Visualizzazione post con etichetta Marco Tullio Giordana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marco Tullio Giordana. Mostra tutti i post

giovedì 8 marzo 2018

Thursday's child


Torna, dopo la consueta bufera della Notte degli Oscar, la rubrica dedicata alle uscite in sala più a tre della rete, questa settimana con un'ospite speciale, Nancy Aiello, che ben sapendo quanto sfaticati sappiamo essere io e Cannibal Kid è stata così gentile da scrivere non solo una intro, ma anche una outro.



Intro di Nancy: Quando Cannibal Kid mi ha invitata a commentare le uscite di questo giovedì insieme ad un altro mostro sacro della blogsfera (Mr. Ford) il mio primo pensiero è stato “omg, ma davvero sti due matti mi vogliono sul loro blog?”. Vi preannuncio quindi che si tratta di un contributo di cui avreste fatto volentieri a meno, ma ora sono qui e mi prendo i miei 15 minuti di gloria! La seconda cosa a cui ho pensato, invece è che sti due simpaticoni mi vogliono davvero male. Per chi non lo sapesse vivo in Spagna e le uscite in sala non coincidono quasi mai...quelle di questo giovedì fanno scendere il latte alle ginocchia; forse sono solo titoli mal tradotti? Vediamo insieme.



"Cosa cazzo devo fare da queste parti per avere un White Russian!?"


Il giustiziere della notte

"Ora ricordo a Cannibal come funziona il Ford-Style."

Nancy: Sarò onesta, questo è il classico film che evito fin dal titolo, sono prevenuta lo so, ma resisterei 5 minuti prima di iniziare a russare. Questione di gusti. Poi scopro che è un remake e i remake sono sempre una pessima idea. E per finire scopro che c’è Willis ed è subito Die Hard. Per me è no.
Ford: da buon tamarro, ho ovviamente visto più di una volta l'originale Il giustiziere della notte, che ai tempi fece da apripista agli action tamarri anni ottanta, e più di recente ispirò cose decisamente meno esaltanti come la saga di Taken. Nonostante Willis, non ho davvero gran voglia di vederlo.

Cannibal Kid: Fin dal fordianissimo titolo, un film da evitare di giorno e di notte. Già l'originale non mi ha mai ispirato, le storie di gente che si fa giustizia da sola mi fanno venire in mente episodi di cronaca recente tutt'altro che lieti e i film di questo tipo non li sopporto, Kill Bill e poche altre eccezioni a parte. Sì, ok, c'è Bruce Willis, uno dei pochi action hero che riesco a tollerare, ma non è abbastanza. Soprattutto negli ultimi tempi. E se manco Ford ha voglia di vederlo, chi cacchio la andrà a vedere 'sta roba e perché hanno avuto l'idea di girare un remake così?

Nico, 1988

"Ora a questa Nancy Aiello le canto per benino."

Nancy: Un film su un personaggio musicale potrebbe essere una delle poche cose che mi convincerebbe a spostare il sedere dal divano fino alla poltroncina del cinema. Nico, ovvero Christa Päffgen, è stata musa di Warhol, cantante dei The Velvet Underground, e poi ha girato l’Europa con un tour solista. Davvero, vi serve altro? Ok, allora vi dirò che il film è di una giovane regista italiana che qualche anno fa ci regalò il piacevolissimo (almeno per me) Cosmonauta. Confido in voi chicos, non mi massacrate la Nicchiarelli!
Ford: di norma sono piuttosto refrattario ai tentativi di autorialità italiana, ma questo film mi incuriosice. In fondo, credo che Nico e i Velvet Underground siano una delle poche cose esistenti in grado di mettere d'accordo me, Cannibal e perfino la nostra ospite settimanale in diretta dalla Spagna, con grande invidia del sottoscritto.
Cannibal Kid: Il film assolutamente da vedere della settimana! Le storie di cantanti e musicisti mi esaltano quasi sempre, qui poi si tratta di Nico, che a livello musicale mi è sempre piaciuta parecchio ma di cui a livello personale so pochino e sono molto curioso di scoprirne di più. Quindi ben venga questo film radical-chic e di nicchia-relli.

The Lodgers – Non infrangere le regole

"E così questo è il maniero dove si rifugia Ford la Bestia!"

