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martedì 29 maggio 2018

Ballers - Stagione 3 (HBO, USA, 2017)







Orfano - o quasi, considerato quanto ancora influiscono sulla cultura pop - dei mitici action heroes figli degli anni ottanta, un vecchio tamarro come me non può che essere felice e grato dell'esistenza di Dwayne Johnson, ormai ex The Rock che per una decina d'anni buona fece sognare - accanto al suo rivale più importante in WWE Stone Cold Steve Austin - i fan di wrestling di tutto il pianeta: il ragazzone di origini samoane, infatti, dai tempi in cui decise di lasciare il quadrato e tentare una carriera a tempo pieno sul grande e piccolo schermo, ha fatto passi da gigante, collezionato successi e gran soldi, arrivando perfino a tornare sul ring di tanto in tanto giusto per soddisfare i desideri dei fan - lo dimostra il doppio scontro avvenuto in due edizioni consecutive di Wrestlemania con John Cena, uno degli atleti che ne raccolse il testimone -.
Film tamarri a parte, sono stato fin dal principio fan dell'esperimento di Ballers, nato da una produzione HBO che vedeva tra i produttori protetti fordiani quali Peter Berg e Mark Wahlberg, incentrata sulla carriera post campo da football di un giocatore reinventatosi consulente finanziario ed agente: nel corso delle prime due annate, infatti, avevo visto in questa serie una sorta di sorellina minore di Californication, tra capricci di star, richiami a Jerry McGuire, toni da commedia ed una spruzzata di malinconia.
Non che le cose siano cambiate, o che non mi sia piaciuto seguire le gesta di Spencer e del suo fidato sidekick Joe anche a questo giro, ma l'impressione è stata quella di un "vorrei ma non posso", di un prodotto che pare voler prendere una strada nuova e coraggiosa per poi tornare sui suoi passi per evitare di spiazzare troppo gli spettatori o chissà chi altro.
In qualche modo, ho trovato la gestione dei dieci episodi decisamente schizofrenica, pronta a palleggiarsi tra puntate che parevano riempitivi ed altre pronte a far spalancare gli occhi per la soddisfazione, passaggi che hanno fatto sognare - il discorso di Spencer ai rappresentanti della Lega - ed altri figli del "tutto cambia per non cambiare" tipico delle serie che, e mi dispiace dirlo, arrivano al punto in cui cominciano a mancare le idee - l'anticlimatica chiusura che pare riportare indietro le lancette alla prima stagione -: un'annata, dunque, tra luci ed ombre per Strasmore e soci, che essendo stati confermati per un quarto giro di giostra dovranno rimboccarsi le maniche e cercare di recuperare il terreno soprattutto in termini di direzione di scrittura, considerato che è decisamente più facile per una produzione che non racconti una vera e propria storia ma pezzi di vite che si incrociano - e non parliamo di chissà quali personaggi realmente esistiti, o di fantasia, destinati a cambiare il mondo, ma solo di sportivi con un sacco di soldi e problemi da gente comune amplificati a dismisura - perdere originalità e pubblico, piuttosto che rinnovarsi al meglio e catturarne sempre di più.
Personalmente resto convinto delle potenzialità di Ballers, e credo che con un pò più di decisione ed attenzione questa serie potrebbe continuare a rivelarsi una sorpresa: gli autori devono soltanto non fossilizzarsi sul vecchio Dwayne e le sfanculate che spara a raffica in ogni dove, quanto più decidere cosa fare dei protagonisti e come gestirli permettendo loro di evolversi, invece di fare grandi giri per poi tornare al punto di partenza.
Altrimenti finiranno per fare la fine di Spencer, con le sue ambizioni da pezzo grosso ed il desiderio di paternità, e proprio come lui si troveranno esattamente con quello che ci si ritrova quando si vuole troppo: si finisce per non stringere nulla.




MrFord




 

sabato 9 gennaio 2016

Ballers - Stagione 1

Produzione: HBO
Origine: USA
Anno:
2015
Episodi:
10






La trama (con parole mie): Spencer Strasmore è un ex stella dei Miami Dolphins, storico franchise NFL, leggenda del suo sport e rispettato praticamente da tutti nell'ambiente. Dopo il ritiro dai campi di gioco, che si fanno ancora sentire grazie ad incubi ricorrenti e crisi che paiono quelle da stress post-traumatico, l'atleta ha deciso di reinventarsi consulente finanziario, lavorando in una delle più prestigiose agenzie del settore della Florida accanto allo scombinato ma esperto Joe, nella speranza che la sua sola presenza possa portare il gruppo alle stelle più importanti del football.
Proprio dietro alle bravate ed alle vite spesso caotiche di questi colossali campioni Spencer passa la maggior parte delle sue giornate, investendo tempo e soldi, spazi ed emotività nel cercare di mantenere sulla via più retta e redditizia possibile campioni come Ricky Jerret e Vernon Littlefield.
Peccato che l'impresa sia molto più ardua di quanto non sembri.










