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martedì 11 aprile 2017

Io, Daniel Blake (Ken Loach, UK/Francia/Belgio, 2016, 100')




Alla fine della scorsa estate, in attesa del momento in cui Julez sarebbe tornata al lavoro dopo il periodo di maternità, mi preparavo a darle il cambio per passare qualche mese a casa con i Fordini così come avevo fatto nell'estate del duemilatredici, che si rivelò, difficoltà economiche a parte - decidere di mettersi in maternità o paternità facoltativa è decisamente tosto, considerato che si percepisce il trenta per cento del proprio stipendio -, la più bella della mia vita.
Per correttezza ed evitare qualsiasi ripercussione successiva, lavoravo il mio capo ai fianchi da mesi cercando di fargli digerire il fatto che sarei mancato nel periodo più caldo dell'anno - quello invernale -, lottando contro le sue neppure troppo velate speranze che potessi essere presente a dicembre: il giorno in cui gli comunicai che sarei sicuramente rimasto a casa almeno fino al trentuno gennaio, la sua reazione fu straordinariamente pacata, tanto che pensai "devo aver fatto proprio una bella opera di convincimento".
Peccato che, lo scoprii soltanto dopo, dai piani alti gli avessero comunicato il giorno prima di me che avremmo chiuso proprio con la fine dell'anno, e che dunque, di fatto, non sarei più tornato in quello che era stato il mio posto di lavoro - nonostante i cambi di gestione - dal novembre del duemilaquattro.
Trascorsa la paternità, dunque, dal dodici di gennaio scorso sono ufficialmente senza lavoro.
Niente drammi, per carità: ho vissuto ogni istante di questa nuova "avventura" come un'opportunità per ricominciare e reinventarmi, magari tentando di percorrere una strada che possa essere più vicina a quelle che sono le mie passioni.
Ma non è questo, quello di cui volevo parlare: in Italia al momento non esiste più la mobilità come la si conosceva, ma, in caso di licenziamento per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore, si utilizzano piattaforme studiate affinchè il lavoratore stesso percepisca un'indennità di disoccupazione subordinata ad un patto di servizio stipulato dallo stesso con un'agenzia di collocamento o un ente che si occupi di ricollocazione che di mese in mese diminuisce fino allo scadere del periodo per il quale è diritto riceverla.
Il diciotto gennaio scorso, seguendo il percorso che lo Stato ha tracciato per il sottoscritto, ho fatto partire questa procedura, dovendo affrontare tutte le piccole e grandi menate burocratiche che anche online si fanno sentire - il sito della Regione Lombardia, in questo senso, è una vera merda, sappiatelo -, inviando i documenti di rito all'INPS e sottoscrivendo il suddetto patto di servizio.
Sono passati quasi tre mesi, da quel momento.
Tre mesi in cui ho fatto progetti alternativi per il mio futuro, oltre a godermi i Fordini, la casa ed il tempo a disposizione, e migliorare molto come casalingo.
Tre mesi in cui, dall'INPS e dallo Stato, non ho visto arrivare ancora nulla.
Tre mesi in cui il massimo sforzo dell'agenzia sono stati due incontri da due ore e mezza per aiutarmi a compilare per l'ennesima volta il curriculum ed inviarlo sfruttando le piattaforme assurde di alcuni siti molto noti di ricerca di lavoro ed un'offerta per un colloquio per un posto non certo di rilievo in una grande azienda al quale sarebbero seguiti due contratti da una o due settimane, ed in caso uno da tre o sei mesi.
E nel frattempo, se posso permettermi di percorrere le strade alternative di cui parlavo, posso farlo solo grazie ai soldi arrivati dal mio ex datore di lavoro, lo stesso per il quale ora mi ritrovo disoccupato.
Se non fosse che sono un ottimista, un ingordo di vita e abbia voglia davvero di cambiare, per me e per la mia famiglia, ci sarebbe quasi da piangere, nel pensare al grottesco di certe situazioni.
Dev'essere per questo, o perchè sono cresciuto in una famiglia in cui si è sempre lavorato, o perchè, semplicemente, come ai tempi del post dedicato all'ultima stagione di Spartacus, "non sono nato Romano", che Ken Loach mi arriva senza scorciatoie dritto al cuore.
Io, Daniel Blake è stato un colpo profondo e sofferto, di quelli come fu per My name is Joe.
Ed ancora una volta al termine di un film firmato dal più comunista tra i grandi registi europei - e non solo - mi sono ritrovato con il fiato corto e le lacrime agli occhi.
Io non sono un uomo tutto d'un pezzo come Daniel Blake: nella mia vita ho tradito, mentito, rubato, ho fatto in modo, con i mezzi che avevo ed ho avuto, di ritornare i colpi che ricevevo.
Non sono un puro. Anzi.
Ma so cosa significa aver voglia di far sentire la propria voce, così come avere la sensazione che nessuno, a parte chi ti ama davvero, farà nulla affinchè questo possa accadere.
Anche quando afferma il contrario.
So cosa significa farsi il culo, ed avere una dignità.
So cosa significa vederla in chi ci sta di fronte e magari, in quel momento, sta lavorando per noi.
Ma come cantava De Andrè, "Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza, fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza, però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni".
E quando i "poteri buoni" ci mettono alle strette, è importante, giusto, vitale far sentire quella voce.
La stessa che dice "Io sono Daniel Blake".
Fosse anche l'unica e l'ultima cazzo di cosa che facciamo.


