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mercoledì 3 gennaio 2018

Madre! (Darren Aronofsky, USA, 2017, 121')




Aronofsky è uno dei grandi misteri del Cinema, per quanto mi riguarda.
Da sempre esaltato da un nutrito zoccolo duro di sostenitori, qui al Saloon ha avuto una vita difficilissima fin dagli esordi, fatta di delusioni e bottigliate, visioni sconvolgenti - non in senso positivo - ed aspettative sempre più basse.
E d'un tratto, grazie ad un cambio di rotta ed alla scelta di portare sullo schermo una delle mie più grandi passioni - il wrestling -, divenuto un idolo neanche fosse Clint Eastwood: con The Wrestler, infatti, probabilmente uno dei miei film favoriti degli ultimi dieci anni e forse di sempre, il buon Darren riportò piuttosto in alto l'asticella, confermando il suo valore con il successivo ed ipnotico Black Swan, che quasi mi fece pensare che, per un Malick che progressivamente perdevo, andavo forse a guadagnare un nuovo visionario ai miei favoriti.
Niente di più sbagliato: neppure il tempo di consolidare la sua posizione nelle graduatorie fordiane, quand'ecco giungere come una sventagliata di mitra Noah, obbrorio hollywoodiano della peggior specie pronto a scalare le classifiche dei peggiori e a farmi ricredere una volta ancora a proposito di questo autore che definire discontinuo mi pare assolutamente riduttivo.
Con l'arrivo in sala di Madre! le previsioni più ottimistiche prevedevano, da queste parti, una tempesta di bottigliate di quelle delle grandi occasioni, condite da una recensione che avrebbe potuto essere dominata dall'incazzatura o dalla facile ironia rispetto al soggetto: e invece, ecco una nuova sorpresa firmata da Aronofsky.
Madre! mi è parso un film interessante, assolutamente lontano dallo scempio che avevo previsto, con molte idee potenzialmente ottime se ben sviluppate: peccato che, nello specifico, l'autore non sia riuscito neppure per sbaglio proprio in quest'impresa, lanciandosi in una serie di tentativi che vorrebbero apparire estremi e pronti a sconvolgere lo spettatore risultando semplicemente uno di quegli artisti che pensano che basti provocare per essere considerati geniali.
Ad ogni modo, oltre alla canotta senza reggiseno di Jennifer Lawrence, ho trovato questo film a suo modo coraggioso ed intelligente, nonostante la volontà di chi l'ha firmato di esplicitare fin troppo l'abbia minato alle fondamenta, costringendo lo spettatore ad un'agonia che può essere paragonabile a quella della protagonista - e questo potrebbe essere considerato un pregio, da alcuni - e ad una sorta di lezione forzata che rende l'intera operazione spocchiosa ed antipatica, nonostante tematiche come quella del rapporto tra l'artista e la sua arte, il ruolo della donna e la definizione del concetto di sacrificio, che avrebbero senza dubbio potuto trasformare questo titolo nell'ennesimo stupefacente comeback di Aronofsky, che neppure fosse Rocky prende cartoni e critiche all'angolo per poi piazzare il colpo vincente.
A questo giro è mancato, e su questo non ho alcun dubbio, eppure una flebile speranza - al contrario del già citato Malick - esiste ancora, e forse, sotto tutto il suo desiderio di imporsi come autore mistico e complesso, si nasconde un ragazzo che ancora non è cresciuto nonostante si avvicinino i cinquanta che deve ancora trovare la sua strada: personalmente, spero che questa strada possa essere chiara al prossimo film, e che il mancato massacro di Madre! sia un segno che, da qualche parte, lo straordinario narratore di The Wrestler esista ancora.
O quantomeno, che esista la sua Ispirazione.



MrFord



 

giovedì 28 settembre 2017

Thursday's child







Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle uscite in sala più attesa della rete e nuovo ospite pronto ad inserirsi nell'equazione ben poco perfetta formata dal sottoscritto e dal suo eterno rivale Cannibal Kid: a questo giro prende posto al tavolo la mitica Babol, uno degli elementi più imprevedibili e mitici della blogosfera. Allacciate dunque le cinture, e buon viaggio attraverso le uscite del weekend!


"Cannibal e Babol mi hanno chiesto di inviare un messaggio a Ford, ma quello ce l'avrà uno smartphone!?"


Madre!

"Sento una nuova presenza femminile in questa rubrica: Babol non vorrà mica prendere il mio posto!?"

