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venerdì 24 settembre 2010

Exiled

Johnnie To, come ho già più volte detto e ripetuto, è senza ombra di dubbio il Michael Mann d'oriente, nonchè l'autore di uno dei piani sequenza d'azione più incredibili del Cinema recente - la clamorosa apertura di Breaking news -, e finalmente, complice anche la partecipazione ispiratissima di Johnny Hallyday nel suo recente Vendicami, comincia ad essere un pò più conosciuto anche dal grande pubblico occidentale.
Finalmente perchè, se si escludono le parentesi di Yesterday once more e The executioners - non a caso gli unici fuori dal consueto contesto gansteristico che abbia girato -, il buon vecchio Johnnie non ha praticamente mai sbagliato un colpo.
Con Exiled recupero l'ultimo dei titoli usciti per il mercato italiano che mancava alla mia collezione, e ancora mi cullo nelle danze fra i proiettili e nella consueta dose di malinconica, senza scampo, mortale amicizia virile che lega i protagonisti della storia, caratteristica principale delle opere di To.
Come fu con The mission, anche in Exiled un manipolo di sicari della mala - in questo caso legato da un passato trascorso tutto insieme, stile compagni di scuola e di pistola - si trova ad affrontare un'impresa praticamente impossibile e con scarse possibilità di sopravvivenza che parte dal ritorno a Macao di Wo, un tempo compagno inseparabile, ora bersaglio dello spietato Boss Fei.
La rinuncia a portare a termine l'esecuzione dell'amico innescherà una catena di eventi dalla quale l'unica possibilità d'uscita è quella in posizione orizzontale, crivellati dai proiettili: questo, ovviamente, non influirà per nulla la decisione di buttarsi nel confronto delle due coppie di sicari protagonisti, che saranno pronti, con la leggerezza di chi conosce il proprio Destino, ad affrontare ogni scelta affidandosi quasi completamente al caso - bellissimi i siparietti attorno alla moneta, con l'incombente interrogativo "dove andiamo?" -.
Mescolando sapientemente noir e western, e trasportando i tempi e le attese che noi definiremmo "leoniane" per le strade di una Macao in bilico fra le architetture europee ed il mondo orientale, To disegna un altro affresco di una bellezza visiva mozzafiato, che ha il suo apice nella stupenda - stupenda, dico, badate bene - sparatoria all'interno dell'appartamento del chirurgo illegale: una coreografia straordinaria fra tende, sangue e proiettili che si evolve in una fuga risolta con una soluzione visiva che ricorda La finestra sul cortile di Hitchcock.
Ad aggiungere punti ai punti, specie per il pubblico maschile, la consueta attenzione posta al legame di amicizia fra i protagonisti e alla sua importanza - esempio da antologia le foto di gruppo nella piccolissima cabina "da fototessere" poco prima dell'ultimo scontro con il Boss Fei -, nonchè una confezione di lusso impreziosita da una fotografia da brividi, sporchissima e dai colori saturi.
Non il suo lavoro migliore - specialmente in fase di scrittura, che risulta a tratti tendente al nebuloso/compiaciuto -, ma un film che si fa amare, capace di dilatare il tempo quasi fino a fermarlo per poi concedersi improvvise, travolgenti accelerate più pericolose di qualsiasi proiettile.
Un lavoro da sicari professionisti.

MrFord

"Hit me with your best shot
why don't you hit me with your best shot?
Hit me with your best shot
fire away!"
Pat Benatar - "Hit me with your best shot"-

4 commenti:

  1. Allora la prossima volta non mi stuffiare e sceglilo tu! Ecco!
    TIE'!

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  2. Hai ragione, ma sai che ogni tanto ho bisogno di una spintarella!
    E sono anche stato felice di vedere che non è dispiaciuto neanche a te!

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  3. Vedrò di recuperarlo al più presto.
    Mi attira parecchio, da come ne parli.
    E poi Vendicami è qualcosa di magnifico. Se non nella trama, sicuramente nella messa in scena.
    La sparatoria nel bosco e la battaglia fra le balle di carta sono due di quelle cose che non ci si stanca mai di guardare.

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  4. Quelle balle di carta sono poesia in movimento.
    Grandissimo To.
    Guardati anche Breaking news: il piano sequenza d'apertura è una cosa da sbrodolamento totale.

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