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domenica 24 febbraio 2013

Road to the Oscars: the Saloon way


La trama( con parole mie): nonostante i più radical chic e gli intenditori continuino ad affermare il contrario, l'appuntamento della notte degli Oscar è e resta l'avvenimento più atteso, discusso, celebrato e seguito dell'intero panorama della settima arte.
Proprio per questo, alla vigilia della cerimonia, anche il Saloon si ferma per indicare quelli che saranno i probabili vincitori senza risparmiarsi, in parallelo, di dichiarare quali saranno i preferiti del vecchio Ford, pronto come di consueto a raccogliere con i suoi beniamini soltanto le briciole dal sempre mitico tappeto rosso dove passeggerà tutto lo stardom hollywoodiano - e non solo -.


Miglior film

Nominations:

Il lato positivo
Zero Dark Thirty 

La statuetta dell'Academy: Argo, perchè voglio sperare che non vengano premiate marchette come Les Misérables o polpettoni come Lincoln.

Il white russian di Ford: Re della terra selvaggia, perchè è potenza, passione e bellezza. Ed una poesia su pellicola.

"Alan, il White russian take away di Ford è troppo forte, mi sta facendo andare fuori!"
Miglior attore 
Nominations:

Bradley Cooper per Il lato positivo 

Daniel Day-Lewis per Lincoln 

Hugh Jackman per Les Misérables 

Joaquin Phoenix per The Master  

Denzel Washington per Flight

La statuetta dell'Academy: Daniel Day Lewis, anche se il suo Lincoln è accademico e stopposo. E troppo statico.


Il white russian di Ford: Joaquin Phoenix, mostruoso nell'altrettanto potente The master. Potrà non stare simpatico a molti, ma resta uno degli attori più dotati della sua generazione.


"Ford non mi ha premiato, lo so. Non voglio rilasciare dichiarazioni."

Migliore attrice

Nominations:

Jessica Chastain per Zero Dark Thirty
Jennifer Lawrence per Il lato positivo 
Emmanuelle Riva per Amour
Quvenzhané Wallis per Re della terra selvaggia 
Naomi Watts per The Impossible 



La statuetta dell'Academy: Jessica Chastain, perchè è il simbolo di una rivincita femminile come lo fu qualche anno fa Kathryn Bigelow.


Il white russian di Ford: Quvenzhané Wallis, perchè è poesia pura come la sua Hushpuppy. Ma anche Jennifer Lawrence non mi starebbe male.


"Parlo con Ford? Ma non avevi detto di avere uno smartphone!?"

Miglior attore non protagonista

Nominations:

Alan Arkin per Argo 
Robert De Niro per Il lato positivo 
Philip Seymour Hoffman per The Master 
Tommy Lee Jones per Lincoln 
Christoph Waltz per Django Unchained 



La statuetta dell'Academy: Philip Seymour Hoffman, perchè è indubbiamente fenomenale.


Il white russian di Ford: Christoph Waltz, perchè è anche più di fenomenale. Quasi divino. Anzi, unchained.


Migliore attrice non protagonista

Nominations:

Amy Adams per The Master 
Sally Field per Lincoln
Anne Hathaway per Les Misérables 
Helen Hunt per The Sessions - Gli incontri
Jacki Weaver per Il lato positivo 



La statuetta dell'Academy: Anne Hathaway, perchè la sua performance in Les Misérables è stata indubbiamente strepitosa.


Il white russian di Ford: Anne Hathaway, perchè anche se la detesto, la sua performance in Les Misérables è stata indubbiamente strepitosa.

Miglior regia

Nominations:

Michael Haneke per Amour 
Ang Lee per Vita di Pi 
David O. Russell per Il lato positivo 
Steven Spielberg per Lincoln 
Benh Zeitlin per Re della terra selvaggia 



La statuetta dell'Academy: Steven Spielberg, perchè tecnicamente fa spavento e perchè non si possono permettere di ignorarlo.


Il white russian di Ford: Benh Zeitlin, perchè l'avrei data a Tarantino - che non è contemplato - e perchè il suo film è clamoroso.