Babol: Ci abbiamo provato, io, il Cannibale e Ford, ad infiltrarci durante la proiezione di Madre! a Venezia, travestiti da JLaw, Aronofsky e Javier Bardem. Non so come ma ci hanno riconosciuti e cacciati a pedate come dei plebei qualsiasi, così non abbiamo potuto unirci al coro quasi unanime di insulti, sputi e vituperi che hanno ricoperto l'ultima opera del povero Aronofsky. Non so i miei colleghi, ma io sono pronta a vendicarmi correndo al cinema piena di grandi e positive speranze, anche se la Lawrence mi ha spaccato i cabasisi da tempo.
Cannibal Kid: Il film più controverso dell'anno, e forse della storia del cinema recente, è pronto alla prova del pubblico italiano. Dopo i fischi di Venezia e l'accoglienza a dir poco negativa di spettatori e critici Usa, sicure al 100% arriveranno pure le bottigliate più prevedibili dell'anno da parte di quel bigotto moralista di Ford. Molto più interessante sarà invece scoprire la reazione della sempre imprevedibile Babol, una blogger che oscilla con disinvoltura tra le produzioni più trash e quelle più autoriali. Chissà poi cosa potrò pensare io, da sempre sostenitore e difensore sia di Jennifer Lawrence che di Darren Aronofsky, anche se nulla ho potuto ribattere alle critiche nei confronti del suo ultimo orrido Noah. Qui inoltre sento forte l'odore di un suo potenziale Antichrist, l'unico film di Von Trier che non ho apprezzato, e quindi il rischio che gli piovano addosso fischi e bottigliate anche da parte mia non è da escludere. In ogni caso, piaccia o meno, questo è uno di quei film da non perdere!
Ford: ormai ho l'impressione che Aronofsky, fatta eccezione per quella meraviglia di The wrestler e la gran ficata che fu Il cigno nero sia tornato ad essere quello che era nella prima parte della sua carriera, ovvero una pippa mascherata da grande autore. Jennifer Lawrence a parte, infatti, questo Madre! si candida ad essere uno dei titoli più bottigliati dell'autunno, anche se non mi dispiacerebbe essere smentito a riguardo.
Del resto, io sono sicuramente più imprevedibile in stile Bolla che non stantìo e finto giovane e alternativo come Cannibal.

Emoji - Accendi le emozioni

"Hey, bello: prova ad usare per una volta un vecchio telefono di quelli cui è abituato Ford!"

Babol: Potevo immaginare solo una cosa peggiore delle ammorbantissime emoticons: un cartone animato SULLE emoticons. Con Patrick Stewart messo a doppiare la cacchina!!! Gesù. Il Cannibale sarà anche Cucciolo Eroico ma credo che nemmeno lui s'abbasserebbe a vedere una simile rumenta mentre Mr. Ford non ha neppure Facebook, figuriamoci se userebbe i pargoli come scusa per guardare un film così insulso! ... o forse no?
Cannibal Kid: Le emoji le uso sempre molto volentieri. Detto questo e va bene che oggi un film non lo si nega a niente e a nessuno, però non credo ci fosse bisogno di una pellicola a loro dedicata. E invece l'hanno fatta e si preannuncia una di quelle bambinate animate finto trasgressive perfette per Ford. Peccato solo che lui le emoji non sappia manco cosa sono...
Per fargli prendere confidenza con il tema gliene voglio allora dedicare una, questa: 💩.


Quanto a Babol che fa finta di schifare tanto questa cacchina di pellicola, mi sa invece che ha già il suo posto in sala prenotato al sempre tanto criticato cinema di Savona. Anche perché sarà l'unico nuovo film che arriverà dalle sue parti. 😉
Ford: dall'avvento degli smartphone e compagnia io ho usato sempre e solo due emoticon. L'occhiolino e il sorriso. Ma più di questo non penso di poter reggere. Figuriamoci un intero film. Roba da pseudo giovani come Cannibal e filo-jappo come la Bolla.

Jukai – La foresta dei suicidi

"E' arrivato Cannibal Kid: non guardare, piccola, potresti spaventarti!"

