri…
Già la seconda stagione era davvero modesta, ma con la ridicola sesta e l’attuale settima si sta davvero toccando il fondo. Peccato, perché poteva essere davvero una grande serie e, invece, ha avuto soltanto una sola grande stagione. Comunque è già tanto, visto che molte delle altre proposte fordiane non hanno mai avuto manco quella. Alcune dubito persino che abbiano mai avuto un solo episodio decente.
MrJamesFord Curioso che il Bateman Kid faccia finta di nulla quando soltanto un paio d'anni fa rimase stupito - e più che in positivo - dalla quinta stagione del buon Dex, che oltre al cattivone di turno sfoderò una magnifica spalla nella Lumen di Julia Stiles. Ad ogni modo, continuerò sempre a preferire una serie umana ed imperfetta al fighettume sempre uguale a se stesso pur se ad alti livelli di proposte come Mad men.
Cannibal Kid La quinta stagione di Dexter non era male, ma come al solito proseguiva tra alti e bassi.
Su Mad Men cosa mi tocca sentire, da uno che ha visto appena le prime due stagioni? La quarta e la quinta cambiano tutte le carte in tavola, altroché sempre uguale a se stesso. Quello semmai è Dexter: dopo 7 anni sono ancora andati a ripescare le storie della prima stagione…

"Cannibal, stai tranquillo: se usiamo il mio metodo Vic Mackie non ti troverà mai!"
9) Breaking Bad (2008-2013) Creata da: Vince Gilligan


MrJamesFord Terza perla assoluta nonchè serie in grado di mettere d'accordo addirittura Ford White e Pinkman Kid, il Maestro e l'allievo, la forza bruta e il semolino, il cuore e l'egomaniacalità. La creatura di Vince Gilligan è un crescendo irresistibile, un mix perfetto, un cocktail che, una volta sorseggiato, diviene praticamente irrinunciabile: registicamente perfetto, scritto alla grande, fotografato da leccarsi i baffi, violentissimo, noir nel senso più oscuro del termine e dalle venature grottesche, è tutto quello che si
potrebbe chiedere da un prodotto televisivo. E anche di più. Nessuna descrizione o parola varrà sequenze come il confronto con i killer messicani della terza stagione o personaggi come Gus Frings. Sarebbe come provare ad ingabbiare in regole scolastiche una formula perfetta. O paragonare il Cannibale a Ford. Ahahahahahahahah!
Cannibal Kid Ingabbiata appare una serie geniale come questa all’interno della per il resto parecchio modesta e limitata decina fordiana.
Finalmente una ottima scelta, perché quelle precedenti più che da breaking bad erano davvero serie da breaking balls. Uahahah

Ed ecco Cannibal Kid e MrJames Ford paparazzati nel corso di uno dei loro romantici weekend.
10) Californication (2007-?) Creata da: Tom Kapinos


