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lunedì 17 febbraio 2020

White Russian's Bulletin


Alle spalle la Notte degli Oscar ed il mancato post di commento alla stessa - quest'anno, devo dire, è andata di gran lusso grazie a Parasite -, torna il Bulletin nella sua formula tradizionale e legato almeno in parte ai titoli che hanno preso parte alla cerimonia più nota dell'anno cinematografico. Accanto a loro il Saloon ritrova un trio di vecchi amici che si erano perduti e prosegue nel recupero di una serie divenuta ormai un cult, paradossalmente, per i più piccoli di casa Ford.


MrFord



1917 (Sam Mendes, USA/UK/India/Spagna/Canada, 2019, 119')

1917 Poster


Il grande favorito - ed il grande deluso - degli Oscar 2020, è giunto sugli schermi del Saloon qualche giorno prima della Notte, rafforzando l'impressione - fortunatamente sbagliata - che si sarebbe giocato l'incetta delle statuette con Joker, considerata l'abilità di entrambe le pellicole di risultare ad un tempo autoriali e profondamente pop.
Sam Mendes, che non è proprio l'ultimo arrivato, gira con grande tecnica una storia bellica che pare shakerare Dunkirk e Salvate il soldato Ryan, formalmente ineccepibile, arricchita da un paio di twist molto interessanti ma, a conti fatti, priva del cuore che ci si aspetterebbe da un titolo di questo genere.
Si lascia guardare, alimenta molto bene la tensione, rende molto bene le potenzialità dei mezzi tecnici che il Cinema oggi offre, eppure manca la scintilla che rende un buon film qualcosa di davvero memorabile, o che, nonostante sia stato ispirato dai racconti del nonno del regista, reduce della Seconda Guerra Mondiale, il regista avesse davvero la necessità di raccontare.





ODIO L'ESTATE (Massimo Venier, Italia, 2020, 110')

Odio l'estate Poster

Ricordo benissimo gli esordi televisivi di Aldo, Giovanni e Giacomo, così come la loro esplosione ai tempi di Mai dire gol e de I corti in teatro. Divenuti campioni d'incassi con il loro primo film Tre uomini e una gamba, ebbero il grande merito di far riscoprire una comicità all'italiana leggera e mai volgare, che fino a Chiedimi se sono felice - a mio parere il loro lavoro migliore - ed in parte a Tu la conosci Claudia? riuscirono a mantenere a livelli interessanti. 
Poi, come spesso accade per i comici consolidati, finirono vittime di loro stessi attraversando un decennio totalmente da dimenticare sia in televisione che al Cinema, finendo per allontanarsi da quello che era stato lo spirito del loro inizio: fortunatamente, ricongiuntisi con il vecchio amico Massimo Venier, i tre paiono aver ritrovato proprio quello spirito in Odio l'estate, dai tempi del già citato Chiedimi se sono felice di gran lunga la loro produzione migliore.
Forse parzialmente telefonato, ma genuino e piacevole, questo nuovo film porta con sé la malinconia che, a fine estate, rapisce da bambini così come da adulti, con la sensazione che la stagione delle vacanze e degli amori effimeri sia ad un tempo il momento più bello e più terribile dell'anno, perchè così come in grado di regalare magie, spietatamente giunge al termine sempre troppo presto.
Un pò come la vita. Ed è bello che Aldo, Giovanni e Giacomo non solo se ne siano ricordati, ma siano riusciti a raccontarlo quasi al loro meglio.




SCRUBS - STAGIONE 6 (ABC, USA, 2007)

Scrubs: Medici ai primi ferri Poster

Prosegue il recupero dell'intera cavalcata di Scrubs, ai tempi seguita saltuariamente dal vecchio cowboy e divenuta a scoppio ritardato uno dei cult del Saloon soprattutto grazie alla presa avuta sui Fordini ed alla presenza di un idolo totale come il dottor Cox.
Al sesto giro di giostra i medici del Sacro Cuore mostrano i primi segnali di stanca tipici delle produzioni lunghe, ed un mordente che non pare più quello degli esordi nonostante i numerosi avvenimenti importanti della stagione - il consolidamento del matrimonio di Turk e Carla, il secondo nato in casa Cox, il matrimonio di Elliot, il figlio di J.D. -: Scrubs è sempre piacevolissimo da vedere e per accompagnare i sempre più incasinati pasti di Casa Ford è perfetto, eppure in cuor mio spero, con la settima stagione, di poter assistere ad un colpo di coda che mi permetta di affrontare le ultime tre annate al meglio, e non con l'impressione che avrebbero dovuto chiudere prima.




