giovedì 25 dicembre 2014

Christmas with the Yours, Easter what you want

La trama (con parole mie): oggi è Natale. Per quanto il sottoscritto sia quanto di più lontano dalla religione esista al di sopra dell'Inferno, ho sempre amato questa festività. Forse perchè è un'occasione per ritrovarsi accanto alla Famiglia, fonte di quelle che sono le croci e le delizie delle nostre esistenze. Dunque, come da tradizione, per oggi niente recensioni, uscite in sala o quant'altro.
Ma un pò di Cinema resta sempre, giusto per accompagnarci come si deve.






Christmas with the Yours, Easter what you want, cantava Elio qualche anno fa.
Dunque, ragazzi in ogni dove nella Blogosfera, alzate i calici e godetevela quanto più possibile con le persone che avete accanto in questo momento, e se anche foste da soli, cercate di godervela quanto più possibile ugualmente, con voi stessi o trovando qualcuno che festeggi al vostro fianco.
E non importano più di tanto la ricorrenza, le forzature, lo scambio dei regali o le visite di cortesia per il quieto vivere, quanto condividere qualcosa con qualcuno che avete scelto.
O che ha scelto voi.
Oltre, ovviamente, ad una mangiata da record seguita da una bevuta altrettanto importante.
Conto su di voi.
In alto i calici, compagni di viaggio.



MrFord



mercoledì 24 dicembre 2014

Ford Awards 2014: le serie tv

La trama (con parole mie): è il momento di assegnare uno dei Ford Awards più importanti, quello dedicato alle serie tv. Così come per i libri, anche i serial hanno subito, complici gli impegni genitoriali e quelli lavorativi, una brusca frenata nel corso degli ultimi dodici mesi, lasciando ancora fuori dai radar di Casa Ford titoli importanti come Gomorra, Utopia, Black Sails, Vikings e sicuramente altri che non mi vengono in mente, ma che sono da tempo in lista.
Non che siano mancate la conferme o le new entries, fatto sta che compilare la top ten dei migliori dieci serial passati dalle parti del Saloon nel corso dell'anno che volge alla conclusione è stato tutto tranne che facile.
Fatta eccezione, forse, per il numero uno.



N°10: FRINGE


La sorprendente creatura di J. J. Abrams giunge alla conclusione con una quinta stagione poggiata sulle spalle di uno dei personaggi più complessi e sfaccettati che il piccolo schermo abbia regalato al suo pubblico negli ultimi anni: Walter Bishop.
Lo sci-fi classico incontra la passione e la voglia di raccontare il presente ed il rapporto tra padri e figli attraverso il Tempo ed il Futuro, passando dall'azione serrata alla commozione sentita.
Un addio che lascia il segno, per una serie alla quale, nonostante le diffidenze iniziali, da queste parti abbiamo davvero voluto un gran bene.





Gli avventori del Saloon ben sanno quanto il sottoscritto sia decisamente sensibile ai prodotti legati ai concetti di Famiglia e Fratellanza, con tutti i pro ed i contro del caso.
Ray Donovan, iniziato in sordina e decollato grazie ad un granitico Liev Schrieber e ad un magnetico Jon Voight è diventato, episodio dopo episodio, una certezza: ed ho come l'impressione che lo ritroveremo in questa classifica anche l'anno prossimo, saldo come una roccia.




Ho sempre nutrito una passione viscerale, per le storie ad ambientazione carceraria, da Edward Bunker a Oz: convinto da Julez a seguire questo titolo quasi esclusivamente tinto di rosa, ho finito per ammirare, episodio dopo episodio, la freschezza nella scrittura e lo straordinario lavoro di tutto il cast, ennesima dimostrazione della forza che l'altra metà del cielo è in grado di esplodere - in positivo o in negativo - nel mondo.
Dietro le sbarre, oppure no.


N°7: BANSHEE



Se esistesse un prototipo del prodotto fordiano fatto e finito, Banshee sarebbe tra i candidati migliori a ricoprirne il ruolo: botte da orbi, sesso a volontà, sparatorie, anime nere prestate ai "buoni" ed una serie di situazioni così lontane dalla realtà da finire per apparire più vere della stessa.
La fase di scrittura non sarà tra quelle destinate a rimanere negli annali, ma non importa: guardare Banshee è come concedersi una grigliata con tutte le carni che si preferiscono accompagnata da litri e litri di alcool e con una scopata assicurata alla fine.
Cosa si potrebbe chiedere di più?

