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mercoledì 22 novembre 2017

Modern Family - Stagione 8 (ABC, USA, 2017)





L'appuntamento annuale con Modern Family equivale, in casa Ford, alla sensazione di piacevolezza che si prova nel rientrare tra le proprie mura dopo una giornata di lavoro, o al termine di una qualsiasi serata fuori o momento in cui, banalmente, l'unica cosa di cui si ha bisogno è un rifugio.
Nel corso dei suoi ormai otto anni di programmazione, il serial targato ABC, pur non stupendo per originalità o rottura degli schemi o regalando al pubblico stagioni in grado di far gridare al miracolo, ha compiuto l'impresa decisamente non da poco di mantenere lo stesso standard qualitativo senza alcun calo di tensione, sia essa emotiva o ironica, cosa da queste parti ancora più apprezzata in quanto sit-com, genere che non ho decisamente mai amato troppo.
Il tema della Famiglia, poi, risulta affrontato in modo sempre fresco e coinvolgente, a prescindere dal fatto che dall'altra parte dello schermo possano esserci single incalliti o vere e proprie tribù: dalle nostre parti, a partire dalla sigla, Modern Family riscontra grande successo anche rispetto ai Fordini, che in modo diverso ma ugualmente splendido manifestano la loro approvazione e portano noi "old school" a pensare a quando ci troveremo nella stessa condizione dei genitori protagonisti di questa stagione, quasi completamente incentrata sulla crescita dei figli delle tre famiglie protagoniste, in particolare Manny e Luke, giunti all'anno del diploma ed momento della scelta del college.
Se, poi, accanto a loro vengono considerate Ellie - già "inserita" nel mondo del lavoro" -, Alex - in bilico tra università e primo impiego - e la piccola Lily - pronta a rivelare sorprese nel corso della stagione - la sensazione di tempo che inesorabilmente trascorre e generazioni che si passano il testimone viene addirittura amplificata, toccando corde per le quali è impossibile rimanere indifferente per qualsiasi genitore.
Accanto a questa tematica decisamente sensibile - almeno per il sottoscritto, che già vede la Fordina in età da difesa automatica contro qualsiasi possibile fidanzato e il Fordino impegnato negli studi - si concentrano i momenti divertenti ed emozionanti legati al consueto gruppo di rodati charachters ed attori, dai mitici Jay e Phil - che continuano ad essere i miei favoriti - alle vulcaniche Gloria e Claire, diverse tra loro ma ugualmente dirompenti, senza ovviamente dimenticare Cameron e Mitchell, in grado di rendere e di ridere sul concetto di coppia gay senza risultare pesanti, spocchiosi, troppo ammiccanti o ruffiani.
Un plauso va senza ombra di dubbio agli autori ed alla produzione, capaci non solo di selezionare un gruppo di interpreti fisicamente perfetto per i ruoli delineati, ma anche e soprattutto in grado di mantenere attenzione, divertimento ed emozione ben oltre il livello di guardia nonostante il successo e tutti gli anni trascorsi.
Non resta, dunque, che attendere la prossima stagione per scoprire cosa ne sarà delle nuove generazioni dei Dunphy, dei Pritchett e dei Pritchett-Tucker.
Noi Ford, e rigorosamente insieme, saremo qui pronti per scoprirlo.




MrFord




 

domenica 8 maggio 2016

Modern Family - Stagione 6

Produzione: ABC
Origine:
USA
Anno:
2015
Episodi:
24







La trama (con parole mie): le vicende dei Pritchett, dei Dunphy e dei Pritchett/Tucker proseguono nella loro irregolare, scombinata quotidianità. Jay e Gloria, impegnati principalmente rispetto alla crescita del piccolo Joe, vedono Manny diventare un adolescente e frequentare le prime ragazze; Tucker e Mitchell affrontano la prima formazione del carattere di Lily, l'idea di adottare un secondo figlio e la perdita del lavoro proprio di Mitchell, che per tanto tempo era stato al contrario la colonna portante, finanziariamente parlando, della famiglia; Phil e Claire, invece, imparano a conoscere i nuovi vicini ed assistono alla crescita di Luke - della stessa età di Manny -, Alex - giunta all'anno del diploma e destinata, prima della famiglia, ad una scuola di alto livello - ed Hailey, alle prese con una cotta che potrebbe cambiarle la vita.
Come gestiranno i piccoli e grandi stress quotidiani i componenti di queste disequilibrate, perfettamente normali famiglie?












