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domenica 10 luglio 2011

Hanna


La trama (con parole mie): Hanna è una giovane adolescente cresciuta in una disabitata regione polare ed addestrata dal padre per essere una perfetta macchina di morte. Tutto quello che conosce del mondo lo ha appreso attraverso i libri e le letture, e non vede l'ora di poter dimostrare ciò che vale nella missione che il Destino pare averle posto innanzi: eliminare Marissa, spia legata a doppio filo alla tragica morte di sua madre.
Ma il nuovo mondo, ed il viaggio che porterà la ragazza a scoprirlo, riserveranno sorprese amare a chi non è abituato alle infide crudeltà della vita reale.

Avevo qualche dubbio, a proposito di questo nuovo progetto di Joe Wright.
Ammetto di essere ancora parecchio a digiuno del suo lavoro, mancando all'appello le sue due - apparentemente - opere più deboli, Orgoglio e pregiudizio e Il solista, ma l'impatto emotivo e tecnico davvero prepotenti di Espiazione mi avevano in qualche modo fatto intendere che difficilmente avrei potuto ritrovarmi nel lavoro del regista anglosassone una volta ancora, forse perchè la cartuccia migliore pareva fosse già stata sparata dal suddetto.
Invece, con grande piacere del sottoscritto, la visione di Hanna non solo mi ha costretto a rivedere la posizione che avevo rispetto al buon Joe, ma anche ad essere profondamente ottimista per il futuro di un cineasta che promette davvero bene, e pur non raggiungendo anche con quest'opera le vette del suddetto Espiazione, riesce - e cambiando radicalmente il suo stile e l'approccio con la materia narrativa - a conquistare lo spettatore grazie ad un ottimo impianto che unisce parti estremamente legate all'azione pura - con sempre gradite deviazioni nell'ambito spionistico - ad una vera e propria vicenda di formazione, legata alla costruzione del carattere della giovane protagonista, che vede minacciate progressivamente nel corso della sua missione di vendetta tutte le certezze accumulate in una vita passata sola con il padre per ritrovarsi, alla fine, di fronte alla comprensione di ciò che, forse, le sfuggiva ad inizio pellicola.
Un'ottima, efficace metafora sulla crescita e sulla progressiva emancipazione dai propri genitori e dalle origini che punti a formare l'identità che ci si porterà dietro tutta la vita: vista in questo modo, appare perfettamente funzionale anche la lunga parte, nel corso della fuga, dedicata al legame di Hanna con la famiglia che le da un passaggio in camper, specchio delle nature in conflitto che la ragazza porta con sè, ancora irrisolte.
Ottimo il cast - ho apprezzato molto sia la giovane protagonista, che al contrario non avevo praticamente notato in Amabili resti che la Blanchett, perfetta nel ruolo di "madrina cattiva" -, discreto lo script - pur se non perfetto - e davvero notevole il montaggio, capace di trasformare il respiro ampio e quasi epico delle spiagge di Normandia fotografate, appunto, in Espiazione, e mutarle in un collage senza tregua che mescola le visioni degli anni settanta all'adrenalina dei novanta.
Complimenti dunque a Wright, che è riuscito a trasformare il rischio di un clamoroso flop in un film accattivante e mai scontato, magari non perfetto ma ugualmente così coinvolgente da non fare pensare troppo al fatto che debba necessariamente funzionare tutto.
E con il finale - nonostante le apparenze, per nulla aperto -, il regista scrive l'ultima parola di un personaggio tra i più interessanti che l'universo femminile abbia regalato al Cinema in questa prima parte dell'anno.
Una cosa certo non da poco.

MrFord

"I once had no fears
none at all
and then when
I had some
to my surprise
I grew to like both
scared or brave
without them."
Bjork - "Innocence" -



12 commenti:

  1. Espiazione è stato uno di quei film recenti visti al cinema che non dimenticherò mai.
    era tutto calibrato perfettamente.
    Soprattutto la scena in cui la Knightley e McAwoy sono alla fontana, lei si getta e poi viene fuori. E' di una forte sensualità seppure sottile.
    E poi la Ronan impersona perfettamente quell'egocentrismo dei bambini che a volte porta a commettere cattiverie senza neanche rendersi conto.

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  2. quando ho visto il film non sapevo a cosa andavo in contro e mi aspettavo più una pellicola di denuncia al mondo capitalistico.
    Dalle prime scene sembrava uno dei film di Rocky, nella neve a riscoprire la forza perduta. Anche la modificazione genetica mi ricordava molto Ivan Drago... non è cmq una critica.
    Per il resto concordo in pieno con quello che dici.

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  3. Alma, Espiazione è davvero un ottimo film, anche a me colpì moltissimo. Il piano sequenza sulla spiaggia devastata dalla guerra è magistrale.
    E con Hanna Wright ha dimostrato di saperci fare pur cambiando totalmente registro.

    Vincent, se citi Rocky qui al saloon avrai sempre un giro gratis! :)
    Quindi continua così!

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  4. a me non ha convinto per niente! secondo me ha toppato alla grande. ci ha provato ma salvo veramente pochissimo da questo hanna.
    espiazione è a km di distanza!

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  5. noto con piacere che persino tu ti sei dovuto inchinare alla grandezza di hanna e di saoirse ronan, la migliore attrice dei prossimi 100 anni.
    è quasi una maledizione per me avere sempre ragione ahahahahahahah :D

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  6. Frank, Espiazione resta sicuramente il film migliore di Wright, su questo non ci piove, ma devo dire che Hanna mi ha davvero sorpreso.

    Cannibale, come al solito ti bulli per niente. ;)
    Hanna non è niente male, ma da qui a celebrarne la grandezza ce ne corre.
    Inoltre, se la Ronan è la migliore attrice dei prossimi cento anni, tanto vale che a Cannes 2012 consegnino la Palma d'oro per il migliore attore al labbro di Sly! ;)

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  7. Orgoglio e pregiudizio non l'ho visto, ma Espiazione non mi era piaciuto e Il Solista a tratti l'ho trovato insopportabile. Questo però sono davvero curioso di vederlo! :)

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  8. Ottimista, l'hai proprio massacrato, il povero Wright! :)
    Hanna è una visione sicuramente interessante, sono curioso di sapere cosa ne penserai!

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  9. Ciao Ford! :)
    L'ho visto l'altra sera, ma niente... mi sono pure riletto la tua recensione ma fra me e Wright ormai è guerra aperta: non l'ho proprio digerito. :P

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  10. Ottimista, a volte capita che ci siano registi che non entrano in sintonia con le nostre corde, non ci sono visioni o recensioni che tengano.
    E' anche vero che, a volte, qualche sorpresa può sempre arrivare: vedi quello che è successo a me rispetto ad Aronofsky con The wrestler! :)

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  11. Belle trama,regia e colonna sonora,ma i personaggi non mi hanno emozionato minimamente,e per me è una lacuna non da poco :/
    Pure a noi il Solista non è piaciuto minimamente!

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    1. Lo ricordo anch'io molto freddo, nonostante l'ottimo comparto tecnico.
      Purtroppo a volte capita, ma è sempre meglio che sbattere contro film brutti! :)

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