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lunedì 30 dicembre 2013

Ford Awards 2013: i film (N°20-11)

La trama (con parole mie): ci avviciniamo alla vetta ed alla resa dei conti che condurrà al vincitore del Ford Award 2013 come miglior film, entrando in una top 20 che, seppur priva di un vincitore sicuro come nelle ultime due edizioni, ha visto battersi tutti i titoli presenti fino all'ultimo, lottanto posizione su posizione. In particolare la decina di oggi riunisce grandissima qualità e varietà di generi, nonchè una dose di emozioni che non avrebbe affatto sfigurato neppure in una top 10.


N°20: FRANKENWEENIE di TIM BURTON


Tim Burton torna a fare il Tim Burton maneggiando la materia che meglio riesce a plasmare, tirando fuori dal cilindro una piccola meraviglia pescata da un vecchio lavoro risalente ai tempi della sua collaborazione con la Disney.
Non sarà Nightmare Before Christmas, eppure Frankenweenie riesce a far tirare un sospiro di sollievo a tutti i fan del vecchio Tim, neanche si fosse tornati ai tempi magici di Edward mani di forbice.

N°19: A ROYAL AFFAIR di NIKOLAJ ARCEL


La sorpresa dell'ultima edizione degli Academy per la categoria del miglior film straniero: un intrigo avvincente, interpreti in grande spolvero, una riflessione sul potere che logora chi ce l'ha e chi no ed un piglio che pare una via di mezzo tra Barry Lyndon e Le relazioni pericolose.
Questo regista praticamente venuto dal nulla farà presto parlare di nuovo di sè, se continuerà a proporre piccole meraviglie come questa.

N°18: WOLF CHILDREN di MAMORU HOSODA


In un anno davvero terribile per l'animazione, orfana di proposte davvero interessanti, il lavoro di Hosoda - già noto per cose pregevoli come La ragazza che saltava nel tempo - raccoglie il testimone di Miyazaki rappresentando il meglio che il Sol Levante riesce ancora a proporre quando si tratta di "cartoni animati": una fiaba di formazione dalle atmosfere che rimandano dritte a Totoro poggiata sulle spalle di una Famiglia unica e su una delle figure materne più intense del Cinema recente.

N°17: NELLA CASA di FRANCOIS OZON


Francois Ozon, regista molto radical chic eppure da sempre amato dalle parti di casa Ford, stupisce ancora una volta raccontando un dramma borghese in uno splendido stile teatrale per uno dei titoli più riusciti che i nostri cugini francesi abbiano confezionato in quello che, probabilmente, sarà l'inizio della loro parabola discendente dopo le ultime, incantate stagioni.
Un film che è un gioiello di intelligenza, arguzia e tecnica.

N°16: BEHIND THE CANDELABRA di STEVEN SODERBERGH


Un Michael Douglas monumentale porta sullo schermo Liberace, pianista e showman che fu una delle icone più influenti ed importanti dello showbiz a stelle e strisce a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta: una storia d'amore ed un dramma di solitudine che mostrano tutte le ombre che finiscono per accumularsi anche alla luce della ribalta più straordinaria.
Una parabola discendente sul potere dello spettacolo come poche altre se ne sono viste nel passato recente.

N°15: THE MASTER di PAUL THOMAS ANDERSON


Reso grande dalla consueta, strabordante regia e da due interpretazioni titaniche, l'ultimo lavoro di Paul Thomas Anderson non è riuscito forse ad essere memorabile come avrebbe voluto, reso ostico da un'eccessiva monumentalità e da una non facile interpretazione, eppure una volta sedimentato nel profondo rappresenta senza dubbio una delle esperienze più incredibili che uno spettatore possa chiedere al suo duemilatredici.
Un film da sudarsi dal primo all'ultimo fotogramma.

N°14: BEFORE MIDNIGHT di RICHARD LINKLATER


Richard Linklater chiude (?) la sua trilogia sull'amore con la più intensa e matura delle sue opere: Ethan Hawke e Julie Delphy si confrontano con i loro anni ed il tempo che è trascorso, portando in scena un botta e risposta di dialoghi da manuale pronti a culminare con un confronto finale che è poesia e drammatica realtà per ogni coppia che lotta ogni giorno per il suo amore.
Se deve esserci un titolo "romantico" per quest'anno sulla via del tramonto, eccolo qui, giunto attorno a mezzanotte.