Di norma, una delle cose più belle di un viaggio, paradossalmente è costituita dal ritorno a casa.
Personalmente, adoro scoprire luoghi e conoscere persone, percorrere strade e sperimentare cose nuove che mi affascinano o potrebbero piacermi quanto le vecchie, eppure nel corso di ogni avventura della mia vita, il richiamo del rifugio non ha mai smesso di farsi sentire.
Nell'ambito delle serie tv, uno dei titoli che, anno dopo anno, oltre a non aver perso assolutamente smalto pur non rientrando tra i miei generi preferiti - ho sempre detestato non troppo cordialmente le sit com - ha rappresentato sempre più questo concetto è stato Modern Family, pronto a divertire, in parte quasi commuovere e coinvolgere gli occupanti di casa Ford in misura sempre maggiore mano a mano che la famiglia si è allargata, complici le caratterizzazioni dei protagonisti, sempre spassosi ed al sesto giro di giostra ancora in grado di apparire freschi e divertenti come al primo: e da Jay - che continua ad essere il mio personale favorito - all'irresistibile Phil - uno dei comedy charachters più riusciti della Storia del piccolo schermo, almeno negli ultimi vent'anni -, passando per Claire, la coppia Mitchell/Cam, i nuovi vicini dei Dunphy - che paiono i miei vicini ideali, tamarri pieni di sorprese come mi piace intendere che sia l'essenza degli USA - ed ogni personaggio piccolo o grande di questa serie semplice e diretta, pane e salame come dovrebbero essere tutte, leggera quanto basta per divertire ad ogni età ed in tutte le condizioni senza dimenticare, comunque, di approfondire tematiche importanti - se non fondamentali - come quelle della Famiglia e dei legami che si costruiscono giorno per giorno, alimentati da discussioni e malintesi, risate e lacrime, pronti a porre le basi dell'esistenza di ognuno di noi, da quando si è figli a quando si è genitori o nonni.
Sarebbe inutile, per il resto, che analizzassi questa stagione ed i suoi episodi in particolare, o raccontassi quali sono e potrebbero essere le evoluzioni delle vicende di queste tre scombinate eppure clamorosamente normali famiglie: la cosa migliore di Modern Family, infatti, è più che altro quella di trasportare il suo pubblico in un universo che conosce bene perchè, in un modo o nell'altro, l'ha vissuto sulla pelle.
E' lo stesso che ci ha visto almeno una volta detestare i nostri genitori, o amarli alla follia, combattere con fratelli o sorelle per cose che, una volta alle spalle, appariranno come stronzate, prendere cotte e poi prenderne altre, scoprire tutta la fatica, il divertimento e la magia - neanche ci si trovasse in qualche film fantasy - di costruire una famiglia, e vederla crescere un giorno alla volta, dal momento in cui ci pare di essere gli indiscussi protagonisti a quello in cui si spera con tutto il cuore che i protagonisti siano quelli che vengono dopo di noi, e rendono la nostra vita la più straordinaria delle avventure e l'impresa più titanica che si possa immaginare.
E quando rivedo Jay, Cam, Phil, Gloria, Mitchell o Claire penso a me e Julez che decidiamo, nei giorni liberi dal lavoro, chi si alzerà la mattina e chi dopo il riposino per portare all'asilo o andare a prendere il Fordino, al Fordino stesso che un tempo mi stava appoggiato all'avambraccio - un pò come la Fordina oggi - ed ora, quando lo sollevo, ed è aggrappato a me come una scimmietta e parla e scopre il mondo e le emozioni come un bimbo grande.
Ed è solo l'inizio.
Un viaggio che ricorda quanto sia importante tornare al proprio rifugio.
Quello che Modern Family, tra una risata e l'altra, sa comunicare nel miglior modo possibile.




E dato che siamo in un giorno speciale per la Famiglia, la Festa della Mamma, vorrei dedicare questo post alla persona senza la quale le due cose davvero stupefacenti che ho fatto nella mia vita non sarebbero state possibili, e che contribuisce ogni giorno a renderle sempre più incredibili.
Grazie, compagna di tenda. L'isola non esisterebbe senza di te.





