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giovedì 28 maggio 2015

Thursday's child

La trama (con parole mie): alle spalle una settimana con poche uscite - dunque meno probabilità di rimanere in qualche modo scottati dalle delusioni o dalle castronerie del mio rivale Cannibal Kid, torniamo a pieno regime con un weekend che si preannuncia ricco di uscite per tutti i gusti, dal filo autoriale al tamarro senza pietà.
Ricco di uscite, però, non significa necessariamente ricco in termini di qualità.
Quantomeno, speriamo di divertirci.


"Che giornata infame: mi tocca perfino andare a salvare quel pusillanime di Peppa Kid!"

Pitch Perfect 2

"Andiamo a trovare la nostra reginetta: Katniss Kid."
Cannibal dice: Il primo Pitch Perfect, uscito in Italia con il titolo Voices, era una commedia adolescenzial-musicale super gradevolissima. Pur non essendosi trasformato in un mio cult assoluto e pur non sopportando la pratica dei sequel, mi sa che questo Pitch Perfect 2 rientrerà tra le mie future visioni. Quanto al vecchio Ford, avrà saputo dell'esistenza di questo film giusto scoprendo che al botteghino americano Pitch Perfect 2 ha fatto un culo tanto al suo amato Mad Max: Fury Road.
Ford dice: il primo Pitch Perfect, uscito qualche anno fa, riuscì ad intrattenermi e sorprendermi in positivo generando, tra l'altro, in casa Ford, il tormentone della cup song che vide Julez esercitarsi di continuo per realizzarne una versione più perfetta possibile.
Ovviamente sempre Julez non vede l'ora di affrontare il sequel, e penso che quattro risate riuscirà a strapparle anche al sottoscritto, nonostante non si possa certo parlare del film dell'anno.



San Andreas

"Eccolo laggiù, quel pusillanime. Ora scendo, e prima di salvarlo gli sparo due cartoni."
Cannibal dice: Un film catastrofico con protagonista The Rock? Ma cos'è 'sta merdata? Più che un film sembra un sogno ad occhi aperti di Ford.
Come dite?
Nel cast c'è anche la splendida Alexandra Daddario?
Ma allora corro subito a prenotare il biglietto del cinema!
Ford dice: onestamente, non ho mai amato particolarmente questo tipo di film catastrofici, preferendo sempre e comunque l'action pura. Devo ammettere, però, che con l'avvicinarsi dell'estate il bisogno di mandare in vacanza i neuroni cresce, dunque penso che darò volentieri una chance sia a The Rock che alla bravissima - e sottolineo bravissima - Alexandra Daddario.
Tutto questo nella speranza che un terremoto di proporzioni bibliche colpisca in breve tempo la cameretta di Peppa Kid.



Il fascino indiscreto dell'amore

"Questa posa è così radical chic che Ford starà già preparando le bottiglie."
Cannibal dice: Pellicola francese che si preannuncia super radical-chic ispirata a un romanzo di Amélie Nothomb, autrice di cui colpevolmente ammetto di non aver mai letto nulla, ma che mi ha sempre attratto parecchio. Questo film potrebbe finalmente spalancarmi le porte del suo mondo e potrebbe anche essere il mio film della settimana, del mese, forse della vita. Sperando non si riveli invece una delusione pazzesca.
Ford dice: radicalchiccata francese alla massima potenza. Inutile dire che, con la marea di recuperi che ho in ballo, non rientri nella lista del sottoscritto neanche per sbaglio.
Mi accontenterò di leggere le sbrodolate del mio rivale quando lo recensirà.



The Tribe

"E dopo questa, Ford starà preparando almeno il doppio delle bottiglie."
Cannibal dice: Uh, bene! Questo film ucraino rischia di essere uno di quei film estremi, provocatori e trasgressivi che tanto scandalizzano quel moralista benpensante repubblicano di Mr. Ford. Sento puzza di incrocio tra von Trier e Haneke, anche se potrebbe essere solo l'odore del mio blogger rivale che se l'è appena fatta addosso a dover affrontare una visione del genere.
Ford dice: secondo titolo sulla carta molto radical della settimana, che potrei recuperare giusto per l'incertezza che genera rispetto alla possibilità di sorprendermi in positivo o prendersi una valanga di bottigliate.
Per quanto riguarda Cannibal, invece, le speranze sono ormai morte e sepolte.



Louisiana (The Other Side)

Tipico momento di relax tamarro tipicamente fordiano.
Cannibal dice: Il quarto film italiano in concorso a Cannes, sebbene nella sezione “minore”, pardon “parallela” Un Certain Regard, rischia di essere piuttosto interessante. Sebbene la sua natura documentaristica lo porti più in territori fordiani e quindi lontani anni luce da me. Per vederlo rischierò il salto nell'other side?
Ford dice: ho letto discretamente bene del film "minore" in concorso a Cannes giunto dal Bel Paese, e devo ammettere che, a partire dal titolo e dall'ambientazione, l'idea mi ispira parecchio.
Certo, potrebbe sempre rivelarsi una cosa da Festival ed incorrere nelle mie ire, ma cercherò di sfogarmi con il Cucciolo Eroico in modo da non essere troppo carico il fatidico giorno della visione.