Nancy: E qui mi tiro proprio indietro e vi risparmio qualsiasi commento/cazzata. Non riesco a vedere i film horror, non posso. Lascio la parola a voi chicos, ho chiuso il trailer prima ancora di arrivare a metà. Potrebbe piacere a Ford, forse?
Ford: nonostante l'ambientazione irish ho come l'impressione che si tratti dell'ennesimo horrorino da niente che non farebbe paura neppure a Nancy o, peggio, a Katniss Kid. Passo senza paura.
Cannibal Kid: Nancy non guarda gli horror per paura, o perché le fanno schifo?
Un mistero destinato a essere più appassionante di questa robetta, che si preannuncia come l'ennesima storiella gotica su una casa più o meno infestata. Ma anche basta!

Ricomincio da noi

"Ti stai bevendo un White Russian!? Chi ti credi di essere, Ford!?"

Nancy: Ed eccoci al primo di una lunga seria di film dai titoli diabetici. Un film sulla terza età, o meglio, sulla rinascita di una donna durante la terza età grazie al ricongiungimento con la sorella. Una di quelle cose di cui avremmo fatto volentieri a meno, e sono certa che Cannibal dall’alto dei suoi 18 anni la penserà come. Forse siamo semplicemente troppo giovani caro mio. Ford, mandiamo te al cinema?
Ford: cara Nancy, se vuoi andare incontro al destino amaro del finto giovane Cannibal e rischiare un paio di mosse di wrestling sei sulla strada buona. E dato che non avete rispetto per i più anziani, in sala a vedere questa roba spedisco voi due.
Cannibal Kid: Così si fa, Nancy. Al diavolo, anzi all'ospizio, il vecchio Ford e i suoi soporiferi film di e per nonnini!

Anche senza di te

"Vi prego, aiutatemi! Questi vogliono farmi sposare con Cannibal!"

Nancy: Un titolo che auto recensisce il film: sì, anche senza di te, andavamo avanti benissimo. E invece no, ci tocca sorbire l’ennesima commedia d’amore con un improbabile Vaporidis (davvero recita ancora?) e la Catania. Che bello vivere in Spagna, tutta vostra sta commedia Ford e Cannibal!
Ford: secondo me film come questo sono un ottimo motivo per espatriare. Oltre alla presenza di Cannibal sulla Penisola. Ahahahahah!
Cannibal Kid: La gran parte dei film in uscita questa settimana in effetti fanno venire voglia di espatriare. Considerando però che in Spagna hanno fatto un remake di Tre metri sopra il cielo, Tres metros sobre el cielo, forse però Nancy avrebbe dovuto scegliere un altro paese in cui andare, uahahah!

Vengo anch’io

"Siete sicuri che non guidi Ford!? Perchè altrimenti non salgo neanche se mi drogate pesante!"

Nancy: Quello che urleranno Ford e Cannibal dopo aver visto il film di Bonelli! No, torniamo un attimo seri, anche se suona ossimorico, visto che stiamo per parlare di una commedia di due comici di Zelig. A me il trailer ha strappato più di una risata, sono certa che dissentirete, eppure io gli darei una possibilità.
Ford: no, io no. Evidentemente la settimana post-Oscar è stata sacrificata sull'altare delle uscite inutili. Senza contare che i film con i comici di Zelig e affini li ho sempre sopportati meno di Peppa Kid. Che è tutto dire.
Cannibal Kid: Comici di Zelig? Perché, come Vaporidis, esistono ancora? E gli fanno pure fare dei film? Lo siento, Nancy, pero esta película es pura mierda.

Nome di donna

"Mettete via tutta quest'acqua: stasera White Russian per tutte!"

Nancy: Non me ne voglia Marco Tullio Giordana, ma questo titolo non si può sentire! La Capotondi per anni l’ho adorata, poi però me la sono ritrovata sulla tv spagnola in un film di quelli che piazza Antena 3 dopo pranzo, che per la cronaca sono come i film tedeschi che spara la Rai nei dopo pranzi estivi..lì ho capito che forse forse non era sta grande attrice. Gli diamo una possibilità per la tematica?
Ford: vorrò sempre bene a Giordana per La meglio gioventù, ma onestamente comincio a fare fatica a fronteggiare questo bombardamento di potenziali schifezze italiane. Quasi quasi pianifico una vacanza a scrocco in Spagna da Nancy portandomi dietro l'intero clan dei Ford.
Cannibal Kid: Secondo film della settimana da vedere. Almeno per me. Tematica più che mai attuale, quella delle molestie sul lavoro, un regista che non seguo dal capolavoro La meglio gioventù (sul serio è piaciuto pure a te Ford? Sono sotto shock!) ma che ho voglia di riscoprire, e un'attrice muy bonita che ha dimostrato di saper recitare persino al fianco di Vaporidis, e non è da tutti. Sì, il titolo sembra quello di una nuova rivista diretta da Alfonso Signorini, però mi sembra anche una delle pellicole italiane più promettenti di quest'ultimo spento periodo.
Nancy, se per un po' ci levi dalle scatole e dall'Italia Ford siamo solo contenti. Ti avverto però che devi possedere almeno un hotel per ospitare tutto il suo clan, visto che quello ha qualcosa come 14 figli, almeno così mi pare l'ultima volta che ho provato a contarli.