 


MrFord 




 

giovedì 8 dicembre 2016

Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà (Ken Loach, UK/Irlanda/Francia, 2014, 109')





Probabilmente, in una vita neppure troppo lontana da questa, devo essere stato un comunista irlandese pronto a vivere la vita e cercare di godersela il più possibile, tra letture, alcool e donne, in barba alla Chiesa e a tutte le sue stronzate, così come alla volontà della stessa di mantenere il proprio regime schiacciando il popolo attraverso l'ignoranza.
Probabilmente, ci sono temi come la Libertà - di pensiero prima di tutto, ma oserei dire sociale -, l'essere fieri outsiders ed appartenenti agli strati bassi della scala che porta al Potere ed al Denaro, la voglia di esprimersi e vivere sempre a tutti i costi, che mi toccheranno sempre.
Da Spartacus a Jimmy's Hall.
Nel corso di questo mio periodo da padre casalingo, complici l'autunno ed una freschezza mentale che non va a braccetto con la stanchezza fisica di stare dietro ai Fordini ed alle faccende di casa, ho riscoperto il gusto, accanto alle tamarrate, delle visioni più autoriali che negli ultimi mesi avevo molto accantonato, considerato il rischio decisamente pesante di crollo verticale durante la visione: tra gli altri titoli, ho dunque riesumato Jimmy's Hall, per l'appunto, lavoro di un paio d'anni or sono firmato dal vecchio combattente Ken Loach, che grazie agli dei ed in barba agli stessi non manca mai di ricordare al pubblico la sua voglia di raccontare storie semplici e dirette e mostrare quelli che sono i suoi valori.
La vicenda di James "Jimmy" Gralton, che ha ispirato Loach ed il suo fedele collaboratore Paul Laverty, e della sua Hall, è schietta, onesta e viva come solo la gente della strada - e specialmente, lo dico per esperienza, quella delle strade irlandesi -, pronta a mostrare quanto grande sia il bisogno di svago, di cultura, di nutrire menti e cuori in modo da non essere ridotti in ginocchio dal Potere - che abbia forma politica o religiosa, poco importa -, di mantenere la propria dignità non solo nei momenti dedicati al piacere, ma anche al lavoro, alla famiglia e a tutto quello che costituisce la base ed il fondamento di una vita piena.
Ed è un bene, un gran bene, che registi come Loach e film come Jimmy's Hall ci ricordino quanto siano importanti questi valori, soprattutto attraverso pellicole che non alzano la voce, a meno che non ce ne sia bisogno, che paiono così semplici da poter essere dimenticate e finiscono dritte nel cuore, per conquistare e commuovere, e mettere all'angolo questo vecchio cowboy che, con il cucchiaino della frutta in mano nell'ora della merenda della Fordina in attesa di andare tutti insieme a prendere suo fratello, stenta a trattenere le lacrime nel momento in cui la gente semplice di una comune cittadina della campagna irlandese saluta per sempre quello che è stato, pur non avendo compiuto altra impresa se non esortare ognuno di loro a pensare con la propria testa ed arricchire la propria mente ed il proprio cuore, un vero eroe.
Ed osservo il vecchio, chiuso, oppressivo prelato lodare il coraggio di qualcuno pronto ad essere davvero libero, al contrario dei suoi uomini e di lui stesso, osservo Jimmy stimare più quell'ostico, ottuso nemico che non il giovane prete che cerca un dialogo tra le parti e "tiene il piede in due scarpe", osservo un padre picchiare a sangue la propria figlia colpevole di essere andata a ballare come se la violenza fosse un atto giustificato dal dio che tanto dovrebbe adorare, ho visto la voglia di prendere la vita tra le mani ed il potere terrificante dell'ignoranza.
Ho visto vite che potrebbero essere state la mia. Non tutte, certo.
Ma quella di Jimmy, senza alcun dubbio.
Questo perchè forse, un giorno neppure troppo lontano, sono stato un comunista irlandese sostenitore del libero pensiero ed avversario dell'ignoranza e della Chiesa.
Questo perchè adoro vivere, e considero l'ignoranza come uno dei mali peggiori che il Potere possa spargere nel mondo.
Ed ecco fatto.
Quei due vecchi bastardi di Loach e Jimmy mi hanno fatto commuovere un'altra volta.




