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giovedì 31 marzo 2016

Thursday's child

La trama (con parole mie): proseguono le settimane prive di particolari guizzi per il Cinema tipiche dell'inizio di primavera post-Oscar. Se non altro, nel corso del prossimo weekend in sala potrete tentare la sorte con una serie di proposte più vicine ai gusti del sottoscritto che non a quelli come sempre discutibili del mio acerrimo rivale nonchè co-conduttore della rubrica Cannibal Kid, lo pseudo radical più egocentrico della blogosfera, che si meriterebbe una bella maratona delle pellicole di Renzo Martinelli come punizione.
O forse no. Mi pare troppo perfino per lui.

"Peppa, adesso ti faccio vedere io cosa vuol dire prendersela con American Sniper!"
L'ultima tempesta

"Non vedo Cannibali all'orizzonte. Posso riferire al Capitano Ford."
Cannibal dice: Prima fordianata della settimana. Un'avventura marittima di cui faccio volentieri a meno e che lascio a quel vecchio lupo di mare che mi ritrovo per blogger rivale.
Ford dice: fordianata o no, ciofeca o no, questo film potrebbe essere un discreto intrattenimento da serata popcorn, considerate le tematiche ed il regista, che qualche anno fa mi aveva sorpreso in positivo con Lars e una ragazza tutta sua.
Staremo a vedere. Intanto, progetto di lasciare il Cannibale al largo, senza alcun salvagente o bracciolo.



13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

"Cannibal, molla quel blog o ti faccio saltare la testa!"
Cannibal dice: Seconda fordianata della settimana. Pellicola a tematica bellica/terroristica che puzza di americanataputtanata lontana un miglio. Non a caso è firmata da Michael Bay.
Ford dice: nonostante il cast e la durata - due ore e mezza! - non mi attirino neanche per sbaglio, il buon Michael Bay, dopo Pain&Gain, ha riguadagnato punti, da queste parti, quindi chissà che non possa pensare ad una seconda visione da serata popcorn in una settimana very, very easy.



Love and Mercy

"Forza, ragazzi: quel tordo di Peppa si è di nuovo buttato in acqua strafatto. Andiamo a salvarlo!"
Cannibal dice: Bel film dedicato alla complessa figura di Brian Wilson dei Beach Boys già recensito su Pensieri Cannibali (http://www.pensiericannibali.com/2015/12/love-treno-mercy.html). Non un capolavoro totale, ma una visione decisamente consigliata agli amanti di bella musica & buon cinema. Quindi non a Ford.
Ford dice: pellicola giunta in ritardo clamoroso in Italia - come al solito - che ero davvero curioso di vedere fino a quando il mio antagonista Cannibal Kid non ha deciso di semi promuoverla.
A questo punto non so se sperare di essere per una volta d'accordo con lui, o in completo disaccordo: una visione, comunque, ci sta, considerati il cast e tutta la buona musica che i Beach Boys hanno regalato al mondo.



La comune

"Chi vuole un altro White Russian alzi la mano!"
Cannibal dice: Nuovo film diretto da Thomas Vinterberg, regista danese non interessante quanto il grande Lars Von Trier, ma comunque da tenere sempre d'occhio. Anche se questo suo nuovo lavoro mi sa di roba un po' troppo hippie retrò alla James Ford per convincermi in pieno.
Ford dice: Vinterberg, regista appartenente al movimento che negli anni novanta portò alla ribalta il Cinema danese decollato poi con l'ormai bollito Von Trier, nel tempo ha recuperato terreno rispetto al conterraneo e sfoderato un filmone clamoroso come Il sospetto. Per quanto, dunque, non ne sia particolarmente attratto, penso che una visione a questo La comune la concederò, non fosse altro che per la speranza di vedere il buon Thomas segnare ormai il definitivo sorpasso rispetto al folle Lars.



Desconocido - Resa dei conti

"Scendi dalla macchina, Ford! Non ti azzardare a fare un altro metro alla guida!"
Cannibal dice: Negli ultimi tempi il cinema spagnolo mi ha regalato più che altro delle delusioni. Questo thriller con il sempre valido Luis Tosar di Cella 211 e Bed Time però mi ispira parecchio e sento che potrà invertire la tendenza. Vamos!
Ford dice: passata la sua stagione migliore qualche anno fa, il Cinema spagnolo sembra rientrato nei ranghi quasi più di Cannibal dopo una sconfitta in una Blog War. Questo thriller, però, complice la presenza del sempre ottimo Luis Tosar, potrebbe essere una piacevole eccezione. Staremo a vedere.