JOJO RABBIT (Taika Waititi, Nuova Zelanda/Repubblica Ceca/USA, 2019, 108')

Jojo Rabbit Poster


L'appuntamento con Jojo Rabbit, uno dei titoli più recensiti anche qui nella blogosfera nel periodo precedente la Notte degli Oscar, è stato tra i più assurdi della mia vita recente di spettatore: tra lavoro, palestra, ritmi incalzanti e circo dei Fordini, nell'ultimo anno ho diminuito molto la mia percentuale di film visti alla sera, ma mai come nel giorno di Jojo Rabbit ho avuto un tracollo clamoroso.
Dei venti minuti scarsi visti a pezzi a fronte dei quasi centodieci complessivi, devo ammettere che il lavoro di Taika Waikiki mi è parso interessante ed emotivamente pronto a colpire - al contrario, ad esempio, di 1917 -, un pò come se avessero mescolato Wes Anderson ad una commediaccia tamarra ma dal cuore d'oro.
Sospendo il parere sul voto, e mi riprometto un recupero in tempi non sospetti, magari nel weekend, decisamente più lontano dal rischio crollo che ormai è un must della settimana lavorativa.

giovedì 15 dicembre 2016

Thursday's child



La marcia verso le Feste, i banchetti, le bevute e le classifiche di fine anno prosegue inesorabile, e con lei la purtroppo tristemente nota invasione dei Cinepanettoni, giunti in grande quantità per questo weekend che anticipa quello natalizio: fortunatamente per me e per quello sciroccato del mio antagonista Cannibal Kid, co-conduttore della rubrica, un paio di sorprese potenzialmente positive dovrebbero comunque trovare il loro spazio in sala.
La speranza è che non deludano anche quelle.



"Ecco un bell'esemplare di Cannibal Kid: lo centro al volo!"


Rogue One: A Star Wars Story

Ed ecco il perfido Cannibal Kid a capo delle sue truppe imperiali.

Cannibal dice: L'anno scorso Star Wars: Il risveglio della Forza si era rivelato una delle sorprese più piacevoli e clamorose, almeno per quanto mi riguarda. Da non fan della saga di Guerre stellari, inaspettatamente mi aveva gasato parecchio e, almeno a giudicare dai primi trailer, pure questo film spin-off con Felicity Jones non sembra niente male. Che la Forza sia con me e non con Ford (intendo James, non Harrison)!
Ford dice: sono da sempre un fan di Star Wars, e lo scorso anno in questo periodo Il risveglio della Forza si impose come una delle sorprese più belle della stagione. Onestamente, pur rischiando di essere ancora d'accordo con Peppa, spero possa essere lo stesso con Rogue One.





Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali

Ed ecco il mostruoso Ford pronto ad entrare nella cameretta di Peppa Kid.

Cannibal dice: Il nuovo film di Tim Burton l'ho già visto e presto ne parlerò. Nel frattempo comincio a sconsigliarlo a Ford, che non è né un ragazzo (se mai lo è stato, lo è stato un secolo fa), né tanto meno è speciale.
Ford dice: Burton, da qualche anno a questa parte, pare l'ombra del mitico autore che negli anni novanta incantava una generazione. A breve vedrò anche questo, anche se l'hype è sotto le scarpe neanche fosse stato acclamato come il film dell'anno da Cannibal.
Alla peggio, voleranno bottigliate.






 The birth of a Nation - Il risveglio di un popolo

"Vi prometto che se sarò eletto, bandirò ufficialmente Cannibal Kid dalla blogosfera, e anche dal mondo!"