Eterno Femminile

"Questo Wild Lake pare proprio interessante. Molto più delle stronzate che sparano Ford e Cannibal ogni settimana."

Nancy: Un film messicano, e il Messico, Oscar docet, vince a mani bassi da un bel po’ di anni e lo fa perché lo merita. E chi sono io per contraddire l’Academy?? Nessuno! Eterno Femminile (tradotto, ovviamente, a cazzum) racconta la storia di Rosario Castellanos, una delle più grandi scrittrici messicane dello scorso secolo, e a me ha convinto già così e non sono ironica. Confido in Ford perché so già che per Cannibal è un no secco.
Ford: confidi bene, Nancy. Questa potrebbe essere la sorpresa della settimana, sempre sperando che non si riveli una schifezza sopravvalutata come La forma dell'acqua, che da queste parti ha preso una forma davvero meno piacevole. In ogni caso, qui il beneficio del dubbio ci sta.
Cannibal Kid: Ford di recente pare più anti-messicano di Trump, visto che è in pratica l'unico al mondo ad aver parlato male de La forma dell'acqua. Quanto a me, no lo se. Potrebbe essere un film interessante, ma il rischio noia è dietro l'angolo.

Benvenuti a casa mia

"Così tu non servi White Russian!? Si vede che non siamo in casa Ford!"

Nancy: Ma è davvero necessario infilare il benvenuti ovunque? No spiegatemi, davvero. Sorvoliamo per un attimo sul discutibile adattamento del titolo e soffermiamoci sulla commedia dei cugini. Vale la pena vederla? Beh, il regista è lo stesso di Non sposate le mie figlie, uno dei film con cui ho più riso negli ultimi anni; anche il protagonista è lo stesso, un volto noto in Francia e non solo, il bravissimo Christian Clavier; e poi si parla di accoglienza e di rom, e che fate, vi perdete un film che potrebbe far incazzare Salvini? Potrei quasi tornare, è una giusta causa.
Ford: Non sposate le mie figlie mi aveva divertito di brutto e mi era parsa una di quelle proposte francesci non radical che apprezzo molto. Poi, se si può ironizzare alla facciazza di certe facce che girano in Italia - e non sto ovviamente parlando degli immigrati, ma di chi li vorrebbe buttare a mare -, il gioco è fatto.
Cannibal Kid: Benvenuta in questa rubrica, cara Nancy. Vedi, un benvenuto non si nega a nessuno. :)
Nemmeno a questo film. Io ho una passione inspiegabile e irrefrenabile per le commedie francesi. Di recente sono riuscito ad apprezzare persino una porcata come Alibi.com, quindi benvenuti a 'sti filmoni!

Chiusura di Nancy: Che dire, grazie per questi 15 minuti di gloria, felicissima di essere stata vostra ospite. Ora vi aspetto sulla Costa del sol, però venite in settimane diverse che non sono pronta ad affrontare un Cannibal vs Ford fuori dal web!

giovedì 12 aprile 2012

Romanzo di una strage

Regia: Marco Tullio Giordana
Origine: Italia
Anno: 2012
Durata: 129'



La trama (con parole mie):  siamo nel pieno degli "anni di piombo", e l'Italia è percorsa da tensioni alimentate dalle lotte in strada degli anarchici e della sinistra, quelle da massoni della destra in cerca di un colpo di stato e dagli intrighi dei grandi centri di potere.
Attorno a trame complesse che prevedono una tendenza al naturale insabbiamento della verità ruotano individui lasciati soli, troppo testardi e a loro modo giusti per poter girare la testa da un'altra parte: sono Giuseppe Pinelli e Luigi Calabresi.
Il primo emblema di un'anarchia destinata a scomparire, il secondo di forze dell'ordine d'altri tempi.
I loro destini ruotano attorno ad uno degli episodi più terribili della storia recente del Bel Paese: la strage di Piazza Fontana.




