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domenica 24 giugno 2018

Saloon Mundial: per il rotto della cuffia




E così, la lotta al Potere continua.
Perfino nel Mondiale delle sorprese, la bestia nera che combatto ogni giorno, ideologicamente e per indole, non intende mollare l'osso, e intende farmi sudare ogni successo sperato.
A rimorchio della clamorosa sconfitta dell'Argentina di Messi contro la Croazia, infatti, l'Islanda delle favole ha riportato tutti sulla Terra perdendo malamente contro la Nigeria riaprendo le speranze dell'Albiceleste di rimanere in corsa, pur se come seconda del suo girone, e mentre il Belgio - che quattro anni fa in Brasile e due agli Europei speravo incarnasse la Rivoluzione - continua la sua marcia fin troppo facile, di quelle tipiche delle neopromosse che si illudono per poi scomparire a metà stagione, ed il Messico fa sognare i suoi tifosi e non solo - a scapito della Corea del Sud - questa sera il campo ha purtroppo dato uno scossone alle speranze che avevo rispetto a questa competizione fino ad ora decisamente fuori dagli schemi.
Nel momento del vantaggio svedese, ho pensato che il momento pareva davvero essere giunto, e che la suddetta Rivoluzione fosse iniziata: l'ho pensato anche nel momento del pareggio di Reus, dell'espulsione di Boateng, l'ho pensato per novantacinque interminabili minuti.
Poi, all'ultimo respiro - come per il Brasile di Neymar con Costarica -, è arrivato un gol pazzesco di Tony Kroos, perno del centrocampo del Real Madrid mangiatutto degli ultimi anni a scacciare gli incubi peggiori dei Campioni del Mondo, rimettendo tutto in gioco per l'ultimo match, quando affronteranno la Corea con un piede a casa mentre la Svezia si troverà obbligata a vincere contro il Messico, finendo per risolvere tutto, in quel caso, con la differenza reti.
Sulla carta, mi sarei dovuto incazzare per il peso che inevitabilmente alcune squadre hanno, o facilità a venire fuori dalla merda anche quando pare non esserci uscita, o per il Potere in tutte le sue accezioni, ideologiche, pratiche, vere o immaginate che siano: eppure proprio non ce l'ho fatta.
Perchè gol come quello di Kroos sono davvero troppo belli per essere sminuiti in base a speranze e simpatie, ed hanno il potere - quello buono - di far sognare, di cambiare il corso degli eventi come solo nei film o nei vecchi cartoni animati era possibile cambiare: una manciata di secondi al termine, una parabola magica, una corsa liberatoria, un abbraccio di una manciata di ragazzi che rappresenta quello di un intero Paese.
Personalmente, mi ha riportato alla mente quando, nell'estate del millenovecentonovantaquattro - ventiquattro anni fa, cazzo -, nella camera della pensione a Bellaria, guardai sulla televisione portatile di mio nonno gli ottavi di finale dei Mondiali, Italia contro Nigeria, e a un tiro di sputo dal fischio finale e dall'eliminazione - eravamo sotto di un gol - Roberto Baggio inventò un colpo da biliardo che riprese per i capelli gli Azzurri e fu l'inizio della galleria di magie che ci portò in finale.
Ricordo che, esultando per quel gol - neppure per quello della vittoria, siglato sempre da Baggio ai supplementari -, piansi di gioia. Da solo, nella camera di una pensione che ha significato l'estate per gran parte della mia infanzia.
La mia lotta al Potere continua e continuerà, sempre.
Ma di fronte al potere - quello buono - di gol così, non posso che togliermi il cappello.
Perchè è nella speranza e nelle magie dell'ultimo secondo che vive la Rivoluzione.



MrFord

sabato 14 giugno 2014

I miei miti calcistici

La trama (con parole mie): contagiato dal mio acerrimo nemico - almeno sulla carta - Cannibal Kid, e sfruttando l'onda d'urto dei Mondiali di calcio appena iniziati, approfitto per esplorare ricordi ed emozioni per definire la mia top ten dei calciatori che hanno, di fatto, definito la passione che ancora oggi provo per questo sport. Considerata la delusione dell'altra sera e la vittoria clamorosa della cosiddetta outsider Olanda sulla Spagna Campione del mondo uscente in una rivincita dell'ultima finale, forse, si può sperare in un cambio del vento.
Forse.
Ed io, personalmente, spero.