Race - Il colore della vittoria

"Evvai! Un altra vittoria per il Team Ford sugli adepti del Team Cannibal!"
Cannibal dice: Pellicola che sembra correre a metà strada tra sport e tematica razziale. La vicenda che racconta sembra piuttosto interessante, la qualità cinematografica invece è tutta da verificare. Al contrario dei film sponsorizzati da WhiteRussian: quelli la qualità non sanno manco cos'è.
Ford dice: pellicola che testimonia una vicenda fondamentale per lo Sport e la Civiltà in genere che pare, però, raccontata come la più classica delle spielbergate da Oscar. Speriamo solo di sbagliarci, e che possa sorprendere in positivo.
Cannibal, invece, non sorprende mai: è sempre una pessima conferma.



Un bacio

"Andiamo a festeggiare! Cannibal Kid è stato appena espulso dalla scuola!"
Cannibal dice: Una pellicola teen che sembra proprio una gran cannibalata coi fiocchi. In una settimana per il resto fin troppo fordiana, ci voleva!
Ford dice: cannibalata teen? No fordianata? Ahi ahi ahi ahi ahi ahi!


Wax - We Are the X

"Finalmente un posto incontaminato privo di Cuccioli Eroici!"
Cannibal dice: Film on the road italiano che non mi sento di escludere del tutto, come invece farei con Ford dalla blogosfera.
Ford dice: credo che tutta la blogosfera ormai sappia della riluttanza con la quale mi approccio alle nuove proposte italiane. Quasi più di quella che riservo ai film consigliati da Pensieri Cannibali.



On Air - Storia di un successo

"Ed ecco a voi la versione radiofonica della rubrica di Cannibal e Ford. Peccato che loro non si siano presentati."
Cannibal dice: Pellicola dedicata a Marco Mazzoli, dj e autore del programma Lo zoo di 105, che ogni tanto ascolto, anche se non ne sono un fan devoto. Come film sembra una gran baggianata, però sempre meglio On Air - Storia di un successo di WhiteRussian - Storia di un insuccesso uahahah!
Ford dice: davvero era necessario un film che raccontasse le gesta di un dj ed autore di Radio 105!? Credo di no.
Ma del resto, neppure il Cannibale è necessario alla blogosfera.



Come saltano i pesci

"Prova ancora a prendere le parti di Cannibal e ti gonfio!"
Cannibal dice: Negli ultimi tempi ho parlato in maniera positiva e fiduciosa del cinema italiano già troppo spesso. Con questo film però non ho proprio intenzione di farlo. Saltato!
Ford dice: dalle mie parti, i pesci saltano in padella.
Questo film, invece, finisce dritto nell'umido.



Ustica

"E dopo Ustica, nel mio prossimo film svelerò la verità a proposito del legame tra Cannibal e Ford!"
Cannibal dice: Il regista preferito di Mr. James Ford, Renzo Martinelli, torna a colpire e questa volta ci racconta la verità, o almeno la sua verità, su Ustica. Io preferisco non saperla.
Ford dice: se Come saltano i pesci salta direttamente nell'umido, Ustica, firmato da uno dei peggiori registi di sempre, Renzo Martinelli, finisce direttamente spedito nelle discariche spaziali.



Billy il Koala

"Me ne vado da qui: voglio emigrare in un continente in cui non esista Peppa Kid."
Cannibal dice: In una settimana all'insegna del fordismo più sfrenato, poteva mancare una bambinata, e per giunta un'australianata?
Certo, poteva mancare. In un mondo ideale dove Ford non esiste proprio. O al massimo vive in Australia.
Ford dice: ho visto il trailer di questo film prima di Kung Fu Panda 3. E nonostante l'ambientazione australiana, non mi è parso nulla per il quale correre a fare il biglietto.
Per stare abbastanza lontano da Peppa Kid, invece, tornerei ben volentieri nella Terra dei canguri. A sue spese, ovviamente.


