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lunedì 6 dicembre 2010

Stomp!

Mi concedo una piccola digressione dal Cinema per tre motivi.
Primo: dopo un film come quello di Clint occorre fare una pausa per evitare di fare paragoni che costerebbero troppo ad una qualsiasi visione "normale".
Secondo: è giusto che le cose belle, anche non figlie della Settima arte, trovino il loro spazio, come è già stato per circo e letteratura, e come è, in qualche modo, per la musica, in questo mio saloon di esperienze e passioni.
Terzo: tornare a Torino - che, considerata Julez, è ormai la mia quasi città natale - e passare un weekend per una volta dedicato solo alle nostre emozioni e vite, lasciando il lavoro ad affogare nella Milano da bere, è davvero un piacere enorme.
Come è stato per Hereafter, anche in questo caso lo zampino di mio suocero è stato fondamentale - e ringraziamo caldamente per questo -, e così, dopo la magia di Eastwood, abbiamo stemperato e scaricato il bagaglio emozionale grazie al ritmo travolgente degli Stomp, che da anni, ormai, sognavo di vedere dal vivo senza averne mai avuta l'occasione.
Compagnia nata da un ventennio e specializzata nell'utilizzo di materiale proveniente dalla strada come strumento per incredibili esibizioni percussionistiche, quest'amalgama di mostri del ritmo ha letteralmente travolto il pubblico del teatro mescolando coreografie ottime, coinvolgimento, una piccola linea definibile quasi come una trama capace di fornire uno spazio a tutti e otto i componenti del gruppo - chi più, chi meno - e definendone i "caratteri di scena".
Ora, anni fa, ai tempi del liceo, per un pò provai a suonare la batteria in saletta con qualche amico: tutto amatorialmente, sia chiaro, e mai andato oltre la prova settimanale, eppure terribilmente complicato anche soltanto fra quelle mura insonorizzate ai nostri suoni rozzissimi. 
Perchè la ritmica è soprattutto coordinazione perfetta, tempismo, orecchio fuori dal comune, capacità di controllo ed equilibrio fra tecnica e potenza.
Tutte doti che ovviamente non possedevo, altrimenti ora sarei in tour con qualche band - o proprio con gli Stomp, chissà!? - invece che scrivere tra un cuba e l'altro di Cinema e weekend lontano dal lavoro: ma tant'è. 
Stare bene dove ci si trova è una delle cose più belle del mondo, anche quando significa accettare i propri limiti, o i tentativi che non sono stati propriamente un successo.
E in teatro, accanto a Julez, ad osservare questi otto ragazzi scatenarsi e battere il tempo quasi sussurrando con scope ed accendini, mazzi di carte e lampadine - straordinario a dir poco il numero con le accensioni ad intermittenza -, per arrivare a bidoni e lavandini, passi di tip tap picchiati con scarpe da lavoro e colpi vibrati a cartelli stradali con tutta la forza possibile si stava proprio, ma proprio bene.
Battiti, risate, tentativi di seguire, almeno gli istanti di un raccordo fra una "scena" e l'altra il ritmo dettato da questi impareggiabili artisti della percussione, e lasciare che il tempo, quello che si guadagna in casi come questo, faccia il suo corso quasi fosse il cuore che pompa sangue decidendo quale direzione far prendere a questo o quel momento della nostra vita.
Un controllo senza controllo.
Ed uno spettacolo da godersi senza freni, come una bevuta o una mangiata di quelle piene, è sempre un tesoro per l'esperienza.

MrFord

"Stomp!"
(Come onomatopea mi pareva la migliore per rendere l'idea!)

6 commenti:

  1. Ti hanno visto bere a una fontana che non ero io...

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  2. Questa citazione è apprezzatissima, anche se, onestamente, non ho colto completamente il suo senso intrinseco!

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  3. Disperato erotico STOMP.... non ha alcun senso intrinseco, semplice sfoggio di scemenza :)

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  4. Giuro che non l'avevo colta.
    E devo dire che è stata a dir poco geniale.
    Grandissimo Pesa!

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  5. Sono stata a vedere uno Stomp anni fa al teatro stabile di Trieste,devo dire che dopo un pò di tutto sto tictichitic toctichitoc scopaccendinscopaaccendin non ne potevo + :/ fosse stata una roba di 20 minuti-mezzoretta ok,ma non ho retto interessata per tutto lo spettacolo :/

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    1. Io, invece, me li sarei sparati per ore. Adoro le percussioni, specie così "improvvisate".

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