venerdì 23 marzo 2012

Two White Russians are far better than one

La trama (con parole mie): esattamente due anni fa, al termine di una serata con un film e qualche Jagermeister di troppo, nasceva questo blog.
Un sacco di strada è stata fatta, da allora, e certo non ho intenzione di fermarmi.
In fondo, al saloon c'è sempre posto per un bicchiere - ed un anno - di più.



Foste davvero tutti qui al mio bancone, ci starebbe una bella sbronza collettiva.
In fondo, quello che due anni fa era soltanto il pensiero neppure troppo lucido al termine di una serata, ora è arrivato ad essere una realtà con un discreto seguito, che non vuole proprio saperne di smettere di crescere - così come non ho voglia io di lasciarla a bocca asciutta -.
Ringrazio ancora una volta tutti quelli che passano da queste parti, i lettori silenziosi e i commentatori più presenti, le stesse lunghezze d'onda o le bottigliate selvagge.


Come l'anno scorso, scelgo tre di loro da citare in particolare: Julez - che mi sostiene, redime e sopporta -, Cannibale - se non avessi un nemico come lui, dovrei inventarlo - e Ottimista - statisticamente il frequentatore più assiduo del blog, una specie di cliente ad honorem del saloon, un pastis dopo l'altro -.


Ma tutti voi che passate di qui siete in realtà la benzina, il motore e l'anima del blog.
Tutto quello che nasce dalle mie parole e non rimane solo un pensiero, è anche un pò vostro.
Muchas gracias,


MrFord




"You gotta fight, for your right,
to paaaaaaaaaarty."
Beastie Boys - "Fight for your right" -


Last friday night

La trama (con parole mie): come di consueto, eccoci giunti all'attesissima - per chi non si sa - rubrica sulle uscite in sala settimanali firmata mio malgrado con quella razza di Piccolo Cucciolo Eroico del Cannibale.
Come di consueto, i titoli davvero interessanti sono da cercare con il telescopio Hubble nel marasma di proposte italiane di qualità infima che tende a soffocarle.
Come di consueto, io ed il mio fastidioso socio siamo comunque riusciti a trovare qualcosa.
Come di consueto, senza risparmiarci qualche colpo basso.


"Cannibale, fatti mandare dalla mamma a prendere il latte!"
The lady - L'amore per la libertà di Luc Besson






Il consiglio di Ford: l'amore per il Cinema impone di smetterla con certi adattamenti di titolo. 

Onestamente, tolto Leon, ho sempre trovato estremamente sopravvalutato Luc Besson, che negli anni è riuscito a sfiorare il trash involontario in più di un'occasione. 
Questo The lady, ispirato alla vita di Aung San Suu Kyi, Nobel per la pace 1991, pare più interessante rispetto alle produzioni tipiche del regista. Ma dato che quasi per contratto devo andare contro al vecchio Luc - neanche fosse il Cannibale -, non mi dichiaro convinto.

Il consiglio di Cannibal: l’amore per la libertà (da Ford) 

Neanche io sono un grande fan di Luc Besson, però onore a lui già solo per aver lanciato Natalie Portman in Leon e onore a me perché vorrei lanciare Lady Ford giù da una finestra, come in uno dei suoi amati action movies. Riguardo a questo The Lady mi sa di possibile trappola buonista, però i biopic sono (quasi) sempre materia interessante e la storia di Aung San Suu Kyi (ho copia/incollato il nome da te Ford, quindi spero tu lo abbia almeno scritto giusto) merita di essere raccontata. Speriamo solo non sia una roba in stile fiction Rai oppure una roba con in testa solo gli Oscar alla The Iron Lady.


"Per The Lady mi sono ispirato a quella signorina laggiù: il Cannibale!"

È nata una star? di Lucio Pellegrini




 

Il consiglio di Ford: è morto il Cinema italiano? Di questo passo, probabilmente ci siamo vicini. 
Volete davvero che vi commenti quest'uscita? Volete davvero davvero che vi commenti quest'uscita? Scordatevelo. Piuttosto me ne vado in vacanza da solo su un'isola deserta con il Cannibale.

Il consiglio di Cannibal: non è nata una star, è nata ‘nammerda.