N°6: JUSTIFIED



Se Banshee è la versione più fantasiosa della fordianità, Justified ne è il lato, al contrario, molto più vicino alla realtà: ispirata ad un racconto del grande Elmore Leonard, interpretata da uno degli idoli trash del sottoscritto, Walton Goggins, e resa imperdibile da un protagonista da grande romanzo southern - il cowboy moderno Raylan Givens -, è giunta quasi per caso da queste parti diventando in brevissimo tempo un vero e proprio cult.






Con ogni probabilità, la rivelazione di questo duemilaquattordici: produzione inglese, cast poco noto, un intrigo ed un omicidio pronti a sconvolgere una piccola cittadina della costa britannica neanche ci trovassimo nel cuore di un poco onirico e decisamente vero Twin Peaks all'europea e due detectives così diversi tra loro da riuscire a trovare un'alchimia quasi perfetta.
Un pò come il crescendo finale di questa piccola perla.



 

I SamCro sono ormai una realtà consolidata, da queste parti, ed una presenza costante delle classifiche di fine anno: curioso come, agli esordi del blog, fui tra i primi a sponsorizzare un titolo ormai giunto alla conclusione e divenuto un cult anche per alcuni insospettabili - vero, Cannibal? -, mentre ora, con due stagioni ancora da vedere, mi ritrovo ad essere clamorosamente in ritardo sulla tabella di marcia.
Ma poco importa, in fondo. Quello che conta è che la creatura di Kurt Sutter resta uno dei cardini del piccolo schermo fordiano. Sempre e comunque.

N°3: SHAMELESS


Non c'è nessuno come i Gallagher, sul piccolo schermo.
E neppure sul grande, mi sa tanto.
E non c'è nessuno che come i Gallagher, che caduta dopo caduta e risalita dopo risalita, faccia sentire parte di una famiglia.
Noi Ford siamo profondamente, completamente, assolutamente dalla loro: imperfetti e scombinati, dipendenti e passionali, travolgenti e caotici.
Gli outsiders passano tutti da qui.
E noi siamo fieri che sia così.




Potrà essere imperfetta, non sempre lineare, dispersiva, eppure Game of thrones è stata una delle realtà più straordinarie che il piccolo schermo abbia regalato negli ultimi anni: e la season four, con i suoi colpi di scena e sequenze memorabili - su tutte, la morte di Joffrey ed il duello tra The Mountain e Red Viper - ha finito per rinverdire i fasti dell'annata d'esordio.
E con charachters come il Tyrion Lannister di Peter Dinklage e la Khaleesi di Emilia Clarke pronti a dare ancora il loro meglio il futuro non potrà che essere roseo. O al massimo tinto di sangue.





La vincitrice annunciata di questa classifica non ha avuto rivali fin dall'inizio dell'anno, quando ha sconvolto la blogosfera e non solo con le sue otto puntate da cardiopalma, un cocktail perfetto de Il silenzio degli innocenti, Se7en e qualsiasi cosa sia stata scritta - e alla grande - a proposito dei serial killers.
Due protagonisti e due attori straordinari per quello che, indubbiamente, è il titolo della stagione.
E forse non solo.




I PREMI

Preferito fordiano: Raylan Givens, Justified
Miglior personaggio: Rust Cohle, True detective
Miglior sigla: Justified
Uomo dell'anno: Matthew McConaughey, True detective
Donna dell'anno: Taylor Schilling, Orange is the new black
Scena cult: il duello tra The Mountain e il Red Viper, Game of thrones
Migliore episodio: Form and void, True detective
Premio ammazzacristiani: The Mountain, Game of thrones e Raylan Givens, Justified
Miglior coppia: Olivia Colman e David Tennant, Broadchurch

Cazzone dell'anno: Lucas Hood, Banshee
Cattivo dell'anno: Boyd Crowder, Justified



