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martedì 2 gennaio 2018

Holydays series



Con le appena trascorse vacanze natalizie, tra pranzi, cene, trasferte ed impegni moltiplicati dalla presenza in casa dei Fordini, qui al Saloon si è lavorato su alcune serie che erano rimaste in sospeso con la preparazione delle classifiche ed i festeggiamenti, ed approfittando di un momento libero ho deciso di ricorrere al vecchio stratagemma del Bullettin - rubrica che tenni un paio di estati or sono per riassumere in poche righe quello che di norma traduco in un post - per raccontare di tre titoli che ci hanno accompagnati in questo appena nato duemiladiciotto.




Parto con il più semplice da descrivere, Hawaii Five-O, giunto alla sua quinta stagione qui al Saloon con uno standard ormai rodato, una qualità non particolarmente alta ma anche una leggerezza perfetta per accompagnare i Ford tutti ai pasti, quando i più piccoli della tribù sfogano tutto quello che, di norma, viene sfogato giocando e dunque la concentrazione non è proprio quella delle grandi occasioni: non parliamo certo di un titolo imperdibile, quanto più del classico prodotto buono per tutti senza infamia e senza lode, che qui si continua a seguire per affezione rispetto ai protagonisti, per le location pazzesche e ormai anche per la sigla, diventata un must per i Fordini, con tanto di balletto incorporato.




Rimanendo in tema di sigle è diventata un cult da queste parti anche quella di Orange is the new black, chiamata con la quinta stagione a replicare la precedente, forse ad oggi la migliore annata per le ragazze di Litchfield. Il livello, purtroppo, si abbassa, complice un pò di confusione e di una mancanza di idee solide per gestire la rivolta scoppiata con la morte di Pussey, ma non mancano passaggi interessanti sia in termini comici o grotteschi sia emozionanti. 
Il gruppo si rivela affiatato, è interessante il ruolo del cattivo affidato alla guardia Piscatella ed è attuale la critica sociale: manca solo il botto vero.




Chiudo questa breve carrellata con uno dei titoli più caldi dell'inverno, che a causa delle tempistiche non ho potuto valutare per la Top 30 dedicata alle serie tv negli appena assegnati Ford Awards - se ne riparlerà, in caso, a fine duemiladiciotto -: The Punisher.
Parte della scuderia dei personaggi Marvel targati Netflix e della versione urbana del Cinematic Universe, Frank Castle, ex marine in cerca di vendetta rispetto ai colpevoli della morte della sua famiglia, è un personaggio complesso e difficile da scrivere e descrivere, spigoloso ma profondo: Jon Bernthal lo rende alla grande, fisicamente e nell'approccio, e la serie ha il grande pregio di andare in crescendo, chiudendo con due episodi tesi e violentissimi. Peccato che la prima metà di stagione, giocata sulla preparazione dell'escalation della seconda, finisca per essere tendenzialmente lenta e priva della marcia che rispetto ad un prodotto seriale ti fa sbavare all'idea di schiaffarti un episodio dietro l'altro.
Un plauso, ad ogni modo, alla coppia formata da Punisher e Micro, davvero perfetti nel rendere l'atmosfera da buddy movie inserita in un contesto decisamente violento e drammatico.
Spero, comunque, in una seconda e nel rilancio definitivo di un charachter notevole finalmente rappresentato da un attore cui il ruolo pare essere stato cucito addosso come una seconda pelle.




MrFord



5 commenti:

  1. Purtroppo sì, OITNB ha subito il primo contraccolpo nella sua durata, e temo non riesca a riprendersi continuando ad allargare il suo cerchio pur di andare avanti. Spero di sbagliarmi.

    Le altre due serie, ehm... non sono per me ;)

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    1. Sulle altre due immaginavo. ;)
      Per quanto riguarda Orange, da quello che avevo letto inizialmente pensavo molto peggio, dunque resto speranzoso.

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  2. Tu descrivi The Punisher come "tendenzialmente lenta". Cosa che dalle mie parti si trasforma in noia mortale. E infatti l'ho abbandonata dopo il primo episodio...

    Orange è sempre piuttosto valido, però ormai manca l'entusiasmo delle stagioni precedenti. Il rischio è che in futuro la tiri troppo per le lunghe...

    Hawaii anche basta, che te lo dico a fare? XD

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    1. Hawaii è un riempitivo da cena fordiano perfetto, e ormai i bimbi impazziscono per la sigla e per McGarrett che fa il culo ai cattivi, che ci vuoi fare!? ;)

      Punisher effettivamente è lenta, ma prende quota con la seconda parte di stagione: certo, non è affatto roba per te.

      Orange si spera non imploda come molte altre serie tirate troppo per le lunghe.

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