MrJamesFord Chiudo la mia lista con una serie che ha bruciato la concorrenza de I Soprano, non eclatante eppure ironica, intelligente, strabordante di alcool, sesso e musica come piace al vecchio Ford. Una serie rock, oserei dire. Il protagonista, Hank Moody, è poi uno di quegli incorreggibili bastardi con i quali passerei intere serate in giro a bere, senza contare che in qualche modo ha molto in comune con il sottoscritto, dalla passione per la scrittura a quella per l'alcool e le donne. Ma non è soltanto caos, Californication: perchè pur se dietro una montagna di stronzate e casini combinati a nastro, è chiara e ben definita la Natura di padre del personaggio che ha rilanciato David Duchovny, ormai uno dei fordiani ad honorem del Saloon. Ovviamente il Cuccioletto non potrà cogliere lo spirito bohemienne di Moody, perchè abituato a stare ben chiuso nella sua stanzetta fantasticando sui poster dei pollici di Megan Fox: mi sa tanto che noi vecchi pirati dovremo andare a rapirlo per concedergli una vera e propria rivoluzione di californicazione.
Cannibal Kid Non sapevo della passione di Ford per la scrittura (cosa c’entra con lui?), per l’alcool (ma se non beve manco la birra…) e per le donne (e io che ero certo gli piacessero solo gli uomini muscolosi).
Comunque, Hank Moody è sicuramente uno dei personaggi da lui proposti che apprezzo di più. Sarà perché il resto della concorrenza è davvero modesta. Peccato che a un ottimo personaggio corrisponda una serie guardabile come passatempo, ma non straordinaria. Dopo averla seguita per un po’ con piacere, l’ho abbandonata, così come ho fatto con l’omonimo album dei Red Hot Chili Peppers. Bel disco, però in giro c’è di molto meglio.
E poi per quanto idolo, Hank Moody rimane pur sempre una copia in tono minore del mitico Dr. Troy di Nip/Tuck. Quanto a David Duchovny, lui sarà sempre ricordato come Fox Mulder di X-Files, più che per Califordication.
Però non lamentiamoci troppo: finalmente almeno Ford ha proposto una serie (ma possiamo estendere il discorso anche ai film) in cui almeno c’è un po’ di figa e non solo degli uomini che si fanno la ceretta a vicenda per mettere meglio in mostra i muscoli!
MrJamesFord Sentire rimproveri a proposito dell'alcool da uno che beve quasi solo birra e che al primo Wild Turkey finirebbe sdraiato sul pavimento del cesso di uno qualsiasi dei peggiori bar di Milano è esilarante almeno quanto il pensiero che Duchovny possa essere rimasto legato a Mulder dopo anni alla ribalta con quel soggetto di Hank Moody. Tra l'altro, se non avesse paura di essere picchiato prima e dopo la sbronza, vorrei proprio vedere cosa sarebbe capace di fare Donnie Kid se uscisse in compagnia del vecchio Ford Moody. Ho come l'impressione che gli uomini muscolosi sarebbero tutti per lui! Ahahahahahahah!

"Cannibal Kid? E' il peggio allievo di scrittura creativa che abbia mai avuto. E anche come seduttore lascia molto a desiderare!"

lunedì 2 gennaio 2012

Dexter Stagione 6

Produzione: Hbo
Origine: Usa
Anno: 2011
Episodi: 12


La trama (con parole mie): dopo la partenza di Lumen, Dexter ha ripreso la sua vita di tutti i giorni da padre single, divisa tra il figlio Harrison, il lavoro come ematologo del Miami Metro e quello che lo lega al "passeggero oscuro" e lo porta a soddisfare i suoi istinti di serial killer sfruttando i malviventi sfuggiti alla giustizia.
La tranquillità è però destinata a durare molto poco: la promozione della sorella Debra a tenente del dipartimento e la comparsa di un nuovo omicida seriale ribattezzato Doomsday killer sono pronti a sconvolgere la vita del nostro, come se non bastasse alle prese con un'insolita quanto curiosa battaglia interiore con il concetto di Fede.