Babol: Per fortuna o purtroppo posso risparmiarmi di guardare questa ciofeca pseudohorror al cinema perché l'ho già vista e vorrei capire dove hanno tirato fuori lo jukai, quando nel film si nominano gli yurei. Mah. So che Ford e il Cannibale non si sono persi nemmeno una puntata di Game of Thrones ma stavolta non basta nemmeno il musetto da Lola Bunny porca di Margacosa, lì, Natalie Dormer, a risollevare le sorti di un film moscio come pochi. Non guardatelo che poi mi tocca venirvi a recuperare ad Aokigahara per la disperazione!
Cannibal Kid: Pure io questo film l'ho già visto e mi fa ben sperare nei confronti di Madre!. Se sono l'unico al mondo ad aver apprezzato questa ciofeca pseudohorror, è probabile che sarò l'unico al mondo a gridare al geniale capolavoro nei confronti del nuovo di Darren mio, anzi di Darren di Jennifer. Sarà perché non riesco a resistere alla Lola Bunny porca, qui presente addirittura in versione doppia, o sarà che mi è sembrato un horrorino dalle atmosfere e ambientazioni affascinanti e inquietanti, ma nonostante una parte finale piuttosto discutibile (come d'altra parte il 90% delle produzioni dell'orrore), a me non è dispiaciuto affatto. E qui se volete vi potete beccare pure la mia recensione http://www.pensiericannibali.com/2016/04/the-forest-gump.html.
Ford: io di horrorini del cazzo ne ho le palle piene. Dunque farò lo snob e lascerò all'esperta con lo stomaco del settore Bolla ed al pusillanime Peppa Kid l'onore (???) di recensirvi questa robetta.

L'incredibile vita di Norman

"Ragazzo, qui viene spesso a correre Marco Goi: ti conviene cambiare strada per i tuoi allenamenti!"

Babol: Il titolo originale è più accattivante di quello italiano, come al solito. "La tranquilla ascesa e la tragica caduta di un risolutore newyorkese" profuma di tragicommedia indipendente lontano un chilometro, anche perché per l'occasione Richard Gere si è parecchio imbruttito. Ma chissenefrega di Richard Gere quando c'è Dan Stevens! Chiù Dan Stevens pe' tutte!!! Detto questo, mi sa che L'incredibile vita di Norman potrebbe essere un film che piacerà solo a me, sento già le risate stranamente congiunte di Ford e del Cannibale...
Cannibal Kid: Non mi attira un film intitolato L'incredibile vita di Norman e La tranquilla ascesa e la tragica caduta di un risolutore newyorkese non mi pare molto più accattivante, anzi. Mi vedrei un film su un risolutore giusto se fosse interpretato da Jessica Chastain, non certo da Richard Gere, per giunta imbruttito. Che poi non so se l'ha fatto volontariamente per fare l'indie, o è solo che è più vecchio di Ford e quindi gli anni stanno cominciando a passare pure per lui. Fatto sta che mi sa di porcatina esistenziale che piacerà, e pure guarderà, solo Babol. Anche perché Dan Stevens, nonostante Legion e The Guest, dopo La Bella e la Bestia in cui era molto meglio in versione Bestia, nun se pò più vedè.
Ford: robetta finto alternativa che potrebbe finire per scontentare perfino il re dei finto alternativi Cannibal Kid, ma forse non la Bolla, invaghita come Katniss Kid di Dan Stevens, che a parte l'ottimo The Guest non ne ha azzeccata una neanche per sbaglio.
Altro titolo che dribblo, dunque, molto volentieri.

Alibi.com

"Come sarebbe non servono White Russian!? E dove siamo, al Cinema di Savona!?"

Babol: Ho visto il trailer al cinema e mi è sembrata una scemenzina simpatica, girata da maledetti franscesi, buona per farsi due risate in una serata di stanca. Insomma, servirebbe un ottimo alibi per guardarlo senza essere insultati da eventuali lettori. Chissà cosa si inventeranno i miei due compari per giustificare le recensioni di Alibi.com che spunteranno prima o poi sui loro blog...
Cannibal Kid: Io non ho certo bisogno di alibi o di scuse per vedere e recensire un film del genere, visto che i miei lettori sono abituati a ben di peggio. E la mia passione per il cinema francese, anche per le commedie, è ormai cosa nota. I lettori di White Russian poi sono abituati ai 10 bicchieri di apprezzamento nei confronti di robette come Kung Fu Panda 3 o Cars 3 o qualsiasi altro terzo capitolo di saghe per bimbetti, quindi...
Ford: ormai sono troppo vecchio per gli alibi. E non ne ho bisogno per saltarmi film come questo. Ma siamo finiti nella settimana cannibalesca e nessuno me l'ha detto, Big Babol per prima?

L'intrusa

"Hey Bolla, se vuoi tornare in questa rubrica vedi di diventare più tamarra!"