martedì 15 settembre 2015

Tuesday's child

La trama (con parole mie): questa settimana le uscite ormai totalmente sregolate nelle nostre sale anticipano la loro presenza qui - portando in "dono" anche il mio acerrimo nemico Cannibal Kid - al martedì, lasciando alle spalle la transizione dell'ultimo episodio della presente rubrica per presentare almeno due o tre titoli potenzialmente molto interessanti, in grado di spaziare dalla musica all'animazione, dalla commedia al film impegnato e rischiando addirittura di mettere d'accordo i due rivali più rivali della blogosfera.
Sarà davvero così, a conti fatti e visioni alle spalle, o vi ritroverete per le mani l'ennesima, sanquinosa anteprima di una prossima Blog War!?


"Ford ha appena letto l'ultima recensione di Cannibal: approfittiamone."


Amy - The Girl Behind the Name
(dal 15 settembre)

"Riesco a mettere d'accordo Ford e Cannibal!? Non fatemi morire dal ridere!"

Cannibal dice: Dopo l'ottimo Cobain: Montage of Heck, ecco che arriva un altro documentario su un altro dei miei miti musicali assoluti. Dopo Kurt Cobain, tocca ad Amy Winehouse e so già che sarà un'altra visione intensa, emozionante e sofferta. Sofferta in senso positivo, non sofferta in senso brutto come una visita horror su WhiteRussian.
Ford dice: Amy Winehouse è stata senza dubbio uno dei volti più importanti della scena musicale degli anni zero, in grado di mettere quasi d'accordo perfino il sottoscritto e Peppa Kid. Sono curioso di scoprire cosa potrà essere raccontato di lei in questo documentario, quasi quanto delle sviolinate che tirerà fuori il mio rivale per l'occasione.

 


Inside Out
(dal 16 settembre)

"Peppa, preparati: arriva la mano pesante!"
Cannibal dice: Non sono tra i più grandi fan della Pixar, chi mi conosce lo sa. Riguardo a questo nuovo Inside Out sono però sorprendentemente fiducioso e mi sembra che possa far tornare la casa d'animazione ai vertici toccati con Wall-E. Di cosa parla? Inside Out è una pellicola incentrata sulle 5 emozioni principali: gioia, tristezza, rabbia, paura e disgusto. Tutte emozioni che mi provoca leggere le parole del mio blogger rivale, tranne una. Indovinate quale?
Ford dice: ho sempre considerato la Pixar una delle realtà più importanti della Storia del Cinema d'animazione insieme allo Studio Ghibli. Negli ultimi anni, però, perfino Lasseter e soci hanno prestato il fianco ad operazioni commerciali che hanno evidenziato piccole crepe nella loro scintillante armatura. Inside out sarà una di queste ultime, oppure dimostrerà ancora una volta il valore di Pete Docter, già regista degli splendidi Monsters&Co e Up!, una delle punte di diamante del gruppo?
Le recensioni entusiastiche piovute da ogni parte troveranno conferma al Saloon?
A brevissimo la risposta a queste domande.
Per quanto riguarda Cannibal, non preoccupatevi: vi aspetta il solito, prevedibile post anti-Pixar con i paraocchi.

 


Via dalla pazza folla
(dal 17 settembre)

"Forse vestito così riuscirò ad attirare l'attenzione di quel damerino di Cannibal Kid."
Cannibal dice: Il nuovo film di Thomas Vinterberg è una BBC Production in costume tratta da un romanzo ottocentesco di Thomas Hardy che sembra proprio la visione ideale per la collega blogger Alessia Carmicino.
Lo avrei lasciato volentieri a lei, non fosse che l'ottimo cast capitanato da Carey Mulligan mi ha spinto a vederlo e...
A breve il mio post.
E intanto io fuggo via dal pazzo Ford!
Ford dice: Vinterberg mi è sempre piaciuto a corrente alterna, regalandomi in egual misura delusioni come il sopravvalutato Festen e cose magnifiche come Il sospetto. Sono molto curioso, dunque, di capire da quale lato della barricata si troverà Via dalla pazza folla, che almeno dal cast promette scintille come se piovessero.
Io, nel frattempo, vado incontro a quel pazzo di Cannibal sperando di dargli un paio di sonori calci rotanti.



