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giovedì 6 giugno 2013

Thurday's child



La trama (con parole mie): le uscite settimanali proseguono regalando sempre più spesso titoli assolutamente agghiaccianti in grado di mettere d'accordo - in negativo - perfino i due nemici più acerrimi della blogosfera, ovvero il sottoscritto ed il suo scomodo compare/rivale Cannibal Kid, per una volta uniti contro una delle pellicole che pare avere già prenotato uno suo posto d'onore per la top ten dedicata al peggio dell'anno in corso.
In attesa che vengano tempi migliori, da queste parti si resiste - in fondo è un periodo di crisi, ed occorre allargare le spalle - e si spera che l'estate possa regalare qualche soddisfazione in più rispetto alla primavera: intanto uno spiraglio di luce è dato da uno dei film più grandiosi usciti negli ultimi anni, giunto nella Terra dei cachi ovviamente con colpevole ritardo.
Per quanto riguarda il Cucciolo eroico, invece, speranze che le cose possano migliorare non ce ne sono affatto.

"Sapevo che non dovevamo metterci contro Ford e Cannibal."
After Earth - Dopo la fine del mondo di M. Night Shyamalan


Il consiglio di Cannibal: After Ford - Dopo la fine del cinema
Mi spiace. M. Night, mi spiace veramente tanto. Io ti ho sempre voluto bene e ti ho difeso in ogni circostanza. Con il tuo ultimo L’ultimo dominatore dell’aria però non ce l’ho fatta nemmeno io, era una schifezza galattica. E questo nuovo After Earth potrebbe essere a quel livello se non peggio. M. Night, sento puzza di porcheria new-age catastrofista lontana un miglio, con in più come protagonista la coppia d’oro del da me tanto detestato La ricerca della felicità: l’inespressivo Will Smith + il suo inespressivo e raccomandato figlio Jaden. Partendo da simili tragiche premesse, mi aspetto un potenziale titolo per la top 10 dei peggiori film dell’anno. M. Night, Willy e Jaden, non deludetemi, mi raccomando!
Quanto alla top 10 dei peggiori blog dell’anno beh, quella non è nemmeno una top 10. È una top 1, con un unico incontrastato dominatore (dell’aria): WhiteRussian, oh yes.
Il consiglio di Ford: After Cannibal - Dopo la fine dell'adolescenza.
Quello che penso di Shyamalan - almeno dopo L'ultimo dominatore dell'aria e quella robaccia di E venne il giorno - è ormai risaputo.
Questo After Earth mi sa tanto di versione buonista e retorica in grado di mixare la vergogna che fu Io sono leggenda ed il peggio del Cinema catastrofista hollywoodiano, senza contare che i due protagonisti sono gli stessi di smielate come La ricerca della felicità.
Se non fosse che sfonderei una porta aperta, lo consiglierei al Cannibale giusto per rovinargli una serata.
"Papà, Ford e Cannibal continuano a parlare male di noi!" "E che ti frega!? Loro la piscina non ce l'hanno!"
Holy Motors di Leos Carax


Il consiglio di Cannibal: Holy vision
Un film grandioso, una delle visioni cinematografiche più esaltanti e totali degli ultimi anni. Holy Motors è davvero imperdibile. Ne avevo già parlato tempo fa (http://pensiericannibali.blogspot.it/2012/12/donne-e-holy-motors-son-gioie-no-dolors.html) e si era pure classificato al secondo posto dei miei film dell’anno 2012 (http://pensiericannibali.blogspot.it/2013/01/cannibal-movie-awards-2012.html), giusto dopo l’ancor più amato Un sapore di ruggine e ossa. Ora, con il solito ritardo di mesi e mesi, arriva anche nelle sale italiane. Fate con calma, eh. I Fast & Furious mi raccomando fateli arrivare fast, mentre per distribuire i capolavori veri metteteci pure dei mesi, che tanto il pubblico italiano mica se li merita.
Comunque non c’è nemmeno da lamentarsi troppo: meglio tardi che mai. E per una volta non mi lamento troppo nemmeno di Ford, considerando che questo Holy Motors l’ha apprezzato pure lui e quindi, se ancora non l’avete visto, questa è l’occasione buona per vedere un raro caso di pellicola considerata un capolavoro sia da me che dal mio blogger rivale.
Il consiglio di Ford: Holy Cinema.
Nonostante il ritardo di programmazione, non posso certo dire nulla contro una delle visioni più importanti che potrebbe capitarvi in sala quest'anno, film totale ed esperienza visiva ed emozionale unica nel suo genere, nonchè titolo in grado di mettere d'accordo perfino il sottoscritto ed il suo antagonista.
Già incensato da queste parti qualche mese fa - http://whiterussiancinema.blogspot.it/2012/12/holy-motors.html - e vincitore del Ford Award 2012 come miglior film non distribuito in Italia, questo filmone è senza dubbio la scelta definitiva per questa settimana e non solo.

