lunedì 23 giugno 2014

Saloon Mundial: passi falsi e diavoli rossi

La trama (con parole mie): si avvia alla conclusione la seconda giornata dei gironi di qualificazione agli ottavi di finale, che ha regalato i primi verdetti di questo Mondiale. Le sorprese degli ultimi giorni sono continuate, e nonostante le aspettative, formazioni certo non clamorose eppure considerate delle potenziali outsider interessanti hanno lasciato il passo ad altre che ne prendono, di diritto e di fatto, il posto.
Per ora, questa rassegna iridata è una vera goduria: speriamo si possa continuare su questa strada ed arrivare fino alla fine con lo stupore dipinto sul volto.










Ieri notte si è consumata la cantonata più grossa presa dal sottoscritto in questo Mondiale: parlo della Bosnia, unica esordiente nella competizione tra le trentadue partecipanti, ha infatti ufficialmente aggiunto il suo nome a quello delle altre eliminate perdendo di misura - pur con decisioni arbitrali non limpide - contro la Nigeria, che ora si candida a fare da seconda all'Argentina senza carattere di Messi.
Personalmente avevo pronosticato un destino ben diverso per la compagine del noto attaccante Dzeko, ed un approdo quantomeno agli ottavi: poco male, comunque.
Una decina di giorni fa, all'inizio di questo Mondiale, speravo di essere sorpreso, e non soffocato da quello che tutti si sarebbero aspettati essere lo svolgimento di questo Campionato del Mondo.
Quindi, da questo punto di vista, non posso che essere soddisfatto.








Nel pomeriggio - e nella partita clou della giornata - il Belgio di Wilmots - che ricordo molto bene da giocatore - ha superato la Russia di Fabio Capello, qualificandosi in anticipo per gli ottavi di finale e convincendo - seppur a sprazzi - grazie ad un buon numero di ragazzi dal grande talento supportati da una certezza difensiva come Kompany, che nelle retrovie è parso una diga pronta a proteggere il già ottimo Courtois, che ha tutte le carte in regola per raccogliere il testimone di Preud'Homme.
Sono rimasto molto colpito da Mertens e Hazard, che seppur non conservando la tenuta per i novanta minuti - il giocatore del Napoli impazza nella prima metà del match prima di scomparire nella ripresa e venire sostituito, il secondo, che pare addormentato, si sveglia nel finale regalando una serie di perle una dietro l'altra, nonchè l'assist per il gol del giovane Origi - hanno mostrato carattere e talento, regalando speranze ai tifosi dei Diavoli Rossi - che potrebbero puntare addirittura ad una replica del miglior risultato in un Mondiale della loro squadra, il quarto posto di Messico '86 - ed un pò di pepe ad una partita altrimenti decisamente soporifera.
Si mette molto male, invece, per Capello ed i suoi: una squadra, questa Russia, priva di idee e di spunti, che dovrà probabilmente essere rifondata in vista dell'impegno "casalingo" della prossima rassegna iridata, nel 2018.







La serata ha visto, invece, salire agli onori della cronaca l'Algeria, che probabilmente nessuno avrebbe preso in considerazione alla vigilia e che invece, ora, rischia seriamente di fare compagnia al Belgio agli ottavi. La vittoria sulla Corea è stata senza dubbio spettacolare, e cambia ulteriormente la geografia del calcio che conta in questa finora decisamente fuori dagli schemi Coppa del Mondo.
Al momento risultano infatti matematicamente qualificate per la fase finale Olanda, Cile, Colombia, Costarica, Argentina e Belgio. Non proprio una lista che ci si sarebbe aspettati alla vigilia.
Qui al Saloon si è sempre contenti del cambiamento, specie quando sovverte un ordine costituito da fin troppo tempo, dunque speriamo che si possa continuare in questa direzione.
Nel frattempo, a partire da domani assisteremo all'ultima giornata della fase a gironi, quindi, di fatto, agli spareggi dentro o fuori che disegneranno anche il tabellone degli ottavi.
Prima di affrontare il discorso, però, occorrerà una sosta per la sfida tra Stati Uniti e Portogallo, attualmente in corso, di fatto l'ultima chiamata di questo Mondiale per Cristiano Ronaldo, nome di punta che rischia di tornare a casa anzitempo, con buona pace dei social e del giro modaiolo del pallone.
Staremo a vedere se anche in questo caso Brasile 2014 decreterà che le regole sono cambiate.
Almeno fino al 13 luglio.