Di questo film va detto che è tratto da un romanzo di Nick Hornby. Si tratta però dell’adattamento italiano di un romanzo di Nick Hornby e la cosa, oltre che essere un’eresia, potrebbe portare a risultati davvero disastrosi. In vacanza con te Ford non ci vengo, nemmeno sull’isola di Lost, però se vuoi ti spedisco su una stella insieme a Rocco Papaleo, attore (???) protagonista con la Littizzetto di questo filmetto. Magari si unisce a voi pure quell’altro simpaticone di Gianni Morandi…


"Te l'avevo detto, che Ford e Cannibal ci avrebbero massacrati!"


Quijote di Mimmo Paladino








Il consiglio di Ford: un mulino a vento. 
Sull'onda della morte di Lucio Dalla, ecco qui un film che sa tanto di pretenzioso e radical chic, che vorrebbe imporsi come una nuova versione tutta made in Italy del Don Chisciotte. In tutta onestà, ho già abbastanza da fare a lottare qui sulla frontiera con quella sorta di Cucciolo Eroico come scudiero, per rischiare una visione di questo tipo. Passo.

Il consiglio di Cannibal: Don Cannibal e Ford Panza 

Film ad altissimo rischio di scivolare nel ridicolo involontario, proprio come Ford ogni volta che apre bocca. Scopro ora che Peppe Servillo, cantante degli Avion Travel e protagonista di questo film, è il fratello del più talentuoso Toni Servillo. Non è una notizia che mi/vi cambierà la vita, però almeno il Don Cannibal vi fornisce curiosità di questo tipo, mentre Ford Panza blatera solo di radical-chic di qui, radical-chic di là, come un paranoico allo stadio terminale.

"Ho come l'impressione che qui stiano sfruttando la mia morte per incassare di più."

Take me home tonight di Michael Dowse




Il consiglio di Ford: non sarà la festa del secolo, ma è sempre meglio della morìa di queste settimane. 
Questo film è già passato tempo fa sugli schermi di casa Ford (http://whiterussiancinema.blogspot.it/2011/09/take-me-home-tonight.html), e benchè non si sia stato certo una folgorazione, è risultato una visione piacevole legata ad una grande colonna sonora, nonchè omaggio sentito ai mitici eighties. Considerate le alternative, potrebbe essere l'uscita più interessante del week end.

Il consiglio di Cannibal: c’è ancora qualcuno che non l’ha visto? 

Di questo film che mi era piaciuto parecchio ne avevo giè parlato qui (http://pensiericannibali.blogspot.it/2011/07/si-esce-fichi-dagli-anni-80.html) e tra l’altro era già stato annunciato tra le uscite nei cinema italiani alcuni mesi fa e ne avevamo già parlato in questa nostra rubrica, ma credo che arterio Ford se ne sia scordato: http://pensiericannibali.blogspot.it/2011/11/take-me-to-cinema-tonight.html. Pensavo che ormai fosse già stra-uscito pure in DVD ma comunque, se non l’avete ancora visto, questa potrebbe essere l’occasione buona.

"Cavolo, guardare il Cannibale ballare è proprio una pena!"

Ghost rider: spirito di vendetta di Mark Neveldine e Brian Taylor 


Il consiglio di Ford: meglio pelati come Statham, che sfigurati dal parrucchino di Nicholas Cage. 
Sinceramente non so cosa pensare. Il primo Ghost rider era una sorta di immondizia ambulante. Neveldine e Taylor hanno sfoderato in passato perle tamarre come i due Crank ma anche una schifezza galattica come Gamer. Nicholas Cage e il suo parrucchino sono sempre in bilico sul trash agghiacciante. Potrei adottare questa tecnica: aspetto che lo veda il Cannibale, e se gli fa cagare, lo guarderò senza problemi. Vorrà dire che si tratta di una bella tamarrata godibile e divertente.

Il consiglio di Cannibal agli spettatori: alla larga! 

