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domenica 5 dicembre 2010

Hereafter

Onestamente, non me l'aspettavo davvero.
Neanche da Clint.
Quando sentii parlare per la prima volta del progetto di Eastwood di realizzare un thriller soprannaturale ammetto che il timore di un film minore mi attanagliò non poco - che poi, quando si tratta del nostro Pale rider, anche una pellicola di secondo piano vale senza troppi sforzi la migliore di molti altri registi -, e la sensazione che avrei assistito ad un nuovo Changeling fu netta e cristallina.
Ma uno dei più grandi pregi di questo enorme, gigantesco, sorprendente Maestro è la capacità di continuare a stupire e stupirsi, così come di non smettere di mettersi in gioco neppure a ottant'anni suonati, neanche fosse un regista esordiente con tutta la carriera davanti.
Così lo dichiaro ufficialmente, anche se so che molti storceranno il naso dopo questa mia sparata: Hereafter è il film dell'anno.
Più di The social network, e sì, più di Inception.
Una produzione enorme, giocata unendo i soldi ed i mezzi tecnologici di Spielberg e la delicatezza intimista di Eastwood, che nonostante la materia senza dubbio ostica in questione - la morte e tutto quello che ci aspetta dopo - realizza una storia ad incastri che ricorda l'Inarritu dei tempi migliori e lo filtra attraverso una sensibilità così profonda da far tornare alla mente I ponti di Madison County e Million dollar baby.
Le vicende di Marie, Marcus e George, realtà diversissime tra loro, toccano eventi tragici di portata globale - lo tsunami in Asia, gli attentati alla metropolitana di Londra, la crisi economica negli Stati Uniti - trasportandoli in una dimensione tutta umana, quasi troppo piccola, all'apparenza, eppure ugualmente importante, intensa, che parte e ritorna dritta al cuore: se esistono una sintesi ed un'unione perfetta fra la macchina dello spettacolo ed il sentimento del dramma, gli effetti speciali e la leggerezza di un tocco mai sopra le righe, ingiustificato, baracconistico, è tutta qui, in questo splendido Hereafter.
La tecnica di Clint è ormai a livelli altissimi - lo dimostrano giochi con i movimenti di macchina come la danza di specchi all'ingresso nel ristorante di Marie e del suo compagno, giusto per indicare una scena apparentemente fuori dal grande schema della trama capace ugualmente di incantare lo spettatore -, così come la sua abilità di narratore: a dimostrarlo, momenti di incredibile sensualità - la lezione di cucina che coinvolge Matt Damon e Bryce Dallas Howard è da antologia pura -, tensione - l'incidente di Jason, lo tsunami -, un climax finale che prima illude, poi pare chiudere le porte, e dunque lascia spazio ad una riflessione così importante ed illuminata da stupire una volta ancora.
Perchè Eastwood, il prossimo maggio, taglierà il traguardo delle ottantuno primavere, ed è logico e naturale pensare che prima o poi il suo viaggio avrà termine: così il regista prova a dire la sua, in merito alla morte e a quello che ci aspetta una volta raggiunta.
E lo fa da par suo: perchè l'importante è tutto qui, fra le nostre mani, nei nostri occhi, nella lotta che ogni giorno caratterizza la vita, dai drammi più terribili - perchè Hereafter è senza dubbio un film sulla perdita e sull'isolamento - ai momenti di leggerezza - non si dimentica mai il sorriso, neppure quando la morte pare essere sempre dietro l'angolo -.
Nelle solitudini di Marie, Marcus e George c'è tutta la voglia di andare avanti che la vita incita a seguire, esplodere, gustare: nei loro drammi umani c'è la morte, eppure una volontà incredibile di andare avanti, proseguire nel proprio viaggio, e renderlo più profondo possibile qui, e ora, senza pensare all'altra parte.
Perchè l'altra parte è il silenzio, il dubbio, il distacco.
Anche quando sappiamo che c'è, o potrebbe esserci.
Non ci sono certezze, laiche o religiose che siano. Siamo soli.
Come Jason fa sapere a Marcus.
"Quel cappello era mio, non metterlo più. Sei solo ora, vivi la tua vita."
Hereafter è un film sulla morte, senza dubbio.
Perchè la morte è parte di noi dalla nostra nascita, e non esiste viaggio che non ci porterà a quel momento.
Ma è anche un inno energico e pulsante alla vita, e a quello che la stessa può riservarci.
Che possa andare bene, oppure male, importa fino ad un certo punto.
Quello che conta è che si tolga quel cappello, si vada ad un appuntamento con un quasi sconosciuto, ci si alzi da una sedia.
Perchè vedere la morte, e specchiarsi in una solitudine, resta soltanto fino a quando non muoviamo un passo oltre, verso la vita.
Perchè quello che c'è da questa parte è molto più importante di quello che potremo o non potremo trovare da quell'altra.
E finchè Clint sarà con noi, di sicuro c'è un motivo in più, per crederci.