MrFord




domenica 22 giugno 2014

Saloon Mundial: l'altro mondo del calcio

La trama (con parole mie): ogni Mondiale ha le sue sorprese, pronte giusto a scombinare l'andamento della competizione almeno per una partita o due.
La rassegna iridata brasiliana, però, fino ad ora pare non aver affatto voglia di smettere di regalarne.
Così, nella giornata di oggi, malgrado i risultati non siano stati quelli che speravo personalmente, si è cominciato a vedere un cambiamento nel calcio globale che porterà, probabilmente, ad un'evoluzione e ad una maggiore incertezza non soltanto da qui alla fine di questo torneo, ma anche delle prossimi.






Se, un paio di settimane fa, qualcuno mi avesse predetto che, ad un giro di giostra dagli ottavi di finale - o quasi, dato che ancora manca una manciata di partite -, ci saremmo ritrovati con un Brasile deludente, un'Argentina spenta, Spagna ed Inghilterra a casa, Uruguay e Italia costrette a giocarsi un posto da seconda dietro il Costarica, avrei probabilmente chiesto informazioni al suddetto qualcuno rispetto alla tipologia di cocktail alla quale aveva deciso di consacrare la sua esistenza.
Invece, eccoci qui.
Fortunatamente per tutti gli spettatori, il Mondiale carioca si sta rivelando uno dei più sorprendenti e "nuovi" della Storia, con Nazionali fino ad ora mai salite agli onori della cronaca pronte a guadagnarsi le luci della ribalta, qualificazioni improbabili ed eliminazioni eccellenti: ieri notte, per rimanere in tema rispetto alle nuove compagini pronte a giocarsi un posto da protagoniste, si è tenuta Ecuador - Honduras, una delle partite, lo ammetto, che meno mi ha interessato fino ad ora, se non per il fatto che quell'H enorme sulle magliette degli honduregni - ma si dirà così!? - mi hanno ricordato quelle della Hot Dog di Holly&Benji.
Peccato che non militino tra le fila dei suddetti centroamericani i gemelli Derrick.
Per la cronaca, al triplice fischio è risultato imporsi l'Ecuador, che ora punta forte ad un secondo posto - forse anche primo, a seconda di quale sarà l'esito dello scontro all'ultima partita - dietro la Francia: Valencia e compagni saranno carne da cannone per gli ottavi o continueranno a sorprendere?






Nel pomeriggio, invece, l'Argentina di Leo Messi si è imposta - qualificandosi anzitempo per gli ottavi - contro il coraggioso Iran, che non solo ha resistito per novantuno minuti, ma si è anche visto negare un rigore neanche avesse di fronte il Brasile padrone di casa.
Accantonati, comunque, i sospetti rispetto alla volontà di chiudere questo Mondiale con una finale - vinta dai verdeoro - tra la suddetta Argentina ed il Brasile, restano diverse certezze: questa Albiceleste è lontana anni luce da quella di Maradona, e Messi, suo trascinatore, in barba a premi e pubblicità, e alle sue capacità tecniche, risulta uno dei fuoriclasse meno interessanti della Storia del Calcio, noioso quanto la sua pettinatura e carismatico quanto un paio di ciabatte.
Nonostante il divario tecnico sia incolmabile, preferisco mille volte avere in squadra un Balotelli dedito alle stronzate che un Messi sempre precisino e perbenino, ma questo forse è un mio problema.
Anche perchè, con buona pace di qualsiasi detrattore, il piccolo Lionel con i suoi compagni si sono, di fatto, dichiarati presenti, e stando come sono ora le cose finiranno per trovarsi un calendario decisamente favorevole fino alla semifinale.
Ad ogni modo, non mi stupirei se fossero rispediti a casa anzitempo: questo Mondiale non ha padroni, a prescindere dai nomi di copertina.