MrFord




 

giovedì 20 ottobre 2016

Thursday's child


Prosegue l'autunno in sala con una settimana di proposte pronte a soddisfare i palati grezzi ma tosti dei fordiani e quelli fini ma decisamente pusillanimi dei cannibalini.
Dal ritorno di Tom Cruise a quello di Ewan McGregor, dai solito, inutile Cinema italiano a quello potenzialmente interessante del resto del mondo, ecco una nuova puntata della rubrica dedicata alle uscite in sala come sempre condotta dal sottoscritto e dal suo antagonista per la vita Cannibal Kid.

"Non sei contenta che sia io a guidare, e non Ford?"

Jack Reacher – Punto di non ritorno

"Ti proibisco di permettere a Ford di guidare questa macchina. L'ho pagata un paio di milioni di dollari."

Cannibal dice: Sono pochi gli action hero che mi piacciono, a differenza di Ford che si trasforma in una fangirl per ognuno di loro, da quelli più tamarri come Van Damme fino persino a Matt Damon. Io invece mi gaso solo (e comunque non sempre) con Bruce Willis e Tom Cruise. Il primo Jack Reacher mi era sembrato una versione più debole della saga di Mission: Impossible, ma tutto sommato credo che una visione gliela darò anche a questo secondo capitolo, se non altro per rivedere in azione il sempre più vecchio ma sempre più giovanile (al contrario di Ford) Tom Cruise.
Ford dice: Tom Cruise è uno dei pochissimi attori in grado di mettere d'accordo il sottoscritto e la sua nemesi qui presente, e Jack Reacher, per quanto non esaltante come i suoi film migliori, mi aveva soddisfatto discretamente alla sua uscita. Dunque una visione a questo secondo capitolo pare doverosa e scontata, sperando che superi in qualità il primo e dimostri ancora una volta che esistono interpreti e registi in grado di mettere d'accordo perfino i due nemici numero uno della blogosfera.




Cicogne in missione

"Cuccioli Eroici? Mi spiace, qui non ne teniamo."