Cannibal la bella e Ford la bestia preparano il loro nuovo post sulle uscite in sala.
Voices di Jason Moore


Il consiglio di Cannibal: ascoltate queste Voices, anziché quella fastidiosa di Ford
Il titolo originale di questo film è Pitch Perfect ma in Italia, ispirati forse del talent-show preferito di Ford The Voice, hanno scelto di intitolarlo Voices. Si tratta infatti di un film musicale, ma non è uno di quei musicarelli vecchio stile che tanto piacciono a Mr. James Old in cui a un certo punto la gente prende e si mette a cantare e a ballare. Questa è una pellicola più sullo stile di Glee, il Glee dei primi frizzanti tempi ci tengo a specificare, incentrata su un paio di gruppi vocali. Nonostante raccontato così possa sembrare ‘na strunzata, in realtà è una commedia molto piacevole. Certo, si tratta di una pellicola adolescenziale e quindi il pubblico di nonnetti come Ford potrebbe storcere il naso. A me invece è piaciuto, pur non essendo un nuovo cult assoluto come ho anche scritto nella mia recensione http://pensiericannibali.blogspot.it/2013/05/un-gran-vociare-di-voices.html, quindi lo consiglio.
E tu Ford, smettila di storcere ‘sto naso!
Il consiglio di Ford: Cannibal non potrà mai esibirsi neppure nel suo sgabuzzino, con quella piccola, stridula voice che si ritrova!
Ovviamente, quando un film tratta in qualche modo l'adolescenza - periodo della vita dal quale il buon Peppa Kid non è ancora uscito a trent'anni suonati - il mio antagonista non esita a recuperarlo in anteprima e recensirlo neanche fosse la più assatanata delle groupies.
Io, onestamente, preferisco recuperare un paio di titoli usciti nelle scorse settimane e concedermi ripescaggi di classici non ancora recensiti al Saloon che non sprecare del tempo con una versione per grande schermo di Glee, partito fortissimo e poi rivelatosi una delle delusioni più cocenti della storia del piccolo schermo.

"Mi dispiace, Cannibal, ma sei in squadra con Riccardo Cocciante!"

The Bay di Barry Levinson


Il consiglio di Cannibal: vendo Ford su eBay, offerta iniziale: 50 centesimi
The Bay è un filmetto mockumentary guardabile quanto inutile. Come visione pre-estiva ci può stare, ma io personalmente non vi consiglio di correre a vederlo. Sarà anche un mockumentary ben fatto, però chi aveva bisogno di un altro mockumentary?
Non date quindi retta a Ford che ve lo proporrà come nuova pietra miliare dell’horror, visto che di spaventoso qui più che il film ci sono solo i suoi commenti!
Recensione cannibale a breve.
Il consiglio di Ford: ho comprato su eBay per Cannibal un bel pacchetto completo per un weekend che si concluderà con un'epidemia mortale. Ovviamente al mare.
Altro titolo recensito qualche settimana fa al Saloon - http://whiterussiancinema.blogspot.it/2013/04/the-bay.html - che non sarà certo epocale ma che, in qualche modo, si guadagna la pagnotta portando a casa un risultato senza dubbio più dignitoso di tante schifezze che il mio antagonista propone come se fossero nuove pietre miliari della settima arte.
In un periodo estivo privo di troppi pensieri, meglio concedersi una serata almeno in parte rilassante che le solite turbe adolescenziali del mio rivale.

Tipico effetto collaterale da visione consigliata da Cannibal Kid.

