Pagine

giovedì 21 febbraio 2013

American horror story - Asylum

Produzione: FX
Origine: USA
Anno: 2012
Episodi : 13




La trama (con parole mie): siamo nel pieno degli anni sessanta, e mentre il serial killer Bloody Face impazza, l'istituto di sanità mentale Briarcliff nel cuore del Massachusetts ospita squilibrati e casi umani di ogni genere.
Quando Kit Walker, sospettato dell'omicidio della moglie Alma, e la giornalista Lana Winters vengono internati, ha inizio una serie di eventi che porteranno al confronto con alieni, psicopatici, possessioni demoniache ed una scia di sangue che condurrà fino al presente, e a vittime mietute ancora oggi in quello che è stato lo stesso istituto.
Chi è il vero Bloody Face? Chi sono i colpevoli ed i responsabili di tutti gli orrori commessi tra quelle mura nel corso degli anni? Chi, alla fine, sopravviverà alla follia e all'incomprensibile?




A volte è un piacere essere in qualche modo smentiti, soprattutto quando si tratta di visioni che finiscono per accompagnarci in un periodo di tempo non breve quanto un paio d'ore sul divano per una serata.
Ammetto infatti che, dopo la prima e deludente stagione, le mie aspettative a proposito di questa seconda tornata di American horror story erano piuttosto basse, ed il mio progetto segreto era quello di indurre Julez ad abbandonarla dopo una manciata di episodi se si fosse rivelata dello stesso livello rispetto allo scorso anno: invece, al contrario di ogni previsione, il prodotto firmato Murphy e Falchuck si è rivelato nettamente più maturo e solido di quanto credessi, abbandonando le eccessive slegature del suo primo giro di giostra per affidarsi ad una storia decisamente più solida ed addirittura quasi lynchana, in grado di mescolare lo stile dei sixties agli orrori di una versione sotto acido de Qualcuno volò sul nido del cuculo.
Gran parte del merito di questo netto salto di qualità va agli autori, concentrati su un gruppo di storie ad incastro perfettamente - o quasi - legate tra loro anche quando parrebbe di no e su un cast in forma splendida, dal James Cromwell nel ruolo del mefistofelico Dottor Arden alla strepitosa Frances Conroy - pazzesca nel ruolo della galeotta sul finale di stagione, tra gli altri -, dalla conferma della straordinaria Jessica Lange alla sorpresa Lily Rabe, che con la sua suora posseduta dal demonio è stata forse le vera rivelazione della stagione: tutto fila talmente liscio che perfino cani maledetti come Joseph Fiennes e Dylan McDermott risultano quasi a loro agio nei ruoli assegnati.
Un vero e proprio miracolo.
L'istituto Briarcliff, location decisamente più interessante della casa degli Harmon della prima stagione, diviene dunque teatro di un viaggio nella follia, una fotografia agghiacciante da horror pieno - Bloody Face ricorda moltissimo il Leatherface di Non aprite quella porta - a thriller da lasciare senza fiato - i ruoli di Arden e Thredson -, un confronto con l'ignoto ed il tempo che si avvolge su se stesso per poi tornare a colpire e sorprendere - gli alieni, il parallelo tra passato e presente -, un'escalation a metà tra L'esorcista e Rosemary's baby ma anche una favola nerissima che racconta d'amore, salvezza, desiderio, sete di potere e volontà: in questo senso i due personaggi di Kit Walker e Lana "Banana" Winters divengono i volti della stessa proposta, come una moneta che presenti sui suoi lati le risposte differenti ad un trauma, ed i modi per lasciarsi lo stesso alle spalle.
Certo non mancano i disequilibri, eppure anche le imperfezioni trovano una loro precisa collocazione, e lo stile che pareva solo confezione la scorsa stagione si fonde alla grande con le vicende narrate, lasciando spazio anche a sperimentazioni visive ottime e ad episodi - come il season finale - diretti magnificamente - in particolare quello appena citato, portato sullo schermo da Alfonso Gomez-Rejon, regista della seconda unità di Argo, per dirne uno, è un vero gioiellino di memoria addirittura kubrickiana -.
Un'esperienza, dunque, completamente diversa da quella vissuta con il primo passaggio televisivo di questo prodotto che ora mi pone in fervente attesa per la prossima stagione, curioso rispetto a come potrà essere ulteriormente sviluppato dai suoi autori questo viaggio all'interno delle ferite - fisiche, mentali e morali - della "storia americana".