Dwayne Johnson, alias The Rock, non è mai stato tra i miei wrestlers preferiti.
Un fenomeno al microfono, un personaggio unico ed un carisma pazzesco, un grande professionista, eppure forse troppo "in linea" per entrarmi davvero nel cuore - in fondo, tutti i miei numeri uno sono stati personaggi decisamente instabili e poco governabili, da Ultimate Warrior a Stone Cold, passando attraverso Shawn Michaels e CM Punk -.
Al di fuori, però, del quadrato, l'ho sempre considerato un vero spasso, ed al Cinema è uno degli eredi più credibili della generazione di action heroes che mi ha cresciuto, forse l'unico con Jason Statham ad avere lo spessore per raccogliere il testimone dei vari Stallone, Schwarzenegger e Willis.
Se qualcuno, però, mi avesse profetizzato un suo approdo di successo nel mondo del piccolo schermo come protagonista di una produzione HBO, sarei rimasto decisamente perplesso.
Prima stagione alle spalle ed una seconda confermata, invece, posso dire che effettivamente Ballers è stato un esperimento decisamente riuscito: la prestigiosa casa di produzione di Game of thrones, Six feet under, Oz e compagnia bella, infatti, appoggiandosi ai produttori esecutivi Peter Berg - che torna al mondo del football dopo la splendida Friday Night Lights -, Mark Wahlberg e, ovviamente, Dwayne Johnson stesso, confeziona un prodotto che riesce a mescolare come nel migliore dei cocktails che potreste sorseggiare a bordo piscina in un hotel in Florida - esperienza molto gratificante, posso garantirlo - minutaggi e tempi da comedy, sport ed eccessi senza cercare troppo di indagare sui massimi sistemi.
Le vicende di Spencer Strasmore, ex stella dell'NFL pronto, dopo il ritiro dal campo da gioco, a reinventarsi consulente finanziario, paiono un ibrido tra uno show sopra le righe di DMAX e Californication - il già mitico Joe, mentore di Spence all'interno dell'agenzia, è a tutti gli effetti il nuovo Charlie Runkle -, e i dieci episodi - letteralmente divorati in pochi giorni dal sottoscritto - scorrono in grande scioltezza mostrando gli alti e i bassi di giovani atleti multimilionari in grado di sperperare i propri soldi come se nulla fosse tra uscite, ristoranti, famiglie pronte ad attaccarsi come cozze allo scoglio, spogliarelliste, macchine sportive e chi più ne ha, più ne metta.
Ottima l'alchimia tra il protagonista - che, essendo interpretato da The Rock, non poteva certo esimersi dall'essere tutto d'un pezzo e quasi sempre corretto all'inverosimile, tanto dal giungere all'ultimo episodio con il desiderio di averlo non tanto come agente finanziario, quanto come amico - e la sua spalla - il suddetto Joe interpretato da Rob Corddry -, interessanti - per quanto lontane dalla nostrana cultura sportiva, ma perfettamente associabili a quelle dei calciatori nella vecchia Europa tanto pagati ed idolatrati - le figure dei giocatori - dal totalmente disequilibrato Ricky Jerret, forse il mio preferito per la capacità di combinare cazzate in serie, al ragazzone pronto ad essere manovrato e sfruttato Vernon Littlefield -, clamorosamente divertente ed al contempo quasi spaventosa realtà distorta all'interno della quale queste superstar si muovono, dalle regole dello spogliatoio alla pazienza delle loro compagne, costrette fondamentalmente a convivere con quasi scontate scappatelle dei loro uomini e le risonanze pubblicitarie delle stesse: insomma, un prodotto sulla carta "povero" pronto a rivelarsi una scommessa vincente almeno quanto il suo protagonista nel ruolo di consulente finanziario e problem solver, e senza dubbio uno dei prodotti da piccolo schermo che più mi sono goduto nell'appena trascorso duemilaquindici.
La speranza, a questo punto, è che con la seconda stagione si possa correre incontro a tutta velocità come nel più duro dei tackle ad un miglioramento che potrebbe portare Ballers ad essere uno dei guilty pleasures più attesi dal sottoscritto, e se il nostro Rocky continuerà a sfoderare sorrisi e bicipiti e gli autori che lo sostengono episodi come il bellissimo Head on, penultimo della stagione dedicato ad uno scontro di gioco che costò la carriera al giocatore che Spencer infortunò per l'occasione, allora posso dire di essere in una botte di ferro.
Del resto, con il buon Dwayne a guardarmi le spalle, non potrebbe essere altrimenti.




MrFord




"Let’s play ball
shoot it down the wall
let’s play ball, baby
battin’ down the stalls
play, play, play ball."
AC/DC - "Play ball" - 





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