Cannibal dice: Pellicola trionfatrice all'ultimo Sundance Film Festival, sembrava lanciata verso i prossimi Oscar. Peccato che, durante la promozione del film, è uscita la storia di un presunto stupro che il regista e protagonista Nate Parker avrebbe commesso quando era al college e così all'improvviso si è parlato più di quello che non della pellicola. Questo The Birth of a Nation resta comunque un lavoro molto ma molto promettente e speriamo si torni a discuterne per le sue qualità cinematografiche e non per altro, come fa sempre quel gossipparo di Ford.

Ford dice: si dice un gran bene di questo film, e un po' meno del suo regista. Un po' come Ford e Cannibal. Personalmente, a prescindere da come finiranno le vicende giudiziarie di Nate Parker, sono curioso. Cinematograficamente, almeno.


Fuga da Reuma Park

"Volevamo fare un film su Ford, ma mi sa che abbiamo sbagliato anche stavolta!"

Cannibal dice: Una volta Aldo, Giovanni e Giacomo facevano ridere, e pure parecchio. Una volta, tanto ma tanto tempo fa, quando Ford era ancora un giovanotto di belle speranze.
Adesso invece il trailer di questo Fuga da Reuma Park (il parco fondato dal mio blogger rivale) è così sconfortante che per tirarmi su il morale sono stato persino tentato di andare a leggermi White Russian.
Ford dice: all'inizio della loro carriera, Aldo, Giovanni e Giacomo erano tra i miei preferiti nel panorama italiano. Penso che cose come Chiedimi se sono felice siano piccole perle, ma ormai da una quindicina d'anni i tre si sono seduti sui fasti di un tempo finendo per sfornare cose sempre più tristi. Questo Fuga da Reuma Park già dal trailer pare tristissimo.
Talmente triste che perfino i presunti titoli radical esaltati da Cannibal paiono una botta di vita.


Poveri ma ricchi

"Ma che fai!? La panna nel White Russian va alla fine, non all'inizio!"

Cannibal dice: A sorpresa, il trailer di Poveri ma ricchi non m'è sembrato nemmeno troppo 'na poracciata. Un pochino sì, ma il giusto. I film di Fausto Brizzi poi sono un mio guilty pleasure italico e De Sica, quando non lavora con Boldi, non è nemmeno troppo terribile, si veda anche la sua partecipazione alla serie Mozart in the Jungle. Se proprio devo mangiare un cinepanettone italiano, quindi, punterei su questo. Se proprio devo, ho detto.
Ford dice: bastano due parole. Cinepanettone italiano. E salto dritto dritto al nuovo anno.


 Natale a Londra – Dio salvi la Regina

Eccezionalmente per le Feste, ceneranno insieme quei due cagnacci di Ford e Cannibal.

Cannibal dice: Lillo & Greg, ovvero l'unica coppia al mondo meno comica di Kid & Ford, si sono recati in Inghilterra in compagnia di Paolo Ruffini?
Te credo che poi quelli hanno votato per la Brexit!
Dio salvi la Regina, e soprattutto salvi chi avrà il coraggio di vedere questo film.
Ford dice: Cinepanettone italiano numero due. Secondo salto al nuovo anno.


Aquarius

"Se dovessi vedere Cannibal che affoga? Col cavolo che mi tuffo a salvarlo!"

Cannibal dice: Pellicola brasiliana che mi pare sia stata abbastanza osannata dalla critica internazionale, sarà una radical-chiccata di quelle che piacciono a me, oppure una di quelle cose pretenziose e inconcludenti che tanto piacciono al losco figuro che scrive su White Russian?
Ford dice: pellicola brasiliana che mi pare sia stata abbastanza osannata dalla critica internazionale: sarà una radicalchiccata di quelle che piacciono al Cannibale, ovvero una schifezza atomica, o uno dei veri film d'autore segnalati dal sottoscritto?



venerdì 13 febbraio 2015

Il ricco, il povero e il maggiordomo

Regia: Aldo, Giovanni, Giacomo e Morgan Bertacca
Origine: Italia
Anno: 2014
Durata: 102'





