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mercoledì 3 novembre 2010

Rocky II

Quando il successo arride ad un personaggio, è inevitabile che il sequel sia dietro l'angolo.
Dopo l'incredibile risposta di pubblico e critica - tre premi Oscar tre: film, regia, montaggio - per il primo capitolo, Stallone e soci si misero subito al lavoro sulla seconda pellicola dedicata alle avventure del pugile cinematografico più noto della Storia, confezionando a tavolino un sequel che, parlando soltanto da un punto di vista tecnico, altro non è se non la sbiadita copia del primo film, arricchito giusto di un paio di elementi di evoluzione dei suoi protagonisti.
Da subito appare chiaro che, questa volta, Apollo si prenderà la responsabilità di vestire i panni del "cattivo", spinto dal desiderio di scoprire come, nel loro precedente incontro, lo sconosciuto Rocky possa essere riuscito a tenergli testa per quindici riprese, cedendo soltanto ai punti: dall'altra parte, viene introdotto uno dei temi ricorrenti della saga, ovvero i danni subiti dal protagonista a causa della sempre eccessiva quantità di colpi incassati durante gli incontri con tanto di ritiro annunciato e poi puntualmente rimangiato.
La regia, che fino al quarto episodio compreso sarà nelle mani dello stesso Stallone, appare piuttosto anonima, frutto ancora del lavoro svolto - egregiamente - per la prima pellicola, senza particolari spunti se non in un più coinvolgente "pacchetto allenamento" che amplifica la sensazione di partecipazione data dalla travolgente colonna sonora di Bill Conti, già storica dopo soli due capitoli.
Quello che, però, continua a fare la differenza, nonostante un chiaro e palese abbassamento della qualità complessiva, è la capacità di conquistare il pubblico che il personaggio dello Stallone italiano possiede quasi intrinsecamente, andando incontro al bisogno dell'audience ansiosa più che mai di vedere il suo beniamino trionfare a dispetto delle avversità fisiche - l'occhio destro malandato -, sociali - la campagna diffamatoria orchestrata da Apollo - e i problemi economici e in famiglia - la gravidanza di Adriana e la sua opposizione al ritorno al combattimento del marito -.
Proprio Adriana si conferma il motore dell'energia e del rendimento di Rocky, quasi la sua personale realizzazione come pugile non fosse altro che una proiezione della felicità che il protagonista stesso può essere in grado di portare alla sua compagna: certo, il buon Balboa è e resta un uomo d'altri tempi, di quelli che vorrebbero la moglie a casa e l'onore sempre conservato, forse addirittura fuori tempo massimo per quello che è ora la società, eppure con quella sua tamarraggine incontrollata da uomo della strada arrivato al successo - splendide le parti dedicate agli acquisti, così come il conflitto con la società "artistica" legata alla pubblicità - e la genuina ingenuità della retorica popolare riesce ancora una volta a giungere dritto al cuore anche del pubblico più esigente.
Perchè sfido chiunque, e proprio chiunque, anche i più radical chic possibili, a non tifare profondamente per il nostro Rocky nel corso del doppio conteggio che potrebbe valergli l'agognato titolo mondiale dei pesi massimi, per la realizzazione di un vero e proprio miracolo, sportivo e non: l'outsider, il perdente, l'uomo qualunque che, con cuore e volontà, può arrivare a toccare con mano un sogno apparentemente inaccessibile.
Come nei migliori cartoni animati.
Come, a volte, può succedere anche a noi comuni mortali.
Il bello di Rocky Balboa è che noi siamo lui.
Basta alzarsi prima del dieci.


MrFord


"Trust me homie I'm not playin', get up!
Now get on the dance floor off the chain
I say get up!"
50 Cent - "Get up" -

4 commenti:

  1. Vorrei tanto anche io, un giorno, riuscire a prendere una gallina in corsa.

    Dopo due mojiti del petroliere non mi alzerei neanche al 100.
    Tu forse si, dannato cyborg.

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  2. Una volta dobbiamo assolutamente provare, la rincorsa della gallina.

    Sai che io cerco di rialzarmi sempre.

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  3. Che ne dici di quella lì? E' bella, il nero è il mio colore preferito e poi a me piacciono gli animali!

    Mi piace venire allo zoo quando nevica, c'è odore di pulito.

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  4. Ti dispiacerebbe molto diventare mia moglie?

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