Ma il piatto clou della giornata è stato senza dubbio fornito dalla partita di stasera, assolutamente bellissima soprattutto nel secondo tempo - il primo ha ricordato più una prolungata fase di studio -, roba da far apparire quella di ieri dell'Italia come una sorta di copia più che brutta del gioco del calcio.
I ragazzi africani - tutti, ormai, europei d'adozione, per quanto riguarda l'approccio - non solo, infatti, hanno tenuto testa ai teutonici panzer che parevano inarrestabili, ma con un gol di vantaggio hanno finito per rischiare perfino che il bottino fosse più grosso, divorando un'occasione che avrebbe concretizzato una delle sorprese più inaspettate del Mondiale e messo pepe a volontà sull'ultima giornata del girone.
C'è voluto quel vecchio volpone di Klose, che scippando fondamentalmente un gol ad un compagno eguaglia il record realizzativo di Ronaldo nella fase finale della competizione, per rimettere le cose a posto: l'arcigno e salterino Miro, in un certo senso, è un pò come Inzaghi.
Il fiuto della palla in rete gli cresce nel sangue, e ho come l'impressione che non abbia ancora finito, e che il conto aperto con la competizione continuerà a stimolarlo.
Bravissimi, comunque, i ragazzi africani - e non lo dico con condiscendenza -, che spero proprio possano cavalcare l'onda e sfruttare la stessa affinchè il continente più vecchio del mondo non debba ammettere una sconfitta su tutta la linea.
La speranza è che tutto possa evolversi senza troppo legarsi a schemi e giochi di potere, lasciando che il pubblico possa spalancare la bocca e lasciarsi travolgere dal piacere di uno sport soffocato, senza dubbio, da denaro, pubblicità e chi più ne ha, più ne metta, ma in grado di emozionare come pochi altri.
E per quanto possa preferire la Germania al Brasile stesso o all'Argentina - in fondo parliamo della Nazionale con più finali perse nella Storia dei Mondiali -, coltivo in segreto il pensiero di un'altra vincitrice della coppa fino ad ora estranea al successo.
Che sia l'Olanda, o l'Ecuador, o l'Iran, o il Ghana, poco importa.
Basta ci metta il cuore.
E non mi lamenterò di certo se fossimo noi, a godere di quei brividi.




MrFord



P. S. Si sta giocando, nel frattempo, Nigeria-Bosnia. Zero a zero. Propendo, comunque, per i secondi, che pronostico come ombre dell'Argentina nonchè altra possibile outsider da stupore per il resto del torneo.

sabato 21 giugno 2014

Italia - Costarica

La trama (con parole mie): noi della Terra dei cachi non sappiamo proprio farci mancare niente, in termini di sofferenza calcistica - e non solo, ma questa è un'altra storia -.
Così, dopo l'infausto risultato di ieri sera che ha riaperto i giochi per l'Uruguay, abbiamo deciso di renderla ancora più difficile disputando una delle peggiori partite che la Nazionale di Prandelli abbia mai giocato e tornando a capo chino negli spogliatoi dopo essere stati battuti dal Costarica, che doveva essere la squadra materasso del girone e si è rivelata una sorpresona.
Da un lato, è anche meglio così.
Dall'altro, martedì contro l'Uruguay saranno cazzi da cagare, e dovremo giocarci il Mondiale come se fossimo già alla fase di eliminazione diretta.











