Pagine

venerdì 15 aprile 2011

Leaves of grass - Fratelli in erba

La trama (con parole mie): Bill e Brady Kincaid sono due gemelli cresciuti nella provincia di Tulsa, Oklahoma sotto l'occhio di una madre in pieno free style anni settanta.
Il primo, fuggito dal paese al termine del liceo, è divenuto uno dei più stimati studiosi e professori di filosofia antica dell'intero mondo accademico statunitense, il secondo continua a coltivare e smerciare erba di qualità sopraffina per le strade della loro giovinezza. Dopo dodici anni di lontananza, Brady, messo alle strette da un problema con un creditore, architetta un piano per sistemarsi ed avere la copertura di un alibi, riportando il suo gemello a casa e, magari, convincendolo anche a restare e riappacificarsi con la madre.
Ma le cose non andranno proprio come aveva previsto.

Questo free drink è per Pesa.

Prima di cominciare, con grande piacere dello stesso Pesa, sfodero una serie consistente di bottigliate ai distributori italiani, rei di aver appioppato a questo film uno dei titoli più idioti, fuorvianti e clamorosamente inadatti dai tempi di Se mi lasci ti cancello e Quando l'amore brucia l'anima.
Sistemata la parte dedicata al dispensare colpi ben assestati, occorre dire che, pur non essendo certo un Capolavoro, o una pellicola di potenza coeniana - come vorrebbe, del resto il regista ed interprete Tim Blake Nelson ha avuto modo di lavorare con i due fratelli matti del Cinema Usa -, Leaves of grass mi ha piacevolmente sorpreso, mantenendo alta la soglia d'attenzione per tutta la sua durata, coinvolgendo senza difficoltà - avere un fratello, pur se non gemello, aiuta in questo senso - e riuscendo ad un tempo ad evitare scivoloni clamorosi e sorprendere con una virata drammatica piuttosto forte nella parte conclusiva.
Partendo, dunque, come una commedia legata al concetto di famiglia disfunzionale, con l'arrivo di Bill nel paese natale - preceduto da una sequenza da antologia del grottesco legata all'incontro con il dentista ebreo in aereo - i connotati della pellicola cambiano radicalmente, passando dall'intreccio sentimentale per spostarsi sull'azione - anche in questo caso di forte stampo coeniano, Fargo e Burn after reading gli esempi di riferimento - per virare praticamente all'improvviso, grazie anche ad un paio di innesti di sceneggiatura davvero buoni, al dramma, consumato in due sequenze assolutamente sorprendenti per violenza ed impatto.
Certo, a tratti il rischio di caduta pesante è evitato d'un soffio, ed alcune digressioni dello stesso script non aggiungono nulla al risultato finale, riuscendo al contrario a mostrare il fianco del regista e sceneggiatore, forse più abituato a recitare che non a muoversi dall'altra parte della macchina da presa - tanto da farmi pensare che la vera star del cast fosse proprio lui, in misura anche maggiore di un discreto Edward Norton e di un'anonima Susan Sarandon -: il discorso di Brady a proposito della riappacificazione con la referente della Sinagoga di Tulsa e tutta la vicenda di Bill e della sua studentessa/ammiratrice si sarebbero potute tranquillamente evitare, soprattutto considerato che, analizzate a mente fredda, finiscono per sminuire trovate al contrario validissime come la storia della balestra e quella del dentista Ken.
Ma forse questo post sta prendendo una piega troppo fredda per una pellicola che, al contrario, andrebbe vissuta tutta di pancia, come una bella aspirata frutto dell'erba migliore che potremmo trovare, godendoci il tramonto comodamente stravaccati in veranda a ridere dei tentativi dell'Uomo e della Filosofia di trovare una spiegazione ad una vita che, per quanto ci si sforzi, finirà sempre per giocare secondo le sue regole.
Di sicuro, a fronte dell'apollineo equilibrio professato da Bill, il dionisiaco rischio di Brady appare meno certo, eppure spontaneo e pieno di vita.
Che è sempre meglio godersi, prima che sia troppo tardi.

MrFord

"Lega legalizacion!
Cannabis, basta de prohibición. 

Cannabis, Cannabis, Cannabis!
Lega legalización
Yo te quiero Marihuana......"

Ska P - "Cannabis" -

14 commenti:

  1. bé oggi avrei proprio bisogno di respirare quell'aria, ché mi sembra che non ce ne sia più, soffocati, tutti soffocati! Una buona prova per un Norton non più brillante. :)

    RispondiElimina
  2. Petrolio, allora segui un consiglio di pancia: prenditi un momento di isolamento, fai un respiro profondo e goditi quella sensazione.
    A volte, ci si può salvare la giornata!