Il consiglio di Cannibal a Nicolas Cage: ritirati! 
Il consiglio di Cannibal a Mr. James Ford: ritirati pure tu! 
Il primo Ghost Rider mi ha annoiato quasi più dei film consigliati di solito dal Ford, al punto che non sono nemmeno riuscito a vederlo tutto tanto era una colossale stronzata. A questo potrei dare un’occhiata solo perché la regia è curata da quei due fenomeni tamarri di Neveldine e Taylor. Però mi sa tanto di sequel realizzato su commissione giusto per soldi, quindi temo che pure questa volta mi farà collassare in coma. Efficace più del Valium e, forse ma solo forse, più di Mr. Ford quando si mette a parlare di cinema russo. Che a me fa russare. Ahahahaha, questa battuta manco il Ford dei tempi peggiori riusciva a tirarla fuori…


"Cannibale, hai peccato contro il Cinema: sono venuto a punirti!"
17 ragazze di Delphine e Muriel Coulin



Il consiglio di Ford: in un periodo così scarno, un film così me lo vedo 17 volte! 
Il Cinema francese sta vivendo una grande stagione, come hanno dimostrato opere recenti e decisamente importanti come Tomboy e Polisse, e i risvolti sociali narrati attraverso una leggerezza quasi magica paiono essere materia anche per questo film, che a questo punto diventa l'unico che non intenderei davvero perdermi a questo giro.

Il consiglio di Cannibal: 10 ragazze per me posson bastare, ma 17 sono ancora meglio

Teen movie in salsa francese? Direi che è una visione cannibale obbligatoria per legge. La storia è quella di 17 ragazzine che decidono di restare incinte contemporaneamente. Spero non si trasformi in un teen mom all’ennesima potenza, ma visto l’eccellente stato di forma del cinema francese recente, direi che il rischio è molto limitato. Il povero mini Ford non so però se riuscirà a vederlo dalla prigione: dopo che ha osato parlare bene di John Carter infatti gli ho mandato la Polisse sotto casa…
 

"Altro che Pensieri Cannibali! Questo WhiteRussianCinema è una ficata pazzesca!"
Cosa piove dal cielo? di Sebastian Borensztein

 

Il consiglio di Ford: speriamo non merda. O radical chic. 
La trama di questo film ed il trailer potrebbero quasi far pensare a prodotti indipendenti e decisamente validi come Bombon el perro o Piccole storie, e personalmente ho sempre trovato l'Argentina ricca di fascino. Il rischio è che in realtà si tratti dell'ennesima operazione da finti cinefili da sala d'essai e sala da the che tanto mi fanno incazzare. Un pò come il Cannibale, insomma. Staremo a vedere, intanto una visione pare essersela guadagnata.

Il consiglio di Cannibal: it’s raining (radical-chic) men 

Questo film è il trionfatore dell’ultimo Festival di Roma. Non è la stessa cosa di vincere Cannes, però è pur sempre meglio di ricevere un Ford Award. Come The Lady mi sa di film ad alto potenziale di zuccheroso buonismo fordiano, però potrei comunque dargli un’occhiata. E senza aprire l’ombrello che Ford tiene per difendersi dalla pioggia immaginaria di radical-chic che in realtà vivono solo nella sua mente e non certo in Italia, dove la gente semmai fa gara per dimostrarsi radical-scema.

"Cannibale, smettila di rompere: sono qui nel mio drive in personale a gustarmi un bel film russo!"
The Raven di James McTeigue






Il consiglio di Ford: Poe, aiutaci tu! 
Ennesima rivisitazione di uno dei racconti più celebri di Poe, questa volta in versione investigatore neanche fosse l'Abberline di La vera storia di Jack lo squartatore. McTeigue, dopo l'ottimo esordio con V per vendetta, pare essersi dimenticato in fretta come proporre pellicole potenti e d'intrattenimento allo stesso tempo, tanto che questo titolo pare addirittura meno invitante del già non riuscito Ninja assassin. Per rifarmi di questa delusione, ho intenzione di murare vivo il Cannibale da qualche parte: chissà che non riesca finalmente a liberarmi di lui! Ahahahahahah!

Il consiglio di Cannibal: cra-cra (traduzione dal linguaggio dei corvi: non guardate questo film!) 

Ennesima conferma di come Hollywood non sappia più da dove rubare le idee, adesso se la prende pure con Poe, con un filmucolo che pare ricordare le atmosfere del recente terribile The Woman in Black con Harry Potter. Solo che qui abbiamo John Cusack, attore che negli ultimi tempi sembra ambire al titolo di nuovo Nicolas Cage per quanto riguarda la quantità di pellicole di merda girate. Peccato che Cage pure questa settimana abbia in uscita come abbiamo visto un nuovo film e sia quindi ancora lontano dal ritirarsi dalle scene. Cosa che dovrebbe fare, meglio se a braccetto con il suo amico Ford!