N°10: MARK HATELEY



A salvare il sottoscritto da un destino da interista - fortemente sponsorizzato dal nonno materno, lo stesso che fomentò il mio amore per il Western - giunse dalla Gran Bretagna questo ruvido attaccante che, ai tempi, per i capelli e lo stile non proprio elegante, riusciva a ricordare al sottoscritto Mark Landers di Holly&Benji.
Non proprio un talento, ma un lottatore come quelli che piacciono da queste parti.




N° 9: PAUL GASCOIGNE



Nel corso dei Mondiali del '90, forse quelli vissuti con maggiore trasporto insieme alla vittoria del 2006, esplose uno dei calciatori più scombinati ed estrosi della Storia del pallone, Paul Gascoigne. Geniale quanto disequilibrato, sopra le righe ed irresistibile, è uno dei ricordi migliori che mi abbia regalato l'infanzia a contatto con il calcio.




N°8: GEORGE BEST



Si conclude la "trilogia britannica" di questo inizio di top ten con uno dei più clamorosi artisti del calcio mai esistiti: George Best.
Sregolato, dedito all'alcool, alla bella vita e alle donne come nessun altro, pronto a sacrificare ben più di un fegato e gran parte dei suoi guadagni da calciatore per cercare il futuro - e la fine del suo spettacolo - sul fondo di un bicchiere.
Spesso e volentieri, posso capirlo.

 
                      

N°7: PAULO FUTRE




Considerato l'amore incondizionato del sottoscritto per gli outsiders, Paulo Futre non poteva non essere di questa partita: promessa assoluta del Portogallo, parte della Nazionale fin dai suoi esordi, colonna dell'Atletico Madrid a fine anni ottanta, superato solo da Gullit nella corsa al Pallone d'oro e dunque limitato clamorosamente dagli infortuni nella seconda metà della sua carriera ed una volta approdato in Italia - prima alla Reggiana e poi al Milan -, per quanto riguarda il Saloon resta uno dei talenti inespressi più importanti dei gloriosi eighties.


 
 
N° 6: MICHALIS KONSTANTINOU


Giusto per non smentire la passione per i Goonies del calcio, ecco Michalis Konstantinou, il calciatore cipriota più pagato - almeno ai tempi - da una squadra greca, per la precisione il Panathinaikos di Atene, che ai tempi - parliamo dei primi anni zero - delle mie peregrinazioni tra Cicladi e Dodecanneso rappresentò uno dei supercult del vecchio Ford, che ancora oggi conserva la maglia numero diciannove di quel semisconosciuto cannoniere che illuse i greci perfino al Camp Nou, segnando un gol al Barcellona che regalò - almeno per un pò - speranze ai tifosi ellenici.

                                    

                           
N°5: IL GRANDE TORINO


 


Fin da bambino rimasi affascinato dalla  triste storia della tragedia di Superga e del Destino del Grande Torino, probabilmente la più forte squadra mai esistita, stroncata da una serie di casualità che chiesero pegno il 4 maggio del 1949 sulle mura della Basilica.
Una Leggenda finiva, ed una cominciava ad esistere.





N° 4: RUUD GULLIT


Nel Milan delle meraviglie di Arrigo Sacchi e del trio olandese che regalò emozioni uniche ai tifosi rossoneri e al mondo del calcio tutto - ricordo una partita dell'allora Coppa dei Campioni vista a San Siro con la vittoria sul Real Madrid di Butragueno e Sanchez, Gullit era senza dubbio il mio preferito: rispetto a Van Basten e Rykaard, infatti, l'approccio pane e salame e la simpatia furono abbastanza per mantenerlo ad un livello decisamente superiore a quello che, probabilmente, è stato uno dei giocatori più forti della Storia, il già citato Van Basten.
N° 3: MICHEL PREUD'HOMME




Considerato che da piccolo sognavo di diventare portiere, ispirato dalle gesta di Ed Warner in Holly&Benji, non poteva mancare un estremo difensore nella mia classifica dedicata ai miti personali del calcio: vincendo la concorrenza di Zubizarreta e Chilavert, Michel Preud'Homme, storico estremo difensore del Belgio nonchè avversario del Milan di Sacchi in Coppa dei Campioni nella stagione che precedette i Mondiali del '90, balza sul gradino più basso del podio con l'agilità felina che lo contraddistinse. 
N°2: CARLO MAZZONE E BRIAN CLOUGH


 

E non poteva mancare, in questa lista, neppure un allenatore. E per non farmi mancare nulla, ne piazzo due. Considerati i trascorsi illustri del Milan - da Sacchi a Capello, fino ad Ancelotti - avrei potuto optare per nomi più noti e vincenti, ma con il cuore ho scelto il paladino assoluto del pane e salame Carletto Mazzone ed il genio incontrastato Brian Clough, antesignano molto più piacevole degli attuali Mourinho.
Due giganti dai destini non proprio vicini ai grandi club e ribalte internazionali a mio parere, però, inarrivabili.