Cannibal dice: Bambinata dell'anno e forse del secolo perfetta per uno che continua a portare in questo mondo bebè più di qualunque cicogna: Mr. James Ford.
Ford dice: titolo d'animazione che pare una delle peggiori trovate da botteghino degli ultimi mesi, eppure in cabina di regia figura Nicholas Stoller, che mise d'accordo contro la blogosfera tutta Cannibal e Ford ai tempi di Cattivi vicini. Cosa accadrà questa volta?



American Pastoral

"Non hai comprato neppure il necessario per fare il white russian: è davvero uno scandalo."

Cannibal dice: American Pastoral segna l'esordio dietro la macchina da presa di un attore cui voglio bene in maniera particolare fin dai tempi di Trainspotting. Per lui è arrivato il momento giusto per dare il via a una brillante carriera anche da regista, o avrà fatto il passo più lungo della gamba?
Ammetto di avere un po' paura di scoprirlo, ma mai quanto di avventurarmi nella lettura di un nuovo post fordiano.

Ford dice: ho sempre voluto bene a Ewan McGregor, ma questo suo esordio dietro la macchina da presa mi sa tanto di tentativo di reinventarsi destinato a fallire. Un po' come quando Cannibal tenta di spacciarsi per un esperto di Cinema.



Io, Daniel Blake

"Ragazzi, dobbiamo correre al supermercato prima che passino i Ford e non resti più nulla."

Cannibal dice: Ken Loach è notoriamente sempre stato un regista fordiano, e quindi barboso, che non sono mai riuscito ad amare più di tanto. Questo suo nuovo film dal trailer mi è però sembrato più emozionato ed emozionante del solito e ho l'impressione che per una volta potrebbe convincere anche me. Maybe.
E comunque sempre meglio un film che si chiama Io, Daniel Blake che uno intitolato Io, James Ford.
Ford dice: Ken Loach, nonostante di tanto in tanto finisca per esagerare con la sua retorica "contro", è da sempre uno dei favoriti del Saloon, e questo suo ultimo lavoro, vincitore della Palma d'oro a Cannes ed incentrato sulla classe operaia anglosassone pare essere quantomeno costruito sulle stesse fondamenta dei lavori migliori del regista. Dunque, alla facciazza dei radical come Cannibal che lo criticano, spero in una folgorazione fornita dal vecchio Ken.



Piuma

"Questa roba sa di cannibalata lontana un miglio."

Cannibal dice: Possibile ennesima piacevole sorpresa di un'annata cinematografica italiana che sta stupendo tutti, tranne quel vecchio repubblicano di Ford che si gasa solo con le produzioni USA! USA! USA! O, peggio ancora, con qualche mattonazzo made in Russia, contro cui questo film leggero come una Piuma sembra un buon antidoto.
Ford dice: curioso che, nello stesso giorno in cui ho ricevuto i commenti di Cannibal ai film in uscita, ho finito per assistere al trailer di quella che mi sembra l'ennesima, patetica, pacchianata italiana.
Bocciato a priori e senza alcun tipo di ripensamento.



I babysitter

"Tu che hai una certa età, dovresti ascoltare i consigli di Ford: lui sì che se ne intende."

Cannibal dice: Al Nongio Francesco Mandelli non riesco a voler male, anche quando fa le peggio cretinate come sembrerebbe in questo caso. A Paolo Ruffini invece sì. Considerando che questa è la versione italiana del francese Babysitting, che già a sua volta sembrava lo scopiazzamento di una commedia americana in stile Una notte da leoni, direi che se non altro ce n'è abbastanza da far incazzare a dovere Ford. Uno che avrebbe bisogno di un babysitter per sé, non per i suoi figli. Mentre io assumerei volentieri una babysitter. Per me.
Ford dice: robetta sempre italiana con il sempre poco sopportabile Mandelli e l'ancora meno sopportabile Ruffini che pare ancora meno interessante della robetta che pare l'abbia ispirato.
Ancora una volta, bocciato senza pensieri.



Pay the Ghost

"La cameretta di Cannibal è davvero spaventosa: speriamo almeno di non incontrare lui in persona."