MrFord


"Dominique, nique, nique, over the land he plods
and sings a little song
never asking for reward
he just talks about the Lord
he just talks about the Lord."
The Singing Nun - "Dominique" -


18 commenti:

  1. io avrei messo mezzo bicchiere in più...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Addirittura!? Già siamo passati dalle bottigliate ai tre bicchieri, mica roba da poco!

      Elimina
  2. "A volte è un piacere essere in qualche modo smentiti"

    come ogni volta che hai a che fare con me e con le mie illuminate opinioni... :D

    RispondiElimina
  3. non male questa seconda stagione, ma queststo periodo mi tira di più The Walking Dead!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensa che invece io non ho mai seguito The walking dead: il pilota mi annoiò tantissimo!

      Elimina
  4. Stagione molto più intrigante della prima (che comunque non mi aveva delusa)! Chissà cosa ci aspetta con la prossima...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono anche io molto curioso rispetto alla terza: quest'anno hanno fatto davvero un ottimo lavoro!

      Elimina
  5. Quando ho visto i bicchieri ho tirato un sospiro di sollievo. Se avessi detto qualcosa di male su questa seconda stagione avrei messo un blocco al tuo blog.
    Ho trovato alcune scelte un po' deboli e avrei voluto vedere certe idee maggiormente approfondite però, merda, quanto mi è piaciuta. La Lange è magnifica come sempre.
    Inoltre, per un'appassionata come me di nazismo, la morte del dottor Arden in quel modo ha avuto una valenza enorme. Lo amavo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa seconda stagione, effettivamente, è stata realizzata troppo bene per bottigliarla come fu con la prima!
      La carne al fuoco è stata tanta, e non tutta grigliata a dovere, ma devo dire che nel complesso è stata una visione ottima.
      Arden ottimo personaggio, mi ha fatto specie che fosse James Cromwell, che di solito fa le parti del buon uomo di una volta - L.A. Confidential escluso -.

      Elimina
  6. ancora devo cominciare con la prima stagione, mi sa che uno di questi giorni lo farò, questa serie mi intriga...
    Ps: devo cominciare ad usare lo streaming forsennatamente hahaha

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Arwen, ti dirò: la prima non mi piacque per nulla, tanto che fui sul punto di interromperla.
      Con questa seconda annata sono riusciti a farmi ricredere.

      Elimina
  7. Una spanna sopra la prima serie, forse meno "paurosa" ma sicuramente più disturbante.
    Attori in stato di grazia, soprattutto Lily Rabe e la meravigliosa Jessica Lange, e trovate geniali: già solo il numero con The Name Game varrebbe la visione dell'intera serie.
    Aspttiamo la terza, dovrebbe tornare anche Vera Farmiga ed essere incentrata su "Romeo e Giulietta"... *__*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ambientazione da manicomio ha sicuramente contribuito alla grande atmosfera, così come l'aver puntato su una storia più compatta.
      Ora l'hype per la terza è altissimo: spero di non rimanere deluso!

      Elimina
  8. io per la prima di AHS sono impazzita, inquietudine ed esaltazione pura; questa seconda versione asylum, di cui ho visto solo il pilot al momento, mi ha solo inquietato e ho avuto quasi paura...Se trovo il coraggio proseguo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Margherita, prosegui nonostante la paura: rispetto alla prima stagione qui c'è un salto di qualità netto!

      Elimina
  9. Mmmhhh... Non sò... Ho iniziato da poco a vedere la serie (la prima...) e mi ha preso subito bene... Mi piace, mi piace.... Aspetto di finirla per poi attaccare con la seconda!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti sta piacendo la prima, vedrai che con la seconda te la godrai anche di più!

      Elimina