Il libro della vita

"E così quello è il famigerato Cannibal Kid: è ancora più mostruoso di quanto si dice in giro."
Cannibal dice: Pellicola di animazione prodotta da Guillermo Del Toro, un nome che per me di solito è sinonimo di fuffa sopravvalutata. Passo quindi volentieri questa bambinata/forsenontroppobambinata a quel bambinone/forsetroppobambinone di Ford.
Ford dice: è curioso come l'aumento delle proposte settimanali in sala abbassi - per non dire abbatta - la voglia di passare una serata in sala. Così come il fatto di passare da dietro la macchina da presa al cartellone - specie con la dicitura "Prodotto da" - finisce per non portare bene a nessun regista. Spero solo che Del Toro questo lo sappia.
Che il Cannibale, invece, non capisca nulla di Cinema, quella ormai è una cosa assodata.



Lo straordinario viaggio di T.S. Pivet

Perfino i genitori di Peppa, stanchi delle sue bislacche opinioni cinematografiche, hanno deciso di sbatterlo in mezzo alla strada.
Cannibal dice: Altra bambinata della settimana, per di più diretta da Jean-Pierre Jeunet, già autore di uno dei film più sopravvalutati di tutti i tempi: Il favoloso mondo dell'insopportabile Amélie.
E dicendo questo mi sa che ho attirato l'odio di un bel po' di lettori, ma tanto ormai le mie quotazioni sono più in ribasso di quelle di Mr. Ford, quindi pazienza.
Ford dice: il buon Jeunet, che conobbe la sua stagione d'oro all'inizio degli Anni Zero grazie al fenomeno Amelie - film carino, ma enormemente sopravvalutato - e che in seguito proseguì la carriera con alti e bassi, torna sul grande schermo con un titolo che mi ispira poco e niente come tutto quello che non sia sguaiato in questo periodo dell'anno.
Per il momento passo, un po' come quando mi tocca leggere certe opinioni del mio antagonista.



Pitza e datteri

"Stanno arrivando Ford e Cannibal!" "Corro a nascondermi, allora. Quei due mi fanno paura."
Cannibal dice: Pellicola multietnica nostrana da cui non so bene cosa attendermi. Considerando però il buono stato di salute di cui gode il cinema italiano attuale, checché ne dica quel pirla di Ford e quei pirloni dei Coen, mi sa che questa Pitza e datteri potrebbe anche non avere un gusto troppo malvagio.
Ford dice: la mia personale crociata di diffidenza rispetto al Cinema italiano non è certo finita con i mancati riconoscimenti a Moretti, Garrone e Sorrentino a Cannes, o la scelta di ignorare, di fatto, quasi tutte le proposte "alternative" prodotte nella Terra dei cachi e malamente distribuite in sala. Dunque questo titolo pseudo alternativo finirà con tutti i suoi colleghi nel dimenticatoio, dove probabilmente verrà scaricato senza neppure avere la chance di una copertura di sale recenti.



Hybris

"Ma che razza di film abbiamo girato!?"
Cannibal dice: Vedendo il trailer di questo thriller soprannaturale amatoriale italiano con un attorone come Guglielmo “Willwoosh” Scilla mi viene subito voglia di rimangiarmi quanto detto qui sopra sul cinema nostrano. Ma non lo farò, giusto per il gusto di non darla vinta al Ford.
Ford dice: come scrivevo sopra rispetto al "Cinema" italiano. Passiamo oltre.



Soundtrack - Oltre ogni ragionevole desiderio

E per la prima volta nella storia di questa rubrica, non è stato possibile reperire alcuna immagine riferita al film in questione. Neanche fosse lo sfuggente Peppa Kid.
Cannibal dice: Thriller italiano di cui non sono riuscito a trovare alcun trailer o immagine, ma che MYmovies indica in uscita questa settimana. Siamo sicuri?
E soprattutto, a qualcuno frega?
Il film comunque è in corsa per un premio: quello di peggior titolo dell'anno.
Ford dice: Passiamo oltre. Davvero e una volta per tutte.


lunedì 16 aprile 2012

Pollo alle prugne

Regia: Vincent Parronaud, Marjane Satrapi
Origine: Francia/Iran
Anno: 2011
Durata: 93'



La trama (con parole mie): Nasser-Alì, un musicista di fama mondiale tornato nella natìa Teheran sul finire degli anni cinquanta, è sposato con Faringuisse, che l'ha atteso per tutta la vita e si logora nel suo amore non corrisposto per lui, e ha due figli.
Un giorno, nel pieno della ricerca di un nuovo violino che possa ridare alla sua arte la voce che merita, l'uomo incrocia per strada Irane, antico amore cui dovette rinunciare a causa dell'intervento del padre della ragazza: l'incontro genererà uno sconvolgimento che porterà l'artista a negare il ritorno alla musica e alla vita, tanto da indurlo a lasciarsi morire nel letto, incurante di tutto, in bilico tra i ricordi dell'infanzia ed il presente in cui i figli giocano evitando i compiti e la moglie tenta il tutto per tutto in modo da riportarlo alla realtà.
Ultima arma: il suo irresistibile pollo alle prugne.