Cannibal dice: Cos'è Pay the Ghost? La storia dei registi che continuano a pagare il fantasma di Nicolas Cage per farlo recitare nei loro film?
L'ambientazione halloweeniana la rende una visione perfetta per questo periodo, peccato che la presenza di Cage in un film sia sinonimo di disastro quanto quella di Ford all'interno di un post. Pure quello che state leggendo in questo istante.
Ford dice: Cage avrà sempre la stima del sottoscritto, ma questa non pare una delle sue interpretazioni più memorabili.
Un po' quello che accade con il Cannibale. Ad ogni suo post.



Il missionario

"Pronto? Ho bisogno urgente di un esorcista per Cannibal e Ford: non è possibile che due personaggi del genere non siano posseduti dal demonio."

Cannibal dice: Film spagnolo ambientato in Paraguay con un protagonista teenager, e quindi potenziale visione cannibale, ma anche una pesante tematica religiosa, e quindi perfetta per quel chierichetto di Ford. Nell'indecisione, la mia missione settimanale, oltre a quella di pigliare per il culo il mio blogger-nemico come al solito, è quella di non guardarlo.
Ford dice: la religione ed il Saloon stanno su due pianeti - e anche galassie - profondamente lontane, dunque per il momento lascerò che il mio antagonista e finto ribelle Cannibal si sciroppi questa roba tra l'autoriale ed il mistico.
Io, dal canto mio, continuerò sulla mia strada da miscredente.


giovedì 18 dicembre 2014

Thursday's child

La trama (con parole mie): infine, eccoci giunti. L'anno in corso sta per concludersi, e con esso la rubrica dedicata alle uscite cinematografiche firmata dal sottoscritto e dalla sua nemesi Cannibal Kid. Questo significa che non vedrete più i nostri brutti musi intenti a sparlare dei titoli pronti a giungere in sala? Assolutamente no!
Semplicemente, con questi ultimi possibili botti, si conclude il duemilaquattordici delle anticipazioni dei due bloggers più in lotta della rete: ma non temete, perchè dai primi giorni di gennaio torneremo qui, con le classifiche del meglio e del peggio dell'annata alle spalle e pronti a riprendere la nostra lotta settimanale.

Per festeggiare il natale anche Ford e Cannibal si scambiano convenevoli.


L'amore bugiardo - Gone Girl


Cannibal dice: L'ultimo grande film dell'anno. È una verità, o solo una menzogna? E se vi dico che Mr. James Ford è il più grande blogger e intenditore di cinema mai venuto al mondo, voi penserete che sia sincero? E a lui, a forza di avere una rubrica insieme a me, è cresciuto un ego così grande da pensare che stia davvero dicendo sul serio?
Ford dice: di norma, con Fincher non si scherza. L'autore di alcuni dei più celebrati film USA degli ultimi anni torna in sala con quello che dovrebbe essere l'ultimo grande titolo del duemilaquattordici: ma sarà davvero così? Ci ritroveremo tra le mani uno dei potenziali film dell'anno oppure una delusione cocente? Solo il tempo - e l'incombente recensione fordiana - ce lo diranno.
Quanto a Cannibal, potrebbe sempre scomparire dalla blogosfera per festeggiare il quinto anno di White Russian.

"Voglio lanciare un appello affinchè chiunque abbia informazioni sulla mia fidanzata Katniss Kid si faccia avanti!"

Big Hero 6


Cannibal dice: Disney + supereroi Marvel = probabile massacro di Natale in arrivo su Pensieri Cannibali.
Oppure no?
Negli ultimi mesi sono rimasto piacevolmente sorpreso da una produzione della casa di Topolino come Frozen, così come dall'ultimo giocattolone della Marvel Guardiani della Galassia, quindi pure questo potrebbe beneficiare del trend positivo. Dopo tutto, come dice il detto, non c'è due senza tre. Così come non c'è Ford senza Cannibal. Purtroppo.
Ford dice: di questo film ho letto solo un gran bene, in rete. Eppure, nonostante sia un grande fan dei supereroi e dello stile Disney quando lo stesso si avvicina a quello Pixar, nutro qualche riserva a proposito di questo Big Hero 6.
Sarà forse perchè ultimamente Cannibal sta diventando più fordiano di quanto non sia mai stato e dunque mi induca a cercare di essere più cannibalesco? Anche in questo caso, solo il tempo ed i nostri due pareri - speriamo opposti - lo potranno rivelare.