N°13: IL GRANDE GATSBY di BAZ LUHRMANN


Alle spalle la delusione di Australia, Baz Luhrmann si confronta con un Classico della Letteratura USA tornando ai fasti di Moulin rouge, e regalando a Leonardo Di Caprio la prima delle sue due incredibili performance attoriali di quest'anno: Gatsby e la sua New York di eccessi e luci nella nebbia, parabola che ricorda quella del Kane di Quarto potere e dello Hughes di The aviator è una gioia per gli occhi ed un turbamento per il cuore, una tragedia quasi shakespeariana costruita come uno spettacolo da circo. Praticamente, un colpo di fulmine.

N°12: NOI SIAMO INFINITO di STEPHEN CHBOSKY


Ed ecco un titolo soltanto per un soffio non inserito nella top ten, un racconto di formazione che ha saputo risvegliare antichi ricordi dei tempi in cui il vecchio Ford era un adolescente timido ed introverso, una bomba emotiva che ho impiegato giorni e giorni ad assorbire nella sua dirompente carica esplosiva.
Interpreti perfetti, una storia tanto reale quanto magica, tutti i dolori della crescita e tutta la voglia di affrontarli per arrivare, un giorno o l'altro, a godersi il resto della vita.

N°11: QUESTIONE DI TEMPO di RICHARD CURTIS


Giunto sugli schermi del Saloon spinto da un paio di fidate recensioni positive, Questione di tempo è riuscito a spiazzare e sorprendere il sottoscritto passando rapidamente dalla stralunata commedia romantica in stile Ruby Sparks ad uno dei migliori ritratti del rapporto tra padre e figlio passati in sala dai tempi di Beginners.
Raramente mi capita di commuovermi davanti ad un film, ma sarà stato il numero dei gin tonic, sarà stata la fresca paternità, ma con il finale di Questione di tempo ho versato un vero e proprio tsunami di lacrime.


TO BE CONTINUED...


MrFord

lunedì 2 dicembre 2013

Questione di tempo

Regia: Richard Curtis
Origine: UK
Anno: 2013
Durata: 123'




La trama (con parole mie): Tim è un giovane originario della Cornovaglia cresciuto in una famiglia dalle strambe consuetudini, che per il suo ventunesimo compleanno viene reso partecipe dal padre a proposito del fatto che tutti i maschi della loro discendenza, con l'età adulta, guadagnano il potere di viaggiare nel tempo e la possibilità di rivivere quante volte vogliono ogni momento della loro esistenza, o luogo in cui sono stati, o del quale sono venuti a conoscenza, di fatto avendo la possibilità di riscrivere la storia o sfruttare il potere per ritagliare spazi che la quotidianità difficilmente concede.
Trasferitosi a Londra per lavorare in uno studio legale, Tim comincia a prendere dimestichezza con il suo dono proprio quando incontra l'amore in Mary, una ragazza conosciuta per caso e dunque riconquistata con ogni sforzo - e viaggio - possibile.
Ma questo sarà soltanto l'inizio di un'avventura che durerà una vita, e forse di più.