Un disastro di ragazza
(dal 17 settembre)

"Mettere d'accordo Cannibal e Ford!? Raccontamene un'altra, non ci credo neppure da ubriaca!"
Cannibal dice: Judd Apatow è un regista che incredibilmente di solito mette d'accordo sia me che Ford. Cosa ancora più sorprendente, considerando come sia un regista comico e la mia idea di comicità sia parecchio differente da quella di uno che in genere ride solo alle battute geriatriche dei vecchi eroi d'azione anni '80...
Se a ciò aggiungiamo che la protagonista è la comica americana più promettente del momento, Amy Schumer da poco scoperta nella serie Inside Amy Schumer, potrebbe rivelarsi una delle visioni più divertenti dell'anno. Sempre che non si riveli un disastro di film.
Ford dice: Apatow, con la sua comicità di grana grossa da vero e proprio buddy, è uno dei pochi registi in grado di mettere d'accordo perfino due acerrimi nemici come me e Cannibal. Questo suo nuovo lavoro, scritto ed interpretato dall'interessante Amy Schumer, potrebbe addirittura compiere il miracolo di mantenerci sulla stessa lunghezza d'onda.

Anche se, di fatto, un'eventualità del genere è sempre un disastro, perchè priva noi e voi di sano e verace divertimento.



We Are Your Friends
(dal 17 settembre)

"Chissà se a Peppa piaceranno le playlist che ho preparato apposta per lui!?"
Cannibal dice: Dopo la cocente delusione di Eden, spero che la DJ culture possa avere un film come si deve. L'accoglienza negli USA è stata tutt'altro che esaltante, ma si sa che gli americani di musica elettronica ne capiscono quanto James Ford: un bel nulla!
Nel cast poi oltre a Zac Efron c'è anche Emily Ratajkowski, quindi la visione è più che d'obbligo. E no, Ford, anche se pure tu deciderai di vederlo: I am not your friend!
Ford dice: mi basta il trailer di questa robetta che sa di video musicale ipertrofico e di ennesimo spot delle Beats per non considerare neppure la visione. Lascio senza pensieri il pacchetto completo al mio rivale, che tanto in queste stronzate ci sguazza.



L'attesa
(dal 17 settembre)

"Se attendi che Cannibal un giorno possa arrivare a capirne di Cinema, puoi campare anche cent'anni!"
Cannibal dice: L'attesa per questo film non è che si possa definire alle stelle. Eppure questa pellicola italiana con protagonista Juliette Binoche a Venezia è stata accolta piuttosto benino, il regista pare abbia uno stile molto Sorrentino, e l'attesa quindi è cresciuta. Giusto un pochino.
Ford dice: quest'anno posso dire di non avere affatto seguito Venezia, probabilmente mosso da una crescente voglia di dedicarmi al Cinema e alle recensioni senza farmi influenzare troppo da premi, grandi occasioni e via discorrendo.
Poi, certo, arriveranno le classifiche di fine anno, i pronostici per gli Oscar e Cannes, ed io sarò pronto a dire la mia, ma per adesso mi godo la pia illusione di fare quello che non bada troppo alla forma, e attendo tempi migliori anche per vedere questo film.
Per quanto riguarda Cannibal, invece, l'attesa di scoprire che possa aver imparato qualcosa di Cinema è vana.



Per amor vostro
(dal 17 settembre)

"Peppa, per favore, proteggimi da quel bruto di Ford!"
Cannibal dice: Altra pellicola italiana presentata al Festival di Venezia, pure questa ha fatto parlare più che altro per la sua protagonista. Valeria Golino non è che mi abbia mai esaltato troppo, ma per questo ruolo si è portata a casa la Coppa Volpi di miglior attrice del Festival. Una fordianata da parte della giuria presieduta da Alfonso “Gravity” Cuarón, o un premio davvero meritato?
Ford dice: ho sempre considerato Valeria Golino una cagna maledetta di prima categoria, sempre uguale a se stessa anno dopo anno e film dopo film. Non sarà certo la Coppa Volpi appena vinta a farmi cambiare idea, o spingermi a vedere questo film.
Rimandato a data da destinarsi.



