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giovedì 11 novembre 2010

I bassifondi di San Francisco

Vengono quasi i brividi quando ad incontrarsi sono due veri e propri mostri sacri come Humphrey Bogart e Nicholas Ray: il primo non ha bisogno di presentazione neppure per chi il Cinema non sa neppure dove stia di casa, mentre per il secondo occorre forse spendere un paio di parole in più, ricordando la sua aura di "maledetto", la regia dell'indimenticabile Gioventù bruciata e l'omaggio che Wenders gli regalò con Nick's movie - Lampi sull'acqua.
E vengono i brividi anche godendosi un filmone d'altri tempi come I bassifondi di San Francisco, che potrebbe molto genericamente essere inserito nel filone del legal thriller ma che, di fatto, rappresenta un'analisi - a tratti spietata, per certi versi affettuosa e malinconica, solo in pochissimi momenti moralistica - dell'inevitabile abbruttimento degli individui costretti a crescere ai margini della società e dalla società stessa ricacciati continuamente nei bassifondi che li hanno prodotti.
Costruita attraverso una sorta di gioco a scatole cinesi incentrato sui flashback dedicati alla vita del giovane protagonista accusato di omicidio e difeso in aula dal granitico Bogart, la sceneggiatura, serratissima, anticipa i temi di Assassino senza colpa e sorprende con un finale che ricorda la beffa nerissima di Testimone d'accusa, quel superfilmone di Billy Wilder con quel mostro di bravura che fu Charles Laughton.
Per la maggior parte del tempo che Nicholas Ray dedica alle gesta di Nick "Faccia d'angelo" Romano la mia mente si è focalizzata su Edward Bunker e su Come una bestia feroce, uno dei miei romanzi preferiti nonchè perfetta rappresentazione del detenuto ad un tempo reinserito e rifiutato nella/dalla società: è difficile, affrontando la pellicola onestamente, senza alcun buonismo di sorta, poter pensare di stare dalla parte del protagonista o contro di lui, scegliendo un sentiero che, da qualunque angolazione lo si veda, risulterà scomodo e senza un ritorno, segnando non soltanto chi lo sta percorrendo, ma anche chi, da lontano, ne percorre le tracce verso un futuro che non può, ne potrà effettivamente mai essere, positivo.
Gli evergreen come questo servono sostanzialmente a sentirsi intimoriti, pur quando la cosa che più lascia atterriti, stupiti, ammaliati da una pellicola come questa non è data dall'effettiva età cinematografica, o potenza, o messaggio capace di superare i limiti del tempo, quanto dalla capacità della stessa e delle persone che l'hanno pensata, interpretata, creata e messa in scena di portare l'esperienza della "strada" agli occhi e soprattutto al cuore di chi su quella strada non è mai stato, non ci camminerà mai oppure vi si è fermato un momento di troppo.


MrFord


"And when you stop to let'em know
you've got it down
it's just another town
along the road."
Jackson Browne - "The road" - 

6 commenti:

  1. sei troppo bravo e ti meriti tutto quello che stiamo sognando.
    Ti amo, anche se non apprezzi il mio lato poco sobrio.
    UFF

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  2. Sai che apprezzo tutto, di te. Anche il poco "edito" lato poco sobrio.
    Poi, secondo me il troppo bravo resta sempre un pò troppo per un vecchio expendable come il sottoscritto, ma grazie! E anch'io.

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  3. Sembra proprio bello questo film, cercherò di recuperarlo al più presto..

    Grande l'omaggio a Bunker!

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  4. Recupera, vedrai che vale la pena.
    Io, intanto, mi sono gustato l'incipit di Tarifa reloaded.
    Voglio proprio vedere come va a finire.

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  5. Sono contento ti sia piaciuto, ma che fatica!!

    La vuoi sapere una cosa?
    Non so se dirtela....
    Dai te la dico.
    L'altra notte sono stato male e non sono andato al lavoro il giorno dopo.
    Cazzo di XXL....

    Ford io ti voglio bene, ma quest'amicizia mi sta consumando.
    Per il momento tengo duro.

    E magari ne bevo uno in meno.

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  6. Immagino la fatica, anche mio fratello sta dietro un sacco a lavori di quel genere.
    Direi che una volta o l'altra ci sta proprio una bevuta tutti insieme, sempre che tu ce la faccia! :)
    Ma dai, davvero sei stato male dopo due soli XL?
    Pensa che io ieri ci sono andato pesante, e sono qui alle sette del mattino dopo i pesi e in attesa del lavoro a scrivere post.
    Tieni duro, vedrai che ce la farai.
    E farò in modo di consumarmi un pò con te, ma giusto perchè ti voglio bene anch'io.
    E direi che la prossima volta, se ne bevi uno in meno, ti faccio compagnia.

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