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martedì 1 gennaio 2013

Ford Awards 2012: i film (N° 40-31)

La trama (con parole mie): iniziamo il nuovo anno con quella che, di fatto, è la classifica più attesa tra quelle del Saloon, dedicata ai film usciti in sala - e recensiti dal sottoscritto - nel corso del 2012 appena concluso. Con questa edizione dei Ford Awards, a seguito delle numerose visioni, ho deciso di ampliare a quaranta la lista dei titoli degni di nota e meritevoli di una menzione ora che i giochi sono fatti.
Ma è inutile continuare a girarci attorno con dei convenevoli: bicchieri in alto per i primi dieci film "premiati" dal vecchio Ford!



N° 40: Bed time di Jaume Balaguerò


Inauguriamo la classifica dei top 40 fordiani del 2012 con una pellicola che ha raccolto consensi ovunque nella blogosfera, e che ha in qualche modo ricordato la grande stagione del Cinema spagnolo di qualche anno fa. Più che un horror un thriller, ma di certo un titolo in grado di regalare almeno un paio di sequenze memorabili. Da paura il protagonista Luis Tosar.

 
N° 39: Chronicle di Josh Trank 
Il mockumentary applicato ad un film basato sul concetto di "superpotere" che ricorda più Kick ass che non i personaggi Marvel duri e puri: una proposta fresca, intelligente e dagli effetti prodigiosi, a metà strada tra District 9 ed i tormenti dei supereroi della “Silver age”.
Omaggi più o meno dichiarati ad Akira e tutte le problematiche che dall’adolescenza piena si riversano nella possibilità di fare ciò che si desidera, quando si desidera, come lo si desidera.

 

N° 38: Cosa piove dal cielo? di Sebastian Borensztein


Vincitore al Festival di Roma, questo film piccolo piccolo made in Argentina mi ha ricordato molto il piacevolissimo Bonbon el perro, che qualche anno fa fu una vera rivelazione in casa Ford: temi molto proletari, amicizia virile, elogio della semplicità.
Un titolo piacevole, volto di un Cinema lontano dalle dinamiche dei grandi Studios e dai tronfi alfieri del radicalchicchismo.


  

N° 37: Viaggio in paradiso di Adrian Grunberg


Dopo anni perduti dietro castori parlanti e deliri religiosi, Mel Gibson torna a fare il Mel Gibson nel pieno di un action movie Rodriguez-style che rispolvera i fasti della saga di Arma letale.
Fracassone, tamarro, (auto)ironico, divertentissimo: un cocktail esplosivo capace di infiammare l’estate con la leggerezza che la stagione impone, impreziosito da una sequenza in cui quel vecchio pazzo di Mel imita alla perfezione la leggenda Clint. Imperdibile.


 

N° 36: Magic Mike di Steven Soderbergh


Il riscatto di Soderbergh dopo aver portato nelle sale quella schifezza inguardabile di Knockout – Resa dei conti: un film mascherato da robetta per visione da pigiama party alla Festa della Donna che invece nasconde tematiche importanti, soprattutto rispetto all’attuale crisi del mondo del lavoro e alle difficoltà dei giovani di poter davvero realizzare i loro sogni.


N° 35: Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau


Nell’anno dell’inguardabile Detachment, ecco un film profondo ed educativo, di quelli che si dovrebbero mostrare nelle scuole: l’elaborazione del lutto a seguito del suicidio di un’insegnante passato attraverso un uomo che deve lui stesso ricominciare da capo.
Leggero anche quando tocca temi decisamente scomodi e mai spocchioso, è la risposta pane e salame a tutti i presunti santoni radical chic.


 

N° 34: The help di Tate Taylor


Realizzato nella piena tradizione dell’Academy, con grande perizia ed una buona dose di ruffianeria, questa sorta di Forrest Gump al femminile è una piccola gemma che si lascia guardare – e diverte, e commuove – con un piacere che raramente si prova quando si approccia una pellicola di fatto per tutti che tocca temi importanti come il razzismo nel profondo Sud degli States e l’emancipazione della donna.
Straordinarie le interpreti, emozionante il crescendo: e la scena della merda è già un supercult del Saloon.


  
N° 33: Paradiso amaro di Alexander Payne


Alexander Payne, autore di chicche simil-indipendenti come Sideways, torna alla ribalta sfruttando un ottimo George Clooney raccontando la parte “oscura” del paradiso hawaiano attraverso il dramma di una famiglia che deve superare una perdita improvvisa e devastante.
Umorismo amaro e malinconia per un film che non sarà perfetto, ma che fa sempre bene vedere.


  
N° 32: Piccole bugie tra amici di Guillame Canet


In uno degli anni migliori della storia recente del Cinema francese, questa pellicola uscita sull’onda del successo di Quasi amici e The artist si è rivelata un ottimo film corale impreziosito da un’apertura da urlo e da un finale strizzacuore di quelli da brividi.
Perfetti l'alchimia tra i protagonisti ed un ritmo che regge alla grande nonostante la durata notevole per una proposta di questo genere: noi, qui nella Terra dei cachi, dovremmo davvero rimboccarci le maniche e recuperare il tempo perduto.


