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domenica 14 novembre 2010

Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi

Ormai quasi tre mesi fa, la prima volta che Dembo e compagna fecero capolino in casa Ford, comparve, fra i doni che, come uno dei Re Magi, il suddetto Dembo si era preoccupato di consegnarmi, anche questo curioso romanzo di Tom Robbins, nell'altrettanto curiosa veste di prestito dalla durata indefinita, neppure troppo subordinato alla lettura dello stesso.
Già una volta, anni fa, ad un mio compleanno - credo fosse il 2006, se la memoria non m'inganna -, Julez aveva compiuto un'impresa simile, componendo il suo regalo, fra le altre cose, con un libro regalato ed uno prestato, ai tempi in cui eravamo amici e costituiva - ma ancora non avevo avuto modo di accorgemene adeguatamente - già una parte importante della mia Famiglia.
Ma torniamo ai feroci invalidi: passate le letture estive e con ancora in mente Lansdale, il primo approccio con l'imponente volume di Robbins mi lasciò spiazzato, non tanto da una qualità non all'altezza - tutt'altro -, quanto da un approccio decisamente blando al ritmo della vicenda scelto meticolosamente dall'autore, che, probabilmente, come il suo protagonista, nasconde senza troppo impegno una predilezione particolare per i fiumi di parole, le citazioni, i pensieri che si raccolgono senza preoccuparsi troppo di dove portino, mettendo il lettore alla prova e spostando la concentrazione dello stesso dall'evolversi della trama all'evolversi dell'eloquio di Switters.
Agente segreto in bilico fra la rozza crudeltà dei "cowboys" e l'ingessata magnanimità degli "angeli" - così vengono catalogate le due principali correnti degli uomini della CIA -, il nostro protagonista è, in assoluto e senza dubbio, uno dei personaggi più strambi, accattivanti e curiosi che mi sia mai capitato di affrontare come lettore: appassionato e leggero, armato e pacifista - nel senso "dialettico" del termine, perchè tra una chiacchierata fiume ed un colpo di pistola il nostro sceglierà sempre la prima -, integerrimo e profondamente tentabile - ne sanno qualcosa il grande amico Bobby Case, sua nonna ribattezzata Maestra e la minorenne cugina Suzy, oggetto delle sue fantasie sessuali più irrefrenabili -, da subito confonde il lettore abituato a trovarsi di fronte personaggi tutti d'un pezzo, deviando una missione ufficiale per consegnare alla Libertà il vetusto pappagallo Saylor Boy, compagno fidato della nonna da decenni, nel pieno della giungla amazzonica.
E proprio nel cuore del Brasile delle antiche tradizioni, grazie all'incontro con Oggi è domani, uno sciamano kandakandero dalla testa a forma di piramide, avverrà la prima svolta del romanzo, che porterà Switters di nuovo negli Stati Uniti su una sedia a rotelle, costretto alla meditazione e alla ricerca di una svolta che possa trasformare il suo percorso, modificare il suo Destino.
Un Destino che passa da Seattle, da Suzy e da una redenzione che lo spingerà all'azione, diretto in Medio Oriente e al deserto siriano, in cui la dimensione dei suoi pensieri, dei dubbi e degli interrogativi seminati dalla maledizione che lo ha colto prenderà forma in Domino e nelle sue consorelle, suore sul punto di essere scomunicate in bilico fra desiderio e clausura, sapere e passione, ingenuità e voglia di vivere, la Bibbia e Matisse.
In una sorta di Ultimo tango a Parigi senza morti di mezzo ed intervallato da intriganti questioni teologiche, Switters guida a questo punto il lettore nella parte più coinvolgente del romanzo, legata a doppio filo al crescente legame instauratosi con Domino, capace di passare dal vino alle profezie di Fatima, dal sesso selvaggio al romanticismo di chi condivide una vita, dal confronto con la Chiesa a Oggi è domani.
Curiosamente, nel momento in cui si arriverà alla risoluzione inevitabile della parte di vicenda legata alla maledizione, e quei cinque centimetri da terra non saranno più tali, la mente del lettore sarà talmente impegnata a riflettere sugli spunti forniti da Switters, o altrettanto distratta dalla sua leggerezza, da non aspettarsi neppure più il confronto con l'inevitabile.
Ma cos'è mai, poi, l'inevitabile?
Il Destino? La morte? Il mistero della fede? L'amore? Il sesso? Il cibo?
Chi può dirlo, finchè non viene?
Nessuno. O forse tutti noi.
Perchè se la soluzione è domani, oggi è domani.
Nel dubbio, madama carta di credito potrà sempre portarci in qualche posto esotico ed aiutarci a suon di alcool e giochi erotici a scegliere la via migliore.
Dopotutto, le donne amano i feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi.


MrFord


"And you can be my wheelchair
you can help my get by and you can help me get through.
And when I finally get out there (out there)
and do something worthwhile then I'll owe it all to you."
Arguments - "Wheelchair" - 

4 commenti:

  1. Bravo fratellone, bella racensione!!

    Sono contento ti sia piaciuto, del resto non poteva essere altrimenti. Switters è fenomenale, con una testa in continuo "movimento" e delle massime da ricordare per tutta la vita.

    Switters, che grande oratore!

    Quindi non ti è mai risultato un po' lentino?

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  2. In alcuni punti è decisamente lentino, ma Switters rimedia sempre alla grande con il suo spirito, il vino e gli wow!
    Oggi inizio Romanzo criminale, vedremo se è bello come dicono.

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  3. Bella la citazione del regalo, mio Jack, fantasma re!
    Io amo te, non gli uomini di ritorno dai paesi caldi, a meno che non torniamo insieme da lì!

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  4. Julez, io sono un pò come Switters, però, un vero seguace del WOW!
    E torniamo insieme da tutti i paesi caldi che vuoi!

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