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domenica 31 luglio 2011

Il valzer dell'orrore

Autore: Joe R. Lansdale
Provenienza: Usa
Editore: Fanucci
Anno:  2007

La trama (con parole mie): Hank Small è un uomo con tutto dalla sua. Una bella moglie, due figli, una grande casa, un cane fin troppo affettuoso, una catena di videonoleggi ed una vita tranquilla.
Se non fosse per il nipote Bill, un giovane scapestrato incapace di trovare la forza per intraprendere la strada che aveva salvato lo stesso Hank dalla delinquenza quando era ragazzino e che, quando i soldi scarseggiano o piove un pò troppa merda, finisce sempre per tornare a bussare alla porta dello zio.
Questa volta, però, le cose sono molto peggio del solito.
Perchè Bill è entrato a far parte del Club dei disastri, e la sua vita è stata sconvolta dall'incontro con Fat Boy e l'Uomo Cobra, due pericolosi assassini pronti a tutto ed ammanicati con la polizia.
Così Hank dovrà mettere da parte l'orgoglio e le buone maniere e rivolgersi al suo fratellastro "perduto" per poter sperare di salvare se stesso e la sua famiglia dalla furia omicida che sta per investirli.

Ed eccomi qui, di nuovo alle prese con il vecchio Joe.
Questa volta, però, le atmosfere malinconiche da road movie di formazione di Cielo di sabbia finiscono dritte dritte nei sogni più belli frantumati dalla violenza e dall'orrore, come giustamente il titolo italiano del romanzo lascia immaginare ai lettori.
Il buon Lansdale, più che all'aura quasi bucolica delle avventure dei giovani protagonisti del suo ultimo romanzo, riporta con questo lavoro alla violenza terrificante de Il mambo degli orsi e ai panorami cui certo saremmo più abituati leggendo Palaniuk o Easton Ellis, pregni di personaggi viscidi ed assetati di sangue come i più spietati dei predatori, mascherando la vicenda da Fight club in minore con il Club dei disastri per poi far irrompere sulla scena due dei personaggi più disgustosi ed agghiaccianti dell'intera mitologia legata all'autore texano: perchè Fat Boy e l'Uomo Cobra non sono soltanto grotteschi, brutti da immaginare e da "vedere", ma sono anche l'incarnazione perfetta del male senza uno spessore, del piacere della violenza e della violazione dell'altro, del potere e del suo brutale esercizio.
Le pagine legate all'irruzione della coppia di assassini nella casa di Hank sono tra le più disturbanti che mi sia capitato di leggere di recente, in equilibrio sul sottile filo che separa l'eccitazione della caccia dalla rabbia dell'impotenza.
Ma dato che il vecchio Joe non è un tipo da lasciarci soli e senza speranze, ai due clamorosi villains vengono contrapposti protagonisti che ricordano molto - a volte, ma solo a volte, perfino troppo - Hap e Leonard: Hank ed il suo fratellastro Arnold, per non dimenticare la tostissima Bev, paiono usciti dritti dritti dalle pagine della serie dedicata ai signori Collins e Pine, pur senza sfoderare il loro caustico umorismo, e questo non può che essere un piacere per un lansdaliano di vecchia data come il sottoscritto.
Dunque, ad una dose di grottesco che a volte pare quasi riportare in campo il terrificante Re dei popcorn della trilogia del drive-in si unisce una delle tematiche fondamentali dell'opera dello scrittore: la lotta dell'uomo della strada per difendere dal Male quello che è suo, e che ama.
Una versione molto southern di uno dei capisaldi del made in Usa che trova riscontro anche nei romanzi dedicati alle avventure di Hap e Leonard, che pur rivolgendosi in qualche modo sempre alla Giustizia - spesso in modi non proprio ortodossi - hanno in loro stessi e nei loro cari la forza più grande in grado di permettere sopravvivenza e difesa del proprio territorio.
Ammetto che, letta così, questa affermazione potrebbe suonare clamorosamente redneck e dipingere il buon Lansdale come il peggiore dei cowboys di frontiera, eppure i romanzi di questo scrittore certo non sopraffino ma generoso e potente sono un'espressione di umanità verace come raramente si può trovare nell'ambito letterario e non solo.
Quando ebbi modo di chiacchierare un pomeriggio con lui, Lansdale mi parve una persona alla mano, disponibile e molto tranquilla: ma sono convinto che, da maestro di arti marziali quale in effetti è, se dovesse saltarmi in testa di provare ad entrare in casa sua e sconvolgere il suo mondo, sarebbe più che pronto a farmi un gran culo.
Chi non lo farebbe, del resto, per proteggere la propria famiglia, o la propria esistenza!?
Certo, c'è sempre da sperare che gente come Fat Boy e l'Uomo Cobra stia ben lontana dalle nostre vite, e nel caso, che ci siano un Arnold o una Bev pronti a coprirci le spalle o a medicarci le ferite nel caso dovessimo giocarci tutto contro quel male oscuro e violento sul grande tavolo della vita.

MrFord

"Southern man better keep your head 
don't forget what your good book said."
Neil Young - "Southern man" -


7 commenti:

  1. M'è piaciuto molto, tanto che presto (ho detto presto, calma, non scalpitare) comincerò la saga di H&L!
    Amore mio, le ferie sono alla fine, ma stare con te mi ha veramente riportato alla nostra realtà.
    Fuck the world, fuck others, fuck everything except us.
    Luv ya

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  2. Non vedo l'ora che tu dia inizio alla saga di Hap e Leonard! So che hai un sacco di libri in lista, ma spero che i signori Collins e Pine possano scavalcarne qualcuno! ;)

    Le ferie sono alla fine, ma noi siamo sempre qui.
    E fanculo al resto, l'importante è questo.

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  3. Effettivamente già nella trama mi sembrava un po' sulla falsa riga di Hap&Leonard, però sembra meritare.
    Non vedo l'ora di incominciare il drive in, ora sto leggendo l'ultimo della Vargas, mai letto niente? C'è il commisario Adamsberg -suo personaggio ricorrente- che è un vero fenomeno.
    Cazzo, è vero, il mambo degli orsi è di una violenza brutale, quando stanno per tagliare i coglioni a Leonard è quasi insosteniblie.

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  4. Di Vargas non ho letto nulla, ma di recente Julez ha comprato il primo della serie di Adamsberg: entro un paio di mesi lo leggerò di sicuro, sono molto curioso.
    Questo, comunque, merita alla grande.
    Te lo consiglio vivamente. ;)

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  5. E la sequenza del pestaggio di Leonard è terrificante, concordo.
    Ma tranquillo: Il valzer dell'orrore ne riserva una anche peggiore.

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  6. Bello, sì, ne ho ancora un bel ricordo dopo averlo letto qualche anno fa. Una certa ironia molto spiccata contrapposta ad alcune scene di violenza bella tosta ne hanno fatto sicuramente uno dei lavori più riusciti di Lansdale. :)

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  7. Simone, ha sorpreso anche me.
    Un lavoro tosto e ben scritto, che mi ha riportato alle migliori avventure di Hap&Leonard!

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