MrFord





"Oh and isn't it strange
how a life can be changed
in the flicker of the sweetest smile
we were married in spring
you know I wouldn't change a thing
without that innocent kiss
what a life I'd have missed."
Jamie Lawson - "Wasn't expecting that" - 





lunedì 24 settembre 2012

Emmy Awards 2012

La trama (con parole mie): la scorsa notte si è tenuta la cerimonia di consegna dei premi più ambiti del piccolo schermo, quegli Emmy negli ultimi anni dominati in lungo e in largo da Mad Men, per la prima volta scalzato dal gradino più alto del podio da una delle sorprese della scorsa stagione.
Anche il Saloon rende omaggio alla manifestazione, con la consueta lista completa dei premiati e qualche commento che, ovviamente, non poteva mancare.




MIGLIOR SERIE DRAMMATICA

Homeland (Showtime)

Le altre serie in nomination: Breaking Bad (AMC), Downton Abbey (PBS), Mad Men (AMC), Game of Thrones (HBO)

Premio meritato per uno dei titoli più amati della scorsa stagione in casa Ford, anche se personalmente mi dispiace non vedere trionfare due meraviglie come Breaking bad e Game of thrones, specie considerando che la prima è giunta al suo ultimo giro di giostra.


MIGLIOR SERIE COMEDY

Modern Family (ABC)

Le altre serie in nomination: The Big Bang Theory (CBS), Curb Your Enthusiasm (HBO), Girls (HBO), 30 Rock (NBC), Veep (HBO)

Altro premio approvato da queste parti quello per l'unica serie comedy riuscita a fare breccia negli ultimi anni nel cuore del vecchio cowboy.
Per quanto il format sia lontanissimo dai miei gusti personali, la leggerezza ed i temi legati alla famiglia - oltre al suo irresistibile cast - l'hanno resa un piccolo cult da subito.

  
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA

Damian Lewis, Homeland (Showtime)

Gli altri attori in nomination: Hugh Bonneville (Downton Abbey), Steve Buscemi (Boardwalk Empire), Bryan Cranston (Breaking Bad), Michael C. Hall (Dexter), Jon Hamm (Mad Men)

Dispiace non veder incassare l'ormai mitico Bryan Cranston, ma posso anche essere felice per il riconoscimento a Damian Lewis, autore di una prestazione super in una parte decisamente non facile. Ora la curiosità sale rispetto all'incombente seconda stagione.


MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA

Claire Danes, Homeland (Showtime)

Le altre attrici in nomination: Kathy Bates (Harry’s Law), Glenn Close (Damages), Michelle Dockery (Downton Abbey), Julianna Margulies (The Good Wife), Elisabeth Moss (Mad Men)

Nulla da dire a proposito di Claire Danes: l'ex Giulietta ha sfoderato l'interpretazione della vita nel ruolo dell'instabile Carrie Mathison, perfetta nell'esprimere il disagio ed il fiato sospeso tipici dell'atmosfera della serie.


MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY

Jon Cryer, Two and a half men (CBS)

Gli altri attori in nomination: Alec Baldwin (30 Rock), Don Cheadle (House of Lies), Louis C.K. (Louie), Larry David (Curb Your Enthusiasm), Jim Parsons (The Big Bang Theory)


MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY

Julia Louis-Dreyfus, Veep (HBO)

Le alter attrici in nomination: Lena Dunham (Girls), Melissa McCarthy (Mike & Molly), Zooey Deschanel (New Girl), Edie Falco (Nurse Jackie), Amy Poehler (Parks and Recreation), Tina Fey (30 Rock)


MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA

Aaron Paul, Breaking Bad (AMC)

Gli altri attori in nomination: Giancarlo Esposito (Breaking Bad), Brendan Coyle (Downton Abbey), Jim Carter (Downton Abbey), Peter Dinklage (Game of Thrones), Jared Harris (Mad Men)

Felicissimo per il mitico Jesse Pinkman di Breaking bad, ormai uno dei titoli insostituibili di casa Ford. Potrebbe dispiacermi per Peter Dinklage, ma con la terza stagione del serial dedicato ai produttori di meth più famoso del piccolo schermo appena conclusa - recensione a breve - sono entrato in pieno fervore per le vicende di Walter White e famiglia come non mi capitava dai tempi del miglior Dexter.


MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA

Maggie Smith, Downton Abbey (PBS)

Le altre attrici in nomination: Anna Gunn (Breaking Bad), Joanne Froggatt (Downton Abbey), Archie Panjabi (The Good Wife), Christine Baranski (The Good Wife), Christina Hendricks (Mad Men)


MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY

Eric Stonestreet, Modern Family (ABC)

Gli altri attori in nomination: Ed O’Neill (Modern Family), Jesse Tyler Ferguson (Modern Family), Ty Burrell (Modern Family), Max Greenfield (New Girl), Bill Hader (Saturday Night Live)

I premi a Modern family, la cui forza è senza dubbio l'ottimo cast, sono tutti più che meritati. Oltretutto, il Cameron di Eric Stonestreet è uno dei miei preferiti, quindi ben venga.


MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY

Julie Bowen, Modern Family (ABC)

Le alter attrici in nomination: Mayim Bialik (The Big Bang Theory), Kathryn Joosten (Desperate Housewives), Sofia Vergara (Modern Family), Merritt Wever (Nurse Jackie), Kristen Wiig (Saturday Night Live)
 
Stesso discorso di cui sopra.
Oltretutto la Claire di Julie Bowen riesce a spaccarmi dal ridere praticamente ad ogni episodio, in coppia con l'irresistibile marito Phil.


MIGLIOR MINISERIE/MIGLIOR FILM PER LA TV

Game Change (HBO)

Gli altri show in nomination: American Horror Story (FX), Hatfields & McCoys (History), Hemingway and Gellhorn (HBO), Luther (BBC America), Sherlock: A Scandal in Belgravia (PBS)


MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM PER LA TV

Kevin Costner, Hatfields & McCoys (History)

Gli altri attori in nomination: Benedict Cumberbatch (Sherlock: A Scandal in Belgravia), Idris Elba (Luther), Woody Harrelson (Game Change), Clive Owen (Hemingway and Gellhorn), Bill Paxton (Hatfields & McCoys)


MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM PER LA TV

Julianne Moore, Game Change (HBO)

Le altre attrici in nomination: Connie Britton (American Horror Story), Ashley Judd (Missing), Nicole Kidman (Hemingway and Gellhorn), Emma Thompson (The Song of Lunch)


MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM PER LA TV

Tom Berenger, Hatfields & McCoys (History)

Gli altri attori in nomination: Denis O’Hare (American Horror Story), Ed Harris (Game Change), David Strathairn (Hemingway & Gellhorn), Martin Freeman (Sherlock: A Scandal In Belgravia)


MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM PER LA TV

Jessica Lange, American Horror Story (FX)

Le altre attrici in nomination: Frances Conroy (American Horror Story), Jessica Lange (American Horror Story), Sarah Paulson (Game Change), Mare Winningham (Hatfields & McCoys), Judy Davis (Page Eight)

Per quanto la serie sia stata per me una delusione enorme, indubbiamente Jessica Lange è stata in grado di lasciare il segno con un'interpretazione da brividi, sicuramente l'elemento più inquietante di un prodotto che avrebbe voluto raccogliere il testimone di Twin Peaks e che, al contrario, risulta essere soltanto una versione modaiola e sciapa dell'horror di una volta.


MIGLIOR REGIA PER UNA SERIE DRAMMATICA

Tim Van Patten, per l’episodio “To The Lost” di Boardwalk Empire (Hbo)


MIGLIOR REGIA PER UNA SERIE COMEDY

Jason Winer, per l’episodio “Segreti di famiglia” di Modern Family (Abc)


MIGLIOR SCENEGGIATURA PER UNA SERIE DRAMMATICA

Alex Gansa, Howard Gordon e Gideon Raff per l’episodio “Eroe di guerra” di Homeland (Showtime)


MIGLIOR SCENEGGIATURA PER UNA SERIE COMEDY

Louis C.K. per l’episodio “Pregnant” di Louie (Fx)
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