Babol: Eh ben, poteva mancare l'allegria di un bel polpettone drammatico italiano questa settimana? Giammai! E mica solo uno, eh. Ovviamente, dall'alto della mia ignoranza non conosco il regista Di Costanzo e francamente l'idea di guardare un film di donne, centri sociali, camorra e tristezza assortita poco mi arride, quindi passo la palla ai miei due colleghi che avranno sicuramente un'opinione più costruttiva della mia.
Cannibal Kid: L'intrusa? E che cos'è? Un instant movie dedicato all'apparizione di Babol in questa rubrica?
Ford, ma chi l'ha invitata questa? Sei stato tu?
Ford: ma se sei tu che inviti tutti per paura di stare da solo con me!?!?

Una famiglia

"Ho visto un altro film consigliato da Cannibal. Mi viene da piangere."

Babol: Ecco la seconda opera italiana zeppa di allegria! Non ricordo quali siano le opinioni dei miei colleghi sulla Ramazzotti ma a naso direi che questo film potrebbe essere più Cannibale che Fordiano. Francamente, ho letto la trama e da donna mi angoscia, odio le pellicole in cui femmine dall'animo debole vengono assoggettate da uomini indegni, se poi ci sono di mezzo dei bambini ancora peggio. Di nuovo, lascio che i miei due compari spendano parole più illuminate (o obnubilate dalla Ramazzotti?)!
Cannibal Kid: Micaela Ramazzotti mi piace, anche se non mi entusiasma del tutto. In questo film comunque c'è da sottolineare soprattutto la presenza di Matilda De Angelis, la Jennifer Lawrence italiana. E voci da Venezia mi dicono che, anche se la pellicola non è un granché, qui compare senza veli. Quindi di cosa stiamo a parlare ancora? Questo è un film da vedere senza se e senza ma.
Ford: per me l'unica Ramazzotti è la sambuca. Detto questo, Matilda De Angelis senza veli me la gusto molto volentieri.

Babylon Sisters

"Sono proprio carine, le lettere d'amore scritte da Katniss Kid!"

Babol: Leggere “attori non professionisti” solitamente mi fa venire la pellagra, soprattutto in una storia che mescola razzismo, vecchiacci che in realtà sono buoni come il pane e... Bollywood? Ma per carità: molto meglio sfidare Ford e il Cannibale a chi è in grado di scovare e guardare le ultime perle trash della vera Bollywood senza farsi sanguinare gli occhi!
Cannibal Kid: Ma che, questi fanno sul serio?
Se non altro loro ammettono di essere attori non professionisti. Cosa che dovrebbero fare pure molti degli action heroes tanto esaltati da Ford. E alcuni forse anche da Babol.
Ford: ci sono attori non professionisti, e critici non professionisti. E non sto parlando, ovviamente, della Bolla. Ma degli altri due.

Last Christmas

Questo film è talmente di nicchia che non sono riuscito a trovare alcuna immagine, neppure al Cinema di Savona.

Babol: Commedia surreale ispirata ad uno dei film cult del regista, ovvero Clerks. Sinceramente, non ho ancora capito chi, tra il Cannibale e Ford, sia Dante e chi Randal ma quello che ho capito è che da questo film mi terrò mooolto lontana.
Cannibal Kid: Già il fatto che uno giri un film in bianco e nero non ispirato dai Grandi Classici, ma da quella cagatina di Clerks, una delle pellicole più sopravvalutate di tutti i tempi e non a caso un cult fordiano assoluto, fa capire il livello cinematografico del regista. E poi fanno uscire un film intitolato Last Christmas a settembre? Ma la stagionalità tanto cara sia a me che a Ford allora la buttiamo proprio nel cesso?
Ford: la stagionalità, nel Cinema come in tutte le arti e nella vita, è fondamentale. Quindi George Michael e Babbo Natale possono aspettare fuori insieme a tutti i cannibali ed i registi che pensano di poter limitare o vituperare un cult assoluto come Clerks.

Chi m'ha visto

Tipica dimostrazione di affiatamento Cannibal/Fordiano.

