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martedì 22 febbraio 2011

The kids are all right

La trama (con parole mie): Nic e Jules sono una coppia gay eterogenea eppure perfettamente rodata, con due figli avuti grazie ad un donatore di sperma e gravidanze equamente divise: quando la maggiore, Joni, compie i diciotto anni ed è ad un passo dal college, il più giovane, Laser, convince la sorella a contattare Paul, loro padre biologico. L'ingresso nelle loro vite dell'uomo sconvolgerà gli equilibri dell'insolita famiglia.

Non molti giorni fa, parlando di Winter's bone, ricordavo quanto può essere rischioso confrontarsi con un film "da Sundance" quando si è cinefili pane e salame come il sottoscritto: il rischio di veder crescere a dismisura la voglia di menare bottigliate a destra e a manca è decisamente alto, ma evidentemente in questo periodo, in materia di film "alternativi", sono fortunato, e così, per la seconda volta nell'arco di una settimana, mi ritrovo felicemente sorpreso dalla visione.
Certo, fin da subito occorre sottolineare che - e non c'entrano nulla le diversità di genere e trama - The kids are all right non può certo competere con il succitato Winter's bone, eppure riesce a guadagnarsi uno spazio più che dignitoso tra le commedie intelligenti made in Usa, a metà strada tra l'ironia agrodolce di Little miss sunshine ed i tormenti interiori de Il calamaro e la balena - altri due gioiellini che prima o poi recupererò, sicuramente un passo avanti rispetto a questo pur interessante lavoro -.
Il grande pregio dell'opera di Lisa Cholodenko - sicuramente qui alla sua prova migliore - sta nello script, capace di dare credibilità ai personaggi e di catapultare lo spettatore all'interno del microcosmo di una famiglia che è insolita solo sulla carta, ma che, senza dubbio, incarna alla perfezione le gioie e i dolori che possono consumarsi all'interno e attorno al proprio focolare.
Ottime le interpretazioni di tutto il cast, così come le caratterizzazioni, tutte in grado di suscitare simpatia e confidenza, quasi fossimo a contatto con persone conosciute, se non addirittura noi stessi: in questo senso, incredibile il lavoro - autobiografico? - svolto sul personaggio di Nic/Annette Bening, che ad uno sguardo superficiale potrà sembrare il più palloso e scomodo della pellicola, ma che, in realtà, rappresenta la colonna portante della famiglia, la più forte anche di fronte alle difficoltà, l'unica, di fatto, a non cercare una fuga a costo di sembrare rigida o troppo pretenziosa rispetto a compagna e figli.
Di contro Paul, dotato di un appeal certamente maggiore - e di una maggiore affinità con il sottoscritto, almeno fino a qualche anno fa -, ha un compito estremamente più facile, che induce inevitabilmente tutti i membri della famiglia a prenderlo in simpatia: è libero, sicuro, cool, formatosi lavorando in prima persona, vive senza troppi programmi perchè l'unico programma che deve avere è dato da se stesso.
Il confronto tra Nic e Paul, avvenuto dopo un avvicinamento con Joni Mitchell a fare da sfondo, è perfetto per spiegare i due protagonisti, i loro pregi e i loro difetti, i doveri e le responsabilità: "Questa è la mia famiglia, se proprio ci tieni ad averne una vattene, e costruiscitela", ruggisce come una leonessa Annette Bening, e Paul, arrivato forse troppo tardi per un treno che richiede un impegno che non vede più come unico centro dell'universo la propria libera scelta, altro non può se non accettare una sconfitta ben più pesante, effettivamente, di quanto non meriti.
In tutto questo non voglio, però, ribaltare i ruoli e disegnare Nic come una sorta di santa guerriera in difesa della famiglia e Paul come un povero stronzo, ma sottilineare le molteplici sfaccettature che tutti noi portiamo come bagaglio, soprattutto quando mettiamo in gioco tutto nel costruire una cosa importante come una famiglia.
Jules, nel pieno della crisi con la compagna, paragona il matrimonio - ma immagino possa essere lo stesso per il rapporto tra genitori e figli - ad una maratona, in cui, alla fine, vince chi impara ad andare avanti facendo tesoro della fatica e delle cadute, da dividere in parti uguali così come le gioie, perchè altro modo non c'è, di arrivare in fondo, se non quello di arrivarci insieme.
Allo stesso modo delle madri, un ottimo lavoro è svolto su Joni - più riflessiva e forte all'apparenza, eppure enormemente fragile, come dimostrano il suo rapporto con Paul e l'abbraccio finale alle genitrici in lacrime - e Laser - che, passando oltre il nome tamarrissimo e superfico, è una rappresentazione perfetta dell'adolescente maschio tipo -, che regala anche la perla in chiusura pellicola e, in qualche modo, apre un nuovo capitolo nel rapporto di Nic e Jules.
Un film sui sentimenti e sulla famiglia genuino e diretto come piace al sottoscritto, che non farà gridare al miracolo ma darà l'impressione, allo spettatore, di essere, in qualche modo, di fronte ad uno specchio.
O almeno, così sarà per chi, la grande maratona della famiglia, non la stà già più solo correndo come figlio.

MrFord

"Sometimes, I feel I gotta get away
Bells chime, I know I gotta get away
And I know if I don't, I'll go out of my mind
Better leave her behind with the kids, they're alright
The kids are alright."
The Who - "The kids are alright" -

4 commenti:

  1. Pensavo proprio che tu hai la forza di Nic e l'entusiasmo di Jules, praticamente mitica!

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  2. non pensavo ti sarebbe piaciuto questo film davvero radical lesbo chic!
    io l'ho apprezzato, ma mi aspettavo qualcosa in più. per me manca la scenona in grado di far compiere il salto al film da carino a bello.
    e poi ti è piaciuto anche il calamaro e la balena?? quello è proprio il MANIFESTO del radical chic doc, quindi ormai basta ho deciso: anche mr. ford è un radical chic (e, beninteso, lo dico come complimento)

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  3. Cannibale, certo, non stiamo parlando di un Capolavoro, ma l'ho trovato onesto e piacevole, due caratteristiche fondamentali per i miei gusti, siano essi radical chic o pane e salame! ;)

    Il calamaro e la balena è un film notevole, e di fronte ai film notevoli io non lesino mai i complimenti, così come le bottigliate per quelli meno riusciti! ;)

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