Onestamente, alla notizia dell'assenza di Paletta in campo, pensavo anch'io che la partita contro il sorprendente Costarica si sarebbe rivelata una sorta di rilassante discesa dopo la tensione accumulata con gli inglesi: evidentemente, però, i nostri cari Azzurri sanno soltanto soffrire, sfoderando ottime prestazioni con avversari sulla carta di livello e sottovalutando clamorosamente le squadre non "di cartello" - in questo senso, dovremo fare attenzione all'eventuale incrocio con la Colombia agli eventuali ottavi di finale -.
La partita di oggi - anche se, tecnicamente, si parla di ieri pomeriggio - è stata una delle più brutte del Mondiale - battuta, probabilmente, solo dai pareggi di Nigeria e Iran nel primo turno e da quello più recente di Giappone e Grecia -, mal giocata - dall'Italia -, mai decollata, mai davvero emozionante.
Nonostante, infatti, un paio di fiammate da una parte e dall'altra, l'impressione è stata quella del tipico match di fine stagione, quando tutti i giochi sono fatti e resta giusto da onorare in qualche modo il campo: ora, non so se i Nostri pensassero che in Costarica non si sapesse neppure cos'è un pallone da calcio, ma la squadra che aveva - seppur con difficoltà - domato l'Inghilterra è apparsa immobile - anche se, alla fine, il buon Ciro è rimasto in panca - e priva di carattere e mordente.
Buffon, al rientro, non ha certo fatto gridare al miracolo, e quasi quasi mi ha fatto rimpiangere il buon Sirigu, che probabilmente ha molta più fame del Capitano.
La difesa - malgrado l'assenza del già citato Paletta - non è pervenuta: l'Abate di Natale, essendo stato piantato fuori stagione e in un clima che non gli è congeniale, deve aver toccato due palloni in croce, Chiellini e Barzagli hanno avuto il fiato corto per tutto il match, mentre D'Artagnan, ancora una volta, è stato l'unico a far vedere perlomeno una certa volontà.








Nel centro del campo abbiamo, purtroppo, perso la partita.
Marchisio, visibilmente appannato, non è stato all'altezza del primo match.
Pirlo, per quanto sia sempre Pirlo, era in una delle sue giornate in cui costa troppo fare il fenomeno.
Capitolo De Rossi: vedasi Marchisio.
Cadrega, il migliore degli Azzurri contro gli anglosassoni, ha tenuto fede al suo nuovo nome.
Ed è rimasto sotto il tavolo.
E poi c'è stato Thiago Motta.
Onestamente, ad un certo punto, dopo essermi chiesto se fosse in campo oppure no, ho creduto che Paletta avesse sfruttato un trucco in stile Diabolik per sostituirsi al centrocampista del Paris Saint Germain. O che i nostri naturalizzati di origine sudamericana avessero deciso di complottare per minare le già non troppo clamorose possibilità dell'Italia di proseguire nel suo cammino.
Comunque, complimenti: perchè il sempre attivo Thiago è il primo morto vivente a partecipare ad un Mondiale.
Nel corso della ripresa Prandelli prova a salvare il salvabile, gettando nella mischia Cassano - inutile quanto la sua convocazione: onestamente avrei preferito Giuseppe Rossi, o Destro, o Toni, o Gilardino, senza contare che, nel corso del secondo tempo, pensavo al fatto che Roberto Baggio oggi, cinquantenne, sarebbe riuscito a risultare più decisivo di Fantantonio, in campo -, Insigne - che verrà ricordato più per aver messo in mostra i tatuaggi togliendosi la maglietta prima di entrare in campo che per altro - e Cerci - volenteroso, ma poco utile -.
Per chiudere, proprio lui, always him, Mario Balotelli: in tutta onestà, io non riesco a farmelo stare antipatico, o dargli contro.
Che sia un cazzone è indubbio, ma chi non lo sarebbe a neppure venticinque anni con tutti quei soldi e quel successo?
Allo stesso tempo, però, mi pare abbia testa, e l'abbia avuta anche quando non si definì, pur se provocatoriamente, un fuoriclasse: non stiamo, infatti, parlando di Van Basten, il già citato Baggio, o chissà chi altro. Parliamo di un attaccante dalla grande forza fisica e dai discreti attributi tecnici.
Eppure, se allo stesso tagliamo i rifornimenti, difficilmente si arriverà da qualche parte.
Mi viene in mente Ibrahimovic, probabilmente quello che, nello stesso ruolo di SuperMario, è il migliore al mondo, per come stanno le cose oggi: si può essere un cannoniere incredibile, avere la dinamite nel destro, nel sinistro, in testa.
Eppure, quando manca la scintilla, tutto tace.
La scintilla non ce l'hanno tutti. Anzi, pochissimi sono così fortunati.
A questa Nazionale la scintilla manca.
Ma, del resto, lo sapevamo già.
Ma mancava anche nel 2006, e sappiamo bene come è finita.
Dunque, qui al Saloon si continua a sperare, confidando nel fatto che con l'Uruguay potremmo anche tirare fuori i cosiddetti stimolati da un avversario più prestigioso - principio sbagliato, ma se utile, perchè non sfruttarlo? - e che, comunque, non fosse altro che per la sofferenza, almeno gli ottavi, noi che siamo qui a tifare, li meritiamo eccome.
Se, poi, Paletta e Panettone Motta non dovessero essere in campo, tanto di guadagnato.