"Senza dubbio si è tolta la vita: avrà letto un post di troppo su Pensieri Cannibali!"

giovedì 22 marzo 2012

Intervista a Michele Torbidoni

La trama (con parole mie): a seguito della visione del corto La cosa in cima alle scale, il saloon del sottoscritto ospita per un'intervista ad alta gradazione alcoolica il regista Michele Torbidoni, pronto a rispondere alle non sempre lucide domande fordiane a proposito di Cinema, alcool, progetti futuri e, ovviamente, di questo suo interessante lavoro.
Prendete posto, recuperate un bicchiere e state pronti: chissà che, alla fine, non ci scappi un brindisi collettivo.



MrJamesFord Benvenuto nel saloon, Michele. Prima di iniziare l'intervista vera e propria, dato che in qualche modo devo mantenere la fama di luogo per viaggiatori e bevitori di Whiterussian, rompo il ghiaccio con una domanda che con il Cinema non c'entra una fava: tu bevi - e mi auguro di sì, altrimenti sono bottigliate! -? Quali sono i tuoi drinks preferiti?
Michele Torbidoni Hey, ciao Ford. Si sta davvero bene in questo posticino, sai? Cosa prendo? Mah, se debbo darmi un contegno magari chiedo un Manhattan, ma sono decisamente più un tipo da birra, magari una trappista. Ma se proprio ti devo dire qual'è il mio drink preferito, beh è una roba davvero da anziani … Pronto? Ok, mi dia un "mezzo e mezzo", cioè "spuma al cedro + vino" possibilmente preparato in un bicchiere dal fondo pesante in qualche circolo bocciofilo. Sono "rurale", lo so! :)
JF Ora che siamo bene imbenzinati dopo il primo giro, direi che potremmo passare tranquillamente alla più classica delle presentazioni: chi sei, come sei arrivato a La cosa in cima alle scale, quali sono i tuoi prossimi progetti e chi più ne ha, più ne metta.
MT Sono uno che non campa facendo "cinema", nella vita faccio altro, ma qualche milione di anni fa ho frequentato il corso di Regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. 
Recentemente mi sono rimesso in gioco scrivendo uno script per un lungometraggio. Ma prima di affrontare il difficile mondo delle produzioni ho voluto tornare a girare qualcosa di mio e decisamente mainstream. Mi andava di capire se fossi stato in grado di realizzare qualcosa che venisse percepito come "cinema vero", sganciato il più possibile da questa quotidianità e da certi approcci autoriali. Ecco il perché di questo cortometraggio, nato dopo la lettura del racconto breve di Bradbury. Il lungo su cui sto lavorando, invece, è un progetto decisamente ambizioso. Un film sci-fi molto ritmato che rimanda all'epoca della fantascienza concettuale della metà degli anni '70. Uno script emozionante e pieno che sto ultimando con l'idea concreta di realizzarlo in modo efficace e sostenibile. E, si!, anche in questo scenario italiano in cui non si fanno film del genere (e, sopratutto di questo genere), ma la mia testa è già parecchio oltre l'ostacolo (e magari resteremo divisi per sempre! Ma io ci provo lo stesso.)
JF Da una domanda di rito ad un'altra: come è nato - anche se io già lo so - La cosa in cima alle scale? Raccontaci un pò del progetto e del suo svolgimento, magari buttandoci dentro qualche aneddoto scabroso o difficoltà di produzione risolta all'ultimo secondo. 
 MT Il cortometraggio nasce come un banco di prova per me. Ho cercato di incasinare il più possibile le cose con un progetto complesso e sfaccettato. Mi sono fatto la domanda "Come me la cavo con …" e l'ho associata a:
- "… le scene di massa?"
- "… le sequenze di conflitto con un attore bambino?"
- "… la gestione del ritmo e la scansione dei tempi?"
- "… molte location diverse e organizzazione della logistica?"
- "… uno score musicale scritto ad hoc? Come si collabora con i compositori?"
- "… una sequenza di effetti speciali complessa?"
E ho cercato di trovare risposte pragmatiche per realizzare una produzione assolutamente "low budget" ma che riuscisse a garantire una qualità "di fattura" il più possibile da sala cinematografica. La mia GRAN fortuna è stata quella di trovare una squadra di persone che fossero al contempo bravissime (e, davvero, lo sono stati praticamente tutti) e totalmente dedite al progetto. E questo sia per quanto riguarda il riparte fotografica, che per quello di montaggio, di montaggio del suono, di composizione musicale, di VFX, di trucco e costumi fino ad arrivare (per ripartire) alla sfera attoriale con interpreti bravissimi. Gianluca D'Ercole, il protagonista del film, ha saputo fidarsi di me mettendomi in mano la sua esperienza e la sua incredibile flessibilità recitativa.
JF Da autore, ed in tutta sincerità - in fondo, in vino veritas, no!? -, quale trovi sia il momento migliore del tuo lavoro? E quale il peggiore?
MT Non mi sento un autore, quanto piuttosto un cazzone che adora fare cinema e farlo bene. Per quanto mi riguarda l'aspetto migliore di questo "lavoro" (see, magari!) è anche quello peggiore. La scrittura. Per me scrivere è faticosissimo. Ogni santa volta mi trovo davanti allo schermo del Mac devo combattere contro quella parte del cervello che continua a ripetermi "Ma chi ti credi di essere? Non ce la farai mai! Stai scrivendo robe banalissime. Queste pagine sono immondizia!", ma, quando riesco a volare più altro di questo noise demoralizzante mi accorgo che sto inventandomi situazioni, battute e sequenze che, si!, funzionano e che potranno essere girate e potranno piacere a qualcuno. E, anzi, se proprio devo dirtelo, mi accorgo che molte delle idee che finiscono nello script nascono dal nulla. Letteralmente. Me le trovo sul foglio e penso … "E tu? Da dove salti fuori?". Ecco, quei momenti, sono inebrianti. 
JF Quali sono i progetti per La cosa in cima alle scale? Dove possono recuperarlo i frequentatori del saloon che non bazzicano i Festival ma hanno voglia di respirare un pò d'aria nuova nel panorama horror italiano?
MT Bah, per ora il corto sta facendo il giro dei festival. Di tutti i festival contattabili. Teniamo aggiornata una pagina sul sito con tutte le proiezioni. Buttateci un occhio per vedere se c'è qualcosa vicino a voi (ah, oppure contattateci per organizzare una proiezione!).