    RispondiElimina
  3. L'ho visto per ben due volte questo film, una prima al cinema, spettacolare, la seconda proprio fumando l'erba più buona che potessi trovare. Tutte e due le volte mi ha piacevolmente colpito. Ma davvero Edward Norton ti è sembrato solo "discreto"? Certo se paragonato ad altri capolavori - vedi la 25esima ora, Fight Club, American History X - magari era un po' sottotono, però definirlo discreto è pochino.

    RispondiElimina
  4. Pesa, il film è davvero una piccola, piacevole sorpresa.
    Detto questo, ho parlato di un Norton discreto perchè, rispetto ai film che citi, mi pare che negli ultimi anni si sia un pò seduto, il nostro amico Edward, continuando a riproporre in tono minore le sue grande interpretazioni passate.
    Solo che lui ha quarant'anni, mica settanta come il bollitissimo DeNiro.
    Daje Edward, torna a stupire!

    RispondiElimina
  5. per me un film davvero inutile, così come molti dei film dei coen

    RispondiElimina
  6. Cannibale, tu dici questo perchè in realtà sei desideroso di tante bottigliate sulla testa ;)

    RispondiElimina
  7. Marco, non odiare i Coen!!:(((

    Ho questo film nell'hardisk e non mi sono ancora decisa a vederlo...recupererò. In compenso ieri ho visto 3ore e 45 minuti di Via col Vento...

    RispondiElimina
  8. Brava, Rossana, dillo anche tu al Cannibale, e senza bottigliate! ;)

    Secondo me, comunque, una visione la vale.
    Appena ti cimenti aspetto di sapere cosa ne pensi!

    RispondiElimina
  9. sono per metà in linea con Cannibale. Il film l'ho trovato totalmente inutile e veramente poco incisivo, tant'e vero che l'ho visto e dimenticato!
    I Coen per me è praticamente impossibile considerarli inutili visto che ADORO tutti i loro film... Ladykillers un po' meno... ma gli altri li amo tutti!

    RispondiElimina
  10. Non l'ho visto e non rientra nei miei canoni neanche dopo la tua ottima recensione.
    Però dai, non si possono schifare i film dei Coen! E il pollicione del drugo? Neanche quello ti è piaciuto, Marco?

    RispondiElimina
  11. Frank, concordo sul fatto che non sia un Capolavoro, ma scene come quella della sparatoria tra i gemelli e Ken restano in mente, e parecchio.
    Detto ciò, concordo pienamente sulla filmografia dei Coen, io metto un piano sotto Ladykillers e Prima ti sposo e poi ti rovino, per gli altri sempre pollice su!

    Eddy, muchas gracias per l'ottima recensione! Se non rientra nei tuoi canoni, puoi sempre tenerlo per un momento in cui ti verrà voglia di bottigliate! ;)
    Per quanto riguarda i film dei Coen, sono assolutamente con te, specialmente quando si tratta de Il grande Lebowski, uno dei miei cult personali di tutti i tempi. :)

    RispondiElimina
  12. A me è piaciuto tantissimo...l'ho visto al cinema e sono rimasta completamente spiazzata. Detto ciò, Edward Norton mi sembra sempre pazzesco. Ma probabilmente è il mio amore per lui totale e incondizionato che parla.

    RispondiElimina
  13. Concordo su tutto.. Oramai il film l'ho visto da diversi mesi e molti dettagli sono sfumati, però ricordo bene la sensazione che mi aveva lasciato alla fine: serena, con un retrogusto amaro.
    Credo che a prescindere dalle piccolezze che rendono lo scorrere del film facile e grdevole quel che lo rendo una bella sorpresa sia proprio il finale, spiazzante, ma non eccessivamente carico. In pratica lascia che sia lo spettatore a fare tutto, dando solo l'incipit..

    RispondiElimina
  14. Eva, concordo sul fatto che proponga alcune scene spiazzanti come la sparatoria, ma Norton sicuramente ci ha regalato performance più efficaci. Ad ogni modo, una visione sicuramente interessante.

    Simona, benvenuta prima di tutto!
    Hai focalizzato bene il concetto: l'intuizione davvero buona dietro il film sta nel fatto di non aver caricato troppo, neanche quando il rischio si è fatto ben concreto.

    RispondiElimina