Paulette di Jerome Enrico


Il consiglio di Cannibal: la droga in questo caso fa male
Questa settimana i distributori italiani hanno fatto davvero un bel gioco di bilanciamenti: da una parte c’è un capolavoro come Holy Motors, dall’altra hanno risposto con una probabile ciofeca assoluta come After Earth. Da una parte hanno infilato una pellicola teen come Voices, dall’altra accontentano il pubblico della terza, e pure della quarta come Ford, età, con questo Paulette, la storia di un’anziana signora che si mette a spacciare droga. Ma non c’era già stata L’erba di Grace?
Per una volta, un film francese che lascio volentieri a Mr. Ford. Tanto nel suo pensionato questo Paulette è già destinato a essere un cult movie.
Il consiglio di Ford: Cannibalette? No, grazie!
Filmetto francese dal sapore geriatrico che in questo periodo di tempistiche ristrette, quotidianità incasinata e recuperi in lista non mi sogno neppure di vedere neppure per fare uno sgarro al mio rivale, che non si aspetterà altro che una mia recensione positiva per cominciare una delle sue filippiche da finto giovane.
Passo la mano, e confido al contrario di confrontarmi al più presto con Sorrentino e Refn.

 
"Ecco, Ford: questa è la mia erba migliore. In cambio procurami del buon bourbon."

Quando meno te lo aspetti di Agnes Jaoui


Il consiglio di Cannibal: quando meno te lo aspetti… Ford dice una cosa sensata, ma non capita spesso
Commedia romantica francese di impianto favolistico che ha scomodato paragoni con il cinema di Woody Allen… insomma, non la disdegnerei del tutto. I tanto odiati da Ford cugini francesi continuano a regalarci delle cose più che positive, anche sul piano comedy, e quando meno te lo aspetti ti tirano fuori dei film grandissimi. Questo non sarà uno di quelli, ma potrebbe essere una visione piacevole. Anche se c’è da dire che il trailer non mi ha ispirato un granché.
E poi, Quando meno te lo aspetti (titolo tra l’altro già di un film con Kate Hudson), Ford ti tira fuori una recensione condivisibile ed è lì che cominci a pensare che il mondo potrebbe davvero finire. Manco fossimo in un film con Will Smith.
Il consiglio di Ford: quando meno te lo aspetti... Perfino Cannibal potrebbe apparire un critico sensato.
Secondo film francese della settimana - Holy motors è da considerare un Film è basta, a prescindere dalla nazionalità -, che nonostante il trailer non esaltante rischia di rivelarsi una sorpresa abbastanza piacevole, se non altro come riempitivo.
Non lo metterei tra i primi della mia lista personale, ma potrei sempre pensare di recuperarlo quando meno me lo aspetto, che poi è quello che succede quando scopro che Peppa Kid ha sfoderato una recensione sensata di qualche film.

"Lasciatevelo dire: The tree of life è proprio un segone di film."
The Butterfly Room - La stanza delle farfalle di Jonathan Zarantonello


Il consiglio di Cannibal: The ButterFord Room - La stanza degli orrori
Questo film per una volta non lo passo a Mr. Ford, già troppo impegnato con Paulette, ma all’esperto di gialli della blogosfera 50/50 Thriller (http://affarinostriinformand.blogspot.it/). E vai, che così per una volta non spreco un link come con il pessimo WhiteRussian uahahah.
Se poi il suo parere sarà positivo, potrei dare anche io una possibilità a questo thriller italo-americano dal sapore internazionale e con nel cast anche il sempre inquietante Ray Wise, Leland Palmer in Twin Peaks. E chissà che questo Jonathan Zarantonello non ci regali soddisfazioni, che se quelle le aspettiamo da Ford, addio!
Il consiglio di Ford: the butterfly effect, ovvero io sollevo i pesi a Lodi e Cannibal inciampa a Casale provocandosi una distorsione.
Titolo che non mi attrae per nulla in questa settimana dalle decisamente numerose uscite: produzione italo-ammmeregana che lascio anche io senza troppi patemi al buon Nico, specialista del settore thriller in grado di darci indicazioni utili in caso ne valesse effettivamente la pena di una visione come si deve.
Approfitto invece del titolo per rivelare che Katniss Kid ha deciso di scegliere il suo primo tattoo: una bella farfalla in zona lombare posteriore - dicesi sopra il culo - in pieno stile Charlie Runkle.

"Ed ecco pronta la mia bella bambolina voodoo. Ora Peppa Kid passerà qualche giorno chiuso in bagno."
P.O.E. Poetry of Eerie di Registi vari


