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lunedì 12 agosto 2013

Giorni di tuono

Regia: Tony Scott
Origine: USA
Anno: 1990
Durata: 107'




La trama (con parole mie): Cole Trickle è un giovane pilota di belle speranze venuto dal mondo dei prototipi con l'intenzione di sfondare nel circuito Nascar: quando l'opportunità della vita arriva e passa attraverso l'esperto costruttore Harry Hogge, Cole si trova più in difficoltà di quanto non credesse, e prima di riuscire a provare il suo valore in pista si ritroverà costretto all'angolo in più di un'occasione da piloti esperti come il campione Rowdy Burns.
Ma proprio quando tutto parrà cominciare a funzionare, un incidente porterà proprio lui e Burns alle soglie della morte nonchè a comprendere il senso di una rivalità divenuta ormai amicizia: preso il posto dello stesso Burns, a Trickle non resterà che battere in pista il nuovo rivale Russ Wheeler e conquistare il cuore della neurologa responsabile della sua guarigione, la dottoressa Lewicki.




Mi pare davvero assurdo che una tamarrata dei livelli di Giorni di tuono, firmata dal mitico Tony Scott ed interpretata da uno dei fordiani ad honorem Tom Cruise - senza contare Robert Duvall e Michael Rooker - non fosse ancora passata qui al Saloon.
Approfittando dunque dell'estate e delle sue serate in cui una fuga dal caldo e da qualsiasi impegno intellettuale è praticamente la regola, sono tornato al leggendario millenovecentonovanta - anche se, considerato il gusto ed il tipo di pellicola, verrebbe quasi da dire che si tratta ancora di un titolo profondamente figlio degli eighties - e a questo cult dei motori e della ridondanza magica del tempo, godendomelo dal primo all'ultimo minuto e riscoprendolo responsabile di successivi titoli qualitativamente di molto superiori - su tutti, lo splendido Cars, uno dei miei Pixar favoriti -.
Giocato tutto sul rapporto d'amicizia tra il giovane Cole ed il costruttore Harry prima e sui due ex rivali Trickle/Burns poi, questo giocattolone legato allo spettacolo della Nascar è una sorta di versione da strada di Top Gun, pur non riuscendo a raggiungere gli stessi livelli di magia di quello che è uno dei titoli simbolo firmati da Tony Scott, compianto fratello di grana grossa di Ridley che per troppi anni mi sono ritrovato a bollare come una sorta di incapace raccomandato. Ingiustamente.
Interessante come, senza contare le sequenze spettacolari legate ad incidenti o manovre in pista - per nulla preponderanti rispetto all'evoluzione dello script - ed una sceneggiatura decisamente non all'altezza, il risultato sia comunque un discreto spaccato di quello che è il mondo dei piloti come sarà ritratto più di un decennio dopo da Driven, popolato da uomini abituati a sfrecciare a velocità impensabili rischiando la morte ma, di fatto, prigionieri di una serie di paure da record: del successo, della vittoria, della sconfitta, della sfortuna, di quella bolla che si crea tra l'abitacolo ed il mondo esterno, che troppo spesso e volentieri finisce per essere difficile da rompere affinchè si possa creare una strada a doppio senso.
Ma non vorrei, in tutta onestà, caricare di significati troppo impegnativi e profondi un film che è una vera e propria goduria per noi vecchi tamarri residuati di un'epoca ormai tristemente lontana perfetta per la stagione più rilassata dell'anno: doveste buttarvi su un titolo di questo genere, il mio consiglio è quello di aprire il cuore, l'amarcord dei pensieri e soprattutto la pancia e non farvi troppe domande sul resto, lasciando le riflessioni importanti al massimo a momenti in cui si ride sopra al fatto di aver visto, proprio all'inizio di quest'anno, Duvall e Cruise di nuovo insieme in Jack Reacher.
Considerato che, dunque, come si sente spesso cantare ultimamente, l'estate è "eternità e un battito di ciglia", fossi in voi approfitterei prima che l'autunno arrivi troppo in fretta per dedicare una bella maratona a film come questi, il cui spirito ormai non riesce più ad essere replicato e la cui innocenza è pari alla spocchia simpatica di Tom Cruise, che pare destinato sempre e comunque ad essere il figo, strafottente eroe positivo pronto, alla fine, a regalare una soddisfazione alle masse adoranti.
Allacciate dunque le cinture e preparatevi ad un giro di giostra - o meglio, di pista - come non se ne fanno più, e godetevelo come uno di quegli amori da spiaggia pronti a finire in men che non si dica una volta tornati a casa, ma che danno l'impressione di poter durare per sempre.


MrFord


"You say you don't spook easy
you won't go, but I know
and I pray that you will
fast as you can, baby
run-free yourself of me
fast as you can."
Fiona Apple - "Fast as you can" - 


4 commenti:

  1. ford, cresci. gli anni '90 sono finiti da un pezzo :)

    e fiona apple insieme a sta tamarrata è una bestemmia!

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  2. Il film lo vidi ma manco me lo ricordo. Però faccio lo spione: qualcuno ti ha rubato l'identità... ma non posso fare nomi XDXDXD

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