La trama (con parole mie): Giacomo è un imprenditore milanese appassionato di prime edizioni rare spocchioso ed abituato a rischiare per vincere, da sempre supportato dal fido maggiordomo Giovanni. Un giorno, la loro strada incrocia letteralmente quella di Aldo, squattrinato ambulante terrorizzato dalle donne le cui uniche certezze sono la madre e la squadra di calcio di un oratorio che allena con passione: quando gli investimenti di borsa di Giacomo si riveleranno un disastro e Giovanni si ritroverà coinvolto nella vicenda, i due saranno costretti loro malgrado a rivolgersi proprio ad Aldo, che potrebbe diventare il cardine di un'improbabile rivincita.
Ma è davvero il ritorno al successo e alla ricchezza quello di cui Giacomo ha bisogno?
E Giovanni troverà il coraggio di fare un passo oltre e decidersi a sposare Dolores?








Quando penso ad Aldo, Giovanni e Giacomo, ho due immagini ben impresse nella memoria, che hanno caratterizzato due momenti molto diversi ed ugualmente felici della mia vita: la prima è legata a I corti, primo spettacolo teatrale del trio dopo il clamoroso successo avuto con Mai dire gol, visto insieme a mio padre; la seconda all'ennesimo passaggio nell'allora Saloon ancora lontano dalla realtà del blog all'inizio dell'estate del duemilasette, nelle prime settimane della storia con Julez, quando ancora non sapevamo quale incredibile avventura ci avrebbe atteso eppure, in qualche modo, capimmo che in quel momento eravamo sul punto di compiere un passo oltre.
Ed è così che mi piace ricordare questo trio di comici ai quali continuo, nonostante tutto, a voler bene: di fatto, erano e restano tra i pochi volti composti e non volgari della comicità all'italiana, nonostante, probabilmente fagocitati dal meccanismo della grande distribuzione e degli incassi, si siano ormai da anni persi per strada, sia rispetto all'ispirazione che alla capacità di emozionare o far ridere.
Certo, quest'ultimo Il ricco, il povero e il maggiordomo tenta di recuperare le atmosfere dei primi lavori della premiata ditta, ed in un paio di momenti riesce perfino - grazie principalmente all'ottima Giuliana Lojodice - a ricordare il passato, siamo fortunatamente lontani anni luce da cose aberranti come Il cosmo sul comò, eppure la dimensione all'interno della quale si resta è quella, purtroppo, della copia sbiadita dei tempi - e degli showmen - che furono.
Senza dubbio è sempre piacevole ritrovarsi in cornici, locations e strade che ben si conoscono - per una casualità, nella mia "trasferta" lavorativa dei tre mesi di quest'estate, ho incrociato le riprese di questo film, in parte realizzate in un appartamento nel cortile dietro al mio momentaneo luogo di "prigionia" quotidiano -, e ritrovare Aldo, Giovanni e Giacomo pronti a rappresentare, di fatto, sempre gli stessi personaggi fa l'effetto del rivedere amici di vecchia data, ma è davvero troppo poco al cospetto di un prodotto diretto e recitato a livello amatoriale, molto spesso ben lontano dall'essere divertente, poco plausibile e decisamente privo del mordente necessario a catturare davvero l'audience.
Mi rendo conto, comunque, di riservare un trattamento di favore al trio principalmente per questioni affettive e di ricordi, e che se si fosse trattato di uno Zalone qualsiasi probabilmente le bottigliate sarebbero piovute a cascata su un titolo che fotografa bene lo stato di salute del Cinema italiano anche popolare, che pare essersi dimenticato degli anni di Amici miei o Fantozzi, ma anche, senza scomodare paragoni così illustri, di Bud Spencer e Terence Hill.
Dal canto mio, continuo imperterrito a sperare che un giorno l'ormai bollito terzetto possa tornare a sorprendermi e a rinverdire i fasti dei suoi esordi sul grande schermo, e chissà che, in questo senso, non possa essere utile il suggerimento di inventarsi - o improvvisarsi, andrebbe bene comunque - attori drammatici: in fondo, esplorare terreni nuovi può significare scoprire nuovi lati di noi stessi.
Un ultimo appunto, parlando di terreni nuovi: spero che, in futuro, Aldo, Giovanni e Giacomo - e non solo loro - possano evitare di affossare definitivamente i loro prodotti piazzando in chiusura di pellicola schifezze abominevoli come il pezzo di Emis Killa e Antonella Lo Coco.
Se non siete in grado di produrre film di qualità, fateci almeno il favore di non renderli davvero indigesti.