In questi giorni, in rete, le opinioni a proposito di quest'ultimo lavoro di Marco Tullio Giordana si sono inseguite e susseguite da un estremo all'altro della scala di gradimento: dalla noia all'eccessiva freddezza, da un piglio "super partes" ad una troppo romanzata partecipazione, le discussioni hanno di fatto generato una serie di pareri contrastanti degni delle ipotesi legate alla strage da cui il film stesso ha preso ispirazione e spunto.
In questo senso, non si può negare che Romanzo di una strage sia stato un successo clamoroso: da sempre le pellicole in grado di fare discutere - e dunque fornire materia di riflessione - finiscono per incidere nella Storia della settima arte quanto e più di quelle universalmente riconosciute come Capolavori o schifezze cosmiche, e tutti quanti noi abbiamo bene presente, soprattutto in un periodo povero come questo, il bisogno disperato del Cinema italiano di un pò di movimento.
Personalmente devo ammettere di aver trovato decisamente interessante il lavoro di Giordana: certo, non saremo ai livelli de La meglio gioventù, la ricostruzione storica ed i dettagli saranno sempre meno approfonditi rispetto ad una serie - penso a Romanzo criminale -, si finirà comunque per scontentare qualcuno, dai puristi in cerca del totale rispetto dell'evoluzione delle vicende - giudiziarie e criminali - a chi, invece, vorrebbe che il "romanzo" avesse le caratteristiche della fiction ed il suo impatto emotivo unite ad una presa di posizione netta e decisa da parte dell'autore, eppure l'impressione che ho avuto da questa visione è quella - riuscitissima - di una ricerca di risveglio dell'interesse rispetto ad uno degli episodi più terribili degli "anni di piombo" e di un ritratto di uomini che furono vittime, a causa della loro "purezza" - pur criticabile -, di un sistema grigio e fagocitatore.
Parlo, in questo senso, dei tre protagonisti indiscussi di questo film: Calabresi, Pinelli e Moro.
Tre figure estremamente diverse una dall'altra interpretate ottimamente da tre attori che non ho mai particolarmente amato - rispettivamente Mastandrea, Favino e Gifuni -, tutti volti di quelle vittime che la Storia recente del nostro Paese ha mietuto a tutti i livelli delle istituzioni, e al di fuori delle stesse.
Le solitudini forzate di questi involontari protagonisti del dramma, portate sullo schermo mostrando con sapienza punti di vista differenti - l'idea della Legge di Calabresi, l'etica "della strada" di Pinelli che gli impedisce di denunciare i compagni, la "missione" di Moro - restano il ricordo più intenso ed il punto di forza maggiore del lavoro di Giordana, ritratti di un'epoca neppure così distante da quella in cui viviamo oggi, e che rimanda ad un concetto di lotta che, seppur diverso, ha portato nei decenni successivi a vittorie costate sacrifici enormi proprio ai pionieri della stessa - penso a Falcone e Borsellino, probabilmente i due eroi più grandi dell'Italia del Dopoguerra - e che ebbe origine in quegli anni tumultuosi e segnati dal sangue.
Da milanese, ricordo molto bene i racconti dei miei genitori rispetto al giorno dell'attentato in Piazza Fontana così come della tensione a seguito dell'uccisione di Moro, così come il passaggio, negli anni dell'università, di fronte alla banca che fu teatro di quell'orrore o alla Questura e al luogo dell'uccisione di Pinelli, così come il ricordo del padre di un compagno di liceo che ai tempi lavorava proprio nello stesso istituto di credito, e quel giorno uscì prima grazie ad una sorpresa della fidanzata, che divenne poi sua moglie, e madre di quel mio vecchio amico.
Ci sono tante storie, dietro quella Piazza.
Storie che passano dalle manifestazioni scolastiche ai ricordi, che toccano il Destino di questa Italia che ancora porta le ferite del Tempo - anche se pare non ricordarsene - o che non c'entrano nulla, ma tornano sempre e allo stesso modo qui: proprio come in un romanzo, in cui personaggi entrano ed escono, si perdono o ritrovano, rifuggono o restano dentro per sempre.
Questo è il romanzo di una strage.
E il messaggio che porta è fare in modo che la sua memoria non sia cancellata.
Per quanto caotica o confusa appaia ancora e soprattutto oggi.
Non dimentichiamo quanti sacrifici sono stati fatti per arrivare a guadagnare quel poco che abbiamo.
E ricordiamo sempre quanti altri ne serviranno per muoverci anche solo di un passo in avanti.
Non dimentichiamo Calabresi, Pinelli e Moro.
E Falcone e Borsellino.
Così, un giorno, forse, non ci sarà più bisogno di vittime come loro.


MrFord


"Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non farà mai
un cavaliere del lavoro,
io sono d'un'altra razza,
son bombarolo."
Fabrizio De Andrè - "Il bombarolo" -



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...