Faccio una premessa: anni fa - e lo ammetto, dovrei rivederlo - considerai il giapponese Ringu un grande horror, ho apprezzato molto la versione a stelle e strisce firmata da Gore Verbinski, considero Samara uno dei charachter del genere più interessanti del passato recente.
Con queste certezze e nessuna aspettativa se non quella di passare una serata in grande relax condita magari da qualche jump scare, con Julez abbiamo affrontato il terzo capitolo del brand e della vicenda dell'appena citata Samara.
Peccato che, a partire dalla visione di The Ring 3, l'unica cosa che mi sia venuta in mente sia stata quella di raccogliere titoli come questo e creare una nuova rubrica periodica con microrecensioni in stile Bullettin battezzata per l'occasione "Vere merde".
Ora non so se effettivamente darò il via a questo nuovo appuntamento qui al Saloon, ma quello che è indubbio è che The Ring 3 appartenga pienamente alla categoria: scrittura pessima, trama trita e ritrita, inutili "twist", logica non pervenuta - elemento, purtroppo, ricorrente negli horror scadenti -, noia tanta e paura assolutamente inesistente.
A parte, dunque, sperare che Samara esista realmente e si prenda la briga di rendere la vita un inferno a chi ha fatto scempio del suo personaggio, non resta davvero altro da dire per quello che si batterà con armi decisamente d'impatto per il podio del peggio di questo duemiladiciassette.
E come per altri titoli destinati alla stessa lotta, da quest'anno ho deciso di non spendere più energie di quante non ne meritino, o servano per definirli.
In fondo, i primi ad averle risparmiate - soprattutto in fatto di cervello - sono proprio i loro autori.
MrFord