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giovedì 14 aprile 2011

Romanzo criminale: la serie Stagione 1

La trama (con parole mie): Uno dei romanzi più tosti, serrati e coinvolgenti della letteratura italiana recente, dopo essere stato portato in sala da Michele Placido, torna con una serie sul piccolo schermo. Le vicende di Freddo, Libanese e Dandi e l'ascesa della banda della Magliana, ispirata ad una delle realtà criminali più importanti sulla scena del Bel Paese a cavallo tra gli anni settanta e ottanta.
Sangue, pallottole e droga, ma anche politica, amicizia, odio e amore.
Insomma, Il potere del cane versione nostrana.

E' davvero difficile, parlare di un affresco come quello dipinto da Romanzo criminale.
Forse, a ben guardare, si dovrebbe semplicemente lasciarsi travolgere, e tuffarsi nell'ascesa come nella caduta, senza chiedersi chi sarà quel vecchio ancora pronto a ringhiare, mordere, ammazzare, gridando "Io stavo col Libanese!", per le strade di una Roma che non lo riconosce più.
O forse chissà, una risposta semplice non c'è.
Una delle polemiche principali legate all'uscita di questo straordinario prodotto - davvero fuori categoria per il panorama italiano - era la possibile esaltazione di caratteri e personaggi che potessero indurre i giovani a seguirne le orme, o qualcosa di simile: gli stessi attori, ricordo bene, furono chiamati in causa per testimoniare che le loro interpretazioni erano quelle di personaggi ispirati ad alcuni dei più terribili criminali in attività in Italia per oltre un decennio a partire dal 1977, tanto per essere sicuri.
Ma non è questo, quello che importa, nel corso di questa cavalcata di dodici puntate capaci di farmi rimpiangere di aver letto il romanzo, e sapere, tendenzialmente, cosa mi aspettava.
Quello che importa è l'umanità che ogni personaggio - o quasi - sprizza da ogni poro.
Certo, si tratta di ritratti quasi sempre o quasi completamente negativi, eppure nelle loro azioni c'è tutta l'incredibile carica di vitalità di un gruppo di ragazzi mossi dal desiderio di cambiare il loro mondo, fosse anche nel sangue.
Come per quelli bravi dipinti da Scorsese in una delle sue opere più rappresentative, anche in questo caso possiamo leggere, nei sogni di gloria del Dandi o del Libanese, tutta la voglia di rivalsa verso un mondo che li ha visti nascere e crescere in fondo ai gradini della società, contro il quale prendersi una rivincita che possa mostrare allo stesso e ai suoi abitanti che quello che lui non gli ha dato, loro saranno sempre in grado di prenderselo.
Eppure, quasi ci trovassimo all'interno di una tragedia shakespeariana, anche i giorni di festa o i trionfi saranno inesorabilmente prologo di una caduta rovinosa, predetta e fiutata soltanto dal Freddo, unico della banda che cercherà, almeno per il momento, di cambiare aria prima che il destino possa venire a chiedere conto battendo cassa per il sangue versato, e per il brivido di essere arrivati in cima.
Il tutto all'interno di una stagione praticamente senza respiro, costruita su una galleria di personaggi definiti alla grande ed assolutamente tridimensionali anche quando non legati al ruolo di protagonisti, ed interessanti nel loro muoversi da una parte e dall'altra della barricata: senza considerare la mia personale preferenza per il Bufalo - eredità del romanzo, dato che ancora, nel corso della serie, non ha esploso tutto il suo potenziale -, appare impossibile non rimanere colpiti anche dai caratteri cui meno ci si associa - nel mio caso, quelli di Patrizia, Trentadenari, lo stesso Dandi, in qualche misura Scialoja, il Terribile -, ed il coinvolgimento e l'immedesimazione giungono puntuali come un pugno nello stomaco, arricchiti nel loro fascino oscuro dal legame profondo che quest'opera ha con la Storia italiana recente.
Ascoltare il misterioso Vecchio, con negli occhi l'immagine promozionale della neonata Canale 5 in tv e sussurrare "un giorno i crimini non saranno più compiuti con le pistole", osservare la solitaria, triste caduta del Libanese, leader fedele e saldo, dedito e passionale, di fronte alla casa di una madre che non sarà in grado di riconoscerlo neppure in punto di morte tocca corde profonde di ogni cuore in grado di provare sentimenti forti, quasi a desiderare di essere al posto di quella donna, e poter scendere ed accogliere il grido disperato di un figlio, di un giovane che pare solo voler dimostrare che con le sue mani è arrivato dove nessuno era mai giunto prima.
Il Re di Roma. Bello, crederci, avrà pensato Libano.
Ma a quale prezzo, si potrà obiettare?
Mi torna in mente così addirittura William Wallace, che prima di andare in battaglia ammoniva i suoi:" Chi combatte può morire, chi fugge resta vivo. Almeno per un pò."
Da sempre ho guardato con scetticismo i giovani tamarri abbagliati dai fasti di Tony Montana e soci, e continuo a farlo.
Ma non riesco a non sentire almeno un briciolo di partecipazione per questi ragazzi, uccisi prima dalla passione che dalle pallottole, dalla droga che dagli avversari, dall'avidità che dagli anni.
Io non so se sarei in grado di sacrificare anche solo potenzialmente la mia libertà o il mio tempo per una rivalsa così netta e destinata ad un fallimento inesorabile, quindi, almeno in parte, rispetto le scelte, per quanto le stesse possano portare a condannabili risultati.
Non devono essere giustificati, non ne avranno mai bisogno, e mai suppongo l'abbiano voluto.
Un pò come noi, che finiamo per commuoverci assistendo alle loro vite e morti.
Perchè sappiamo che, in fondo, a prescindere da quali siano le nostre scelte, o da quale parte si possa stare, ci sono cose che sono semplicemente troppo umane per essere negate.
Come il potere del cane.