Babol: Non certo io. Scusami, Pierfrance', tu sei un gran figo ma Fiorellino non lo reggo proprio, né attore drammatico né comico, come in questo caso. E ora vi lascio che devo contattare la Sciarelli, non trovo più né il Cannibale né Ford e non vorrei che fossero davvero scappati ad Aokigahara per cercare le due Dormer bionda e mora, lasciandomi così come unica padrona incontrastata della Blogosfera!
Cannibal Kid: Le commedie italiane recenti per una serata scacciapensieri il loro dovere spesso lo sanno fare. È una cosa che a sorpresa sta comprendendo persino quel cocciuto di autore di White Russian. Io poi una pellicola a tematica musicale me la guardo sempre volentieri. Sono pure curioso di vedere come se la cava Fiorellino per una volta non alle prese con un biopic Rai. Anche se forse il suo personaggio di musicista fallito è ispirato alla vera storia di un certo James Ford...
Io intanto sono già fuggito a Aokigahara (anche se non so pronunciarlo), sperando di trovare almeno una Dormer. Anche se al massimo so che mi imbatterò in Ford o Babol, due tipi sempre in giro per il mondo tutto l'anno, e che, considerando che di cinema ne capiscono persino meno di me, forse dovrebbero cambiare genere e aprire un blog di viaggi, uahahah!
Ford: io non ho visto proprio nessuno. In fondo, girando così tanto, è difficile che veda le stesse facce più di una volta. Se poi si tratta di quella di Cannibal, meglio non incontrarsi proprio! E a Babol dico di tenersi alla larga dal suo amato Giappone e dall'altrettanto amata Australia: potrebbe trovare tracce dei due bloggers più terribili mai apparsi sulla Terra!

lunedì 28 aprile 2014

Noah

Regia: Darren Aronofsky
Origine: USA
Anno: 2014
Durata: 138'





La trama (con parole mie): ai tempi dei tempi, il Creatore, dopo aver forgiato l'Universo in sette giorni e plasmato l'Uomo, non soddisfatto dell'operato di quest'ultimo, decise di porre rimedio alla piaga per il pianeta che aveva sguinzagliato attraverso un flagello di acque purificatrici noto come il Diluvio Universale. Noè, devoto e legato ad un'antica tradizione che riferiva ad autorevoli rappresentanti come Matusalemme, accompagnato dalla famiglia, è incaricato dunque dall'Altissimo di costruire un'Arca che possa trarre in salvo gli animali di tutto il globo a coppie, in modo da poter garantire una nuova vita una volta spazzata via la minaccia umana.
La stirpe di Caino, però, guidata dal tenace Tubal Cain, non intende arrendersi al volere dei cieli, e si dichiara pronta a combattere Noè per guadagnarsi la salvezza: ma per il prediletto del Signore la minaccia più grande per il compimento dell'impresa sarà costituita dal progressivo allontanarsi dalle sue radicali posizioni della moglie e dei figli, decisi a preservare i propri eredi e fiduciosi in un nuovo futuro.








Dovevo saperlo, caro Aronofsky, che il mio primo istinto era quello giusto.
Mi sono fatto abbagliare da quel Capolavoro di The wrestler, ed illudere dall'ottimo Il cigno nero.
Ma nonostante tutto, sotto sotto, buon Darren, resti sempre un pippone cosmico con manie di grandezza.
Da molto tempo prima di quell'abominevole schifezza che fu The fountain - L'albero della vita.
E Noah, enorme produzione biblico-new age che già dal trailer prometteva davvero male, finisce per starci giusta giusta a braccetto.
Come se non bastasse questa infausta diagnosi, entra nell'equazione l'errore più grave in un film incentrato sulla figura del nocchiero dell'Arca: non hai spiegato - e non ci hai neppure provato, a dirla tutta - dove diavolo possono essere finiti, in tutto quel trambusto mistico da deliranza religiosa, i fantomatici e leggendari leocorni, inseguiti dai bambini di almeno una generazione.
Non si fa, caro Darren.
Non si fa proprio.
E ringrazia che non menzioni il fatto che dopo dieci minuti di film la misura sia già colma, con il faccia a faccia al limite del ridicolo tra i buoni e cari discendenti di Matusalemme, vegan e politically correct, e gli infami figli di Caino, carnivori e violenti, schiavi del consumismo e delle armi.
Vogliamo prenderci davvero così per il culo?
Dove sono finiti i cari, splendidi kolossal biblici di un tempo come I dieci comandamenti o Ben Hur?
Scomparsi in un delirio di onnipotenza costruito con mezzi da fantascienza che mescola i wannabe di 2001 come il The tree of life di Malick alle dottrine da Nuovo Millennio sensibilizzato rispetto alla salute del pianeta, il Russell Crowe de Il gladiatore a quello di Master and commander - del resto, non ce l'avrebbe fatta a condurre l'Arca in salvo, se non fosse stato un navigatore esperto -, il blockbuster di grana grossa alle ambizioni di un Autore che, purtroppo, a questo punto occorre quasi doverosamente ammettere che Autore sia e resti soltanto nei suoi sogni più reconditi.
E non avrei neanche un compito troppo arduo nello stroncare uno dei più terribili mattonazzi dell'anno - e non solo -, perchè basterebbe citare le terribili imitazioni ibride di Mordiroccia ed Enth, le ridicole dinamiche da disfunzionale focolare domestico di casa Noè, il gigioneggiamento fastidioso di Anthony Hopkins, la colomba con il ramo d'ulivo al termine della lotta, il finale consolatorio per affossare completamente una delle operazioni più bieche e spietatamente commerciali della stagione, che fortunatamente - almeno per ora - pare non aver conseguito i risultati che, probabilmente, la produzione si auspicava - specie considerata l'uscita strategica, almeno in Italia, precedente alle vacanze pasquali -.
Dalle parti di casa Ford la religione non va certo per la maggiore, e le storie legate alla Bibbia restano un affascinante esperimento letterario, culturale ed artistico - come per l'epica, del resto, da sempre una delle passioni del sottoscritto -, ma i pregiudizi che al Saloon continueranno per sempre ad esistere in quest'ambito non contribuiscono più di tanto al risultato pessimo di questo terribile ed indigesto polpettone, privo di carattere così come della voglia di raccontare davvero una storia, buono appena per tenere buoni i timorati di Colui che non può essere nominato - e non sto parlando di Voldemort, cara Hermione - e gli spettatori molto, molto occasionali.
Ma non basta questo, per me, caro Darren.
Il tuo diluvio è uno sputo.
Ed il mio, almeno su questo virtuale foglio bianco, un fiume in piena pronto a berselo.