MrFord

martedì 23 dicembre 2014

Ford Awards 2014: i libri

La trama (con parole mie): come di consueto, e malgrado nel corso di questo duemilaquattordici abbia portato a casa un numero di letture all'attivo inferiore agli ultimi anni - ha influito non da poco il periodo delle ferie, passato praticamente, nel tempo dedicato alla spiaggia, quasi sempre accanto al Fordino con la palla o sui giochi dei bambini -, giunge il Ford Award dedicato alle migliori letture passate al Saloon, un appuntamento che non mi stanco mai di considerare come l'outsider prediletto del sottoscritto.
Le ultime edizioni sono state dominate in tutto e per tutto da Jo Nesbo, autore norvegese meritevole di aver creato uno dei personaggi più importanti della mia carriera di lettore, Harry Hole: anche quest'anno, e pur senza nuove uscite dedicate al detective alcolista, sarà così?




N°10: I FUNERALI DELLA MAMA' GRANDE di GABRIEL GARCIA MARQUEZ


Potrebbe apparire strano, trovare un genio assoluto della Letteratura come Marquez in fondo ad una classifica, eppure I funerali della Mamà grande, recuperato per omaggiare il grande autore subito dopo la sua scomparsa e tra i suoi primi lavori, è stata una lettura intensa ed avvolgente, per quanto acerba, in grado di mostrare la grandezza pronta ad esplodere con Cent'anni di solitudine e le atmosfere di Macondo.
Un vero Maestro. Sempre e comunque.


N°9: LE IRREGOLARI - BUENOS AIRES HORROR TOUR di MASSIMO CARLOTTO


Uno dei drammi più terribili del Ventesimo Secolo e della Storia, il genocidio argentino ed il destino dei desaparecidos, vissuti attraverso la penna, i ricordi e le impressioni di Massimo Carlotto, cuore da America Latina e passione italiana, uomo tormentato e nostrano Edward Bunker, per quanto, di fatto, la sua vicenda sia profondamente diversa da quella dell'autore statunitense.
Un viaggio a volte forse un pò troppo retorico, eppure importante per non dimenticare il dolore di una delle ferite più grandi dell'umanità intera.

N°8: IL PIPISTRELLO di JO NESBO


Il capitolo iniziale della saga dedicata a Harry Hole, finalmente edito anche in Italia, pronto a mostrare la prima avventura del detective alcolista, curiosamente ambientata Down Under, nella mia amata Australia. Un primo capitolo ancora acerbo, se considerati i successivi, eppure già ribollente della passione e della carica del suo protagonista, curiosamente rivisto giovane neanche avessi avuto di fronte un prequel - allo stato attuale dei romanzi Hole dovrebbe essere attorno ai cinquanta, qui aveva appena toccato i trenta -. Una garanzia.


N°7: VITA E MORTE DI BOBBY Z di DON WINSLOW


Un altro grande favorito del Saloon torna in libreria con un recupero dal quale, anni fa, fu tratto addirittura un misconosciuto film con protagonista lo scomparso Paul Walker: una vicenda di amicizia, droga e crescita che porta dentro i semi dei grandissimi romanzi successivi del vecchio Don. In attesa di recensire l'ultimo Missing - New York, un gradito ritorno da queste parti per l'autore del Capolavoro Il potere del cane.



N°6: SKAGBOYS di IRVINE WELSH


I ragazzacci di Trainspotting negli anni precedenti a Trainspotting, in un romanzo fiume decisamente poco fruibile - almeno per il sottoscritto - eppure in grado di comunicare alla grande la sensazione di disagio non solo degli anni della Tatcher e dell'ascesa dell'eroina e dell'AIDS nel Regno Unito, ma anche quella di chi si trova in bilico tra l'adolescenza e l'età adulta, incerto su quello che sarà il futuro. Una sfida che, pur non essendo tra i miei preferiti, Welsh ha sicuramente vinto.


N°5: DEAD CITY di SHANE STEVENS


Altro grande ritorno al Saloon, quello di Shane Stevens, autore del mitico Io vi troverò.
Dead City, esplorazione del piccolo mondo della Mafia del Jersey, è l'incontro letterario dei Soprano con Quei bravi ragazzi, un ritratto della bassa manovalanza criminale amaro e nostalgico, un ritratto dei losers del crimine come pochi sono stati scritti.
Senza dubbio non all'altezza del già citato lavoro di Stevens, eppure in grado di portare un piccolo pezzo del lato oscuro degli States tra le pagine.