Marguerite
(dal 17 settembre)

"Con la sola imposizione delle mani, possiamo provare a far cambiare idea a Cannibal e Ford."
Cannibal dice: Un film francese che per una volta non mi ispira manco da lontano. Questa è una notizia. L'altra notizia è che lo passo volentieri al mio blogger rivale, sperando si possa rivelare per lui una visione molto ostica. Anche se questa mi sa che non è una notizia poi così sorprendente...
Ford dice: Cinema francese sbolognato da Peppa? Potrebbe quasi essere interessante! Quasi.



Tutte lo vogliono
(dal 17 settembre)

"Tutte vorranno pure 'sto Enrico Fordiano, ma io Katniss Kid non ce la voglio!"
Cannibal dice: C'è Vanessa Incontrada? C'è pure Giulio Berruti, già pessimo nel musicarello inglese Walking on Sunshine?
Se Un disastro di ragazza si preannuncia come uno dei film comici più divertenti del 2015, questo si preannuncia come uno dei film comici più tristi. Soprattutto perché come protagonista ha l'unico uomo sulla faccia della Terra capace di tirar fuori battute che fanno apparire spassose quelle di Mr. James Ford: Mr. Enrico Brignano.
Ford dice: io film come questo non li voglio più vedere in sala.
Almeno quanto non voglio più vedere Cannibal Kid imperversare nella blogosfera.


mercoledì 8 maggio 2013

Il sospetto

Regia: Thomas Vinterberg
Origine: Danimarca
Anno: 2012
Durata:
115'




La trama (con parole mie): Lucas ha quarantadue anni, è divorziato e lavora in un asilo, combattendo ogni giorno una battaglia a distanza con la ex moglie per la custodia di suo figlio Marcus. I bambini lo adorano, e lui è un membro assolutamente rispettato della piccola comunità in cui vive, fatta di persone che si conoscono da talmente tanto tempo da averci perso la memoria.
Un giorno, la piccola Klara, figlia del suo migliore amico Theo che vede in Lucas tutta la pace che non vive in casa propria, si avvicina così tanto all'uomo da costringere lo stesso a mettere una distanza tra loro: la bambina, sentitasi respinta, racconta una bugia che sconvolgerà la vita dell'amico suo e di famiglia.
Accusato dalla comunità di essere un pedofilo, Lucas verrà licenziato ed indagato dalla polizia, finendo per diventare il bersaglio di soprusi, violenze, accuse ed un moltiplicarsi di voci sul suo conto tanto pressanti da condizionare anche chi gli è più vicino.