MrFord



"Se mi lasci non vale (se mi lasci non vale) 
se mi lasci non vale (se mi lasci non vale) 
non ti sembra un po' caro 
il prezzo che adesso io sto per pagare 
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale 
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale 
dentro quella valigia tutto il nostro passato 
non ci può stare."
Julio Iglesias - "Se mi lasci non vale" -





giovedì 11 dicembre 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): continua la marcia d'avvicinamento alla fine dell'anno e alle classifiche che porta in dono. Purtroppo per il sottoscritto, continua anche la collaborazione con il mio sempre fastidioso rivale Cannibal Kid, nella speranza che i nostri film dell'anno possano essere assolutamente differenti.
Il weekend, invece, porterà scompiglio nelle suddette classifiche, o la distribuzione italiana regalerà l'ennesimo cocktail di Cinepanettoni e delusioni cocenti?
Soltanto le prossime visioni ci daranno le risposte.

"Ford sarà alla guida dell'aereo? Voglio il rimborso del biglietto!"
Ma tu di che segno 6?

"Ford, Cannibal, aiuto: ho scoperto che c'è Boldi che gira da queste parti!"
Cannibal dice: Io ero convinto che ormai i cinepanettoni fossero più scaduti del pane e salame di Ford, invece sono come uno di quei piatti duri da digerire che puntualmente ti si ripropongono in bagno. Neri Parenti torna così insieme a Massimo Boldi a riscaldare la minestra tirando fuori addirittura la tematica zodiacale. Cosa che significa che questi non sono alla frutta, sono già all'ammazzacaffè. E all'ammazzaspettatore.
Ford dice: una di quelle merde natalizie che spero sempre non vengano riproposte e puntualmente tornano ad infestare i Cinema, che già dal trailer pare una roba da cascate di vomito. Così terribile che non lo propinerei neppure a Peppa.



Il ricco, il povero e il maggiordomo

"Andiamocene in fretta, prima che arrivi Ford e chieda di guidare!"
Cannibal dice: Una volta Aldo, Giovanni e Giacomo erano garanzia di risate e di un citazionismo cinematografico niente male. Negli ultimi tempi hanno invece stufato alla grande e sono come Ford: una barzelletta che ormai non fa più ridere. Chissà se con questa nuova fatica riusciranno a tornare, almeno in parte, alla gradevolezza di un tempo, oppure se sarà una fatica per lo spettatore arrivare a fine visione con gli occhi aperti.
Ford dice: Aldo, Giovanni e Giacomo, dai tempi di Mai dire gol, I corti e Tre uomini e una gamba erano una garanzia. Dopo l'ottimo Chiedimi se sono felice, però, la loro freschezza è inesorabilmente calata, e gli ultimi lavori non sono stati certo tra i migliori immaginabili. Speriamo che questa nuova fatica, più che il terribile Il cosmo sul comò, ricordi le atmosfere degli esordi.



Storie pazzesche

"Quante volte te lo devo ripetere!? Non ti sposo, sono già promesso a Katniss Kid!"
Cannibal dice: Produzione argentina sponsorizzata da Pedro Almodovar, almeno stando a sentire la campagna marketing, pare sia una delle commedie più apprezzate a livello internazionale dell'anno. Sembra inoltre che abbia buone possibilità di beccarsi una nomination agli Oscar tra i migliori film stranieri. Pur restando un pochino scettico, credo potrebbe rivelarsi una bella sorpresa. E chissà se sarà una commedia in grado di far ridere pure quel serioso di Mr. Ford?
Quella sì sarebbe davvero una storia pazzesca!
Ford dice: il Cinema argentino mi è sempre stato simpatico, e in giro si dice un gran bene di questo Storie pazzesche. Speriamo che sia una bella sorpresa natalizia, un po' come se Cannibal decidesse finalmente di scrivere sensatamente di Cinema o se riuscissi a convincerlo a farsi una bevuta!