Neanche a farlo apposta, è arrivato anche per Dexter il momento che non mi sarei mai aspettato di dover affrontare, in cuor mio temutissimo rispetto ad una delle serie che, negli anni, più aveva mantenuto un livello qualitativo clamorosamente alto nonostante il rischio di cadute di stile e stagioni di transizione fosse sempre ed inevitabilmente presente.
La sesta serie, da poco conclusa, è, infatti e senza ombra di dubbio, la peggiore mai realizzata tra quelle dedicate alle gesta di questo insolito serial killer: non solo, ma a tratti è risultata essere addirittura inferiore a molte altre proposte del piccolo schermo che, fino allo scorso anno, il personaggio interpretato da Michael C. Hall avrebbe dovuto osservare con il telescopio Hubble sperando di poter intravedere qualcosina, data la distanza siderale che lo separava dalle stesse.
E proprio per non dimenticarcene, partiamo proprio dall'attore protagonista: straordinario nel dare corpo ed anima ad un personaggio solo apparentemente freddo, questa sesta stagione ha segnato un momento di profonda stanca per Hall, forse imprigionato dal volto che è significato la sua consacrazione.
Accanto a questa già clamorosa debacle, la sceneggiatura - fino ad ora uno dei punti di forza di Dexter - risulta confusa, approssimativa e caotica, persa dietro troppi spunti mai davvero approfonditi - il rapporto tra Debra e Quinn, il nuovo detective della Omicidi, la promozione della stessa Debra, il coinvolgimento di Laguerta nella "caduta" di Matthews, il confronto tra Dexter e suo padre e Travis ed il professor Gellar -, incapace di produrre un'escalation di livello portando sullo schermo vere e proprie cadute di stile più che inaspettate per una serie come questa - l'episodio Nebraska, con il ripescaggio del figlio di Trinity, è tra i più brutti che il piccolo schermo abbia riservato agli occupanti di casa Ford quest'anno -.
Ad aggravare la situazione, l'assenza di un vero avversario di livello per il buon Dex pesa come un macigno sul groppone degli spettatori, costretti a sorbirsi, dopo due annate con "cattivi" del calibro di Trinity e Jordan Chase il poco probabile Gellar e l'altrettanto inutile Travis Marshall - interpretato malissimo da Colin Hanks, figlio del più famoso Tom che probabilmente senza l'influenza del padre  non sarebbe stato assunto neppure come galoppino addetto al trasporto della colazione di Michael C. Hall -.
Come se tutto questo non bastasse, l'unica grande idea degli sceneggiatori rispetto a questa nuova stagione - l'ottimo personaggio di Brother Sam, interpretato da un convincente Mos Def - viene accantonata in fretta e furia per concentrarsi sull'aspetto più action della serie a scapito di una sottotrama mistica che al contrario possedeva appeal e potenzialità certamente superiori: un vero delitto, anche perchè il momento della vendetta assaporata da Dexter sulla pelle del responsabile del destino di Sam resta uno dei - l'unico? - momenti davvero degni di tutta questa dimenticabile annata.
Resta ora da vedere se la carne al fuoco buttata dagli autori per correre ai ripari con gli ultimi episodi si rivelerà un trampolino in grado di far tornare il nostro serial killer preferito ai livelli che lo competono oppure se il tutto si tramuterà in un clamoroso scivolone nel trash - la situazione tra Deb e Dexter risulta clamorosamente sul filo tra le stelle e le stalle, oltre che assolutamente delicata -: inoltre, la sequenza che ha chiuso la stagione - un momento atteso da tutti i fan della serie - rischia davvero tutto andando a svilire in qualche modo la meravigliosa scena che vide protagonisti Lumen, Dexter, Jordan Chase e Deb a fine 2010.
Che la crisi del settimo anno sia giunta prima, e dunque verrà il tempo, nel 2012, per Dexter di tornare a strabiliare e convincere?
La stanchezza e la monotonia continueranno ad avere saldo il timone, costringendo gli autori a puntare sul continuo colpo di scena in modo da evitare un'inesorabile parabola discendente?
Il rapporto tra Deb e Dex sarà il motore per una rinascita artistica del prodotto o ne segnerà la rovina?
Ed il titolo provvisorio annunciato per il primo episodio della nuova stagione - Doakes returns, tutto un programma - è l'avvisaglia di un crollo o l'inizio di una nuova era per il serial killer più amato della tv?
Le domande sono molte, indubbiamente.
Speriamo davvero che il passeggero oscuro ci porti in dono le risposte che vorremmo sentire.


MrFord


"Catch me if I fall
I'm losing hold
I can't just carry on this way
and every time
I turn away
lose another blind game."
The Cure - "Faith" -

martedì 28 giugno 2011

Chuck Stagione 3

La trama (con parole mie): Sul finale della seconda stagione, l'imbranato Chuck, alle prese con l'organizzazione segreta chiamata l'Anello, era riuscito ad entrare in possesso e scaricare la seconda versione dell'Intersect, il sistema di stoccaggio dati che gli aveva permesso di divenire una pedina fondamentale della CIA nella sua lotta alle minacce contro gli Stati Uniti ed il mondo, acquisendo la capacità di estrapolare abilità di lotta, acrobazia e quant'altro dalla sua "scheda madre".
Ritroviamo dunque l'ex nerd - più o meno ex - alle prese con il suo addestramento da spia vera e propria e pronto ad una cavalcata per una stagione mai avara di colpi di scena, non perfetta ma molto divertente, e tutta giocata sulla rivalità tra il nostro protagonista e l'agguerrito Shaw, prima compagno e poi rivale.


