Qualche anno fa, in pieno tripudio da Expendables, recuperai The mechanic, action "filosofico" con Simon West in regia e Statham nel ruolo del protagonista, pellicola che partì benissimo - considerato il genere spaccaculi - e deragliò con una seconda metà troppo "cerebrale" per essere adatta ad un prodotto di questo tipo.
Memore solo in parte della delusione, scoperto questo recente sequel pronto a riportare sullo schermo il killer/tuttofare/chimico/artista della fuga/spaccaculi professionista Bishop, ovviamente è scattato l'immediato recupero, forte non solo della conferma di Statham, ma anche della presenza nel cast di Tommy Lee Jones, da anni orientato su film decisamente più autoriali di questo: e pronti via, i primi dieci minuti con ambientazione carioca - ritroviamo il "meccanico" a Rio - paiono un vero tripudio, con il Nostro come al solito lupo solitario in cerca di una nuova vita anonima ma goduriosa rintracciato da un gruppo di belligeranti tirapiedi di un ex amico che vengono debellati alla grande prima che Bishop possa deliziarci con un paio di voli neanche fossimo in Rio - questa volta il cartone animato - tra cabinovie e parapendio.
Peccato che, dopo averci ingolositi e non poco, Gansel e gli sceneggiatori - soprattutto - cambino rotta riportando le atmosfere della seconda parte del primo film a galla, inserendo perfino una parentesi da storia d'amore che si addice poco e male non solo a questo tipo di prodotti - mica tutti possono essere Rambo 2, in fondo -, ma anche a Statham, a suo agio nell'approcciare Jessica Alba almeno quanto Cannibal Kid in un quadrato di wrestling.
Un vero peccato, perchè se questo Resurrection doveva rivitalizzare un charachter dalle enormi potenzialità limitato da sceneggiatori che paiono usciti dall'Università della mancanza di logica degli horror peggiori e produzioni di livello televisivo - e non sto parlando di livello televisivo in stile True detective, per intenderci - non ci è riuscito se non a sprazzi - la sequenza dell'assalto alla piscina "sospesa" del trafficante di armi e uomini a Sidney è una vera chicca in stile Mission: impossible -, finendo per portare in scena un titolo che è una manna dal cielo per tutti i radical potenziali detrattori del genere botte da orbi, che non esiteranno, nel caso in cui dovessero osare e resistere all'intera visione, a sparare a zero su tutto e tutti, da Gansel, a Statham, a Jones - truccato neanche fosse tornato ai tempi di Batman - fino ai già citati sceneggiatori, sui quali neppure io, da fan accanito di queste tamarrate action, sento che si possa fare qualcosa.
Restano dunque le evoluzioni di Statham in bilico tra acrobazie, arti marziali, spara spara e soprattutto lezioni di coltello - come già visto nel mitico secondo film della già citata trilogia degli Expendables, il ragazzone inglese con le lame ci sa fare parecchio - e poco altro, compresa la speranza che, nel caso in cui si decidesse di optare per un terzo film, ci si concentri più sull'aspetto ludico buttando magari anche un pò di logica in forno insieme ad esplosioni, calci nei denti e via discorrendo, sacrificando nel contempo filosofeggiamenti ed inutili quanto sterili avventure amorose.
Santo cazzo, è un action con Statham che dovrebbe rompere culi senza requie dal primo all'ultimo minuto, non una commedia romantica.
Come giustamente afferma George Washington Duke in Rocky V, "è ora di fare lavorare questi muscoli".
E non posso che sottoscrivere in pieno.
MrFord