Pride

"Abbasso Tatcher Kid! Ford rules!"
Cannibal dice: Un film anti-Thatcher dalle parti di Pensieri Cannibali è sempre ben accetto. Da quelle di Renzi magari un po' meno. Al di là di questa nota positiva, Pride è una commedia ambientata negli 80s in cui la battaglia dei lavoratori si unisce a quella del movimento gay e dovrebbe essere un buon prodotto made in UK, tra i più acclamati in patria dell'annata, basta solo non scivoli nel buonismo fabiofaziesco. O, peggio ancora, jamesfordesco.
Adesso scappo, che devo organizzare una manifestazione in favore dell'orgoglio cannibale!
Ford dice: seconda commedia d'autore e secondo prodotto che potrebbe sorprendere in positivo. Ancora una volta, speriamo di trovarci più nei territori de La parte degli angeli, piuttosto che in quelli delle evitabilissime cannibalate!



Neve

Ford e Cannibal sono d'accordo: è tornata la neve!
Cannibal dice: Thriller on the road italiano che mi attira ben poco, anzi per niente. Diamo però atto ai nostri distributori di aver fatto uscire per una volta una pellicola nel periodo giusto, anche se di Neve per ora e per fortuna non se n'è ancora vista. Per compensare, comunque, la settimana prossima mi aspetto l'arrivo di un film intitolato Viva l'estate!
Ford dice: secondo titolo italiano della settimana, e secondo titolo italiano della settimana che eviterò come la peste, anche peggio delle bislacche proposte del mio antagonista. Con la speranza che, quest'anno, la neve dia un po' di tregua.



La storia di Cino

"Mi scusi, buon'uomo, sa dov'è il rifugio di Ford?" "Tra i monti, cari Cannibalini, ma non vi conviene avvicinarvi: quello è un bruto."
Cannibal dice: C'è una sola cosa che mi interessa meno della storia di Cino. La storia di Ford.
Ford dice: c'è una sola cosa che mi interessa meno della storia di Cino. La storia di Peppa Kid.


venerdì 24 agosto 2012

Chiedimi se sono felice

Regia: Aldo, Giovanni, Giacomo e Massimo Venier
Origine: Italia
Anno: 2000
Durata: 100'




La trama (con parole mie): Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre amici inseparabili che sognano, a fronte di una carriera non proprio brillantissima, di allestire uno spettacolo teatrale interamente gestito da loro. Nel frattempo, si spalleggiano l'un l'altro nelle vicende di tutti i giorni: Aldo tende a combinare spesso e volentieri casini con le sue numerose conquiste, Giacomo passa più tempo a "scarricare" le pseudo fidanzate del compare senza riuscire a trovarne una per lui e Giovanni bacchetta con la sua tendenza alla pignoleria entrambi. Quando Aldo chiede proprio a Giovanni di liberarsi della sua ragazza "ufficiale" e quest'ultimo finisce nell'appartamento sbagliato conoscendo l'hostess Marina, i sentimenti entrano in gioco e comincia un'inesorabile discesa verso un fatto che distruggerà l'amicizia dei tre e metterà fine al progetto per lo spettacolo.
Tre anni dopo Giacomo torna a bussare alla porta di Giovanni: Aldo è tornato in Sicilia, e sta male. Può essere che non ce la faccia. I due ripartono, ed il trio tornerà a formarsi un'ultima volta.