"Ford, togliti questo guantone, non voglio tu mi faccia troppo male!"
Il ragazzo invisibile


Cannibal dice: Oltre alla Disney, pure il cinema italiano si confronta con la (ormai abusatissima) tematica supereroica e a farlo è Gabriele Salvatores, un regista di cui ho sempre apprezzato le intenzioni, più che i risultati. Tra i registi nostrani è uno di quelli che più guardano all'estero, uno che prova a fare un cinema il meno provinciale possibile. Ironia della sorte, il suo film che preferisco è Come Dio comanda, ambientato proprio nella provincia italiana. Altra ironia della sorte, la sua pellicola più universalmente nota è invece Mediterraneo, un film simbolo proprio dell'italianità nel mondo ed esageratamente, come lo stesso Salvatores ha ammesso senza problemi, premiato con l'Oscar. Adesso Salvatores prova a salvare il cinema natalizio nazionale con un progetto dal respiro internazionale, un film su un supereroe adolescente con il potere dell'invisibilità come uno dei Misfits. E io ho come l'impressione che ancora una volta apprezzerò più il tentativo che non il risultato finale.
Quanto a Ford, come vorrei che anche lui fosse invisibile!
Ford dice: c'è stato un tempo in cui ho amato molto Salvatores. I tempi di Turnè, Marrakech Express, Mediterraneo e Puerto Escondido, film semplici - forse perfino troppo -, ma decisamente genuini. Da Nirvana in poi, però, il regista ha deciso che emulare prodotti di successo nel resto del mondo pareva essere più interessante che sfornarne di propri. Dunque non ho troppa fiducia in questo Il ragazzo invisibile, come non ne ho mai rispetto alle opinioni del mio antagonista.
Del resto, non c'è mai stato un tempo in cui ho amato Peppa Kid.

"Ebbene sì, sono un piccolo Simon Baker!"

Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate


Cannibal dice: La saga del Signore degli anelli ai tempi mi era piaciuta. Quella de Lo Hobbit invece no. Non ce la faccio proprio. Sono arrivato stremato alla fine della visione del primo e del secondo non sono riuscito ad andare oltre i primi 20/30 minuti. Per quanto possa voler bene a Peter Jackson, per me è un'inguardabile bambinata fordianata fantasy. Chissà se riuscirò mai a finire di vedere per intero questa trilogia?
Finire vivo, intendo.
Ford dice: Il signore degli anelli - di fatto lo Star Wars moderno - è stato uno dei capitoli fondamentali del Cinema degli Anni Zero. Lo Hobbit e la sua trilogia stanno allo stesso Lord of the rings come la seconda trilogia di Star Wars sta alla prima: ottimi prodotti, grande nostalgia, ma un grado decisamente minore di coinvolgimento.
Speriamo, con questo terzo capitolo, di rimanere stupiti: senza dubbio, si assisterà ad uno spettacolo unico che solo i poco di buono come il Cannibale non sapranno apprezzare.

Ford guida le sue armate di bruti in direzione di Casale.

Un Natale stupefacente



Cannibal dice: Ci sono un sacco di comici italiani che non mi piacciono o che non sopporto. Lillo e Greg fanno invece parte di un'altra categoria ancora, quella dei non-comici. Pur con tutta la fantasia del mondo, non riesco proprio a considerarli tali. Dovrebbero far ridere? Davvero?
Se sono comici loro, allora Ford è un mattacchione ahahah!
E Ambra Angiolini si crede di essere un'attrice? Davvero???
Certo che di gente che si fa di stupefacenti ce n'è tanta in giro. Qualcuno avanza qualcosa anche per me?
Ford dice: il Cinema italiano chiude un'annata pessima - nonostante l'Oscar a La grande bellezza - con l'ennesimo film di natale evitabile. Confermandosi l'unica realtà della settima arte in grado di mettere sempre d'accordo i due conduttori di questa rubrica.