N°4: LA FORESTA di JOE LANSDALE


Non poteva mancare, all'appuntamento con i Ford Awards, uno dei beniamini assoluti del sottoscritto, pronto a raccontare una sorta di road movie di Frontiera dedicato al viaggio di un ragazzino in cerca della sorella rapita da una banda di fuorilegge spalleggiato da un gruppo male assortito di improvvisati giustizieri: il mitico nano Shorty - che pare avrà il volto di Peter Dinklage nella trasposizione cinematografica - e la splendida sparatoria finale fanno il resto. Non indimenticabile, ma di pancia. Come piace da queste parti.


N°3: TOXIC di HELGASON HALLGRIMUR


Il romanzo più cinematografico dell'anno, e forse la sorpresa letteraria più lieta di questo duemilaquattordici: ambientato quasi interamente nella Reykjavik della più che tranquilla Islanda consacrata all'Eurofestival come evento dell'anno, la parabola di redenzione di Tom Boksic detto Toxic, reduce della guerra nella Ex-Jugoslavia e killer a pagamento per la mala di New York, è un abile mix di Tarantino e Kaurismaki, Le mele di Adamo e Ho affittato un killer.
Ironia nerissima e morti ammazzati, sentimenti e dolore, speranza e passione.
Perfetto per le seconde occasioni.


N°2: OPEN - LA MIA STORIA di ANDRE AGASSI


Negli ultimi dodici mesi di letture non c'è stato un titolo in grado di appassionarmi più dell'autobiografia - seppur scritta a quattro mani - di uno dei miei idoli tennistici di sempre, Andre Agassi, dall'infanzia segnata dal difficile rapporto con il padre alla prima vittoria a Wimbledon, dagli anni di Brooke Shields e dell'incostanza alla stabilità del suo rapporto con Steffi Graf.
Un viaggio sentito che pare raccontato non tanto da uno sportivo di fama mondiale, quanto da un amico davanti ad un drink nel corso di una serata buona per i ricordi e la nostalgia, con almeno un paio di passaggi così semplici e veri da risultare profondamente commoventi.


N°1: CUJO di STEPHEN KING


E a chiudere questa classifica portandosi a casa il Ford Award dedicato ai libri di questo duemilaquattordici ecco il Re del brivido Stephen King, che con il recupero di Cujo, definito tra i suoi romanzo preferiti, è riuscito a fare breccia nel mio cuore come poche altre volte è accaduto di fronte alla pagina scritta. Il dramma e la profonda realtà filtrati attraverso l'apparenza di una maledizione fungono da simboli per questa rappresentazione del Destino pronto a colpire senza che noi che tanto ci sbattiamo per vivere al meglio le nostre vite si possa fare nulla per preservare non solo noi stessi, ma anche e soprattutto chi amiamo.
Profondo, amarissimo eppure carico di speranza: un romanzo magnifico.




I PREMI
Miglior autore: Stephen King
Miglior personaggio: Tom Boksic, Toxic
Miglior antagonista: Cujo, Cujo
Scena cult: Andrè Agassi vince Wimbledon '92, Open - La mia storia
Premio "brutti, sporchi e cattivi": Hog, La foresta
Premio stile: Shorty, La foresta
Miglior personaggio femminile: Donna Trenton, Cujo
Miglior non protagonista: Pete Sampras, Open - La mia storia
Momento action: Donna Trenton affronta Cujo dopo un assedio durato giorni, Cujo
Atmosfera magica: l'Islanda lunare dalle porte aperte e crimine zero, Toxic



MrFord

lunedì 22 dicembre 2014

Ford Awards 2014: videogames

La trama (con parole mie): con oggi inizia ufficialmente la consueta carrellata di fine anno dedicata ai Ford Awards, che esploreranno le categorie d'interesse del Saloon e come di consueto terranno compagnia a tutti gli avventori da qui al trentuno dicembre.
Tradizione vuole che ad aprire le danze siano i videogiochi, che quest'anno, complice la sempre più vivace presenza del Fordino hanno finito per occupare decisamente meno tempo nella vita degli occupanti del Saloon rispetto ai tempi passati: da un certo punto di vista, infatti, la classifica è molto rappezzata, con recuperi di vecchie glorie e titoli appena iniziati, ma senza dubbio nelle prime posizioni ha visto decollare prodotti che farebbero invidia al Cinema.