Per chi li ha conosciuti soltanto di recente, tra uno spot Wind ed una lenta discesa nella ripetitività e nella povertà di idee, l'idea che Aldo, Giovanni e Giacomo potessero aver centrato i primi tre film di loro realizzazione riuscendo ad avere i consensi di pubblico e critica suonerà strana, quasi non ci si potesse aspettare da loro niente di più del classico cinepanettone di livello leggermente più alto di quelli sfornati da Vanzina e soci: invece c'è stato un periodo - quello appena precedente al ritorno in teatro - in cui i tre comici rischiarono addirittura di diventare i nuovi volti della grande tradizione della commedia all'italiana.
Quel momento coincise con l'uscita in sala della pellicola che segnò il loro vertice artistico e creativo, una storia apparentemente semplice eppure per nulla scontata in cui si mescolavano la loro ironia mai eccessiva con temi decisamente più alti quali l'amicizia, l'amore e la morte: Chiedimi se sono felice, per l'appunto.
Ambientato ormai da loro tradizione per la maggior parte a Milano, questo lavoro realizzato come sempre affidandosi al mestiere di Massimo Venier - accanto al trio alla regia - parte a metà tra la malinconia e la tristezza, trasportando il pubblico in una dimensione nuova anche e soprattutto per chi aveva sempre visto i protagonisti alle prese con situazioni tendenzialmente leggere e spensierate: un'amicizia finita, una vita che si sta spegnendo, un viaggio che pare iniziare con le prospettive peggiori in una piovosa notte di settembre.
Eppure - come la voce narrante affidata ad Aldo rivela - ci furono tempi decisamente migliori per il legame fortissimo presente tra i tre aspiranti attori ridotti a fare comparse alla Scala, turni assurdi di doppiaggio o i mimi nei grandi magazzini: tempi in cui tutto pareva possibile, il sogno di portare in scena il Cirano era a portata di mano ed una nuova vita scalpitava ai nastri di partenza.
In questa fase della pellicola Aldo, Giovanni e Giacomo danno il meglio infilando una gag azzeccata dietro l'altra, dalla testata del primo alle lezioni impartite a Giacomo basandosi sul Teorema di Marco Ferradini, dai provini per la parte di Rossana alla problematica della cena "a tripla coppia", scaldando i motori per la sequenza forse migliore a livello recitativo che i tre abbiano mai confezionato nella loro carriera: il momento in cui l'amicizia si spezza ed il Cirano tanto inseguito finisce in pezzi come le sue scenografie.
Un momento che coglie impreparati i fan del trio per la sua forza e, soprattutto, drammaticità.
Ma le sorprese di questa pellicola non finiscono qui, e seguendo il viaggio di Giovanni e Giacomo per dare al loro vecchio amico un ultimo saluto assistiamo ad una sorta di piccolo ed artigianale gioco di prestigio che ribalta il significato dell'apertura e regala un finale dal sapore dolceamaro come solo gli ultimi giorni delle vacanze possono essere.
Senza contare, però, l'analisi della pellicola, le scene più divertenti e quelle meglio riuscite, ammetto anche di volere un gran bene a Chiedimi se sono felice: questo principalmente perchè qualche anno fa - esattamente nell'estate 2007 - finì per diventare il simbolo di una serenità ritrovata dopo una stagione di perdizione autodistruttiva - o quasi - che se fosse proseguita non avrebbe condotto a niente di buono per il sottoscritto.
Fortunatamente ci fu quella mattina nell'allora casa Ford, seguita da un certo viaggio a Padova e dall'inizio di qualcosa di unico e di grande, per dirla come Dalla.
In quel momento, dopo un periodo in cui mi pareva di vedere solo buio attorno, mi sentii per la prima volta leggero, ed effettivamente quella frase fece capolino anche nella mia realtà: chiedimi se sono felice?
E per la prima volta dopo tanto tempo, lo ero davvero.
Ma questa è un'altra storia.



MrFord



"Felicità
improvvisa vertigine
illusione ottica
occasione da prendere
parcheggiala
senza frecce o triangolo
tutti dormono già
e si é spento il semaforo
Ieri a te
oggi io sono il prossimo
quanto durerà
io lo chiedo agli altri ma
si vede che
c'era un filo invisibile
se n'è andata via
resta la scenografia."
Samuele Bersani - "Chiedimi se sono felice" -


 
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