JF Chiudiamo con altre due domande alle quali non potevi sfuggire: un regista ed un film horror ed un regista ed un film italiani che salveresti dall'incombente fine del mondo. Per aumentare la difficoltà, dato che conosco bene il potere dei Classici, ti dico che devo essere prodotti degli anni zero.
MT A me è piaciuto molto il recente "Insidious" di James Wan (ma non so se lo salverei dalla fine del mondo). Mi piace perché è una macchina filmica di tensione. Tutta costruita su pieni/chiusi e senza troppi effettazzi di montaggio. Un regista italiano che secondo me è un grandissimo è Eros Puglielli. E' uno che che vive il cinema, in maniera viscerale. Il suo "Il Pranzo Onirico" è davvero totalizzante. Ora è un po' relegato in un mondo non proprio suo, ma tra poco, secondo me, tornerà alla grande sul "silver screen". 
Cosa? Mi stai dicendo che hai notato che ho glissato sul "Film Italiano" recente? Ok, ci penso … ah, si … per me "Io Sono L'Amore" di Guadagnino è un'operazione davvero fantastica. Un film personale, e talmente elegante da riuscire ad astrarre ed elevare dialoghi e situazioni che, letti sulla carta, sarebbero risultati piatti e bidimensionali. In più è una straordinaria operazione di marketing per le platee internazionali. E noi italians dobbiamo solo favorire certe operazioni.
Se volete recuperare altre informazioni a proposito del corto di Michele, trovate tutto quello che serve a questo indirizzo: www.lacosaincimaallescale.com.
MrFord

La cosa in cima alle scale

Regia: Michele Torbidoni
Origine: Italia
Anno: 2011
Durata: 21'



La trama (con parole mie): Pietro, bloccato a causa di un volo cancellato dopo un affare concluso al meglio a poca distanza dal paese in cui è cresciuto, decide di fare visita al vecchio ristorante che i suoi genitori gestivano, un luogo ormai abbandonato in cui ha passato i primi anni della sua vita.
Il ritorno a casa porta l'uomo a rivivere ricordi d'infanzia che lo legano a doppio filo alla paura che covava ogni volta che si trovava costretto a salire la scala che lo portava in bagno, posto proprio sotto una botola all'interno della quale il piccolo Pietro era sicuro di intravedere un mostro sempre pronto a ghermirlo, aspettando il momento giusto per trascinarlo nel suo abisso.
Il confronto con quelle sensazioni e con il mostro stesso segnerà per sempre l'esistenza dell'adulto, quanto e più di quanto non fosse accaduto al bambino.