Il consiglio di Cannibal: F.O.R.D. Fuck Off (white)Russian Dork
Con tutte queste uscite, poteva mancare un secondo film italiano della settimana?
Certo che sì e invece, per la gioia di grandi e piccini, uomini e Ford, ecco che arriva una pellicola plurifirmata da un folto gruppo di registi del circuito horror indipendente nostrano, alle prese con le rivisitazioni di alcuni racconti di Edgar Allan Poe. Non sembra neanche un’idea tanto malvagia, ma chissà cosa ne sarà venuto fuori? A me i film girati da più registi non ispirano per niente, i film italiani nemmeno, quindi anche se il progetto mi sembra partire da buone intenzioni, passo la patata bollente al Ford. Non è un modo di dire, gliela passo veramente sperando si ustioni!
Il consiglio di Ford: C. A. N. N. I. B. A. L. Come Ammazzare (la) Noia (da) Nerd Irretendo Bimbiminkia Attraverso (le) Lettere (intese come recensioni).
Sarebbe bello avere una settimana senza uscite italiane, pretenziose o no, note o no, grandi produzioni o no.
Ma del resto sarebbe bello anche avere una settimana senza Cannibal Kid.
E invece, eccoci qui, a sopportare entrambe.
Uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.

"Se non fate tornare sugli schermi immediatamente Joe Carroll, giuro che indico uno sciopero della sete!"

domenica 30 dicembre 2012

Ford Awards 2012: i film che non vedrete nelle sale italiane


La trama (con parole mie): come fu lo scorso anno, inauguro le classifiche dedicate ai miei adorati film e a quello che è l'argomento principe del Saloon con i dieci migliori titoli passati su questi schermi nel corso del 2012 che non hanno ancora visto - e molto probabilmente non vedranno mai - una distribuzione qui nella Terra dei cachi. 
Gli argomenti saranno molti, così come i generi esplorati, ma di sicuro si tratta di pellicole che valgono almeno una visione ed una ricerca che vada oltre quella dei titoli presentati nelle sale nostrane.
E' stata, lo ammetto, una selezione molto più dura rispetto a quella dei distribuiti regolarmente, sconvolta proprio nell'ultimo periodo da una visione che è volata dritta dritta sul gradino più alto del podio sbaragliando la comunque più che agguerrita concorrenza.
Quale sarà questo titolo? E quali altri si saranno battuti fino all'ultimo giorno?


N° 10: Coriolanus di Ralph Fiennes

 
Con il vecchio Bill il bardo allo script, difficilmente si sbaglia: Ralph Fiennes, attore di razza che non è nuovo alla materia shakespeariana, porta in scena un dramma bellico potente e di pancia, che costruisce sulle spalle sue e di un sorprendente Gerard Butler.
Gli ingredienti della tragedia ci sono tutti, così come un'ambientazione moderna che riporta alla mente le guerre civili che hanno dilaniato - e dilaniano - molti paesi in ogni angolo del globo: alla fine, quando la polvere si posa, è difficile trovare un vero vincitore.




N° 9: Bellflower di Evan Glodell


Evan Glodell, sorprendente nuovo volto del Cinema indipendente made in USA, regala una perla che unisce le apocalittiche atmosfere della trilogia di Mad Max, la passione per la settima arte e tutta la carica di pulsioni e sentimenti che nasconde l'amore, una delle trappole più pericolose in cui si rischia di cadere almeno una volta nella vita.
Un film non perfetto, eppure ribollente e vitale, come quando al principio della sbronza ci si sente di poter compiere qualsiasi impresa.



N° 8: Cave of forgotten dreams di Werner Herzog


A dire il vero quest'ennesima meraviglia firmata Herzog - che ha conosciuto una vera e propria seconda giovinezza da quando si è dedicato al format del documentario - non è propriamente non uscita nelle nostre sale, ma resta una di quelle proposte destinate a perdersi tra Festival e mercato dell'home video, quindi ho deciso di inserirla ugualmente in questa classifica per renderle il giusto omaggio e lo spazio che merita.
Evoluzione della specie, e del Cinema.



N° 7: Red di Lucky McKee, Trygve Allister Diesen 

 
Per il secondo anno consecutivo il tostissimo Lucky McKee piazza una sua creatura nella top ten dei titoli non distribuiti nella Terra dei cachi, ancora decisamente troppo poco matura per affrontare la forza di questo Cinema da provincia profonda made in USA fatto di speranze infrante e lotta contro il destino.
Una storia struggente che scava dentro lo spettatore provocando sconforto e rabbia, frustrazione e voglia di avere la forza - ma anche l'equilibrio - per cercare, almeno una volta, di non far pendere le bilance del potere in favore di chi ne abusa.

 
N° 6: Rundskop di Michael R. Roskam


Candidato all'Oscar per il miglior film straniero - premio andato allo splendido Una separazione - questo lavoro venuto dal Belgio più cupo e piovoso è uno spaccato in grado di mescolare il realismo dei Dardenne, la freddezza pungente di Haneke e lo struggimento di Audiard.
Una pellicola pazzesca da sudore, lacrime e sangue, che ha il potere di lasciare senza parole lo spettatore, che assiste al viaggio verso l'inevitabile conclusione di un protagonista indimenticabile.