Miglior sceneggiatura originale

Nominations:

Amour: Michael Haneke
Django Unchained: Quentin Tarantino
Flight: John Gatins
Moonrise Kingdom - Una fuga d'amoreWes Anderson, Roman Coppola
Zero Dark Thirty: Mark Boal



La statuetta dell'Academy: Django Unchained, perchè Tarantino non può essere ignorato decisamente con più meriti di Spielberg.


Il white russian di Ford: Zero Dark Thirty, perchè è un film straordinario per tecnica, scrittura e struttura. E il merito va diviso equamente tra regia e script.

Miglior sceneggiatura non originale

Nominations:

Argo: Chris Terrio
Re della terra selvaggia: Lucy Alibar, Benh Zeitlin
Vita di Pi: David Magee
Lincoln: Tony Kushner
Il lato positivo: David O. Russell



La statuetta dell'Academy: Argo, perchè sarà il vero trionfatore della notte degli Oscar.


Il white russian di Ford: Il lato positivo, perchè è l'oustider indie dell'anno, è scritto con empatia e profondità e rappresenta il sentimento ed il "goonie" dei candidati al miglior film.

Miglior film d'animazione

Nominations:

Ribelle - The BraveMark Andrews, Brenda Chapman
FrankenweenieTim Burton
ParaNormanSam Fell, Chris Butler
Ralph SpaccatuttoRich Moore


La statuetta dell'Academy: Brave, perchè la Pixar è una fucina di idee e tecnica impareggiabile.


Il white russian di Ford: Frankenweenie, perchè nonostante adori la Pixar, non posso non celebrare il ritorno del vero Tim Burton.

Miglior film straniero

Nominations:

Amour (Austria)
Rebelle (Canada)
No (Chile)
En kongelig affære (Denmark)
Kon-Tiki (Norway)


La statuetta dell'Academy: Amour, perchè Haneke deve vincere, altrimenti non avrebbe raccolto tutte le nominations elencate fino ad ora.


Il white russian di Ford: qui c'è stato un ribaltamento dell'ultimo minuto. Avevo lasciato una sorta di parimerito tra Kon-Tiki e Rebelle, ottimi entrambi, ma all'ultimo secondo En kongelig affaere ha sbaragliato la concorrenza. Un film che è riuscito a ricordarmi Barry Lyndon, con uno sguardo a tutto il male del Potere. Bellissimo.

Miglior fotografia

Nominations:

Anna Karenina: Seamus McGarvey
Django Unchained: Robert Richardson
Vita di Pi: Claudio Miranda
Lincoln: Janusz Kaminski
SkyfallRoger Deakins


La statuetta dell'Academy: Lincoln, indubbiamente un lavoro senza una sola sbavatura.


Il white russian di Ford: Lincoln, che per quanto noioso sia, resta una pellicola realizzata con maestria quasi insuperabile.

Miglior montaggio

Nominations:

Argo: William Goldenberg
Vita di Pi: Tim Squyres
Lincoln: Michael Kahn
Il lato positivo: Jay Cassidy, Crispin Struthers
Zero Dark Thirty: William Goldenberg, Dylan Tichenor


La statuetta dell'Academy: Argo o Lincoln, giusto per non smentirsi troppo.


Il white russian di Ford: Zero Dark Thirty, con la sua mezzora finale da paura.

Miglior production design

Nominations:

Anna Karenina: Sarah Greenwood, Katie Spencer
Lo Hobbit - Un viaggio inaspettatoDan Hennah, Ra Vincent, Simon Bright
Les Misérables: Eve Stewart, Anna Lynch-Robinson
Vita di Pi: David Gropman, Anna Pinnock
Lincoln: Rick Carter, Jim Erickson


La statuetta dell'Academy: Les Misérables, troppo patinato per non essere da Oscar.


Il white russian di Ford: Anna Karenina, un vero gioiello per gli occhi.

Migliori costumi

Nominations:

Anna Karenina: Jacqueline Durran
Les Misérables: Paco Delgado
Lincoln: Joanna Johnston
BiancaneveEiko Ishioka
Biancaneve e il cacciatoreColleen Atwood


La statuetta dell'Academy: Les Misérables, di nuovo troppo patinato per non essere da Oscar.