In mezzo al disastro che è la produzione italiana recente, è un piacere promuovere lavori di nicchia sicuramente promettenti come questo - potete trovare i dettagli all'indirizzo www.lacosaincimaallescale.com -, opera del buon Michele Torbidoni.
Già dai tempi dello strabiliante Radice quadrata di tre - e senza dimenticare esperimenti non completamente riusciti ma ugualmente degni di nota come quello de Il bosco fuori -, osservare il fermento del genere horror - e del Cinema in generale - dalle nostre parti è sempre stato interessante, soprattutto nei casi in cui a realizzare corti o lungometraggi sono persone in grado di trasmettere - senza dimenticare, ovviamente, una certa perizia tecnica - la passione per la settima arte.
Anche in questo caso Michele, partendo da un racconto di Ray Bradbury - lo stesso, giusto per citare un altro titolo che richiamò notevoli attenzioni cinematografiche, di Fahrenheit 451 - porta sullo schermo tutto l'amore per le atmosfere cui noi ormai ex giovani eravamo abituati nel pieno degli anni ottanta, da E.T. fino a It, senza dimenticare però le radici italiane - tutta l'ambientazione e le location mi hanno riportato alla mente la desolazione quasi country de L'amico di famiglia di Sorrentino - ed un pizzico di citazionismo che, fortunatamente, non suona assolutamente radical chic o pretenzioso.
La confezione, decisamente curata per un prodotto assolutamente di nicchia e soprattutto per un corto, risulta decisamente buona, ed il lavoro sulle inquadrature, la colonna sonora e soprattutto la fotografia - un aspetto che mi ha colpito non poco - è di un livello che spesso non ritroviamo neppure nei film italiani prodotti da grossi distributori ed assegnati a centinaia di sale in tutta la Terra dei cachi.
Certo, risulterei falso se dicessi che tutto funziona ed è perfetto, anche perchè, giusto per non farla passare troppo liscia al già citato Michele, mezzi produttivi permettendo una sceneggiatura come questa avrebbe meritato il respiro del lungometraggio per risultare più profonda e fornire spunti ulteriori allo spettatore, senza contare che, soprattutto per un regista in rampa di lancio, l'importante è avere sempre margini di miglioramento con i quali confrontarsi.
Lo stesso utilizzo del mostro, insolito ed affascinante per certi versi, per altri forse risulta più - troppo? - legato alla sci-fi che non all'horror, finendo per limitare in parte la tensione costruita nel corso dei flashback di Pietro adulto: ma non ci si lamenta affatto, anche perchè era dai tempi di Freaks - altro esperimento non esente da difetti ma più che meritevole - che non mi capitava di assistere ad un tentativo, da parte di giovani autori made in Italy di uscire dalla banalità tanto comune da queste parti - anche e soprattutto a livelli di majors del settore - e proporre lavori che non sfigurerebbero in Festival internazionali.
Spero dunque che Michele abbia la sua meritata vetrina e, chissà, la possibilità di lavorare ad un lungometraggio realizzato con lo stesso amore per il Cinema ed una perizia che non ha certo nulla di meno - anzi, parecchio di più - rispetto a schifezze abominevoli che si insistono a proporre nelle sale.


MrFord


"Ecco spuntare da un mondo lontano 
l'ultimo mostro peloso e gigante
l'unico esempio rimasto di mostro a sei zampe 
quanto mi piace vederlo passare, cosa farei per poterlo toccare
io cosa farei!"
Samuele Bersani - "Il mostro" -


mercoledì 21 marzo 2012

Tonino Guerra (1920 - 2012)

So long, Tonino.

MrFord

"Guarda quante ce ne sono, oh. Milioni di milioni di milioni di stelle. Ostia ragazzi, io mi domando come cavolo fa a reggersi tutta sta baracca. Perché per noi, così per dire, in fondo è abbastanza facile, devo fare un palazzo: tot mattoni, tot quintali di calce, ma lassù, viva la Madonna, dove le metto le fondamenta, eh? Non son mica coriandoli."
da Amarcord, sceneggiatura di Federico Fellini e Tonino Guerra, 1973

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