Pagine

venerdì 25 marzo 2011

La lingua del fuoco

La trama (con parole mie): Jack Wade è un ex poliziotto amante del surf che, dodici anni prima della vicenda narrata, ha perso lavoro, amore e rispettabilità per difendere un testimone in un processo legato ad un incendio doloso. 
Da allora lavora come liquidatore per la compagnia assicurativa California Fire&Life. 
La sua è una vita in solitaria, divisa tra la passione per l'oceano e la professionalità. 
Fino a quando l'incendio della grande villa dei Vale risveglia il senso di giustizia che, da sempre, alberga nel suo cuore.
Così iniziano i guai.

Chi frequenta il saloon da un pò di tempo sa quanto, da queste parti, sia apprezzato Don Winslow, esponente di spicco del noir californiano recente nonchè autore di uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, quella meraviglia che è Il potere del cane.
Riscoperto di recente anche in Italia, ora i suoi romanzi cominciano ad essere ristampati e riproposti, e così è per questo lavoro solido e tosto precedente sia al Capolavoro appena citato che ai più noti La pattuglia dell'alba e L'inverno di Frankie Machine.
Sicuramente la mano di Winslow è più acerba, nel raccontare le vicende che vedono protagonista Jack Wade, meno abile nel costruire un intreccio a mosaico come si avrà per i protagonisti de Il potere del cane - di nuovo -, e soprattutto nella prima parte concentra forse troppi pregi nel suo protagonista, che assume i connotati di una sorta di Jack "spaccaculi infallibile" Bauer che non mi va troppo giù.
Ma è solo un'impressione: grazie all'utilizzo del flashback Jack ed il suo antagonista Nicky Vale assumono uno spessore enorme, e portano un cambio di marcia radicale all'intera opera, regalando due spaccati - uno rispetto alla storia tutta made in Usa di Jack, uomo d'altri tempi come se ne vedevano nei film con Humphrey Bogart, e l'altro al percorso di sofferenza ed ambizione di Nicky, dall'Unione sovietica al Kgb, dalle torture in Afghanistan a quelle in nome della Vori v zakone, in carcere - che trasformano la California del surf, delle onde, delle bellezze in spiaggia e dell'american dream in un campo di battaglia che stupisce il lettore con l'incedere della storia, passando dall'atmosfera dell'hard boiled a quella del legal thriller.
Il tutto, mescolando le carte in modo da rendere ogni personaggio il più sfaccettato ed umano possibile, marchio di fabbrica di un autore in grado di regalare al suo pubblico charachters così simili a noi da farci tremare di fronte alla capacità dell'Uomo di mettersi nei guai, incredibilmente pericolosa ed attraente, e quella di rimediare ai propri errori e tornare contando solo su una forza uguale e contraria alla precedente a percorrere la strada che siamo in grado di abbandonare ad ogni passo.
Sicuramente, partendo da una lettura come questa e compiendo il percorso inverso a quello che io ho fatto rispetto all'opera di Winslow grazie all'intelligenza della distribuzione italiana, La lingua del fuoco risulterà anche più efficace di quanto non sia sembrato al sottoscritto, ancora abbagliato dai suoi successivi fuochi d'artificio per poter considerare questo lavoro davvero esplosivo.
Detto ciò, state pure tranquilli.
Qui si parla del Michael Mann della letteratura contemporanea.
Quindi tenete duro, state pronti a tutto, e gettatevi a capofitto nel fuoco.
E ricordate: mente fredda, cuore saldo, e attenti al flashover.


MrFord


"I'm a firestarter, twisted firestarter
you're the firestarter, twisted firestarter
I'm a firestarter, twisted firestarter."

Prodigy - "Firestarter" -

8 commenti:

  1. Se non fosse che me l'hai raccontato quasi tutto questa recensione mi fa venire voglia di brutto di leggere il libro.
    Va beh aspetto che la mia leggendaria memoria da pesce rosso mi faccia dimenticare...
    Cosa stavamo dicendo?

    RispondiElimina
  2. Dovresti leggerlo, in fondo Il potere del cane ti era piaciuto tanto, e poi anche qui c'è una morta ammazzata!

    RispondiElimina
  3. Non sembra male. Però sai che il Potere del cane mi aveva un po' deluso? Certo si legge con piacere, ma in certi momenti ho trovato che scendesse un po' di livello. Mi rendo conto di essere uno dei pochi a pensarla così... :)

    RispondiElimina
  4. Ottimista, sei il primo che lo dice, e ti risparmio le bottigliate solo perchè sei tu. :)
    Il potere del cane è uno dei grandi Capolavori della letteratura recente, una specie di Heat - La sfida del libro.
    Ad ogni modo, dai a Winslow un'altra possibilità.
    Merita davvero.

    RispondiElimina
  5. :D
    Magari lo farò, anche se ora ne ho altri in lista d'attesa. Ma tu sei anche su anobii? :)

    RispondiElimina
  6. No, ne ho sentito parlare ma già faccio fatica a stare dietro al blog, figuriamoci altre amenità internettiane! ;)
    Ad ogni modo, ti dirò, l'idea non mi dispiace, chissà che prima o poi non riesca a trovare spazio anche per quello!

    RispondiElimina
  7. Ti capisco, anche perché il tuo blog lo aggiorni spessissimo... :D
    Comunque tranquillo, non è una cosa tipo facebook (che non ho!). Se poi ti iscrivi fammi sapere.

    RispondiElimina
  8. Ottimista, se mi dovessi iscrivere sarai il primo, non temere!

    RispondiElimina