Il white russian di Ford: Anna Karenina, vale lo stesso discorso fatto sopra.

Miglior trucco

Nominations:

Hitchcock: Howard Berger, Peter Montagna, Martin Samuel
Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato: Peter King, Rick Findlater, Tami Lane
Les Misérables: Lisa Westcott, Julie Dartnell


La statuetta dell'Academy: Les Misérables, devo ripetermi!?


Il white russian di Ford: Lo Hobbit. Perchè l'ho adorato e perchè Peter Jackson è sempre un grandissimo, anche se con il trucco non c'entra nulla.

Miglior colonna sonora

Nominations:

Anna Karenina: Dario Marianelli
Argo: Alexandre Desplat
Vita di Pi: Mychael Danna
Lincoln: John Williams
Skyfall: Thomas Newman


La statuetta dell'Academy: Lincoln, valgono più o meno le stesse ragioni de Les Misérables.


Il white russian di Ford: una qualsiasi delle altre, giusto per non darla vinta a Lincoln.

Miglior canzone

Nominees:

Chasing Ice: J. Ralph("Before My Time")
Les Misérables: Alain Boublil, Claude-Michel Schönberg, Herbert Kretzmer("Suddenly")
Vita di Pi: Mychael Danna, Bombay Jayshree("Pi's Lullaby")
Skyfall: Adele, Paul Epworth("Skyfall")
TedWalter Murphy, Seth MacFarlane("Everybody Needs a Best Friend")


La statuetta dell'Academy: Skyfall, forse la statuetta più scontata della nottata.


Il white russian di Ford: Skyfall, il talento di Adele è unico, ed il pezzo spacca. Inutile cercare scuse.

Miglior mixaggio sonoro

Nominations:

Argo: John T. Reitz, Gregg Rudloff, José Antonio García
Les Misérables: Andy Nelson, Mark Paterson, Simon Hayes
Vita di Pi: Ron Bartlett, Doug Hemphill, Drew Kunin
Lincoln: Andy Nelson, Gary Rydstrom, Ron Judkins
Skyfall: Scott Millan, Greg P. Russell, Stuart Wilson


La statuetta dell'Academy: Les Misérables, giusto per non fargli mancare niente.


Il white russian di Ford: Skyfall, giusto per dare contro a Les Misérables e all'Academy.

Miglior montaggio sonoro

Nominations:

Argo: Erik Aadahl, Ethan Van der Ryn
Django Unchained: Wylie Stateman
Vita di Pi: Eugene Gearty, Philip Stockton
Skyfall: Per Hallberg, Karen M. Baker
Zero Dark Thirty: Paul N.J. Ottosson


La statuetta dell'Academy: Skyfall, perchè questi sono gli unici premi cui può ambire.


Il white russian di Ford: Zero Dark Thirty, vale lo stesso discorso fatto per il montaggio video.

Migliori effetti

Nominations:

The AvengersJanek Sirrs, Jeff White, Guy Williams, Daniel Sudick
Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato: Joe Letteri, Eric Saindon, David Clayton, R. Christopher White
Vita di Pi: Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik De Boer, Donald Elliott
PrometheusRichard Stammers, Trevor Wood, Charley Henley, Martin Hill
Biancaneve e il cacciatore: Cedric Nicolas-Troyan, Phil Brennan, Neil Corbould, Michael Dawson


La statuetta dell'Academy: Vita di Pi, strepitoso dal punto di vista visivo e penalizzato rispetto ad altre pellicole fatte apposta per l'Academy per quanto riguarda i premi maggiori.


Il white russian di Ford: Lo Hobbit, un tripudio per gli occhi come per il cuore e lo spirito d'avventura.

Miglior documentario

Nominations:

5 Broken Cameras: Emad Burnat, Guy Davidi
The Gatekeepers: Dror Moreh, Philippa Kowarsky, Estelle Fialon
How to Survive a Plague: David France, Howard Gertler
The Invisible War: Kirby Dick, Amy Ziering
Searching for Sugar Man: Malik Bendjelloul, Simon Chinn


La statuetta dell'Academy: non conosco nessuno dei titoli, dunque vado totalmente a caso, The Gatekeepers.