Da mesi leggevo in lungo e in largo di questo film, che fosse dalle parti di Dae o del Cannibale.
Prima di poterne parlare come se fosse una recensione di tutti i giorni, però, lascerò che una digressione di vita vissuta si faccia carico di alcuni dei temi trattati dal lavoro di Vinterberg: non troppi giorni fa parlavo con un collega a proposito della mia recente condizione di paternità, che insieme ad una serie di sentimenti positivi e fortissimi - mi basta guardare il Fordino appena torno a casa perchè tutto possa cambiare, a prescindere da quello che accade all'esterno - ha portato nella vita del sottoscritto una sorta di aumento dell'aggressività atta a proteggere quello che consideriamo il nostro territorio, il nostro mondo, la nostra Famiglia.
Raccontando dell'episodio che citai ai tempi in cui parlai di Polisse, ricordo di aver affermato in tutta onestà che se dovesse capitare una cosa del genere a mio figlio, se anche dovessi nutrire soltanto il dubbio che un suo insegnante, un estraneo, un amico, un tizio qualsiasi potesse avere una qualsiasi mira nei suoi confronti, probabilmente andrei a cercarlo in modo da ricordare fisicamente che quello non è il genere di intendimento gradito dal sottoscritto.
Altrettanto onestamente, da ex obiettore e da democratico, ammetto che non mi scandalizzerebbe l'idea della pena di morte per i pedofili.
I bambini sono il nostro futuro, e spesso sono il ritratto di un'innocenza totalmente disarmata di fronte ad un mondo di adulti e di cose abiette come le violenze su di loro.
Il sospetto, uno dei titoli più potenti che abbia avuto occasione di veder passare dal Saloon negli ultimi mesi, è in questo senso una sfida: il pubblico, fin dal principio, sa bene, infatti, che il protagonista Lucas è innocente, e che il dramma della sua accusa e delle violenze ad essa conseguite sono legate alla bugia di una bambina che ha l'unica colpa di sentirsi rifiutata, a partire dalla sua stessa casa. Una bambina che continua ad essere innocente quanto il suo "persecutore" anche quando appare chiaro lo spirito per il quale la sua menzogna nasce e si sviluppa.
A ben guardare, e minuto dopo minuto, appare evidente che questo saggio di bravura del regista di Festen - felicemente bottigliato dal sottoscritto - e del suo protagonista - uno straordinario Mads Mikkelsen, premiato con la Palma d'oro per la migliore interpretazione maschile all'ultimo Festival di Cannes - non tocchi, in realtà, il tema della pedofilia quanto Million dollar baby non toccava di quello dell'eutanasia: l'associazione più vicina, infatti, è quella di lavori come Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti o The Village di Shyamalan, legati a doppio filo al potere della comunità e delle dicerie, dei sussurri e di una società pronta a stare zitta in coro in una chiesa la notte di natale - perchè, si sa, davanti a Dio è bene non alzare la voce - ed al contempo sempre al posto e al momento giusto quando si tratta di lasciare che il giustizialismo, la frustrazione, la violenza repressa ed il desiderio di dispensare una giustizia sommaria facciano il loro corso.
Certamente l'essere consci del fatto che Lucas sia innocente facilita in qualche modo - e non di poco - noi spettatori, eppure i meccanismi messi in moto dal crescendo di quest'opera assolutamente toccante sono ben più complessi di quanto si possa pensare, e più che nella vittima cui presta volto e cuore il fordiano Mikkelsen si finisce per immedesimarsi in Theo, padre della piccola Klara nonchè migliore amico di Lucas, o Marcus, figlio del "mostro" costretto a difendere il padre anche di fronte all'ignoranza e ad una violenza fin troppo simile a quella per cui il suo genitore finisce per scontare una pena insormontabile per qualsiasi uomo.
Perchè il peso della diceria, degli sguardi, del sospetto - per l'appunto - è qualcosa che va ben oltre ogni standard umano, e mette a nudo di fronte ad una società incapace di ascoltare e cercare ragioni che trascendano la pura e semplice manifestazione di vendetta - esemplare, in questo senso, il dignitoso e terribile ritorno al supermercato di Lucas dopo il pestaggio - anche quando mossa da legittimi dubbi e situazioni - come già detto, credo che io stesso reagirei scompostamente se mi trovassi con il Fordino al posto dei genitori dei bambini dell'asilo -.
A dare forza, inoltre, ad un'evoluzione clamorosa, un finale da brividi da ben due punti di vista: da un lato la stessa e già tanto criticata società, che dopo aver sdoganato - e a carissimo prezzo, si vedano la sequenza della chiesa già citata ed il confronto tra Theo e Lucas nella notte di natale - il presunto colpevole si dichiara pronta a salvare le apparenze ed accettarlo di nuovo come membro rispettabile di un distorto cerchio della fiducia - lampante l'esempio fornito dalla fidanzata di Lucas -, dall'altro la battuta di caccia, con quel colpo ad un soffio dal bersaglio grosso ed una sagoma stagliata contro il sole che potrebbe avere mille volti, compresi i più terribili per Lucas stesso: quello di se stesso, o di Marcus.
Perchè Lucas non conoscerà mai la pace.
Perchè un genitore non accetterà mai davvero l'idea che qualcuno possa aver approfittato di suo figlio in quel modo.
Perchè il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello ed il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.
Forse Lucas è l'uomo timorato, la comunità la tirannia degli uomini malvagi, e la violenza il pastore.
O forse è Klara a dover aver paura, perchè gli uomini malvagi potranno sempre approfittare di lei, e non ci saranno bugie o genitori o presunti tali a proteggerla come pastori.
Il sospetto, però, è che in questo mondo malvagio non esistano pastori, e si finisca a vivere da uomini timorati in attesa che giunga un'ombra stagliata nel sole, senza volto, a lasciare che la nostra fine appaia soltanto un incidente di percorso nella grande caccia della vita.


MrFord


"Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio."
Fabrizio De Andrè - "Bocca di rosa" -



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