Fin dai primi tempi in cui il Fordino ha cominciato a manifestare apprezzamento per la visione di film - che fossero d'animazione o legati ai suoi tanto amati animali - ammetto di aver iniziato a coltivare la speranza che, in un futuro neppure troppo lontano, come fu per me ai tempi possa sviluppare una curiosità tale per la settima arte da permettermi di fargli da guida almeno per un tratto di strada, mettendo a sua disposizione non solo la mia intera videoteca, ma anche tutto quello che ho imparato dalle migliaia di visioni che hanno accompagnato la mia esistenza.
Dunque, quando ora vado in caccia di nuovi titoli, cerco sempre di buttare l'occhio anche a quello che potrebbe interessargli o fare da sfondo ad uno dei nostri pomeriggi di gioco intensivo - Fordina permettendo, che ormai comincia a manifestare i primi segni di desiderio di interazione inserendosi dunque nell'equazione -: qualche mese fa, in quest'ottica, recuperai Monkey Kingdom, produzione Disney Nature simile ad African Cats, già molto amato da AleLeo.
E devo ammettere che, nonostante la voce off pronta a trasformare le vicende orchestrate da Madre Natura in una sorta di favola possa finire per annoiare il pubblico adulto, il risultato - specialmente se liberato in hd - resta mozzafiato dal punto di vista tecnico, e se si ha almeno in parte un certo amore per la Natura stessa ed i viaggi, è impossibile non rimanere ipnotizzati dalle immagini di luoghi esotici e lontani, così come non sentire la propria curiosità stuzzicata almeno in parte - personalmente, conoscendo i rapporti non proprio idilliaci delle scimmie con l'acqua, non pensavo assolutamente che i macachi fossero buoni nuotatori - quantomeno dal punto di vista scientifico.
In particolare, da questa visione sono uscito - ovviamente meno entusiasta del Fordino - ad occhi spalancati per la bellezza delle foreste dello Sri Lanka e per lo stupore rispetto a quanto simile, in realtà, la società animale sia alla nostra, con le sue regole, le sue caste, le sue vittorie e sconfitte: osservare quelli che sono i mammiferi che più ricordano l'Uomo muoversi, cercare cibo ed affrontare le differenze "di classe" all'interno di un branco, crescere i piccoli o difendere il proprio territorio dai predatori così come da simili disposti a lottare per prendere possesso di un riparo o una zona particolarmente ricca di risorse della foresta è, per quanto risaputo, sempre ad effetto, a prescindere dal fatto che sia narrato e strutturato in pieno stile Disney, dunque edulcorato anche nei suoi momenti più crudeli.
A prescindere, dunque, da questa connotazione "di produzione", non ho fatto altro che godermi le reazioni del Fordino alla comparsa di qualche nuova specie mostrata e ripresa, la bellezza dei luoghi - che tanto mi hanno ricordato quelli de Il libro della giungla - e gli animali in movimento nel loro habitat naturale, dai macachi protagonisti della storia ai bradipi, dalle termiti agli scorpioni, dai leopardi agli uomini.
Non si tratta certo di una chicca in stile National Geographic, ma resta comunque un'ottima alternativa per mostrare ai più piccoli - e, di riflesso, anche a noi - lati del mondo ancora sconosciuti, e chissà, alimentare qualche sogno che potrebbe portarli, un giorno, ad essere gli esploratori delle nuove generazioni.
MrFord