Penso che ognuno di noi, almeno una volta nel corso della sua vita, abbia pensato a quanto sarebbe stato utile, o bello, o conveniente possedere una macchina del tempo in grado di riportarlo indietro in modo da porre rimedio ad un errore, risparmiarsi una figuraccia, fare quel gesto o quel passo che, chissà, avrebbero potuto cambiare tutto.
Oppure, molto più semplicemente, abbia desiderato avere qualche ora in più per riposare, leggere, staccare la spina, guardare un film, suonare, mangiare, fare sesso. Insomma, le cose belle della vita.
Pensate se poteste avere questa possibilità soltanto chiudendovi in un luogo chiuso, stringendo i pugni e pensando a dove e quando tornare: dove andreste? Cosa cambiereste della vostra esistenza?
Si parla di massimi sistemi a partire dalle piccole cose, di Destino, di vita.
Ricordo quando, dieci anni fa, rinunciai ad un lavoro full time a tempo indeterminato per un part time con contratto di tre mesi, e che in quel posto dove lavoro ancora conobbi Julez.
O quando mio nonno, quello dei western che mi aveva cresciuto, perse conoscenza definitivamente, e non ebbi occasione di dirgli guardandolo negli occhi quanto gli avevo voluto bene.
Ci sono scelte e situazioni che non cambieremmo mai, per niente al mondo, ed altre che, invece, vorremmo in qualche modo sistemare.
Questo è il potere del Tempo.
E la storia di Tim, che è simile a quella di molti di noi, fatta di delusioni e soddisfazioni, dolori e gioie, porta più dalle parti di Beginners che non da quelle di Ruby Sparks o Eternal sunshine of a spotless mind: non parliamo di una commedia romantica - pur se sofisticata -, quanto di un inno alla vita ed un ritratto della Famiglia tra i più struggenti ed emozionanti della stagione e non solo, nonchè uno dei titoli che più mi hanno commosso negli ultimi anni.
Sfruttando una partenza che mescola stranezza ed ironia strappando ben più di una risata grazie alle curiose abitudini della famiglia del protagonista ed i suoi primi tentativi di sfruttare il potere di viaggiatore nel tempo per poi concentrarsi sulla storia d'amore tra Tim e Mary, Questione di tempo ed il suo regista e sceneggiatore Richard Curtis prendono per mano l'audience conducendola ad un finale da brividi, grazie al quale si comprende il valore vero del viaggio di tutti noi attraverso la vita, e la macchina del tempo, reale ed esistente, che può renderlo ancora più magico.
Come Tim, anche io ho la fortuna di avere la possibilità di viaggiare nel tempo, anche se ho dovuto aspettare qualche anno in più rispetto ai ventuno di questo stralunato charachter: è iniziato tutto lo scorso 17 gennaio, precisamente alle ventitre e diciassette, e da allora ogni giorno è un viaggio fantastico attraverso la vita, dal periodo in cui mossi i primi passi fino ad ora.
La mia macchina del tempo ha imparato da poco a battere le mani e a puntare l'indice, ride tanto e si diverte parecchio, ora che comincia a prendere coscienza dei propri passi e della capacità di alzarsi in piedi, a ribaltare completamente il precisissimo ordine alfabetico dei dvd su ogni scaffale che riesce a raggiungere.
E arriverà il momento in cui si sbuccerà le ginocchia, andrà a scuola, proverà sulla pelle i dolori che la quotidianità riserva ad ognuno e che ogni genitore sogna di risparmiare ai propri figli, conoscerà i piaceri della vita e spero che possa goderseli fino in fondo ed il più possibile, avrà, se vorrà, dei figli suoi ed arriverà il momento in cui il nostro viaggio insieme finirà per lasciare spazio a quello suo con loro.
E sarà un piacere lasciare posto a macchine del tempo sempre nuove, che portino avanti quello che io e lui stiamo imparando a costruire qui ed ora.
La magia della vita è tutta lì.
Nelle mie mani e nelle sue.
E in quelle che verranno dopo di noi.
E se un giorno dovessimo guardare insieme questo film meraviglioso, spero che sia un modo nostro per preparare il terreno ad un'ultima corsa sulla spiaggia.


MrFord


"How can I go home 
with nothing to say 
I know you're going to look at me that way 

and say what did you do out there 
and what did you decide 
you said you needed time 
and you had time."

Ani Di Franco - "You had time" -




giovedì 7 novembre 2013

Thursday's child


La trama (con parole mie): parrà strano, ma dopo un mese - se non due - di uscite a dir poco desolanti, ci troviamo di fronte ad una settimana che ci regalerà non una, non due, non tre, bensì quattro visioni potenzialmente interessanti. Una cosa da fantascienza, almeno quanto il fatto che siano riuniti in questo tripudio della settima arte anche registi ed attori in grado di mettere d'accordo il vecchio Ford e l'ex giovane Cannibal Kid, come sempre mio sgradevole compagno di rubrica.
Godetevi dunque questo weekend, perchè qualcosa mi dice che la pacchia non durerà.