N° 5: Lake Mungo di Joel Anderson


La vera, clamorosa, grande sorpresa horror degli ultimi dodici mesi: recensito benissimo in rete, questo misconosciuto lavoro made in Australia è riuscito a fare provare al sottoscritto la tensione che non bussava alle porte del Saloon dai tempi di Twin Peaks.
Un mockumentary profondo ed inquietante, realizzato con pochissimi mezzi eppure efficace sotto tutti i punti di vista: visto di notte, da soli, crea un'atmosfera unica.


N° 4: Tyrannosaur di Paddy Considine


L'esordio dietro la macchina da presa dell'attore Paddy Considine è un pugno nello stomaco così forte da far rimpiangere i peggiori colpi proibiti menati dalle pellicole più struggenti e senza speranza firmate da Ken Loach.
Un Peter Mullan superlativo porta in scena un protagonista profondamente drammatico, un outsider in lotta contro la vita di quelli che non si dimenticano facilmente: i mostri della quotidianità combattuti con la determinazione di chi è abituato ad allargare le spalle e portare il peso dell'esistenza. Una bomba.


N° 3: Synecdoche, New York di Charlie Kaufman


Con il podio i grossi calibri cominciano a sparare le loro cartucce più clamorose: iniziamo con il dramma portato in scena da Charlie Kaufman, geniale autore in grado di ribaltare l'esistenza come un calzino per poi farci credere che quello stesso calzino, in realtà, non esista.
Grazie ad un Philiph Seymour Hoffman da antologia, il regista prende per mano l'audience conducendola letteralmente attraverso il suo mondo interiore.


N° 2: The raid - Redemption di Gareth Evans


Il film d'azione che tutti i fan del genere - e non solo - sognavano dal profondo degli anni ottanta.
Botte da orbi, sequenze mozzafiato, adrenalina e ritmo vertiginoso senza dimenticare una profondità insolita per un prodotto di questo genere.
Se non ci fosse stato un miracolo in extremis di questo 2012 ormai agli sgoccioli, sarebbe stato il preferito fordiano tra i non distribuiti in Italia a mani basse. Clamoroso.


N° 1: Holy motors di Leos Carax


Proprio quando i giochi per questa classifica parevano fatti, ecco che Leos Carax tira fuori dal cilindro un vero e proprio colpo di genio, uno di quei film che compaiono come per miracolo ogni dieci anni e riescono a strabiliare qualsiasi tipo di pubblico e critica.
Un'opera complessa eppure semplicissima, ipnotica ed assolutamente magica: l'incarnazione del Cinema per come tutti noi lo amiamo, e continueremo a farlo, ritmata da un'interpretazione oltre ogni giudizio del metamorfico Denis Lavant. Una meraviglia.

 
I PREMI

Miglior regia: Leos Carax per Holy motors
Miglior attore: Denis Lavant per Holy motors
Miglior attrice: Samantha Morton per Synecdoche, New York
Scena cult: lo scontro tra i due fratelli dalle parti opposte della barricata e Mad Dog, lo sgherro del boss, The raid - Redemption
Fotografia: Holy motors
Miglior protagonista: Joseph, Tyrannosaur
Premio "lo famo strano": Woodrow e Milly, Bellflower
Premio "ammazza la vecchia (e non solo)": Rama, The raid - Redemption
Migliori effetti: Holy motors
Premio "profezia del futuro": Cave of forgotten dreams

 

mercoledì 12 dicembre 2012

Holy motors

Regia: Leos Carax
Origine: Francia
Anno: 2012
Durata: 115'




La trama (con parole mie): le molteplici vite di Monsieur Oscar, dall'alba al tramonto intento a rappresentare, esplorare, mettere fine ed osservare esistenze che passano e vanno, trovano il loro senso o lo perdono. Nella cornice di una Parigi che potrebbe avere un tempo, oppure no, in bilico tra dramma e commedia, osserviamo il padre, l'uomo, il mostro, l'assassino, l'amante, il solitario.
Dov'è il segreto del grande spettacolo della settima arte? E quello della commedia umana?
E' proprio vero che la nostra specie sta cercando progressivamente di sbarazzarsi delle cineprese e dei motori sempre più ingombranti, divenuta come insofferente alle loro dimensioni?
Morire e resuscitare. Perchè non c'è come sperare in un nuovo giorno, uguale e differente dal precedente, per sentire quell'unico, inconfondibile brivido.