MrFord

"Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maestà der Colosseo,
vedo la santità der Cuppolone,
e so' più vivo, e so' più bono, no, nun te lasso mai,
Roma capoccia der monno infame."

Antonello Venditti - "Roma capoccia" -

31 commenti:

  1. Il post più bello dell'anno.
    Avrei talmente cose da dire che mi si incasinano pensieri e parole.
    Stop.

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  2. E io te l'avevo detto che questa serie spacca in maniera impressionante. Ancora oggi, ogni tanto, continuo a guardarla, magari su YouTube. Veramente spettacolare.
    La seconda serie è ancora meglio, pensavo che senza il Libanese il tiro si abbassasse, meno male mi sbagliavo.

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  3. Concordo su tutto. Anche la seconda serie è assolutamente "oltre".
    P.s.: Come al solito non c'entra ma te lo domando??Lo hai visto "Daybreakers"?Se passi da me c'è il post, dimmi che ne pensi....

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  4. A ragà, quà ce stamo a dì che questo è un capolavoro su tuta a facia dea tera. Er Dandi, er Liba, Scrocchialocchio, er Nero, er Freddo... una manica di personaggi tanto ben caratterizzati da lasciare senza fiato. Un post meraviglioso per una serie fantastica e la seconda stagione è ancora mejjio.
    Se non azzardo troppo: meglio del libro e mooolto meglio del film.
    Ad oggi due serie televisive mi hanno lasciato un segno indelebile sulla schiena, come frustate: "Romanzo criminale- la serie" e "The Red Riding trilogy".
    Non ce n'è per nessuno.

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  5. Complimenti per il post, descrizione da pelle d'oca.
    Tutto vero, grande serie e grandissimi personaggi.

    p.s. il film è una merdata colossale.

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  6. Julez, grazie. Tu sei sempre la prima a cui voglio che piaccia quello che scrivo.

    Pesa, avevi proprio ragione. Comunque, il tiro non si poteva abbassare. Deve ancora esplodere il Bufalo.

    Newmoon, è appena finita la prima, e già non vedo l'ora di spararmi la seconda! Davvero "oltre"!

    Eddy, muchas gracias.
    E tra i personaggi te sei dimenticato er Bufalo, il mio numero uno!
    Non ce n'è per nessuno davero davero!

    Absinto, grazie anche a te per i complimenti. Il film riduce troppo l'affresco del libro, vero, ma riesce comunque a rendere la passione che c'era dietro l'ascesa e la caduta della banda.
    Ad ogni modo, davvero grandissimi personaggi.

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  7. Hai detto bene, ora tocca a "Bufalè". E nonostante passi la maggior parte della serie chiuso in carcere è veramente incontenibile, una squadra di attori, e personaggi ovviamente, indescrivibile.

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  8. grande james, bellissimo post per una serie bellissima! sono totalmente con te. la seconda serie è bella, ma non secondo me non ha la potenza della prima... sarà dipeso dal fatto che non mi aspettassi una cosa del genere (soprattutto dopo il film!).

    "a legge saro lento... ma a sgamà gl'infami so na spada..." DAJE BUFALO!!!

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  9. Pesa, forza Bufalè! Vero, nella seconda parte diventa effettivamente incontenibile, carcere o no!
    Cast e personaggi, come giustamente dici tu, grandissimi.

    Frank, muchas gracias per i complimenti.
    Per il resto, che dire!?
    DAJE BUFALO forever, cazzo!