"Ora che Ford sfoggia un look alla Wolverine, sono passato al pizzetto!"
Prisoners di Denis Villeneuve


Il consiglio di Cannibal: fate Ford prigioniero e non liberatelo più
Aspettative altissime per uno dei film più promettenti dell’autunno. Prisoners è un thriller-drama accolto molto bene negli USA sia dal pubblico che dalla critica, e pure al Toronto Film Festival, vanta alla regia Denis Villeneuve, uno che con i notevolissimi Polytechnique e La donna che canta ha dimostrato di possedere un talento enorme e un potenziale futuro ancora maggiore, e un ottimo cast capitanato da Jake Gyllenhaal. Da tali premesse, posso anche chiudere un occhio sulla presenza di Hugh Jackman, attore che sopporto ben poco. Direi quasi che lo sopporto meno di Ford, ma se non altro Wolverine una volta ogni tanto, come con The Prestige, ne fa una giusta. A differenza del mio blogger nemico.
Il consiglio di Ford: presto Cannibale sarà prigioniero nello scantinato del Saloon. E tutti tireremo un sospiro di sollievo.
Esistono ben pochi registi in grado di mettere d'accordo perfino i due nemici per antonomasia della blogosfera, ed uno di essi è Denis Villeneuve, autore dei due meravigliosi Polytechnique e La donna che canta, trattati con lo stesso riguardo su White Russian così come su Pensieri Cannibali.
Cosa più unica che rara, dunque.
Speriamo soltanto che la grande produzione dietro questo Prisoners non abbia inficiato troppo il lavoro di uno dei più interessanti autori che possa vantare il Nord America. Nel frattempo, potenziale prima scelta della settimana.

"Se non mi riveli il nascondiglio del Cannibale, ti faccio più male di quanto non te ne abbia già fatto Ford!"
Giovane e bella di François Ozon


Il consiglio di Cannibal: Che dilemma, meglio Giovane e bella di Ozon o Vecchio e brutto di Fordon?
Non solo Villeneuve questa settimana, ma pure Ozon, altro regista in ottima forma che negli ultimi mesi ci ha già consegnato quel gioiellino di Nella casa. Che sta succedendo alla distribuzione italiana? Vogliono proporci davvero del cinema di qualità? Ormai non eravamo più abituati, soprattutto Ford.
Dopo settimane di nulla quei furboni di distributori, concentrando un sacco di uscite interessanti nello stesso weekend, rischiano però di togliere visibilità a film potenzialmente molto interessanti. Come questo, che promette di essere un nuovo filmon di Ozon.
Il consiglio di Ford: Katniss Kid non è più giovane, e neppure bella.
Curiosamente, secondo regista su due film in uscita a riuscire di norma a mettere d'accordo il sottoscritto e Peppa Kid.
Dopo due mesi di proposte praticamente inutili, finalmente un week end degno di questo nome.
Detto questo, e considerato l'ottimo e recente Nella casa, non posso non consigliare anche questo lavoro di Ozon, regista forse non dirompente come Villeneuve ma sempre e comunque in grado di stupire il suo pubblico.
Al contrario del Cannibale, che è una sorpresa - in negativo - sempre garantita.

"Mi dispiace, Cannibal: mi ha già ampiamente soddisfatta Ford."
Machete Kills di Robert Rodriguez


Il consiglio di Cannibal: Machete, kill Ford, pleeease
Mi sono divertito un sacco con il primo fighissimo Machete, quasi quanto a sfottere Ford per il suo essere un vecchio cowboy-wrestler sul viale del tramonto. Era un B-movie esaltante, spassoso, cazzaro il giusto. Detto questo, un po’ come con Kick-Ass, non sentivo un particolare bisogno di un sequel. Andava bene così. Questo secondo capitolo rischia allora di fare la fine di Kick-Ass 2, filmetto guardabile quanto dimenticabile.
Robert Rodriguez insieme al suo variegatissimo cast che questa volta comprende anche Lady Gaga, Charlie Sheen, Sofia Vergara, Vanessa Hudgens e Amber Heard sarà riuscito nel miracolo di dare alla luce un sequel degno di nota?
E Ford riuscirà a dare alla luce un post finalmente degno di nota?
Il consiglio di Ford: Ford kills... Cannibal.
Ci sono pochi uomini, nel grande circo di Hollywood, che rispetti quanto il vecchio Danny Trejo.
Ex delinquente e detenuto, grande amico del fu Edward Bunker - che lo conobbe, se non ricordo male, a San Quentin, se i concerti di Johnny Cash non mi hanno incasinato troppo i ricordi e lo lanciò sul grande schermo grazie ad una piccola parte in A trenta secondi dalla fine -, il coriaceo attore messicano è diventato un'icona leggendaria neanche fosse un eroe della Frontiera, proprio come il suo Machete.
Ora, in cuor mio già so che questo sequel non potrà raggiungere i livelli del primo capitolo di quella che dovrebbe essere una trilogia, ma anche che lo guarderò con grande gioia ed infinita goduria.
A volte, basta così.