Non è da tutti, riuscire ad interpretare - e soprattutto rappresentare - il concetto più profondo di Viaggio all'interno dei confini - o oltre, come in questo caso - di un film: si contano sulle dita, gli esempi in questo senso, e tutti illustri.
Kubrick con 2001: odissea nello spazio - e, in una certa misura, anche Eyes wide shut -, Noè con Enter the void, Refn con Valhalla rising, Tarkovskij con Solaris e Stalker.
Roba grossa, insomma.
Da oggi, al Saloon, Leos Carax farà parte di questa ristrettissima, clamorosa, elitaria ed incredibile cerchia: Holy motors, film maestoso, geniale, ipnotico, splendido nella forma quanto profondo nella sostanza, coinvolgente quanto enigmatico, è una delle esperienze più incredibili che questo 2012 possa aver regalato ad uno spettatore.
Costruito sulle spalle della clamorosa interpretazione di Denis Lavant - che ruota attorno a ben undici charachters, tutti con un'identità precisa e ben definita, dalla fisicità alla storia - e sulla splendida resa tecnica, questa pellicola rappresenta senza dubbio una sfida vinta dal suo eccentrico regista, che rischia grossissimo chiedendo al pubblico non soltanto di fidarsi del suo operato, ma di seguirlo come in un cammino alla cieca che resta in equilibrio tra realtà e sogno, e si fonde nella sua evoluzione con l'elemento all'interno del quale uno come lui pare essere nato per nuotare, respirare, esistere: la settima arte.
Martin Scorsese, qualche anno fa, chiuse uno dei suoi film a mio parere più sottovalutati - e che ancora ritengo straordinario -, The aviator, lanciando come una bomba verso l'audience il valore di "mezzo del futuro" del Cinema stesso, l'elemento che Orson Welles plasmò con Quarto potere e che le "macchine" di Holy motors portano al cuore dalla prima all'ultima sequenza - entrambe alle soglie della genialità, così come lo splendido intervallo musicale -.
"Che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuire con un verso. Quale sarà il tuo verso?", citava Whitman l'indimenticato professor Keating de L'attimo fuggente.
"Perchè è così la dannata commedia umana va avanti", sussurrava sornione lo Straniero ne Il grande Lebowski.
Ed è proprio da qui che passano i molteplici significati di questa esplorazione di un mondo che siamo abituati a vedere dall'altra parte dello schermo, e che finisce per passarci davanti agli occhi così come in fondo all'anima, senza lesinare sui generi - la commedia, il grottesco, il metaCinema, il noir, l'horror, il musical, l'amore e la morte -, sfruttando cavalli d'acciaio che fanno finalmente dimenticare la delusione che fu, in questo senso, il vuoto, inefficace Cosmopolis di David Cronenberg.
Oscar, Virgilio multiforme e poliedrico, guida il nostro essere scarrozzati mettendosi a nudo - in tutti i sensi -, uccidendo se stesso e sfidando ogni nuova forma, scommettendo su qualcosa di talmente stratificato da dover essere assimilato come un cocktail della cui potenza potremo accorgerci soltanto quando sarà troppo tardi: la teatralità ed i grandi spazi, la carne ed il sangue e lo spirito più elevato, i giochi ad incastro e l'illusione del velo bianco che si dipinge grazie ad un calderone di colori e sensazioni che paiono caotiche e finiscono per risultare quasi cristalline, nella loro primordiale semplicità.
Siamo Uomini, siamo Animali, siamo le scimmie di 2001. 
Quelle che chiudono una giornata di lavoro intensa di questo attore dai mille volti, e ci rivelano che prima o poi tutto finirà, anche per noi che vogliamo vivere per sempre: ma come vivere per sempre, senza una Madre?
Lo diceva Boccadoro all'amico di una vita Narciso, sul letto di morte.
"Senza madre non si può amare, senza madre non si può morire".
La settima arte è quella madre.
E Holy motors uno dei suoi figli prediletti.
Il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuire con un verso.
Quale sarà il tuo verso?
Abbiamo un tempo limitato per trovare il nostro.
Carax, nel frattempo, ha senza dubbio scovato il suo.


MrFord


"I just can't get you out of my head
boy your loving is all i think about 
I just can't get you out of my head
boy it's more than I dare to think about."
Kylie Minogue - "Can't get you out of my head" -


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