Il white russian di Ford: stesso discorso. 5 broken cameras.

Miglior corto documentario

Nominations:

Inocente: Sean Fine, Andrea Nix
Kings Point: Sari Gilman, Jedd Wider
Mondays at Racine: Cynthia Wade, Robin Honan
Open Heart: Kief Davidson, Cori Shepherd Stern
Redemption: Jon Alpert, Matthew O'Neill


La statuetta dell'Academy: come sopra. Redemption.


Il white russian di Ford: e di nuovo. Open heart.

Miglior corto animato

Nominations:

Adam and Dog: Minkyu Lee
Fresh Guacamole: PES
Head Over Heels: Timothy Reckart, Fodhla Cronin O'Reilly
PapermanJohn Kahrs
The Simpsons: The Longest Daycare: David Silverman


La statuetta dell'Academy: ne ho visto solo uno, ma mi basta, e penso anche all'Academy. Paperman.


Il white russian di Ford: Paperman, senza se e senza ma.

Miglior corto

Nominations:

Asad: Bryan Buckley, Mino Jarjoura
Buzkashi Boys: Sam French, Ariel Nasr
Curfew: Shawn Christensen
Dood van een Schaduw: Tom Van Avermaet, Ellen De Waele
Henry: Yan England


La statuetta dell'Academy: mi pare di diventare monotono, rispetto ai premi di cui non conosco nulla e francamente mi interessa poco. Così a occhio l'Academy andrà con Asad.


Il white russian di Ford: io vado con Buzkashi Boys. Mi piace il nome.

giovedì 10 gennaio 2013

Beasts of the Southern Wild

Regia: Ben Zeitlin
Origine: USA
Anno: 2012
Durata:
93'




La trama (con parole mie): Hushpuppy vive con il padre nel pieno delle terre selvagge oltre la diga che protegge tutta quella gente che festeggia soltanto una volta l'anno e piange lacrime amare ad ogni morte.
Hushpuppy danza e racconta la sua storia agli scienziati del futuro, che la ricorderanno come una piccola, coraggiosa creatura pronta ad ascoltare il battito del cuore di ogni animale di questa terra e scoprire che crescere, a volte, è un mestiere più duro che sopravvivere.
Nel frattempo, mentre i ghiacci del Polo Sud si sciolgono e chi vive oltre il confine vorrebbe proteggere quelli come lei, Hushpuppy si prepara ad affrontare l'arrivo degli Aurochs, liberati dalla loro ibernazione e pronti a correre verso di lei come le bestie più incontrollabili dell'estremo Sud.