N°1: ROBERTO BAGGIO




In cima alla lista non poteva che esserci lui.
Il Divin Codino, l'uomo dei sogni di Italia '90 e USA '94, il poeta per eccellenza del calcio italiano.
Ricordo che, nel corso dell'ottavo di finale dei suddetti mondiali americani, con un passo ormai verso il mesto ritorno in patria, proprio il buon Robi piazzò il colpo che decise che non era ancora giunto il momento di prendere l'aereo del rientro, regalandomi le prime - e al momento uniche, se non ricordo male - lacrime di gioia da tifoso.
L'assertività fatta persona sul campo, un campione dalla compostezza unica e dalla classe immensa, che come ogni buon Goonie ha raccolto decisamente meno di quanto avrebbe meritato.
Dovesse esistere un dio del calcio, passerebbe senz'altro dai piedi di quest'uomo illuminato dal pallone.





MrFord




domenica 17 giugno 2012

Euro 2012 - Secondo round

La trama (con parole mie): dunque, anche il secondo giro di giostra dei gironi di qualificazione è alle spalle, con i primi verdetti, le prime squadre eliminate, la definizione di quelli che saranno i favoriti del torneo. Come mi aspettavo, in questo grande spettacolo - partita più, partita meno -, l'Italia fa praticamente la figura della comparsa, regalando una performance degna quasi quasi degli ultimi Mondiali.
Speriamo solo di uscire degnamente cercando di vincere con il buon Trap.







Stavo per preparare questo pezzo riprendendo lo schema che avevo adottato per Euro 2012 - Primo round, analizzando in breve partita per partita, girone dopo girone.
Poi, quasi per caso, mi è saltato all'occhio il post che scrissi in occasione di una delle due semifinali del Mondiale 2010, dedicato alla sfida tra Uruguay e Olanda: e ho capito di aver completamente sbagliato l'approccio a questo Europeo, un pò come l'Italia.
Io non sono uno da servizio giornalistico, da post impaginato bene o da idee da genio del marketing: devo soltanto mettermi seduto e scrivere, lasciando alle emozioni lo spazio che meritano senza pensare che questo possa portarmi più o meno visite, o darmi un tono.
Qui vige il pane e salame, in fondo.
Dunque, in ritardo rispetto al passaggio tra il secondo ed il terzo turno della fase a gironi, eccomi qui a dire la mia senza un filo conduttore preciso e confezionato: questa seconda tornata è stata l'ennesima conferma della propensione del sottoscritto per le compagini outsider, quelle che per riuscire anche solo a sperare di qualificarsi e giocarsi il tutto per tutto nelle partite secche finiscono per lottare con le unghie e con i denti, senza avere, per questo - o nonostante questo - qualche garanzia di successo.
Così è stato per la Polonia contro la favoritissima - nel suo girone - Russia, per la Danimarca sorpresa del torneo opposta al Portogallo in risalita, per l'Irlanda contro lo strapotere delle Furie rosse spagnole e soprattutto per l'Ucraina e la Svezia opposte, rispettivamente, a Francia ed Inghilterra.
Per quanto mi possa dolere ammetterlo, i nostri cugini transalpini non sono più quell'accozzaglia di facce di merda dei tempi d'oro di inizio millennio, e rappresentano in qualche modo il nuovo ciclo dell'Europa: un continente multietnico, imprevedibile, a tratti fiume in piena, a tratti rigagnolo.
Gli inglesi, invece, hanno perso totalmente la simpatia guascona degli anni di Lineker e Gascoigne, e finiscono per apparire piuttosto spocchiosetti, pur essendo protagonisti di quella che, a mio parere, è stata la sfida più bella di questa seconda tornata, una partita di calcio spettacolare ed imprevedibile fino alla sua conclusione.
Le loro rivali, due nazionali cui sono legato per motivi di "club" - da milanista, non posso non sostenere un giocatore straordinario come Shevchenko ed un altro decisamente poco empatico con il pubblico eppure clamorosamente forte, pur non avendolo ancora dimostrato, a mio parere, fino in fondo, come Ibrahimovic - ma non affettivamente - Ucraina e Svezia non mi fanno fare i salti di gioia per la simpatia che sprizzano da tutti i pori -, sono riuscite a regalarmi emozioni da appassionato di questo sport, gettando il cuore oltre l'ostacolo - o almeno provandoci - pur rimanendo in conclusione schiacciate la prima dalla tempesta - quella abbattutasi sullo stadio prima, e della nazionale francese poi -, la seconda dai suoi limiti di squadra Ikea fortemente operaia, illusa dai due gol di Mellberg - che pare uscito da una segheria, da un porto o da una birreria a notte fonda - per poi essere riportata sulla Terra dall'ingresso in campo del fighettino tutto locali e auto di lusso Walcott, che pare la versione educata e con stile del nostro Balotelli.