MrFord



"Ci son due coccodrilli
ed un orango tango,
due piccoli serpenti
e un'aquila reale,
il gatto, il topo, l'elefante:
non manca più nessuno;
solo non si vedono i due leocorni."
"L'arca di Noè" - Filastrocca - 



 

giovedì 10 aprile 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): alle spalle il ciclone più simile ad un piccolo temporale primaverile che è stato Nymphomaniac - parte prima e soprattutto seconda -, il vecchio Ford ed il finto giovane Cannibal Kid tornano a buttarsi sulle uscite in sala, che questa settimana rischiano di tornare a metterli d'accordo sia in positivo che in negativo. Avremo infatti il ritorno di due registi che, di norma, riescono a raccogliere favori al Saloon come su Pensieri cannibali ed una valanga di inutili proposte italiane e non da evitare come la peste.
Ordinaria amministrazione, dunque.
Speriamo almeno di litigare come si deve tra noi.

"Tiro su un bel cannone per Peppa Kid, così si addormenta e me lo tolgo dai piedi: è così appiccicoso!"
Noah di Darren Aronofsky


Il consiglio di Cannibal: no a Ford
Un film di Darren Aronofsky con Emma Watson?
Ma questo è un sogno che diventa realtà… non fosse che è pure una trasposizione biblica e il protagonista è Russell Crowe. E io odio sia le trasposizioni bibliche che Russell Crowe. Quindi, come la mettiamo?
Se con il precedente film Il cigno nero Darren Aronofsky si era aggiudicato il primo posto tra le pellicole cannibali del 2011, quest’anno il regista rischia di finire al primo posto sì, ma nella classifica delle delusioni. Il trailer apocalittico in stile Roland Emmerich non lascia ben sperare, ma chissà...
Persino Mr. Ford di recente è riuscito a stupirmi in positivo, stroncando quella porcata di Snowpiercer, quindi le vie del signore e del cinema sono davvero infinite.
Il consiglio di Ford: no all'accordo tra Cannibal e Ford
Aronofsky è un regista dal percorso davvero curioso. Detestato e criticato neanche fosse Von Trier dal sottoscritto per tutta la sua carriera, con il Capolavoro The wrestler e l'ottimo Il cigno nero era riuscito a cavalcare l'onda del successo perfino al Salooon. Questo Noah, che sa di marchettone alle majors, non mi fa pensare nulla di buono, senza contare che il trailer è tra i più brutti delle ultime quattro o cinque stagioni: staremo a vedere, più curiosi di scoprire se ancora una volta quest'anno io e Peppa Kid saremo d'accordo oppure no.