MrFord



P. S. Nel frattempo, stasera, la Francia ha silurato la Svizzera cinque a due.
Pare uno spettacolo, ma ho come l'impressione che appena i Bleus incontreranno qualcuno di serio, le cose saranno decisamente diverse.



venerdì 20 giugno 2014

Saloon Mundial: leoni in gabbia e Cafeteros

La trama (con parole mie): continuano le partite legate al secondo turno dei gironi di qualificazione agli ottavi di finale dei Mondiali di calcio. Dopo i pesantissimi verdetti di ieri, oggi più che altro abbiamo assistito ad una serie di match che hanno ridefinito, in qualche modo, la geografia in vista del prossimo - e decisivo - giro di partite.
E se da un lato i padroni di casa del Brasile paiono essere favoriti anche dal Destino, per noi abitanti della Terra dei cachi le cose non si mettono, al contrario, così bene.




Quando penso al Camerun, torno subito con la mente a Italia '90 ed al mitico Milla, che fu uno dei mattatori di quel Mondiale trascinando i suoi compagni ben oltre le aspettative della vigilia.
I Leoni d'Africa, però, paiono essere ormai sdentati, e senza neppure troppa fatica finiscono in dieci, matematicamente eliminati dalla competizione e presi a silurate dai tosti croati, che potrebbero addirittura, nonostante la sconfitta all'esordio contro il Brasile, passare il turno.
Mentre, infatti, i carioca giocheranno l'ultima partita del girone contro gli ormai più che demotivati camerunensi, probabilmente assicurandosi il primo posto ed il conseguente vantaggio per gli ottavi, la Croazia si troverà a dare il tutto per tutto contro il Messico, sperando in una vittoria che potrebbe aprire a Mandzukic e compagni la strada per la seconda fase della competizione.





Nel girone accoppiato a quello degli Azzurri, invece, i Cafeteros colombiani superano di misura ma con efficacia la Costa d'avorio, trascinata - almeno apparentemente - da un sempre ottimo Gervinho, asso della Roma ed autore di un gol strepitoso.
Personalmente parteggiavo per gli africani, ma è ancora presto per pensare anche a come potrebbero mettersi le cose rispetto agli ottavi di finale: archiviata Giappone - Grecia, in programma tra poco, potremmo già avere un quadro più o meno definito di quale potrebbe essere l'eventuale avversaria dell'Italia tra una decina di giorni.