Una delle due reti del rustico Mellberg contro l'Inghilterra.
E dato che parliamo di Balotelli, approfitto per introdurre l'argomento Italia.
Passato il tempo delle notti magiche di Baggio e Schillaci, quello del "solo qui si sogna" del Codino negli States, l'incredibile Europeo del 2000 perso in finale contro la Francia e l'ancora più incredibile Mondiale 2006 vinto ai rigori sempre contro i nostri scomodi cugini transalpini, l'Italia pare aver smarrito, oltre ai giocatori di livello davvero internazionale - Pirlo è strepitoso, ma gli manca l'immenso carisma del divin Baggino -, anche la voglia di vincere davvero.
Mancano, soprattutto ai nostri attaccanti, la cattiveria e le palle necessarie per provare sempre e comunque ad andare fino in fondo, senza contare che l'errore resta in ogni caso una possibilità più concreta rispetto al successo: come in Sudafrica, arriviamo all'ultima partita delle qualificazioni con alle spalle due pareggi per uno a uno giunti, per un qualche scherzo del destino, dopo essere andati in vantaggio - al Mondiale fu esattamente il contrario -.
Due anni fa ci trovammo a dover giocare da favoriti il tutto per tutto contro una Slovenia che ci mise in ginocchio con un tre a due che quasi finì per stare loro stretto, mentre quest'anno si è cominciato già dal gol di Mandzukic a parlare di biscotti e accordi più o meno segreti tra Spagna e Croazia.
Dunque: senza contare che, in ogni caso, la prima del nostro girone ci ritroverebbe solo e soltanto in finale - già cosa altamente improbabile - non vedo per quale motivo una squadra come quella degli iberici dovrebbe avere paura della compagine italiana nonostante il pareggio della scorsa settimana, così come dovrebbe averne la Croazia, che a discapito di un tasso tecnico bassissimo e le scarsissime occasioni create è riuscita, nel finale, a metterci praticamente all'angolo rischiando perfino la vittoria.
Latte e biscotti a parte, dunque, la prima cosa di cui dovremmo preoccuparci sarebbe l'Irlanda, già data per sconfitta ma - conoscendo gli irlandesi - non favorevole a tornarsene all'Isola di smeraldo con tre sconfitte tre sul tabellino.
Vorrei davvero ritrovare una Nazionale in grado di regalarmi le emozioni del passato - sconfitte incluse -, ma onestamente, penso che l'epilogo di questo Europeo finirà per essere clamorosamente simile a quello dell'ultimo Mondiale.
Che gli Azzurri la considerino una sfida a smentirmi.


Mandzukic non sente più l'Italia. Io non l'ho ancora sentita.

Nel frattempo, prima che i tempi possano risultare sospetti, la sparo grossa.
La finale di questa rassegna sarà l'atto secondo di quella di quattro anni fa.
Spagna e Germania si giocheranno il titolo, senza se e senza ma.
Troppo forti, per quanto diverse, queste due squadre, perchè una delle altre possa davvero impensierirle.
Le geometrie perfette della prima contro una generazione coltivata con il sudore della seconda.
Cuore e polmoni.
Normalmente, propenderei per gli iberici, per indole ed inclinazioni.
Ma, vista la mia vena outsider, questa volta vado tutto per i tedeschi.
Staremo a vedere se avrò ragione.
E nonostante tutte le critiche, non nego che se un miracolo regalasse ai nostri la finale, mi troverei a tifare come un disperato sperando in una sbronza "europea".