"Hey Coniglione, Ford ci ha detto che basta una sola tetta per mandarti in ospedale!"
Un weekend da bamboccioni 2 di Dennis Dugan


Il consiglio di Cannibal: viva i bamboccioni, abbasso i fordoni!
E a proposito di sequel… Se il ricordo di Machete rischia di essere rovinato da un numero 2 non all’altezza, Un weekend da bamboccioni 2 non corre questo pericolo, visto che c’è poco da rovinare. Il primo film (http://pensiericannibali.blogspot.it/2010/10/un-weekend-da-berlusconi.html) era infatti davvero una robetta, però, da fan di Adam Sandler quale sono, temo che pure questo secondo capitolo non me lo farò sfuggire, mannaggia a me, anche se mi attira ben poco. Sarà perché per me è ora di essere meno bamboccione e più uomo responsabile come il Fordone?
Naaah!!!
Il consiglio di Ford: non ho bisogno di bamboccioni, ogni settimana mi sorbisco già il Cannibale!
Per una volta, considerate le prime tre uscite - praticamente imperdibili - sono contento che arrivi una schifezza di questo calibro a spezzare un po’ il ritmo.
Ovviamente farò finta che non sia mai esistito neppure il primo e lascerò a Bamboccione Kid l'onore di recensirvelo.

"Tranquillo, Kid: se Ford si prende tutte le donne, per te restiamo noi!"
Questione di tempo di Richard Curtis


Il consiglio di Cannibal: questione di tempo, e Ford ammetterà la sua incompetenza
Romanticoni in ascolto, Ford ce l’ho anche e soprattutto con te, questo sembra proprio un film che non vi dovete perdere. Lo specializzato in romcom Richard Curtis, quello di Love Actually, si affida alla sempre splendida e bravissima Rachel McAdams per raccontarci una storia d’amore e di viaggi nel tempo. Si rivelerà il Donnie Darko/Ritorno al futuro delle commedie sentimentali, o una gran delusione?
Questione di tempo e lo sapremo.
Il consiglio di Ford: questione di tempo, e finalmente riuscirò a mettere le mani sul Cannibale per assestargli un paio di cazzotti.
Non ho ancora avuto modo di recuperare questo potenzialmente interessante film firmato da Richard Curtis, eppure ho come l'impressione che potrebbe rivelarsi una sorpresa decisamente piacevole: scritto su binari che ricordano lo splendido Ruby Sparks dello scorso anno, potrebbe addirittura, dovesse mantenere le premesse, duellare con Before midnight per il titolo di migliore commedia romantica dell'anno.
Staremo a vedere.

"Mi dispiace, Marco: per te non c'è speranza neppure potendo tornare indietro nel tempo!"
Rampart di Oren Moverman


Il consiglio di Cannibal: Ford, voglio ramparti la faccia!
L’uomo, il mito Woody Harrelson torna a collaborare con il regista Oren Moverman dopo lo riuscito Oltre le regole – The Messenger, film che mi era piaciuto particolarmente. La pellicola giace nel mio hard-disk già da parecchio tempo, ma non avevo ancora avuto lo stimolo per vederlo. Adesso con la scusa dell’uscita italiana ufficiale mi sa che è arrivata l’occasione. Ora o mai più.
E un film come questo potrebbe anche essere l’occasione buona per me e Ford per essere d’accordo. Ora o mai più.
Il consiglio di Ford: Cannibal, prima o poi ti ramperò le ossa!
Probabilmente questa settimana una strana congiunzione astrale ha finito per portare una serie di registi in grado, di norma, di mettere d'accordo il sottoscritto ed il Kid, perchè anche Oren Moverman fa parte della ristretta cerchia.
Come se non bastasse, e come per il molto ben riuscito Oltre le regole, torna sugli schermi Woody Harrelson, tra i pochi attori in grado di scampare alle critiche mie e del Cucciolo.
Certo, siamo in ritardo giusto di un paio d'anni, eppure il prodotto merita almeno una visione, specialmente per chi ama i polizieschi tosti e duri sulla scia di The Shield: lo vidi parecchio tempo fa, e potete trovare la mia recensione qui -http://whiterussiancinema.blogspot.it/2012/05/rampart.html -.