Il match clou della giornata è stato comunque, e senza dubbio, quello che ha visto opposte Inghilterra ed Uruguay. Un match non bello ma comunque spettacolare, che ha visto scendere in campo due formazioni determinate a tirarsi fuori dalla merda e dal rischio dell'eliminazione dopo le sconfitte patite all'esordio.
Peccato che i Leoni europei siano l'ombra della magnifica squadra giunta quarta a Italia '90 - che poteva contare tra le sue fila Seaman, Lineker, Platt e Gascoigne, giusto per citarne quattro -, conferma che i sudditi della Regina restino una delle più grandi incompiute del calcio figlio del Vecchio Continente, e dunque si ritrovino ancora una volta costretti ad inseguire, recuperare lo svantaggio e poi subire il colpo del KO sul più bello - proprio come era successo contro l'Italia -.
Per quanto la Celeste mi stia simpatica - e come potrebbe non piacermi una squadra guidata dal "Pistolero" Suarez e supportata da uno che si chiama Fucile!? - e possa contare su un attacco da paura - splendido l'assist di Cavani per il primo gol -, l'impressione è quella di una compagine stanca, lontana dalla furia che quattro anni fa sfiorò la finalissima.
Sulla carta, dunque, potrebbe essere un'avversaria abbordabile. 
Ma si sa che a noi piace complicarci la vita.
E quando non ci si pensa sul campo, provvede il caso: per quanto, infatti, in rete si sia gioito della sconfitta degli inglesi ormai ad un passo dall'eliminazione, egoisticamente per noi sarebbero stati infinitamente meglio una vittoria degli uomini di Hodgson o, se volessimo essere molto esosi, un pareggio.
In questo modo, battendo domani il Costarica - sempre che ce la si faccia, ovviamente - avremmo raggiunto la matematica qualificazione agli ottavi.
Per come stanno le cose ora, invece, pur sperando di vincere contro i centroamericani, la tensione resterà alta perchè nell'ultima partita andremo al confronto proprio con l'Uruguay, mentre il Costarica se la vedrà con l'ormai priva di motivazioni Inghilterra: paradossalmente, perdendo in quell'occasione, potremmo giocarci il passaggio del turno con Uruguay e Costarica in base alla differenza reti.
Speriamo solo di non doverci arrivare con quel pensiero.



MrFord





giovedì 19 giugno 2014

Thursday's child


La trama (con parole mie): ad una settimana di distanza dall'ultima volta, si torna a parlare di Cinema in un Saloon sempre più immerso nell'atmosfera dei Mondiali di calcio. E lo si fa sfruttando la rubrica dedicata alle uscite in sala che da sempre, purtroppo per me e per voi, condivido con il mio rivale Cannibal Kid.
Fortunatamente, ad allietare questo supplizio, questo weekend corre in mio aiuto il Maestro Clint, che torna in sala a tre anni di distanza dalla sua ultima fatica: il suo Jersey Boys sarà l'ennesimo colpo magico o una battuta d'arresto in stile troppo hollywoodiano?
Solo la visione ce lo dirà!

"Addio, Peppa Kid. Non ci mancherai."

Jersey Boys

"Peppa Kid, te la cantiamo noi!"
Cannibal dice: Clint Eastwood ha visto troppe puntate di Glee e ha voluto dedicarsi anche lui al genere musical? Dalle prime immagini, direi che si tratta comunque di un film vecchio stile, pronto per essere idolatrato dalla groupie numero 1 del texano dagli occhi di ghiaccio, Mrs. Ford. Io spero solo che non sia troppo vecchio stile. Ma soprattutto che non somigli a Changeling.
Ford dice: quando Clint sale in cattedra, al Saloon ci si toglie sempre il cappello. Un Maestro è un Maestro. Onestamente, però, non nutro fiducia estrema in questo Jersey Boys, film che pare molto classico e che, a quanto si dice, ricalca il musical da anni in voga a Broadway praticamente in tutto e per tutto.
Detto questo, correrò a vederlo il prima possibile, Mondiali permettendo.



Synecdoche, New York

"Sono più vecchio di Ford: è un vero dramma!"
Cannibal dice: Pellicola splendida del 2008 da me già recensita (http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/09/essere-charlie-kaufman.html) che approda solo ora nelle sale italiane, complice probabilmente la sfortunata scomparsa di Philip Seymour Hoffman. Meglio tardi che mai, comunque. Nel caso del mio blogger rivale invece il detto cambia: meglio mai che Ford.
Ford dice: scandalosamente in ritardo - ma rispettando quelli che sono i tempi della Terra dei cachi - giunge in sala uno dei film più importanti interpretati dal fu Seymour Hoffman, recensito tempo fa anche da queste parti -http://whiterussiancinema.blogspot.it/2012/04/synecdoche-new-york.html - ed assolutamente imperdibile.
Al contrario delle bislacche recensioni e dei pronostici calcistici del mio rivale.