MrFord





Un ultimo appunto: questo pare essere l'Europeo dei tifosi mascherati.
Inutile dire che, da appassionato di wrestling e di fumetti, questa piccola parentesi ha il potere di rendere magiche ed affascinanti anche le partite più noiose.

venerdì 1 giugno 2012

Last friday night

La trama (con parole mie): settimana all'insegna dei ritardi questa, per la distribuzione italiana. Giungono infatti nelle sale pellicole che, nel resto del mondo civilizzato, hanno già conosciuto fortune e visioni, e che finalmente vengono gentilmente concesse anche ai nostri schermi.
Non mancheranno le proposte interessanti, mentre all'appello, per una volta, salteremo la voce "film italiano da bottigliare della settimana", il che è sempre una cosa buona e giusta.
Un pò meno che debba condividere questa rubrica con il Cannibale.
Ma che volete farci!? Ognuno ha il suo fardello.


"Cucciolo Eroico, sapevo che se ci fossimo seduti a parlare come due gentiluomini, alla fine avremmo appianato le nostre divergenze artistiche!"


Attack the block - Invasione aliena di Joe Cornish


Il consiglio di Ford: Attack the Cannibal with lots of bottles!
Questo film, di cui ho già parlato tempo fa -http://whiterussiancinema.blogspot.it/2011/09/attack-block.html-, è una delle proposte più interessante made in Uk dai tempi delle prime due stagioni di Misfits, giunto in Italia con colpevolissimo ritardo ed il rischio concreto di un doppiaggio affossante, ma sapete che vi dico? Non mi importa nulla.
E' arrivato, ed è questo che conta. Intelligente, ironico, divertente, effetti stupendi e degli alieni da
urlo. Non perdetelo. Anche perchè è uno dei pochi titoli in grado di mettere d'accordo me e
quell'alieno di Cannibal.
Il consiglio di Cannibal: Attack the Ford!
Esiste ancora qualcuno che non ha visto questo film? Andiamo, l’ha visto pure Ford…
Oltre a essere divertente e spettacolare, la cosa più ironica è che è piaciuto pure al mio rivale, Mr. No Ironia in persona. Quindi se non l’avete guardato in lingua originale (scelta consigliata, visto lo splendido uso di slang british), questa è davvero un’occasione da non mancare. Tra i film fantascientifici in programmazione, non ci sono dubbi: Attack the Block and fuck the Men in Black!
Qui c’è la mia rece.

"Pronto, Ford? Ascolta, c'è il Cannibale in cortile, è stato aggredito da alcuni alieni assetati di sangue. Che dici!? Lo lasciamo dov'è? Ok, a me sta bene."
La guerra è dichiarata di Valerie Donzelli



Il consiglio di Ford: la Blog War è dichiarata già da un pezzo!
Questo è uno di quei film dai rischi enormi. Parlare di cancro è già da sè piuttosto spinoso, mettere la questione in relazione ad un bambino ancora di più. Sono curioso di vederlo più che altro perchè, dovesse meritarlo, non mi tirerò certo indietro dal dispensare bottigliate, nonostante l'argomento.
Del resto, non sono mica un pusillanime come Katniss Kid! Ahahahahah!
Il consiglio di Cannibal: la Blog War con Ford è finita. Ho vinto io già da un pezzo.
Guardate questo film!
Non mi interessa se siete uomini o donne, vecchi o bambini, italiani o francesi, persone che ne capiscono di cinema o Mr. Ford. Se non lo guardate, vi dichiaro personalmente guerra.
Presto la mia recensione…

"Tesoro, grazie per avermi portata al Luna Park a giocare al tiro al Cannibale!"
Margaret di Kennet Lonergan



Il consiglio di Ford: invece di maltrattare voi stessi, maltrattate il Cannibale!
Film che mi lascia quasi totalmente indifferente e che mi puzza di buonismo mascherato da proposta alternativa, quindi portatore di un rischio di bottigliate altissimo.
Oltretutto Anna Paquin, di nuovo impegnata in un ruolo da supergiovane, comincia a non essere così tanto di primo pelo, e, complice la sua poco simpatica Sookie, rischia di tenermi ancora più lontano dalla visione di quanto già non fossi.
Il consiglio di Cannibal: e sookiamoci questo film
Per quanto anche a me stia sulle palle Sookie, un conto è il personaggio di True Blood, un altro l’attrice.
E Anna Paquin, a quanto mi risulta, è un’ottima attrice. La pellicola poi si preannuncia un bel drammone indie, quindi sono abbastanza curioso di dargli un’occhiata.
Il blog di Ford invece ormai non sono più curioso di vederlo, so già cosa aspettarmi: i vaneggiamenti folli del presunto erede del Dizionario Morandini. Non l’erede di Morandini l’uomo, intendo l’erede proprio del Dizionario uah ah ah!