MrFord

"You can run for a long time
run for a long time, run for a long time,
sooner or later God'll cut you down
sooner or later God'll cut you down."
Johnny Cash - "God's gonna cut you down" -

34 commenti:

  1. mi sono fermato a leggere che è il film dell'anno. il resto non voglio saperlo per non rovinarmi la sorpresa.

    però dov'è che l'hai visto?
    su internet? in qualche festival?

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  2. infatti!ancora l'uscita è lontana...forse a torino?

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  3. Sei stato bravissimo! Non potevi descrivere meglio la fortuna che abbiamo avuto di vedere questo capolavoro. Il migliore!

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  4. Perché devi far di tutto per farti odiare!? IO VOGLIO VEDERE QUESTO FILM!! ORA!!!

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  5. Fai finta che copio e incollo il messaggio di Marco, dalla prima all'ultima parola.

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  6. Cannibale: grazie al papà di Julez, anteprima stampa al Festival di Torino. Preparati, perchè è davvero un film incredibile.

    Alesya: mi sono avvalso fortunatamente della natia Torino di Julez!

    Julez: sono stato davvero felice di dividere anche questa fortuna con te. E che sia stato così intenso.
    Grande Clint!

    Pesa: anche io vorrei rivederlo, ORA!

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  7. Dae: l'intercessione del suocero è stata fondamentale, ad ogni modo è stata una di quelle visioni in cui è davvero un piacere essere sorpresi.
    Pensavo ad un film minore, e sono uscito a bocca aperta.

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  8. Addirittura più di Inception???????????????

    Diciamo che ti credo, ma aspetto di vederlo per poter confermare o smentire.
    Anche se, si sa, con Clint non si sbaglia mai.

    Stasera mi guardo The killer inside me.

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  9. Dembo, che ci vuoi fare!?
    Con Clint mi viene naturale osare.
    Se parliamo di perfezione tecnico/stilistica o di rivoluzionarietà, Inception vince l'annata a mani basse, ma il cuore del vecchio Cavaliere pallido è sempre troppo grande per tutti.
    Anche quando sbaglia.
    The killer inside me ce lo spariamo nei prossimi giorni. Aspetto di sapere che ne pensi tu!

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  10. Io lo vedo in anteprima il 20: NON STO PIU' NELLA PELLE!!!

    Anche io avevo i tuoi stessi dubbi, il pericolo di scivolone è forte.
    Ma se ne parli così mi fido: sono pronta a farmi stupire!

    OT: finalmente ho letto The killer inside me e Una stagione selvaggia.
    Che dire: Lansdale è uno dei miei nuovi miti personali!
    Amo Hap&Leonard (soprattutto Leonard) e ho già cominciato La notte del drive in. Voglio farmi pure io il sanguecorn!!!!!

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  11. Vedrai che non ti deluderà, io l'ho trovato splendido.

    Sono contento che finalmente tu abbia conosciuto Hap&Leonard: vedrai che con il passare del tempo scoprirai di amarli sempre di più.
    Praticamente ormai non ne posso più fare a meno. Quando a ottobre ho avuto modo di incontrare Lansdale la mia prima domanda è stata: "A quando il prossimo Hap&Leonard?"
    Fortunatamente mi ha risposto "Tranquillo, non ci sarà da aspettare molto".

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  12. Oddio l'hai conosciuto?!?!?!?!
    COME DOVE QUANDO?!?!?!?

    Leggendo La notte del drive-in lo sto amando sempre di più: si vede che oltre ad essere un grandissimo narratore è anche un appassionato di cinema.
    Ormai credo nel Re del pop corn!!!

    :D

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  13. Esattamente il 17 ottobre scorso, in negozio.
    Ero il suo "gorilla" durante il firmacopie di Devil Red. Lui è un mito, easy, alla mano.
    Abbiamo parlato un sacco, fatto una foto insieme e pensato ad eventuali interpreti per una serie dedicata ad Hap&Leonard. Un pomeriggio incredibile.

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  14. NOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!
    NON CI POSSO CREDERE!

    Che ficata assurda!

    In negozio?
    Perché hai una libreria?
    Si spiegherebbero molte cose!
    Grandissimo Mr Ford!