Prima di iniziare, vorrei ringraziare Julez dello splendido lavoro fatto con l'artwork dell'header, una magia inaspettata di quelle che solo lei riesce a regalarmi ogni giorno.




N°10: FIGHT NIGHT CHAMPION





Complice l'abbandono della WWE del mio favorito assoluto CM Punk, convertitosi alle MMA - che non ho mai amato - e all'UFC, ho riscoperto uno dei miei titoli di culto di un paio d'anni or sono, Fight night champion, forse il miglior gioco di boxe che abbia mai provato.
Niente che non conoscessi già, ovviamente: ma riscoprire un paio di pugili che avevo creato per l'occasione mi ha divertito non poco.


N°9: GUITAR HERO



Altro grande amore degli occupanti di casa Ford, un tempo abusatissimo tra chitarra e batteria, ormai relegato a qualche sporadica incursione da festività: ritrovarlo e ritrovarsi con gli "strumenti" tra le mani, comunque, è sempre una gran figata, anche perchè la selezione di brani resta da urlo e decisamente rock. Dunque, al Saloon, avrà in eterno un giro gratis.





N°8: WWE 2K15




Con ogni probabilità, il duemilaquattordici è stato l'anno in cui mi sono relazionato più freddamente al wrestling degli ultimi dieci: la già citata defezione del mio favorito CM Punk e la mancanza di empatia con le nuove leve non è riuscita a regalarmi grosse emozioni, ma non potevo non citare il gioco dedicato ai beniamini della WWE, quest'anno arricchito dalla presenza di Sting, vera e propria icona dello sport entertainment per la prima volta sotto contratto con la società di Stanford.




N°7: SKYLANDER SWAP FORCE





Da qualche anno, le avventure dei simpatici Skylanders sono un appuntamento annuale imperdibile per me e Julez, sempre pronti a lanciarsi in partite in doppio tra un mondo e l'altro di Skylands. Quest'anno, complici gli impegni lavorativi, non ci siamo ancora dedicati a dovere a questo terzo capitolo dedicato ai mostriciattoli che ormai nella loro versione "fisica" hanno conquistato anche il Fordino. Ma rimedieremo presto.

N°6: BATMAN ARKHAM ORIGINS




Approdato, come Skylanders Swap Force, per il terzo anno consecutivo in casa Ford spinto dalle ottime esperienze dei due capitoli precedenti, e dedicato alle prime imprese di Batman a Gotham, Arkham Origins ha "subito" lo stesso destino dei mostriciattoli di cui sopra: soltanto accennato, probabilmente prenoterà un posto nella classifica del prossimo anno, quando si sarà trovato il tempo di giocarlo a fondo e come si deve.





N°5: GRAND SLAM TENNIS 2




La scorsa estate, spinto dalla lettura dell'ottimo Open, decisi di dedicare qualche nottata di calura al divertimento tennistico, rispolverando l'antica passione che ai tempi della Playstation 2 mi prosciugò per diversi mesi come un player accanito.
Non mi ci sono applicato più di tanto, ma devo ammettere che calcare di nuovo i campi di gioco, seppur virtuali, è stato davvero molto, molto divertente: conferma di quanto i titoli sportivi siano il meglio per staccare il cervello e lasciarsi andare.


N°4: BEYOND - TWO SOULS



Presentato in pompa magna come il nuovo Heavy rain, girato come fosse un film con protagonisti Ellen Page e Willem Defoe, Beyond è stato senza dubbio uno dei titoli più importanti e discussi dell'anno. Personalmente, penso che si sarebbe potuto fare molto di più, dando libertà maggiore alle scelte del giocatore sfruttando l'esempio in stile storia a bivi del già citato - e quello sì, un gioco indimenticabile - Heavy rain, e che in casa Ford si sia rimasti almeno in parte delusi da questa mancanza.
Resta comunque un'esperienza visiva splendida ed un titolo che, almeno una volta, andrebbe provato: soprattutto in coppia.