"Hey Cannibale, sono la tua accompagnatrice per il ballo scolastico, Margaret!"

Love & Secrets di Andrew Jarecki



Il consiglio di Ford: non è un segreto che il Cannibale sia alla frutta, non dategli retta se dovesse sconsigliare questo film!
Basterebbe la presenza di Jarecki dietro la macchina da presa per rendere questa una delle proposte più interessanti della settimana: il regista dell'incredibile Una storia americana - Capturing the Friedmans, uno dei documentari più potenti che abbia visto negli ultimi anni, torna sul grande schermo con una storia di fiction dall'ottimo potenziale e dal cast da leccarsi i baffi, dal lanciatissimo Ryan Gosling a Kirsten Dunst passando per il veterano Frank Langella.
Per me, uno di quei titoli da segnare senza passare dal via.
Il consiglio di Cannibal: Hate & Ford
Film visto tipo già da mesi forse anni, arrivato in una settimana cinematografica in cui dominano i mega ritardi, manco la programmazione l’avesse decisa il lento Ford, e purtroppo si è rivelato una delusione.
Mi aspettavo un thrillerone con protagonisti due dei miei attori preferiti, Ryan & Kirsten, è invece non mi ha convinto molto. Una sorta di American Psycho in tono molto minore.
Il titolo comunque chi l’ha messo? Ford dopo una sbronza colossale, ovvero dopo aver bevuto appena una sorsata di White Russian? L’originale era All Good Things e questa è la mia recensione: http://pensiericannibali.blogspot.it/2011/02/all-good-things-tutto-e-bene.html.
Riassumendo: un film da vedere per la coppia di protagonisti, anche qui molto bravi, però la parte thriller della pellicola l’ho trovata parecchio debole. Quasi quanto il finto duro Ford.

"Pronto, Ford? Ho trovato il Cannibale maciullato dagli alieni. Vuoi che lo metta sottovuoto e te lo porti? Mi pare avessi bisogno di un nuovo soprammobile!"
Marilyn di Simon Curtis



Il consiglio di Ford: il cowboy e la ballerina. Ovvero Ford e Katniss Kid.
Onestamente, del film che ha come protagonista Michelle Williams incentrato sulle vicende inglesi di Marilyn non mi importa granchè, soprattutto rispetto ad altri titoli decisamente più interessanti e più tamarri in uscita questo weekend. Passo, tanto so già che il Cannibale ha già provveduto a correre come
una groupie a vederlo.
Il consiglio di Cannibal: da guardare… quando il Ford è in vacanza
Film già visto (http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/04/la-mia-settimana-con-marilyn-senza.html), ma non mi è piaciuto un granché. È la classica pellicola inglese old-style da soporifera ora del tè in compagnia di Mrs. Jane Ford che alletta le sue amichette pensionate raccontando dei tempi in cui trascorreva le giornate accanto al telegrafo in attesa di notizie dal fronte della guerra mondiale. La prima guerra mondiale, naturalmente.
Il film merita comunque di essere visto per la splendida interpretazione di una grande Michelle Williams, che rende Marilyn in maniera molto personale. Per il resto, sceneggiatura e regia sono troppo tradizionali e piatte per i miei gusti. Una pellicola casta e da educande che potrebbe far felice Mrs. Ford.

"Happy birthday, MrFord... Happy birthday to you."

Lorax - Il guardiano della foresta di Chris Renaud e Kyle Balda



Il consiglio di Ford: doveste aver bisogno di tenere a bada il vostro Cucciolo Eroico, chiamate pure il sottoscritto. So come trattare quelli come lui.
Film d'animazione che potrebbe non essere malvagio ma che, così sulla carta e totalmente guidato dai pregiudizi che tanto piacciono al mio antagonista non mi attira neanche per sbaglio, e finirà impietosamente in fondo alla lista pur non essendo la classica proposta italiana alla cazzo di cane.
Il consiglio di Cannibal: il guardiano della fordesta? No, grazie!
Per una volta gli infiniti e illimitati pregiudizi di Ford, che ora vanno a toccare pure i lidi del cinema d’animazione, non dovrebbero avere torto. Questo film mi sa che si può evitare tranquillamente. Strano che  sia proprio lui a non correre a vederlo, visto che di solito con i cartoni ci sguazza come un bambino in mezzo ai... cartoni, appunto. Ma si vede che tutte le produzioni che non sono della Disney per lui sono troppo alternative e indie.