"Cannibal, ci hai provato con mia figlia Hermione: ora scatenerò un diluvio di cazzotti su di te!"
Grand Budapest Hotel di Wes Anderson


Il consiglio di Cannibal: Grand Movie in arrivo?
Se il nuovo di Aronofsky è una gigantesca incognita tendente al disastroso, il nuovo di Wes Anderson sembra già essere una maggiore garanzia di qualità. Dopo un gioiellino splendido come Moonrise Kingdom, anche in questo caso c’è un po’ di timore perché fare un altro lavoro allo stesso altissimo livello non è impresa facile per nessun autore, ma le sensazioni in questo caso sono più ottimistiche. Così come sono fiducioso riguardo al fatto che Ford, dopo aver azzeccato la stronzatura di Snowpiercer, possa tornare al più presto a essere le solita capra cinematografica, buahahah!
Il consiglio di Ford: Grand Movie? Speriamo!
Wes Anderson, uno dei re del radicalchicchismo paradossalmente in grado di convincere quasi sempre perfino il sottoscritto - fatta eccezione per Il treno per il Darjeeling -, torna sul grande schermo dopo l'ostico ma ottimo Moonrise Kingdom, finito a sorpresa tra i migliori titoli del duemiladodici del Saloon. Grand Budapest Hotel parte con delle ottime premesse, e nella speranza che possa mantenerle non mi dispiace affatto immaginare la situazione da fantascienza che possa portare me ad osannarlo ed il Cannibale a detestarlo.

"Stia tranquilla, signora. Non ci fermiamo al piano dove albergano quei due bloggers."
Un matrimonio da favola di Carlo Vanzina


Il consiglio di Cannibal: un cinema da favola, quello lontano dai Vanzina
Per contrastare l’accoppiata d’Autore Aronofsky/Anderson, il cinema italiano fresco di Oscar mette in campo due pezzi altrettanto grossi: i fratelli Vanzina. Complimenti!
La storia raccontata dal loro nuovo film è quella di cinque liceali che si ritrovano vent’anni dopo la maturità… Che fantasia! Più che il nuovo Compagni di scuola, mi sa che questo, al massimo, si rivelerà il nuovo Immaturi. Il cast, con gente come Ricky Memphis, Emilio Solfrizzi e Ilaria Spada (ma perché, è un’attrice?), promette persino peggio del solito. L’unica cosa da favola di questo film è che mette d’accordo me e Ford manco fossimo la Regina Cattiva (io) e Biancaneve (lui) in un episodio di Once Upon a Time. Ci mette d’accordo nel non vederlo manco sotto reciproca tortura.
Il consiglio di Ford: una favola sarebbe il Cinema senza i Vanzina.
In una settimana che, possano poi piacere oppure no, vede approdare in sala Aronofsky e Anderson, è desolante scoprire che l'Italia possa mettere in campo solo ed esclusivamente roba infima e telefonatissima di questo genere firmata dai Vanzina, noti ormai in tutto il mondo per essere uno dei marchi di qualità dell'antiCinema.
Non voglio sapere nulla, e neppure augurarlo al Cucciolo. Figuratevi.

"Cosa ne penso di Ford? Tengo la bocca cucita, non si sa mai che mi arrivino le bottigliate!"
Piccola patria di Alessandro Rossetto


Il consiglio di Cannibal: piccola pellicola
Se questa settimana devo prendermela con un film italiano, me la prendo con il fantasiosissimo e originalissimo nuovo sforzo degli sfracelli Vanzina. Questo Piccola patria mi sembra una roba talmente piccola e talmente modesta che non si merita le mie energie più cattive. Quelle le conservo tutte per l’anti-von Trier Ford.
Il consiglio di Ford: piccolo Cinema.
Non mi bastavano i Vanzina, doveva arrivare anche altra robetta made in Italy. Ma davvero non c'è possibilità di migliorare la qualità delle uscite nostrane!?

"Vieni, forza, devi uscire con il Cannibale e Lars Von Trier, niente storie!"
Nessuno mi pettina bene come il vento di Peter Del Monte


Il consiglio di Cannibal: nessuno mi fa girare le palle come il Ford
Nessuno mi pettina bene come il vento è uno di quei film che mi fanno andare giù le mutande già dal titolo. Ma chi è che l’ha scelto? Federico Moccia durante un brainstorming con Alessandro D’Avenia e Nicholas Sparks?
A ciò aggiungiamo un trailer lagnoso, la presenza della nevrotica Laura Morante, una produzione italiana e avremo così servito proprio un bel film. Un bel film da evitare quanto una puntata di Amici di Maria de Filippi con ospite d’onore James Ford.
Il consiglio di Ford: nessuno mi può deludere come Cannibal Kid. Tranne, forse, Lars Von Trier.
Non c'è due, senza tre. Dopo una partenza da urlo, questo weekend di uscite pare essere entrato in un buco nero di quelli da non augurare neppure ai propri peggiori rivali. E come se non bastasse, c'è pure la Morante.
Roba che piuttosto mi farei un intero weekend in compagnia di Katniss Kid.