  
N° 31: Il cavaliere oscuro – Il ritorno di Christopher Nolan


La chiusura della meravigliosa trilogia di Nolan dedicata all’Uomo pipistrello avrebbe meritato una posizione più alta nella classifica, e senza dubbio era una delle uscite più attese dell’anno qui al Saloon: paga la grande aspettativa ed una riuscita non completa, complici la troppa carne al fuoco ed il paragone con l’inarrivabile secondo capitolo.
Sempre e comunque ottima la messa in scena, pazzesco il finale, di grande impatto la resa.
Peccato per il clamorosamente terrificante doppiaggio italiano, con Filippo Timi a rovinare completamente il Bane di Tom Hardy.




MrFord

26 commenti:

  1. Buon anno!
    Come prima commentatrice del 2013 posso candidarmi al premio "perchè non dormi come tutti gli altri?" :)
    Non mi aspettavo la quaterna di film.
    Di questa prima decina devo recuperare monsieur lazhar.
    Il paradiso di gibson l'avevo evitato proprio per i deliri (non solo religiosi) del protagonista. Il parafiso di clooney l'ho visto nel 2011 e la cosa peggiore del film è la traduzione italo-ruffiana del titolo. Oltre alla fastidiosa musica hawaiana. Ma essendo ambuentato alle hawaii, capisco che ci poteva stare.

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    1. Poison, non so se è il sonno, ma forse non ti aspettavi la quarantina - o la quarantena! - di film! :)
      Lazhar è un ottimo film, alternativa sensata alla schifezza che è Detachment.
      Viaggio in Paradiso è uno spasso, per gli amanti dell'action ci sta tutto! Mentre quello amaro, sì, è tradotto malissimo. Ma il film, almeno, mi è piaciuto!
      E buon anno!

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    2. Magari fosse il sonno!
      Ricordi l'altro giorno quando ti ho detto che sono rincoglionita? Ecco. Tu cerca di tenerlo sempre presente!
      E adesso fammi arrampicare sugli specchi: quaterna di... post? :)

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    3. Quaterna di post ci può stare! ;)

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  2. Buon anno Fordino mio ^^
    Concordo con questa prima decina di film. E ti dirò, a me il doppiaggio di Bane non è dispiaciuto...

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    1. Giacomo, sei il primo che leggo non aver detestato il doppiaggio di Bane! :)
      Comunque, buon anno anche a te!

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    2. leggiamo bene: non l'ho detestato. Mica mi è piaciuto XP però dopo un poco per me è diventato molto familiare, non so perché XD

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    3. Non so neanche io! Io l'ho trovato completamente fuori luogo! :)

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    4. Rammento che in sala scoppiai a ridere come un demente quando, nella scena dove il bambino canta l'inno americano nello stadio, dice: "Che voce meravigliosa...". Era una contrapposizione involontaria davvero irresistibile!

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    5. Effettivamente suona curiosa, come contrapposizione! :)

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  3. anche per essere originale ti auguro un 2013 carico di sole gioie ( e una immensa arriverà a breve) premesso che su Detachment la vediamo in maniera totalmente opposta , Monsieur Lazhar ha sfiorato la mia top 10 assieme al tuo tanto bottigliato Detachment, quindi forse l'avrei messo più su...

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    1. Ovviamente ricambio, comunque nonostante mi sia piaciuto molto Monsieur Lazhar - sicuramente una lezione, rispetto a quella schifezza di Detachment - ho trovato i film che appariranno nei prossimi giorni più "sentiti" da parte mia!

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  4. tralasciando porcheruole buoniste come cosa piove dal cielo e monsieur lazhar, oltre al modestissimo viaggio melgibsoniano, su bed time, piccole bugie tra amici e magic mike siamo clamorosamente in sintonia, visto che occuperanno posizioni
    simili anche nella mia ancora misteriosa classifica.
    the help poi l'avevo messo anch'io nella lista del 2011.
    la cosa comunque non mi preoccupa, visto che so che le fordianate peggori ce le riserverai per le posizioni più alte... :)

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    1. Ovviamente riserverò le fordianate peggiori per le posizioni che meritano! Poi, certo, dare del buonista a Lazhar quando lo è molto meno di Detachment è proprio da te! Ahahahahahahah! ;)

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  5. Quest'anno non sono riuscita a vedere molti dei film che avrei voluto, prenderò ispirazione dalla tua top 40 per i recuperi obbligati.
    Tanti auguri di buon anno, che questo per te (per voi) sarà uno di quelli indimenticabili!

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    1. Joy, recupera qualsiasi cosa ti ispiri! In fondo le classifiche servono anche a questo!
      Muchas gracias per gli auguri, e buon anno anche a te!

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  6. Nooooo, solo al 31° posto Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno!!!!

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    1. Ebbene sì: c'erano molti film che ho trovato migliori, quest'anno!

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  7. Coincidenze: ieri pomeriggio - 1° gennaio - mi sono (ri)guardata il Cavaliere oscuro. Al cinema non mi ero accorta che il doppiatore di Bane è Filippo Timi...senza aver letto il tuo post, mi sono chiesta come sia possibile far avere a Bane la stessa voce di Manny il mammut de L'era glaciale...

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    1. E' anche strano associare l'immagine minacciosa di Bane con quella che ha di persona Timi, balbettante e apparentemente timido. :)

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  8. La maggior parte dei film non gli ho visti, faccio mea culpa, però per il "Cavaliere Oscuro - Il ritorno" forse sei stato un po' troppo duro, anche se sul discorso delle grandi aspettative son tutto dalla tua parte.
    Per non parlare dello schifo di doppiaggio!

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    1. Pesa, ti posso capire: ma ho messo sulla bilancia il film precedente e mi sono detto che una punizione ci poteva stare.
      Alle aspettative deluse non si comanda! ;)

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