    E che nomi sono usciti fuori?
    Vediamo se abbiamo pensato agli stessi.
    ^^

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  15. Val, magari avessi una libreria mia!
    Lavoro, come un vero clerk smithiano, in un negozio che c'è anche dalle tue parti.
    E che non è mio, altrimenti oggi starei a casa, invece di essere in piena bufera acquisti prenatalizi.

    Per un film con Hap e Leonard attuali - quindi cinquantenni - lui pensa a Jeff Bridges e Lawrence Fishburne.
    Pensandoli più giovani, io ho buttato sul piatto Jason Statham e lui ha citato un attore di serie tv che però non conosco e di cui ora come ora non ricordo il nome.

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  16. È sempre un piacere strano leggere recensioni che fondamentalmente dicono ciò che penso, ma che ne fanno un'interpretazione esattamente opposta... ho trovato nel film le stesse cose che hai visto tu, eppure invece di stupirmi e lasciarmi un'esperienza piacevole o istruttiva, mi ha semplicemente annoiato, non offrendomi nulla che un qualsiasi film che cerca di affrontare seriamente la morte non mi avesse già offerto. Una delle poche cose che ho apprezzato ma non ho menzionato nella mia recensione è stato il fatto che al contrario della maggior parte delle pellicole su questo tema, il regista non ha fatto di tutto per strapparci una lacrima!

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  17. Lancil9, le differenze di opinioni, quando sono costruttive, sono uno dei piaceri del Cinema!
    Ripassa quando vuoi, sicuramente ci sarà ancora modo di essere - o no - d'accordo su come si è visto o recepito un film!

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  18. Detto questo, Hereafter è stupendo. Giusto per ribadirlo ancora una volta. :)

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  19. Visto stasera! Mi ha lasciato sbalordita...bellissimo! veramente stupendo! Per ora non mi sento di dire nient'altro! Per una riflessione più approfondita, ripasserò ;)
    P.S. Sottoscrivo la tua recensione parola per parola.

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  20. Eva, che posso dire!?
    Nonostante le molte critiche negative, trovo Hereafter straordinario nella sua potenza leggera.
    Aspetto la tua riflessione più approfondita, dunque.
    Intanto ti consiglio Departures, tratta gli stessi temi ed è altrettanto straordinario.
    Ne scriverò a breve.

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  21. L'ho visto ieri sera.
    SPETTACOLARE.
    Non aggiungo altro

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  22. Pesa, non c'è proprio da aggiungere altro.
    Enorme Clint.

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  23. Purtroppo (o per fortuna) a molti non è piaciuto, o meglio, è piaciuto poco...
    io l'ho trovato stupendo... e l'ho trovato avaro, che non compiace il pubblico (chi non sperava che sbocciasse l'amore tra matt e la bella cuoca?) ma che quasi con nonchalance ci mostra la potenza di alcune dinamiche....

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  24. Ivan, concordo appieno.
    E la scena in cui, al corso di cucina, si imboccano a vicenda, è una delle più incredibilmente erotiche del Cinema recente.
    Clint stupisce ad ogni sfumatura.
    Gigantesco.

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  25. non vedo l'ora… a proposito di partenze! :))))) grz!

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  26. A proposito di partenze, goditelo!
    Anche io non vedo l'ora di rivederlo, del resto!

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  27. MrJames
    Visto circa 10 giorni fa. Per un momento mi sembrava strano che fossi d'accordo con la tua recensione. Ma penso che sara solo un raro moment till next time Splendido film "Hereafter" da non perdere. Visto questo martedì The Kings Speech. Waiting for your thoughts when you see it to see if I agree with yours.

    bye

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  28. Prove, questi sono i miracoli del Cinema.
    Hereafter è davvero un grandissimo film.
    Il discorso del re è tra i miei prossimi, appena lo vedrò sarà postato, come al solito.
    Ci risentiamo, dunque!

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  29. Ho appena finito di vedere il film e dovevo leggere assolutamente la tua recensione. Avevo colto qualche battuta col Cannibale, il quale, mi pare di capire, non è d'accordissimo con te! :D
    Io comunque sono in fase post-capolavoro, perché Clint, ancora una volta, mi ha toccato l'anima! Un film perfetto, emozionante, non didascalico, delicato, intimo e passionale...per il resto hai detto tutto tu!
    Con stima! :D

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  30. Rossana, gracias!
    Concordo con tutti gli aggettivi per quest'ennesimo Capolavoro firmato Clint.
    A tutti gli effetti, oggi è il regista americano che più mi ricorda la grande tradizione dei John Ford.
    Stupefacente.