"Ma chi sono quei due casinisti la dietro!?" "Sono Cannibal e Ford: lasciali perdere, è meglio."
Oculus di Mike Flanagan


Il consiglio di Cannibal: occhio a non vederlo!
Sbaglio o è un periodo particolarmente nero per il genere thriller-horror? Se già qualche tempo fa non se la passava troppo bene, in questi primi mesi del 2014 la situazione si è fatta addirittura drammatica. A provare a risollevare le cose ci pensa questo horrorino, Oculus, cui potrei dare una chance soltanto perché negli ultimi tempi sono girato al largo dal genere manco fosse un Ford assetato di sangue cannibale. Ma mi sa che farò meglio a continuare a stare lontano, sia dal film che dal nuovo chitarrista di Analstacia.
Il consiglio di Ford: oculus alla groupie numero uno di Ford, Peppa Kid!
Considerato lo stato di salute dell'horror, privo di proposte interessanti dai tempi di Conjuring e Dark skies, non penso che Oculus riuscirà nell'impresa di invertire una rotta quasi più drammatica di quella del Cinema nostrano: potrei comunque ripescarlo per una visione da neuroni spenti e bottigliate incombenti, giusto per alimentare la concorrenza - già ben messa - per quanto riguarda il Ford Award dedicato al peggio dell'anno.

Reazione tipica di uno spettatore ad un film di Von Trier.
Mister Morgan di Sandra Nettelbeck


Il consiglio di Cannibal: se Mister Morgan è peggio di Mister Ford è davvero messo male
Michael Caine è uno di quegli attori che proprio non mi dicono niente. Più che non piacermi, mi sta indifferente, cosa che significa che un suo film come protagonista lo scanso con grande piacere. Questa commedia romantica a rischio melodramma potrebbe però essere risollevata dal fatto di essere una produzione francese e di avere come protagonista femminile l’affascinante Clémence Poésy. Quindi che fare, vederlo o non vederlo?
Diciamo che lo metto in lista d’attesa insieme a tutti i film consigliati da Ford. Ovvero quelli che probabilmente non guarderò mai…
Il consiglio di Ford: di Mister ce n'è solo uno, e sono io.
Rispetto tantissimo Michael Caine, uno di quelli che sprizza stile da tutti i pori e funziona in quasi ogni ruolo in cui lo si metta. Eppure questo film non mi dice assolutamente nulla, neanche si trattasse dell'ultimo e spento Von Trier.
Eviterò senza pensarci troppo, giusto per non rovinarmi l'opinione consolidata negli anni del recente Alfred dei Batman nolaniani.

"Se sei già uscita con Ford, ai ti sembrerò un ragazzino al confronto!"
Barry, Gloria e i Disco Worms di Thomas Borch Nielsen

Il consiglio di Cannibal: ma questi sono peggio dei Disco Fords!
Cercare di trovare una logica dietro la distribuzione cinematografica italiana è ormai un miraggio, un po’ come cercare di capire cosa diavolo ci sia dentro la testa di Ford, a parte scimmie urlatrici ed eroi action degli anni ’80 urlatori. Cosa può spingere a fare uscire adesso nelle sale un film d’animazione tedesco-danese del 2008 su un gruppo di vermi appassionati di musica disco davvero non lo so. Che poi potrebbe anche non essere così schifoso, come filmetto d’animazione senza pretese, però se anziché nei cinema l’avessero distribuito direttamente su Rai YoYo non credo che nessuno l’avrebbe presa a male. A parte il patito numero uno di queste bambinate, James Ford.
Il consiglio di Ford: i Disco Worms? Sono gli avversari dei Disco Kids?
Filmetto d'animazione di quelli che è meglio perdere che trovare pronto a chiudere una settimana priva di ogni attrattiva, che promette scintille per poi perdersi inesorabilmente in proposte inutili e di qualità infima.
Onestamente, non comprendo proprio come sia possibile che in Italia non vengano distribuiti titoli da non perdere per ripescare pellicole più che datate e senza alcuna speranza di rimanere nella memoria degli spettatori come questa.
Una logica ancora più assurda di quella che governa le menti malate di Cannibal Kid e del suo amichetto Lars.

"Aiuto! Non farmi portare via da quel bruto di Ford!"

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