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venerdì 29 luglio 2011

Il tesoro dell'Amazzonia

Regia: Peter Berg
Produzione: Usa
Anno: 2003
Durata: 104'

La trama (con parole mie): The Rock - che si fa chiamare Beck, sperando di portare la genialità del musicista in cucina e coltivare il sogno di aprire un ristorante - viene incaricato dalla versione miliardaria di Piney dei Sons of anarchy di recuperare il figlio, scapestrato avventuriero, che si è stabilito in una remota zona dell'Amazzonia dove impazza Hatcher, proprietario di una miniera e vero e proprio padrone di luoghi e persone lì residenti - o almeno questo è quello che gli piace pensare -.
Dopo un primo approccio piuttosto complicato, il giovane Travis e il suddetto The Rock dovranno unire le forze per cercare di sopravvivere, aiutare i rivoluzionari del posto a spodestare Hatcher e recuperare un antico manufatto: il tutto, con la promessa che, alla fine, Beck porterà a termine il suo compito. Ovviamente.
Inutile aggiungere che, per farlo, dovrà propinare una serie non indifferente di calci nel culo dei cattivi di turno.

A volte, è necessario poco perchè ci si senta soddisfatti di una visione.
Nel caso di questa incredibile, inqualificabile tamarrata, sono bastate la comparsata di Schwarzy ad inizio pellicola che incrociando The Rock regala un "Divertiti!", la presenza stessa del People's champion - come veniva chiamato ai tempi dell'apice della carriera come wrestler - e l'incredibile momento magico, così incredibile da riportarmi dritto dritto a quando avevo dodici anni e d'estate andavo a panini al prosciutto, Coca cola e filmacci di questo genere già dal mattino, della sequenza che vede il protagonista armato di due fucili a pompa rigirare le armi sulle dita, bloccarle sotto le ascelle, ricaricarle e rigirarle di nuovo prima di fare fuoco. 
Senza parole. 
Una cosa così non l'avrebbero osata neppure ai tempi d'oro dell'action movie, e nel pieno della calura estiva, l'amarcord suscitato non poteva che compensare tutti i clamorosi ed evidenti limiti della pellicola, a tratti davvero imbarazzante, seppur mai supponente come i blockbusteroni cui ci hanno abituati Michael Bay e soci negli ultimi anni.
Certo, vedere Christopher Walken imperversare in film di questo genere provoca la stessa sgradevole sensazione di necessità di bottigliate che ultimamente suscita De Niro nel sottoscritto, ma l'indimenticabile protagonista di Fratelli e Il cacciatore pare prendersi sul serio almeno quanto il film stesso, diretto da un Peter Berg che pare ben conscio dei suoi limiti e comincia a sperimentare quello che gli riuscirà senza dubbio meglio in Hancock e The losers, pellicole in cui l'azione appare subordinata ad una vena di comicità grottesca tipica del nuovo trend made in Usa figlio dell'Apatow style.
Fondamentalmente, oltre che ad un sano spegnimento di cervello tipico dei giorni di soffocante calura di luglio, Il tesoro dell'Amazzonia rappresenta un ritorno alla commistione avventura/azione che fece la fortuna di tanti personaggi divenuti ormai feticci personali del sottoscritto, e pur non raggiungendo le vette cui mi hanno abituato nel corso dell'infanzia Sly o Van Damme, offre qualche sana risata, Rosario Dawson nelle vesti di ribelle - doppiata malissimo con un ridicolo accento portoghese -, un paio di sequenze di lotta davvero niente male - soprattutto quella nella foresta - e tutti i classici tormentoni di genere, dai cazzotti che The Rock rifila con cadenza quasi rituale a Travis al rapporto tra i due, dall'alternanza battuta/cazzotto/battuta tipica di questo tipo di prodotto, per giungere fino al telefonatissimo ed autoimposto divieto del protagonista di non usare mai armi da fuoco ovviamente infranto nel momento in cui la situazione comincia a surriscaldarsi.
Una perla del trash riscoperta grazie a Dembo, che sta diventando un punto di riferimento per quanto riguarda le pellicole tamarre che mi sono perso negli anni in cui mi sono dedicato quasi esclusivamente alla scoperta del Cinema autoriale, e non vedevo nient'altro che mattonazzi a ripetizione pensando che cose come questa non mi servissero più.
Poco male, sbagliando si impara.

MrFord

"Whoa, thought it was a nightmare,
lo, it's all so true,
they told me, "Don't go walkin' slow
'cause Devil's on the loose.
Better run through the jungle,
better run through the jungle,
better run through the jungle,
woa, Don't look back to see."
Creedence Clearwater Revival - "Run through the jungle" -

8 commenti:

  1. L'hai descritto benissimo. Stupido e incredibilmente tamarro, divertente e ben fatto. Insomma si lascia guardare. La comparsata di Arnold è mitica! Peccato che l'hai visto in italiano...
    Hancock però l'ho odiato! :P

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  2. Ottimista, vedo che ci siamo trovati a mille, su questa tamarrata perfetta per il periodo! ;)

    Peccato per Hancock, che praticamente ritengo allo stesso livello!

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  3. non vedo neanche solo mezzo motivo per cui dovrei mai vedermi una roba del genere, se non quello di deriderti :D

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  4. Cannibale, potrebbe essere già un ottimo motivo, e inoltre potresti deridere sia The Rock sia Schwarzy: non vorrai perderti un'occasione simile!? ;)

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  5. ehm... un po' quoto il cannibale...
    non credo saprei apprezzare. (il mio fridrìnc l'hai perso, vero?)

    :-(

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  6. Ciao fratello, sono tornato.
    Sono arrivato a casa da un'oretta, sono demolito.
    Questa settimana mi sono sparato 1000 km, e quasi altrettante gallerie. Maledetta Liguria.
    Secondo me il film è una bomba, uno dei migliori di sempre del suo genere.
    Il combattimento con il piccoletto nella giungla è davvero fighissimo!
    E poi che figo è il tizio irlandese che suona la cornamusa?!
    E i tuoni e fulmini di Travis?! E il monologo di Walken su l'importanza del suo lavoro di estrattore d'oro?!
    Impossibile non divertirsi con questa pellicola.
    E poi The rock pesta che è una goduria.

    Sai, anche a me hancock non è piaciuto granchè.
    Ottima la prima parte, deludente la seconda.

    Devo ancora vedere l'ultima di Oz, ho già i lacrimoni.
    ;)

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  7. Hey fratello, bentornato!
    Questo film è davvero uno spasso, le perle si sprecano una dietro l'altra!
    E poi The Rock è The Rock.

    Sono d'accordo sul fatto che la prima parte di Hancock sia molto meglio della seconda, ma tutto sommato me lo sono goduto.

    Preparati per Oz, comunque sono felice che ti sia piaciuta!

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  8. Ciku, tranquilla, il tuo fridrinc non l'ho perso, è solo che non lo sto trovando con i sottotitoli in italiano neanche a piangere lacrime di sangue! ;)

    Porta pazienza anche per questo!

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