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  31. Hereafter: un mistico intreccio di vicende legate tutte al grande passo che, prima o poi, ognuno di noi è destinato a compiere.
    Un film unico, secondo il parere mio, ma cosa davvero importante secondo l'opinione di moltissimi.
    "Hereafter" porta in scena il tema che, accanto alla vita, è il più universale di tutti: forse è questa una delle chiavi di un così notevole successo, decretato soprattutto dall'insostituibile regia di Clint Eastwood.
    Difficile esprimere la propria ammirazione per una pellicola dal sublime livello cinematografico.
    Tutto ha inizio con l'implacabile onda dello Tzunami, che sconvolge tutto e tutti, seminando distruzione ovunque.
    In questo contesto così devastante una vita, tra le altre, si spegne, ma poi, miracolosamente, si riaccende, portando con sè la fiduciosa consapevolezza di qualcosa che va oltre l'umano.
    Una vita che, certamente, non sarà mai più la stessa, avendo provato la rara, ma non impossibile esperienza di quasi-morte. E così la giornalista, morta solo per pochi attimi, va alla ricerca delle testimonianze di chi, come lei, ha vissuto l'invivibile, nonostante la perplessità e l'incredulità di molti, che ridicolizzano ciò che lei ha conosciuto e che cerca, a tutti i costi, di trasmettere agli altri: in questo modo la donna, inossidabile nelle sue posizioni, perde l'amore di un uomo e la stima dei suoi colleghi. Ma come spesso accade nella vita, voltata una pagina, ne inizia immediatamente
    un'altra. A causa di queste ricerche, infatti, il suo percorso s'intreccia inevitabilmente con quello di un sensitivo, ormai rassegnato a non usare più il suo incredibile dono, una facoltà che lo pone costantemente a contatto con la morte e che, quindi, non gli permette più di vivere. La via di mezzo è data da un bambino, che perde il gemello in un incidente e ricerca qualcuno che possa ricostituire l'incomunicabile contatto. E poi la breve, ma interessante conoscenza di una ragazza che, colpita dalle capacità del medium, vuole metterle alla prova, ma terrorizzata fugge. Infine una conclusione che non poteva affatto essere una fine, ma, piuttosto, un nuovo inizio.
    "Hereafter" rappresenta un'attenta e meticolosa indagine sull'ultimo e fatale passaggio di ogni uomo, prima e dopo la morte, un interrogativo che ci si pone sin dalla notte dei tempi, senza trovare una precisa risposta, una razionale prova. Perchè una razionale prova non c'è e, forse, non ci sarà mai, ma colpisce come Clint Eastwood ci mostri, con la tecnica degna di un grande maestro, i diversi incontri con questo aldilà, che infondono speranza o distacco, tra esperienze di quasi-morte, contatti diretti e indiretti, rassegnazioni e scetticismi di chi non ha fiducia o, spaventato, non vuole riporla più in niente o nessuno.
    Una prova impareggiabile, una favolosa esperienza dell'ultrasensibile, premiata indubbiamente a pieni voti.

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    1. Immagino che tu sia la stessa persona del commento su The shadow.
      Concordo in pieno con la tua analisi: ancora una volta Clint si dimostra il John Ford della nostra generazione, un regista capace di narrare con forza e delicatezza ugualmente distribuite, riuscendo ad arrivare al cuore del pubblico senza mai essere retorico.

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  32. Sì, sono sempre io! :) Scusa: è già la seconda volta che "intaso" il tuo blog. A proposito, ti ringrazio per l'attenzione che sempre dimostri e colgo l'occasione per complimentarmi con te: oltre ad aver letto le due recensioni su "The Shadow" e "Hereafter" ho "sfogliato" velocemente il sito ed apprezzato il tuo lavoro, davvero notevole e interessante. Ho visto il film, con amici, quando è uscito al cinema: inutile dire che ne sono rimasto incredibilmente affascinato. Anche questa volta le nostre opinioni concordano: quoto fino in fondo l'estrema delicatezza con cui Clint Eastwood affronta una tematica così importante, senza sconfinare mai e poi mai nel retorico e nel macabro. Incredibile: quando ho visto per la prima volta il blog ho notato la somiglianza di molte nostre valutazioni o considerazioni e, ancora una volta, continuo a constatare il fatto che siamo sulla stessa lunghezza d'onda!
    Inoltre scrivere su questo sito è un piacere da cui chi apprezza l'arte e il cinema non si può certo esimere.

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    1. Tranquillo, nessuno intasa mai, quando esprime pareri intelligenti e mostra la voglia di condividere un'opinione.
      Sono contento che il blog ti piaccia, e continua pure a sfogliarlo: in genere, prima o poi si finisce per confrontarsi anche su film che generano posizioni opposte.

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