Tutte contro lui

"Ammazza, che figo questo Ford!"
Cannibal dice: Commediola leggera leggera perfetta per una visione estiva senza troppe pretese. L’unica pretesa che si può avere è quella di trovare un’altissima concentrazione di figa capitanata da Kate Upton e Cameron Diaz. Prima di vedere il film però tutte, e pure tutti, contro Ford!
Ford dice: mi è capitato di vedere il trailer di questa roba non troppo tempo fa, in sala. Trito e ritrito, visto e rivisto. Una di quelle porcatine da niente che rendono più nei teaser che una volta coinvolti nella visione.
Un po’ come il mio antagonista, che pare perfino simpatico, preso a piccolissime dosi.





La gelosia

"E tu chi sei!? Peppa Kid!?"
Cannibal dice: Ford è geloso del mio radical-chicchismo. La cosa sta emergendo con sempre maggiore evidenza dalle sue ultime recensioni. Ecco allora un film francesissimo che sembra fatto apposta per me e che invece alla fine potrebbe piacere di più al mio rivale ormai sempre meno pane e salame e sempre più caviale e champagne.
Ford dice: assorbito completamente dai Mondiali di calcio e con una marea di titoli da recuperare, non mi sogno neppure di imbarcarmi in una visione che pare perfetta per il circolo di cucito di Katniss Kid e delle sue amichette dedite al the delle cinque.



La pioggia che non cade

"Cannibal, te le cantiamo anche noi!"
Cannibal dice: Film italiano a cavallo tra fiction e reality che racconta di una band folk romana realmente esistente. Considerando quanto questo recente revival della musica folk mi sembri una delle mode più assurde e incomprensibili nella storia delle mode, lo eviterò con grande piacere, come la pioggia in una giornata d’estate o come Ford in una giornata qualunque.
Ford dice: sempre per i motivi di cui sopra ignorerò una proposta finto alternativa italiana che mi sa di fuffa fin dal titolo. Un'impresa che non è riuscita neppure a Peppa Kid, che perlomeno con Pensieri cannibali ha azzeccato la copertina della sua "rivista". Peccato che il contenuto la rovini completamente, a partire dal suo autore. Ahahahahah!



Un insolito naufrago nell’inquieto mare d’Oriente

Cannibal e Ford a spasso in un assolato pomeriggio d'estate.
Cannibal dice: M’è venuto un gran mal di testa soltanto a leggere il wertmulleriano titolo, figuriamoci se mi sciroppo una visione del genere. Piuttosto mi vado a leggere tutti i post di WhiteRussian dal primo all’ultimo.
Ford dice: vorrei andare al mare. Subito. E dimenticarmi che in sala arrivano anche film di questo tipo.



The Dark Side of the Sun

E pensare che per trovare quest'immagine ho scovato perfino un improbabile film con un Brad Pitt giovanissimo ed inguardabile.
Cannibal dice: Pellicola italiana curiosa, tra documentario e animazione. Potrebbe essere un raggio di sole nelle tenebre cinematografiche attuali. Se va bene. Se va male, si potrebbe invece rivelare una fordianata clamorosa.
Ford dice: l'ispirazione pinkfloydiana del titolo mi puzza di radicalchicchismo da poco lontano un miglio. Considerato che in questo periodo non ho alcuna voglia di sciropparmi menate, mi terrò ad una distanza ben maggiore.



Ragazze a mano armata


Cannibal dice: Su MYmovies viene presentato come “Un film che va contro i luoghi comuni”. A me sembra invece che, come Mr. Ford, sia solo una cosa che va contro il buon cinema.
Ford dice: basta luoghi comuni rispetto a Cannibal Kid. Il mio nemico numero uno non è radical chic, una vittima del suo ego, un discutibile recensore cinematografico e calcistico.
No, per nulla.
Dico davvero, non ci credete!?


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