Parliamoci chiaro: qualitativamente, serie come Chuck sono assolutamente trascurabili rispetto alla produzione dei titoli di punta per eccellenza del piccolo schermo - si pensi a Misfits, Dexter, Mad Men, True blood -, eppure sono a dir poco fondamentali per distendere la mente e godersi un pò di relax, magari appena prima o appena dopo l'inizio di una serie particolarmente attesa o tosta.
Detto questo, non nascondo di aver sempre avuto un debole per questa versione comedy di Alias, un serial capace di divertire, senza alcuna pretesa e spesso e volentieri anche autoironico nel proporre in situazioni al limite della fantascienza personaggi clamorosamente incapaci - Morgan Grimes rules -.
L'atmosfera nerdiana che aleggia, inoltre, attorno a tutta la produzione risulta essere sicuramente meno voluta e finta di quella che si respira tra i corridoi della McKinley High di Glee, e riesce a mantenersi tale anche rispetto a new entries tutte d'un pezzo come Shaw - non avrei mai creduto che mi sarebbe potuto andare giù Brandon Routh - o colonne portanti dell'intera saga come John Casey - in assoluto il mio preferito -.
Il rischio che Chuck, con l'attivazione dell'Intersect versione 2.0 diventasse una serie d'azione "seria" è stato fortunatamente scongiurato fin dal principio, e se questa terza annata è stata, forse, la meno omogenea di quelle fino ad ora proposte, molta carne al fuoco è stata messa, soprattutto rispetto agli sviluppi - davvero molto Alias-style - che si prospettano per la quarta stagione.
L'idea di un'ipotetica squadra composta da quello che, fino ad una manciata di episodi prima del termine di questa stagione, era il gruppo di protagonisti ignaro della doppia vita come commesso e agente segreto di Chuck è davvero intrigante, e sinceramente spero che prevalga sull'idea di un ritorno alla doppia identità ventilato dalla promessa del protagonista alla sorella Ellie proprio nel corso del season finale.
Quel che è sicuro, comunque, è che la nostra spia di Burbank regala il meglio nei momenti in cui il concetto di drama non sfiora neppure da lontano trame e vicissitudini dei personaggi, e di conseguenza la speranza per il prossimo anno sarà quella di vedere più spesso sequenze ben lontane da quelle più "serie" tentate in alcuni episodi di questa stagione, dall'omicidio di Shaw al destino del padre del protagonista, decisamente fuori luogo rispetto all'atmosfera dell'opera ed assolutamente controproducenti per la resa finale, in quanto in grado di portare a galla tutti i difetti strutturali di questo Chuck che funziona benissimo come divertissement senza pretese e decisamente meno come potenziale sostituto della già citata Alias.
Un pò come l'Intersect e le sue bizze, dunque, il simpatico Bartowsky dovrebbe controllare i sovraccarichi e pensare soltanto a buttarsi a capofitto nel divertimento, per non rischiare, tutto sommato, che un prodotto come Spy Kids, di colpo, giochi a fare il Casino Royale.
Non sarebbe proprio un buon affare.