N°3: DIABLO III




Produzione supercult per i giocatori muniti di PC approdato anche sulle console, Diablo III è stato una vera e propria rivelazione per gli occupanti di casa Ford: ambientazione fantasy tra Il signore degli anelli e Game of thrones, giocabilità in stile Marvel: La grande alleanza, che fece furore qualche anno fa in un Capodanno indimenticabile, una storia che promette di essere molto lunga ad accompagnare altre sessioni di gioco una volta messo a letto il Fordino.
Senza dubbio, uno dei titoli più divertenti cui si sia giocato da queste parti da tanto, tanto tempo.


N°2: PES 2015



E dopo stagioni passate all'ombra del rivale di sempre FIFA, PES ritorna all'antico splendore confezionando il suo capitolo migliore dai tempi dell'ormai lontano 2006/2007, che già dalle prime partite è riuscito a conquistarmi per dinamismo e realismo, nonchè per l'ottima reazione delle squadre avversarie a risultati e situazioni differenti.
Dopo essermi lanciato al volo sull'amatissimo Campionato Master, spero di poter trovare il tempo di continuare, tra un impegno e l'altro, la mia nuova avventura sui campi di calcio virtuali cui sono più affezionato.


N°1: THE LAST OF US



I geniacci della Naughty Dog colpiscono ancora.
Lo scorso anno, in occasione di questa stessa classifica, eravamo appena al principio di quello che, con Red Dead Redemption, probabilmente è stato il titolo che ho più amato negli ultimi dieci anni, e predissi che, nella classifica duemilaquattordici, sarebbe probabilmente stato nelle prime posizioni.
Ma non avrei mai pensato di trovarmi di fronte ad un vero Capolavoro di grafica, intensità emotiva, intelligenza artificiale della CPU, scrittura ed atmosfera: The Walking Dead incontra McCarthy in versione videoludica, ed il risultato è un'esperienza clamorosa e soddisfacente come poche.
Personalmente, non vedo l'ora di passare alla Playstation 4 per provare la versione aggiornata uscita per l'occasione.
Un titolo imperdibile.



I PREMI


Personaggio dell'anno: Joel, The last of us.
Miglior cattivo: Nathan Dawkins, Beyond. Anche se non è propriamente un cattivo.
Sequenza cult: il finale apocalittico di Beyond.
Premio stile: Conan e Deeva, personaggi creati ad hoc dai Ford per Diablo III.
Miglior storia: The last of us.
Colpo di scena mozzafiato: Joel ferito nel corso della fuga dagli infetti, The last of us.
Miglior cornice: il mondo fantasy di Diablo III.
Arma di culto: Aiden "in persona", Beyond.
Videogioco da provare almeno una volta nella vita: The last of us, senza pensarci due volte.
Spaccaculi per eccellenza: per quantità, sicuramente Joel. Per effetti speciali, Aiden. The last of us e Beyond.

MrFord

domenica 21 dicembre 2014

Dracula untold

Regia: Gary Shore
Origine: USA
Anno:
2014
Durata: 92'





La trama (con parole mie): Vlad l'impalatore, ex bambino soldato donato dal padre ai turchi come tributo e divenuto una vera e propria macchina di morte, tornato in patria come Principe, da anni protegge i suoi sudditi preservando la pace pagando pesanti tributi monetari ai potenziali invasori in modo da pensare di poter garantire un futuro anche a sua moglie ed al figlio.
Quando una pattuglia di soldati del sultano Mehmed viene massacrata, Vlad scopre l'esistenza di una creatura millenaria rifugiatasi in una montagna all'interno dei suoi domini che potrebbe diventare l'unica speranza di debellare la minaccia costituita dalle quasi infinite risorse del suo avversario: accettato un patto con il mostro, Vlad avrà tre giorni di tempo e di Potere quasi assoluto per sconfiggere i suoi avversari, pur che resista alla sete di sangue che lo tormenterà.
Riuscirà il Principe sacrificatosi per la sua Famiglia e la sua gente a vincere la sfida con la Bestia, o il prezzo da pagare per la vittoria sarà quello più alto?