Dalle parti di casa Ford si vuole un gran bene alla premiata ditta Parronaud e Satrapi fin dai tempi dello splendido Persepolis, tra i miei dieci film d'animazione di culto senza contarne il valore come pellicola di formazione, in bilico tra leggerezza e profondità: proprio per questo l'attesa e le aspettative rispetto al nuovo lavoro del duo erano piuttosto alte, nonostante il passaggio alla fiction vera e propria potesse in qualche modo costituire un ostacolo per la buona riuscita dell'opera.
A visione ultimata posso dire che i co-registi hanno, di fatto, superato la prova, pur confezionando un lavoro ben lontano dall'essere perfetto o all'altezza del precedente: Pollo alle prugne, affetto di radicalchicchismo fin nel profondo e venato da quell'autorialità furbetta tipica del Jeunet di Amelie o dei lavori di Mihaileanu, pare proprio uno di quei film confezionati giusti giusti per le signore alternative e molto benestanti che con le amiche si buttano alla conquista delle sale d'essai a metà pomeriggio, trovando anche il pretesto, chissà, di approcciare qualche studentello imberbe di Cinema in modo da avere una consulenza privata a domicilio.
Eppure, mandato giù il boccone amaro della cornice, non si può negare a questo film una leggerezza malinconica e struggente che ha il sapore della poesia, una discreta ironia di fondo ed un crescendo emozionale invidiabile, che pare creato appositamente per allontanare proprio le suddette finte alternative da salotto con i loro commenti poco sopportabili all'uscita dalla sala.
L'escalation finale, infatti, giunta al termine di un percorso a cavallo tra la vita e la morte, il presente ed il passato del protagonista colorato con un gusto che riporta a Persepolis e all'origine di graphic novelist della Satrapi ed astutamente punteggiato da momenti quasi comici - il viaggio in autobus di Nasser Alì e del figlio su tutti, ma anche la rievocazione della passione del protagonista per Sofia Loren in una sequenza quasi almodovariana - stravolge tutte le regole così meticolosamente disposte colpendo dritto al cuore dello spettatore e, di fatto, portando ad una valutazione nuova - e decisamente più alta - dell'intera pellicola, finendo per lasciare con la sensazione di aver effettivamente assistito non tanto ad un'opera di fiction quanto al racconto delle esperienze e della vita di una persona reale, come fosse un amico, un parente o qualcosa in più.
La stessa evoluzione della doppia storia d'amore - per nulla consolatoria e, di fatto, elemento "negativo" della pellicola - rispecchia più il percorso di un dramma assolutamente realistico che non una favola che possa soltanto sfiorare le ferite più dolorose senza spargervi sopra - ed impietosamente - del sale, lasciando che i due personaggi di Faringuisse ed Irane divengano i più tormentati e drammatici della vicenda, riprendendo in questo senso il discorso del lavoro precedente, in cui a fare da sostegno alla famiglia - così come al mondo - erano e restano le figure femminili.
Come ci si aspettava, inoltre, pur se attraverso un percorso decisamente più sotterraneo rispetto a Persepolis, sono evidenti i riferimenti all'Iran anche e soprattutto odierno, ben rappresentato nella sua parte più oppressiva dal padre di Irane, cui, volendo, si potrebbe dare una lettura estremamente politica: in questo affresco non perfetto ma assolutamente variegato trova spazio inoltre la componente fiabesca e magica della tradizione mediorientale, ed i passaggi dedicati all'Angelo della morte - splendidi - divengono espressione di una sensibilità da Mille e una notte che lascia incantati.
Non saremo dunque di fronte ad un film indimenticabile, e sento già lamentarsi sia i "duri e puri" del Cinema d'autore per una pellicola "troppo morbida" sia il grande pubblico rispetto ad una commedia sentimentale che, in realtà, ha tutti gli elementi del grande dramma: eppure Pollo alle prugne funziona così com'è, come il piatto che gli da nome.
Se qualcuno degli ingredienti non risulta di nostro gradimento, basterà lasciarlo da parte, e chissà: può anche essere che, in un boccone fortuito e mescolato al resto, possa sorprenderci con tutto il suo fascino imperfetto.


MrFord


"How are you, how have you been, 
girl I miss you, wanna see you again
so why you, wanna be there, 
when you could be here, you are slipping away."
Lagwagon - "Violins" -

 
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