Forse il 2013 cinematografico ha deciso in qualche modo di rendere il sottoscritto uno spettatore felice per festeggiare l’attesa ormai agli sgoccioli per l’arrivo del Fordino: dopo le rivelazioni che sono state Vita di Pi e Cloud Atlas – due pellicole alle quali non avrei dato un soldo bucato, e invece mi ritrovo ad incensare – ecco spuntare un titolo che il tam tam della blogosfera aveva già reso a suo modo un cult negli ultimi tempi e che si propone come serio candidato al Ford Award 2013 per i titoli non distribuiti in Italia – perché tanto so che purtroppo qui nella Terra dei cachi non arriverà mai e poi mai -: Beasts of the Southern Wild.
Ora, cercare di tradurre adeguatamente in parole un’esperienza visiva ed emozionale come quella legata al lavoro di Ben Zeitlin suonerebbe riduttivo rispetto ad una favola nera, una magia per gli occhi, uno squarcio sulla nostra realtà – in particolare, il dramma dell’uragano Katrina – rivisitata secondo una mitologia nuova: basterebbe la magnifica Hushpuppy, che vive a Bathtub con il sanguigno padre in mezzo agli animali aspettando lo scioglimento dei ghiacci ed il sopraggiungere dei temibili Aurochs ed osserva il mondo oltre la diga, dove vivono tutte quelle persone incapaci di ascoltare le sincronie dei battiti del cuore, che mangiano cibo confezionato preso dai supermercati e festeggiano solo una volta l’anno, mentre a Bathtub si festeggia ogni giorno, e quando qualcuno muore non si versano lacrime, ma si brinda.
Basterebbero le immagini della festa che aprono allo spettatore il mondo di questa strana città in attesa di essere sommersa, con la bambina che ci corre incontro portando delle stelle tra le mani per dare la dimensione di un miracolo che prende forma proprio di fronte ai nostri occhi, accompagnato da una colonna sonora splendida, dalla selvaggia poesia che rese grande il primo Malick – più volte mi è parso di ritrovare Badlands in questo fulminante esordio cinematografico -, da un gruppo di personaggi che danzano attorno ad una protagonista indimenticabile che è già la Ree – ricordate Winter’s bone – di questo nuovo anno – e attenzione alla giovanissima attrice, è un fenomeno -, da un crescendo che è un brivido dopo l’altro, anche nei passaggi più oscuri o ermetici che richiederebbero una seconda – e una terza, una quarta, e così via – visione, che qui al Saloon sarà sempre concessa a perle grezze e travolgenti come questa.
Queste Bestie del profondo Sud, che giungono macinando Spazio e Tempo neanche suonassero la carica per una rivincita rispetto ai millenni passati lontane dalla Storia, paiono giunte per scuotere il mondo intero – del Cinema, e non solo -, e nel loro incontro con Hushpuppy che si pone di fronte alla loro cavalcata c’è tutta la potenza della settima arte, da I 400 colpi a Take shelter.
Hushpuppy non si rifugia da nessuna parte, però: cerca, esplora, corre, salva, mangia, da fuoco alla sua baracca, gioca, guarda il mondo e lascia un’eredità per gli scienziati del futuro, quelli che studieranno la storia di Bathtub e chissà, forse scopriranno un segreto che salverà loro la vita.
Hushpuppy che è accanto a suo padre come una compagna, e vive il ricordo della madre come una visione che prende forma e voce, e guida le sue piccole mani ed il cuore che batte attraverso il mondo.
E lei lo percorre tutto, questo pianeta strano, selvatico, splendido e spietato, perché non si farà mai prendere prigioniera dalla parte che vegeta oltre la diga, lontana dall’acqua e dal cuore, dove le tute protettive e le pareti sono troppo spesse per poter appoggiare l’orecchio sulla nuda pelle e sentire quel ritmo vertiginoso ed ipnotico salire, scandendo i passi della danza che dalla nascita ci porta fino alla morte.
E neppure quel momento fa così paura a questa eroina dall’incedere sconnesso da neonata e dalle mani salde di Madre, perché un cuore che si spegne è soltanto il prologo di uno che comincerà a cantare, e non ci sono lacrime – o almeno, come direbbe Gandalf, non quelle che possono nuocere – in grado di togliere qualcosa alle sue conquiste, all’esperienza di un percorso che è proprio come quello delle Bestie del selvaggio Sud, che ruggiscono la loro voglia di libertà e corrono fino a sfinirsi per poi mangiarsi l’un l’altra, perché sono animali, e non possono fare altro che assecondare gli istinti.
E chissà che questo uragano di wilderness non possa insegnare qualcosa a questi misteriosi e lontani scienziati del futuro, che un giorno troveranno l’eredità di Hushpuppy e scopriranno di avere tra le mani la scintilla in grado di accendere un fuoco che non ha pari: quello della Vita.
Un primo battito, un vagito, un grido, un canto.
Questa è Hushpuppy di Baththub, che affrontò a viso aperto gli Aurochs.
Hushpuppy che viveva con suo padre, che festeggia ogni giorno, che guarda avanti senza farsi rubare spazio dalle lacrime.
Hushpuppy che porta stelle tra le mani.
Hushpuppy che seguirei in capo al mondo, senza smettere di ballare.
Perfino io, una Bestia del selvaggio Sud che ringhia e corre e sbrana.


MrFord


"But on the south side of Heaven
wont you take me home
cuz i've been broke down in Texas
so long it's getting cold."
Ryan Bingham - "Southside of Heaven" -


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