Esistono personaggi che, nel bene o nel male, hanno finito, dalla Storia, per sconfinare nel Mito divenendo, di fatto, icone in grado di ispirare a più livelli scrittori, registi ed artisti in genere: Dracula, come è stato più facilmente ribattezzato da Bram Stoker in avanti, sanguinario condottiero del quattrocento, è senza dubbio una di esse.
Alla base della mitologia del Vampiro, creatura romantica ed affascinante che da sempre stimola una curiosità quasi irresistibile nel sottoscritto, ispirato dall'idea di una vita eterna e di una sete ed una passione da tenere costantemente a freno, il ribattezzato Impalatore ha fatto la fortuna di numerosissime incarnazioni ed interpretazioni letterarie, cinematografiche, musicali e fumettistiche, e la rovina di altrettante.
Dracula Untold, prima fatica dell'esordiente Gary Shore, partiva con un piede più che sbagliato, bollato in ogni dove come una sorta di immondiziona trash buona neppure per un intrattenimento sguaiato, ed è finito sugli schermi di casa Ford principalmente come tappabuchi a ridosso dei Ford Awards di fine anno: eppure, contro ogni previsione, ha finito per sorprendermi a suo modo in positivo, garantendo una visione senza dubbio limitata e disimpegnata, eppure divertente e travolgente - sempre a suo modo - come poche altre di recente.
Una sorta di guilty pleasure nella sua migliore - o peggiore, a seconda dei punti di vista - accezione, un filmaccio - quantomeno in fase di scrittura - di grana grossa clamorosamente povero eppure in qualche modo in grado di catturare lo spirito di un charachter tra i più importanti della cultura non solo horror, ma anche pop, cattivo e spietato per antonomasia eppure da sempre rappresentato come un romantico nell'accezione letteraria e più profonda del termine.
Anzi, dovessi ammetterlo, potrei addirittura scrivere che Dracula untold è stato il film vampiresco che più ha reso giustizia alla figura del succhiasangue dai tempi di Intervista col vampiro, per quanto sopra le righe, casinaro e fracassone possa essere, con alcuni passaggi tagliati con l'accetta ed un'interpretazione di Vlad che pare più simile a quella di un antieroe da fumetto che non al personaggio maledetto e fumoso di Coppola - non è un caso che il suo volto attuale, Luke Evans, prenderà parte, a quanto si legge, al remake de Il corvo nel ruolo di Eric Draven -: non mi capitava da tempo - neanche fossi impegnato in una revisione di un qualsiasi cult anni ottanta - di restare così stupito rispetto ad una produzione smaccatamente imperfetta, e di sentirmi coinvolto come se avessi ancora dodici anni e sognassi una riscossa che con la vita reale ha davvero ben poco a che fare.
Nonostante, infatti, un antagonista assolutamente non all'altezza - il sultano Mehmed interpretato dall'inutile Dominic Cooper -, il Vlad dell'appena citato Luke Evans è riuscito nella non facile impresa di portare sullo schermo l'approccio dello spaccaculi da film action - a prescindere dall'ambientazione - accanto a quello dell'eroe tormentato e destinato all'ombra, un pò come Anakin Skywalker o Gollum, per citare due dei più importanti personaggi nell'ambito pop della settima arte recente: la scelta della dannazione in favore della Famiglia, pur conscio del fatto che, nonostante gli sforzi, la stessa verrà compromessa dalla sua volontà di difenderla a tutti i costi, lo rende uno dei protagonisti più interessanti di questa chiusura di anno, di fatto ribaltando ogni pronostico che vedeva Dracula Untold come quasi sicura presenza all'interno della decina dedicata al peggio del duemilaquattordici dei Ford Awards.
Probabilmente molti non capiranno questa sorta di presa di posizione, e molti altri - vero, Cannibal!? - sfrutteranno la cosa per bersagliare il sottoscritto, eppure non sento la paura, o il disagio di essere il mostro in mezzo a tutti quelli che avranno visto o vedranno questo film come una schifezzina da archiviare il più presto possibile: in fondo, quel fascino oscuro che solo i vampiri hanno assume sembrianze e connotazioni differenti, a distanza di secoli, a volte, in grado di portare perfino nel futuro, e dall'altra parte del mondo, con la sensazione che si sia appena all'inizio della storia.




MrFord




"I carved a whistle from a reed;
Mother Nature's quite a Lady
but you're the one I need
flesh and blood need flesh and blood
and you're the one I need."
Johnny Cash - "Flesh and blood" - 




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