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  10. Propongo il voto al personaggio preferito.
    Io quoto Libano.
    La sua solitudine mi ha frantumata.
    E a voi?
    Qual è il personaggio che vi tocca di più?

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  11. Rispondo al sondaggio di Julez.

    Il mio preferito è Bufalo! Senza se e senza ma, il migliore della serie. Al secondo posto Freddo e nel gradino più basso del podio Scrocchiazeppi. Capirete il perché nella seconda serie. Se l'avete già vita concorderete su "poro Scrocchia".

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  12. Grandissima idea il sondaggio!
    Brava Julez!

    Io, come se non si fosse già capito, dico DAJE BUFALO, il Sawyer de noartri!

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  13. Una menzione però la merita anche Sergio Buffoni, il più tamarro della serie! Imbattibile!

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  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  15. Bel post...io la prima stagione l'ho amata tantissimo...la seconda devo ancora vederla...credo prodotti così in giro in Italia se ne vedano pochi...spettacolo...e il mio preferito resta sempre Bufalo! ^^

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  16. Pesa, ma quale dei due Buffoni è Sergio!?
    Perchè io li confondo in continuazione, li chiamo entrambi "a Buffò"!

    Strawberry, muchas gracias!
    La seconda qui da noi in casa Ford parte stasera, staremo a vedere. La prima è davvero ottima!
    E daje! Un altro voto per Bufalè! Grande!

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  17. Sergio è quello con i baffi. Per intenderci quello NON patito di trans, in puro Marrazzo' style!

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  18. Pesa, ora ho capito.
    Decisamente un mero maranza, il buon Sergio.

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  19. Vero, non mero.
    Ero ancora travolto dall'entusiasmo per la serie.
    A proposito, stasera iniziamo la seconda.

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  20. già il film l'avevo recuperato solo di recente, giusto con qualche anno di ritardo. e mi è anche piaciuto abbastanza.
    visti i molti pareri positivi prima o poi mi sa che recuperò anche la serie, ma con calma :)

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  21. Il film è discreto, il romanzo e la serie sono una bomba.
    Pensa che di solito in casa Ford lasciamo passare del tempo tra una stagione e l'altra, mentre con Romanzo criminale ripartiamo subito alla grande.
    Prima era successo solo con Misfits, mica bruscolini.

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  22. Il film non mi aveva colpito, ma la serie è memorabile. Ho amato di più la prima stagione, la seconda, secondo me, perde vigore e si perde. Il libro mi manca, ma è in quella famosa lista di 'libri da leggere'.

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  23. Rossana, la seconda, come ho appena detto, la inizieremo stasera, ma io sono molto fiducioso: in fondo, sarà il momento di gloria del Bufalo, il mio prediletto!
    E poi le cadute hanno sempre un fascino quasi maggiore delle ascese!

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  24. Recensione bellissima,complimenti! Così come la serie,d'altronde. Per riportare i toni sotto le suole delle scarpe, vorrei portare l'attenzione su quel capolavoro di Marco Bocci(Scialoja). Se penso che adesso in tv sta facendo squadra antimafia,mi viene da piangere. E se penso anche che Montanari ( Libanese) si è messo a fare "Sotto il vestito niente", mi strappo i capelli. Purtroppo gli attori bravi in Italia sono costretti a fare queste cose pur di lavorare.

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  25. Eva, muchas gracias!
    Una serie davvero eccezionale, che sto seguendo con la stessa passione delle varie Misfits, Dexter, True blood. Il meglio, insomma.
    Purtroppo l'Italia offre ben poco agli attori, soprattutto se bravi e diplomati.
    Julez ne sa qualcosa.
    E sempre a proposito di Julez, partecipa anche tu al sondaggio che ha indetto nel corso dei commenti: il tuo personaggio preferito della serie chi è?

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  26. Il mio preferito è sicuramente il Dandy! :D

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  27. Scelta praticamente al mio opposto, pensa che è uno dei personaggi che sento più lontani! :)

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  28. Scusa James se scrivo qui, mi sembrava il post più consono, ma oggi ho visto le prime due puntate di Gomorra La serie e WOW ancora una volta il Mastro Sollima dimostra di essere uno dei migliori registi italiani contemporanei, se non il migliore, gia sbavo per le prossime due puntate, si preannuncia un altro cult, credo che a breve ne parlerò anche nel blog ;-)

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    1. Figurati: se vale anche solo la metà di Romanzo criminale, allora non me la perderò di certo: parliamo di serie italiane di livello finalmente internazionale.

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    2. alla grande, finalmente i prodotti italiani ben fatti

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    3. Dovrebbero essercene di più, così!

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