MrFord


"I’ll change the world
I’ll make a difference man
I’ll change the world with my hockey stick
solving all our problems".
The Vandals - "Change the world with my hockey stick" -

venerdì 24 giugno 2011

I guerrieri della notte

La trama (con parole mie): Nel corso di un raduno nel cuore del Bronx che dovrebbe incoronare Cyrus come nuovo, incontrastato leader di tutte le gang di New York i Rogues organizzano il suo omicidio facendo ricadere la colpa sui Warriors, che una volta fuggiti alla polizia dovranno percorrere tutta la città in una notte che si preannuncia di fuoco per giungere alla salvezza nella loro Coney Island, braccati da tutte le bande della città.
Un supercult che ha fatto epoca, ed una lezione di ritmo serrato firmata da Walter Hill, uno degli ultimi grandi registi americani della generazione "di piombo" figlia dello scontento segnato dal sangue versato in Vietnam.

Dovessimo andare avanti nel tempo e cercare un equivalente de I guerrieri della notte nel panorama cinematografico recente, soltanto il tarantiniano Le iene potrebbe essere considerato a tutti gli effetti l'erede di questa pellicola clamorosa lanciata a velocità folle con il pedale pigiato al massimo da un Walter Hill (quasi) mai così in forma.
L'epopea dei Guerrieri e la loro fuga per le strade di una New York iperrealista e dai colori sparati, le stazioni della metropolitana deserte come teatro di scontri violenti eppure mai sanguinosi, la colonna sonora a fungere da cornice e metronomo della sceneggiatura neanche fossimo in un musical sono ancora oggi riferimenti cui il Cinema made in Usa porta rispetto, così come il pubblico di tutto il mondo, che decretò il successo di questa prodigiosa pellicola a tutte le latitudini, convincendo ad un tempo il grande pubblico e la critica di nicchia. 
Hill, che si ripeterà - forse addirittura anche meglio - con Southern Comfort - colpevolmente tradotto in Italia come I guerrieri della palude silenziosa, giusto per sfruttare il traino del successo che ebbero qui da noi le gesta dei Warriors -, recupera dalla letteratura di genere un romanzo che adatta alla perfezione al suo stile secco e asciutto, liberando i nove protagonisti in fuga e dando prova di una capacità di sintesi registica da pelle d'oca, definendo storie e dettagli con una battuta, un'inquadratura, un taglio di montaggio.
La struttura, simile per certi versi anche al survival horror, percorre una linea retta quasi fosse un treno della metropolitana gettato in una vertiginosa corsa verso la grande ruota del luna park di Coney Island, che apre i suggestivi titoli di testa e diviene il simbolo della salvezza per i ragazzi partiti con le migliori intenzioni e grande ammirazione per Cyrus e finiti a lottare con ogni mezzo per poter anche soltanto sopravvivere.
Ottime, come già ho accennato, le caratterizzazioni dei personaggi, esplosive ed estremizzate come l'intera opera eppure mai davvero eccessive, come fossero equilibristi insieme a Hill in un "walking the line" rischiosissimo che separa il cult dall'imbarazzante: in particolare - e sento già il Cannibale lamentarsi, ma del resto, ormai sono abituato alle sue fregnacce - la figura di Ajax - nel quale gli appassionati del piccolo schermo riconosceranno un giovane padre di Dexter -, scontroso e testa dura, fregato sul più bello appena concluso lo scontro con i mitici Baseball furies, proprio quando per lui si cominciava a delineare un ruolo da protagonista quasi assoluto, è stata ed è ancora una delle più accreditate del pantheon mitologico fordiano.
Il tutto senza contare il crescendo straordinario dell'ultimo scontro prima del ritorno, con i nostri stremati e con il peso dei compagni perduti sulle spalle, e l'ormai famosissima frase: "Guerrieri, giochiamo a fare la guerra!?" pronunciata come un ossessivo grido di battaglia dall'ormai alle strette leader dei Rogues.
Un finale incredibile per un film incredibile.
Se non l'avete ancora visto, rimediate, non ne resterete delusi - la stessa Julez, normalmente non proprio favorevole alle mie proposte autoriali, è rimasta più che colpita -: anche perchè, in caso contrario, sarò costretto a muovere guerra alle vostre gang da strapazzo.
Forza Guerrieri!

MrFord

"Nowhere to run to, baby
nowhere to hide
got nowhere to run to, baby
nowhere to hide."
Arnold McCuller - "Nowhere to run" -



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