"Caro Cucciolo Eroico, finalmente hai il pupazzone vivente che volevi! E non sto parlando di Zac Efron!"
Killer Elite di Gary McKendry



Il consiglio di Ford: propongo una cura Ludovico action per il Cannibale. Così ci divertiamo un pò tutti alle sue spalle.
Di questo film che sulla carta prometteva scintille - Jason Statham, Clive Owen e Robert De Niro nel cast - non ho letto grandissime cose, eppure resto fiducioso grazie al mio lato profondamente tamarro, tanto
da piazzarlo ai primi posti delle visioni della settimana, specie considerato che Attack the block è già bello che passato sugli schermi di casa Ford.
Il consiglio di Cannibal: per uccidere il piccolo Ford non è nemmeno il caso di scomodorare la killer elite!
L’idolo action Jason Statham, uno che annienta i vari Jean-Claude, Sly e Schwarzy con uno starnuto, negli ultimi tempi non azzecca più un film come Ford non azzecca più un post. Stesso discorso vale per Robert De Niro. Ma almeno lui grande in passato lo è stato. Ford invece vive solo nel passato ahahah.
La Kid Elite conclude dicendo che questo Killer Elite ce lo possiamo risparmiare senza pentircene.

"Hey, Cannibale, stai parlando con noi!?"
Il mundial dimenticato - La vera, incredibile storia dei Mondiali di Patagonia di Lorenzo Garzella, Filippo Macelloni



Il consiglio di Ford: nonostante ci si dovrebbe spedire il Cannibale, esiliandolo dal mondo, questo giro di futbol andrebbe proprio fatto.
Da appassionato di documentari e di calcio, direi che un titolo di questo genere, curioso ed insolito, con in più testimonianze di grandi del passato - su tutti il mio adorato Roberto Baggio - è imperdibile, soprattutto considerato che non vivremo certo degli Europei da protagonisti.
In attesa, dunque, che l'ispirazione - anche calcistica - torni a regalare "notti magiche" agli italiani, godiamoci qualcosa che ci induca a pensare alla parte opposta del mondo. Non fosse solo che
l'evasione di un momento.
Il consiglio di Cannibal: Il Ford dimenticato
Per prima cosa meglio toccarsi, visto che Ford cerca di portare una gran sfiga!
Per seconda cosa, se questo mundial è stato dimenticato, un motivo ci sarà, no?
Per terza cosa, la storia raccontata da questo documentario sarà anche interessante, ma il ritmo sonnacchioso del trailer fa rimpiangere i commenti di Marino Bartoletti, da me ormai ribattezzato Marino Fordaletti.

"Il vero motivo per cui ho lasciato la Juventus è che non potevo più sopportare di giocare nella squadra tifata dal Cannibale."
Viaggio in Paradiso di Adrian Grunberg



Il consiglio di Ford: il prossimo testimonial Lavazza... Mel Gibson.
Dovrei armarmi di bottiglie e cominciare a tartassare quella che sarà una delle tamarrate più indecenti ed incredibili degli ultimi mesi, ma proprio non ce la faccio.
Il ritorno all'action dello squilibrato Mel è un avvenimento che aspettavo da troppo tempo, così lo ammetto: non vedo l'ora di godermi questa porcata dal primo all'ultimo minuto.
E se il Cannibale osa metterci bocca, gli spedisco il vecchio Mel dritto dritto a casa, armato di un machete e di una Bibbia.
Il consiglio di Cannibal: meglio un viaggio all’Inferno
Io Mel Gibson non lo reggo proprio, come attore ancor più che come regista.
Questo suo atteso (solo da Ford) ritorno all’action (che poi sia davvero action è tutto ancora da vedere), me lo vedrò giusto per fargli fare un viaggio dove si merita: all’Inferno. Insieme a Ford.


"Cannibale, visto che non vuoi convertirti al Gibsonismo, non mi lasci altra scelta che darti l'ultimo saluto."

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