"Vabene Ford, ora esci dalla macchina e vai a piedi: solo mettendoti al volante commetti un reato!"
Planes di Kay Hall


Il consiglio di Cannibal: meglio volare su altri lidi
Questa specie di spin-off di Cars è l’uscita più attesa del periodo dal mio nipotino, che ha 5 anni. E temo sia anche la più attesa da MrFord, che di anni (se non altro mentali) ne ha almeno 50…
Considerando che si tratta di un filmino inizialmente programmato per un’uscita in home-video e poi, per ragranellare qualche soldino in più, la Disney, sempre più in crisi a livello creativo, ha pensato bene di farlo volare nei cinema, la qualità non dovrebbe essere altissima. Io allora questo volo però me lo perdo volentieri, mentre Ford spero salga su aereo diretto al Polo Nord. Solo andata.
Il consiglio di Ford: vorrei regalare un volo a Cannibal Kid. Per Marte.
Filmetto derivativo dal franchise di Cars che sinceramente ha tutto il sapore dell'operazione commerciale senza ritegno utile a Mamma Disney per fare cassa nel periodo dell'anno più propizio in questo senso.
Le aspettative sono molto basse e il Fordino è ancora troppo piccolo per costringermi alla sala il giorno stesso dell'uscita, quindi penso che lo guarderò, ma con molta, molta calma.
Anche perchè il solo pensiero di un aereo mi fa tornare in mente che è un po’ troppo tempo che non viaggio.

"Tolgo le tende: non si sa mai che a Ford venga in mente di prendere il brevetto da pilota!"
La gabbia dorata – La jaula de oro di Diego Quemada-Diez


Il consiglio di Cannibal: settimana dorata?
Film messicano da Festival, che dal trailer sembra una cosa a metà strada tra Y tu mama tambien e Stand By Me, quindi potenzialmente molto promettente. In un’altra settimana, avrebbe rischiato di essere la proposta migliore. In questa appare invece un po’ oscurato dalle altre uscite, ma una visione prima o poi se la potrebbe meritare.
Mi sa anche di film abbastanza fordiano. Ma questa però non prendetela come una cosa positiva. Tutt’altro.
Il consiglio di Ford: la gabbia che ho progettato per il Cucciolo non è affatto dorata.
Considerata l'esperienza molto positiva con il recente Las acacias, e considerato che questa settimana pare uno di quei regali che i distributori ci concedono ormai sempre più difficilmente, cercherò di recuperare il prima possibile questa potenziale piccola chicca, che mi pare il tipico film da Festival nella versione buona.
Quella fordiana.

"Dici che qui siamo al sicuro da Ford?" "Non saprei, potrebbe sempre mettersi a condurre un treno!"
Something Good di Luca Barbareschi


Il consiglio di Cannibal: Something bad, really really bad
In una settimana clamorosamente cinematograficamente ripiena di proposte niente male e in arrivo da un po’ tutto il mondo, dall’Italia poteva non arrivarci una ciofeca?
E che ciofeca!
A me Luca Barbareschi è sempre stato sulle palle, come attore, come uomo e come politico. Come regista non lo so e, parlerò per pregiudizio come fa di solito Ford, non mi interessa nemmeno scoprirlo. A giudicare dal trailer, il suo nuovo “thriller internazionale” ambientato in Cina sembra davvero lammerda. Non so perché, ma mi sembra una roba molto vicina al cinema di Renzo Martinelli, regista (s)consigliato proprio da Ford. Questo Something Good potrebbe così rivelarsi good giusto per infoltire la classifica dei peggiori film dell’anno, però non è giusto: mi sa che vincerebbe troppo facilmente.
Il consiglio di Ford: the good, the bad and the worst.
Questa settimana i distributori riescono nell'impresa non solo di mettere d'accordo me ed il mio nemico Cannibale in positivo, ma anche in negativo, considerato che Barbareschi è sempre stato profondamente sul cazzo anche al sottoscritto.
Supponente e spocchioso, è uno degli emblemi del peggio che l'Italia ha da offrire.
Ovviamente, in mezzo a proposte una più interessante dell'altra, il ruolo della pecora nera spetta alla Terra dei cachi.

"Vedi, è qui dentro che sono finiti Ford e Cannibal quando hanno parlato male del mio film!"



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