Pagine

sabato 8 febbraio 2014

Heavy metal

Regia: Gerald Potterton
Origine: Canada
Anno: 1981
Durata: 86'



La trama (con parole mie): recuperata da un astronauta ed eliminato lo stesso, una sfera smeraldo contenente Male puro cerca di avere la meglio su una ragazzina figlia dell'esploratore spaziale stesso raccontando storie che dimostrino la sua potenza e l'impatto che è in grado di avere rispetto alla civiltà, sia essa umana o proveniente da altri pianeti.
Si passa, dunque, dalla sci-fi all'erotismo, dal cyberpunk alla violenza senza risparmiare nulla, in una galleria che possa permettere all'oscurità di prevalere in qualche modo sulla luce: riuscirà la giovane e potenziale vittima a fare fronte alla potenza della sfera?
O tutta l'aggressività, la morte, il sangue che quest'ultima porta in eredità inghiottiranno quella che pare la chiave di volta per la salvezza del cosmo?





A volte capita che, a dispetto della Storia - almeno di quella universalmente nota e riconosciuta - e del grande pubblico, alcuni fenomeni resistano ed assurgano allo status di cult pur non riscontrando, di fatto, il successo che avrebbero meritato: è il caso di Heavy metal, vero e proprio gioiellino e caso cinematografico nato da un perfetto mix di comic books e settima arte nei primi anni ottanta ormai - purtroppo - caduto nel dimenticatoio e custodito gelosamente nel cuore di chi in quel periodo ha finito per formarsi pellicola dopo pellicola ed albo a fumetti dopo albo a fumetti.
Senza dubbio, a più di trent'anni dalla sua realizzazione, gli effetti del tempo e l'evidente settorialità espressa dal prodotto finito - nato da una costola di una nota rivista contenitore - finiscono per farsi sentire soffocando, di fatto, l'eco provocata dallo stesso, eppure ancora oggi risulta davvero arduo negare all'opera diretta da Gerald Potterton il merito di aver aperto la strada ai successivi Blade runner e Akira - tanto per citare due calibri non propriamente piccoli - sfruttando una struttura ad episodi in grado di esplorare i diversi aspetti della sci-fi come qui in Italia in quel periodo - ed almeno fino alla prima metà degli anni novanta - fecero pubblicazioni come Lancio Story, riferimento assoluto per gli appassionati di fumetto d'autore dediti a sperimentazioni e forme non convenzionali.
Gli episodi raccontati dalla sfera smeraldo, espressione del Male, denominata Loc-Nar, toccano tutti i grandi scenari del genere resi noti a partire proprio a cavallo tra seventies ed eighties, quando la fantascienza classica cominciò ad essere contaminata da elementi che la portarono ad essere più vicina ad una sorta di rappresentazione ad alta tecnologia dei "secoli bui" medievali: dalle vicende di Harry Canyon, tassista nella New York discarica del 2031 - ormai neppure più tanto distante a livello temporale - a quelle di Den, adolescente più che nerd catapultato in un mondo di ispirazione pre-colombiana che gli permetterà di diventare l'eroe che non è mai stato, dalle peripezie giudiziarie del Capitano Sternn alla lotta per la sopravvivenza di un gruppo di soldati alle prese con la trasformazione dei loro commilitoni in zombies, dall'improbabile storia d'amore di un robot ed una stenografa umana al confronto decisivo tra Taarna e lo stesso Loc-Nar, simboli la prima del Bene - nonchè della stessa pellicola, campeggiando fiera sulla locandina - ed il secondo del Male, in una battaglia pronta a rinnovarsi a prescindere dal luogo, il tempo e lo spazio.
Nonostante tutto questo - influenze sul genere e rivoluzionarietà del progetto, sponsorizzato tra gli altri dal futuro regista di Ghostbusters Ivan Reitman - ed una colonna sonora che è una vera e propria manna dal cielo per ogni patito di rock e metal - da Donald Fagen ai Black Sabbath, passando attraverso Stevie Nicks e i Cheap Trick, solo per citarne alcuni -, mi è parso giusto ridimensionare almeno nel voto l'impatto che allo stato attuale delle cose è in grado di garantire questo incredibile ed affascinante viaggio nel passato della sci-fi, ovvero quello di un prodotto per appassionati e nerd non abbastanza attuale da poter convincere anche il pubblico occasionale e più giovane.
Obiettivamente un peccato, data la mole di elementi toccati dai diversi episodi e dall'ispirazione che hanno saputo regalare a titoli ben più importanti e noti in tutto il mondo - anche rispetto a chi di Cinema mastica ben poco -, ma del resto l'universalità del messaggio e della sua comunicazione restano discriminanti fondamentali per superare la prova del Tempo, una delle più impietose per qualsiasi opera d'arte realizzata dall'Uomo.
E Heavy metal è e resta, indubbiamente, un'opera d'arte.


MrFord


"Reach out and ta-ta-ta take it.
reach out and take it. Oh, yeah!
cough up the cash when you go over and over.
before the old one's gone, you've got a new owner.
you need assistance when your head's in the clouds.
you could live easy if life stood still.
you could be faking and breaking and taking it all.
but then you know you're gonna fall."
Cheap Trick - "Reach out" - 


13 commenti:

  1. urca, che cosa mi vai a recuperare! tutto considerato, tre bicchieri li meritava pieni

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Senza dubbio li meritava, ma sono stato un pò più stretto perchè rivedendolo l'ho sentito davvero molto datato.

      Elimina
  2. Questo me lo vado a recuperare, non fosse altro che per la colonna sonora :)

    RispondiElimina
  3. L'avevo visto alle superiori, spinto dalla passione musicale per il genere che gli da il titolo. Molto datato, ma animato da Dio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Senza dubbio un capostipite del genere: peccato che ora risulti un pò datato!

      Elimina
    2. In certi casi, quando sei troppo avanti, il rischio è quello.

      Elimina
    3. Puoi dirlo forte. Vai talmente avanti che ad un certo punto ti ritrovi in ritardo! ;)

      Elimina
  4. Mai sentito nominare, ma mi hai messo una grande curiosità. Lo recupero che sembra meritare.
    Anche se il non averlo visto in "tempo" probabilmente non me lo farà apprezzare in pieno... o sbaglio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fratello, secondo me lo apprezzerai, pur se "fuori tempo".
      E' roba per noi.

      Elimina
  5. ford, nessuno te l'ha ancora detto?
    gli anni '80 sono finiti e non torneranno mai più!
    ti decidi a crescere, sì o no?
    ahaahha
    XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma come!? Un "futurista" come te non ha mai visto questo Classico ai tempi senza dubbio avanti un paio di secoli!? ;)

      Elimina