"Ford e Cannibal hanno davvero scritto questo del nostro film?" "Già. Forse è meglio dare forfait."
St. Vincent


Cannibal dice: L'amicizia tra un vecchietto e un ragazzino...
Ma questa è la storia mia e di Ford, dovremmo farci pagare i diritti di sfruttamento. Non fosse per un piccolo dettaglio: la nostra non è un'amicizia, bensì un'inimicizia.
Ford dice: questa pare una versione alternativa della rivalità del sottoscritto e Katniss Kid. E dato che la nostra rivalità è inimitabile, lo snobberò senza patemi.

Peppa Kid al lavoro nel giardino di Ford.

Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà


Cannibal dice: Pur apprezzando la “britannicità” in generale, non sono mai stato un fan di Ken Loach. Troppo neorealista e soprattutto troppo neofordiano per i miei gusti. Questo nuovo Jimmy's Hall dal trailer però mi ispira una discreta fiducia. E allora, tutti a ballare nella Jimmy's Hall. Basta che non invitiate anche Step Up Ford!
Ford dice: Loach è da sempre uno dei registi europei impegnati più amati al Saloon. Non sempre mi ha soddisfatto - si veda il troppo retorico Il vento che accarezza l'erba -, ma è riuscito anche a regalare vere e proprie chicche come My name is Joe o La parte degli angeli.
Questo nuovo Jimmy's Hall, quasi ottimista per i suoi standard, potrebbe rappresentare una sorpresa più che piacevole per i suoi sostenitori. Dunque, lo sosterrò ballando selvaggiamente sui piedi del Cannibale.

"Piuttosto che andare in macchina con Ford, giriamo tutti in bicicletta!"

Un gatto a Parigi


Cannibal dice: Pellicola francese del 2010 che agli Oscar 2012 aveva ottenuto la nomination agli Oscar come miglior film d'animazione e che arriva ora “leggermente” in ritardo sui nostri schermi. Non dovrebbe essere male e considerato il mio amore sia per i gatti che per il cinema francese potrei anche concederle una visione, però il rischio di trovarsi di fronte alla solita roba natalizia per bimbetti fordiani non è da escludere del tutto.
Ford dice: e per chiudere l'annata pessima della cinematografia italiana, ci si mette la pessima distribuzione italiana con le sue tempistiche fuori da ogni logica.
Per quanto mi riguarda, ho troppi recuperi in lista per recuperare anche questo.

Cat(niss) Kid verifica che in giro non ci siano tracce di Ford Dog.
Cenerentola
(da martedì 23 dicembre)


Cannibal dice: Carletto Verdone alla regia della versione cinematografica di un'opera lirica tratta dalla celebre favola?
Mi sa che qua qualcuno si è bevuto il cervello. E per una volta non è Ford.
Ford dice: Verdone a me è sempre stato simpatico.
Ma qui mi pare aver esagerato davvero. Neanche fosse quell'egomaniaco di Cannibal Kid.

"Merda, Ford e Cannibal hanno saputo del mio nuovo film!"
Paddington
(da giovedì 25 dicembre)


Cannibal dice: La vicenda di un orso che dalla giungla peruviana si trasferisce a Londra?
Cos'è, il film biografico dedicato a Ford? L'unica differenza che vedo è che lui si è trasferito a Lo...di e non a Londra.
Ford dice: vedrei meglio un bel documentario in stile Grizzly man con Cannibal divorato dal più grosso del branco, che questo ripescaggio dell'ultimo minuto e della fine dell'anno.
Dunque, affilo gli artigli e aspetto al varco il mio rivale per festeggiare come si deve l'ultima puntata della rubrica. Almeno fino all'inizio di gennaio.

Il Cucciolo Eroico immortalato in vacanza.

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