martedì 30 gennaio 2018

Black Mirror - Stagione 4 (Netflix, UK/USA, 2017)




Si è fatto un gran parlare, di questa quarta stagione di Black Mirror, una delle serie di culto più celebrate dal piccolo schermo e dagli appassionati negli ultimi anni, nei modi più disparati, profondamente critici o lusinghieri, da fan hardcore incattivito a perplesso neofita.
Personalmente, nonostante senza ombra di dubbio si tratti della stagione meno riuscita ed avvincente della produzione di Charlie Brooker, devo ammettere di essermi comunque goduto la visione, senza provare risentimento alcuno rispetto ad autore e registi - in fondo, si contano sulle dita di una mano le serie televisive che sono state in grado di mantenere la stessa qualità, quando era alta, per tutta la loro durata -, e come al solito proseguo nell'analisi episodio per episodio.
Si parte con USS Callister, un omaggio alla fantascienza anni sessanta e settanta in pieno stile Star Trek che resta sul filo sottile tra commedia nera e thriller con tanto di protagonista apparentemente innocuo ma profondamente psicopatico - un convincente nel ruolo Jesse Plemons -: forse un pò troppo da appassionati e non riuscito nella sua totalità, ma ugualmente un gran bel divertissement, che mi sono goduto anche rispetto all'idea della vendetta - da una parte e dall'altra - ed ai rapporti che a volte si delineano sul luogo di lavoro.
E' dunque il turno di Arkangel, firmato da Jodie Foster, che porta sullo schermo idee interessanti legate al controllo dei propri figli - tematica che farà sicuramente breccia in tutto il pubblico dei genitori - ma che resta, a mio parere, troppo freddo, con poco mordente e piuttosto cheap nella realizzazione, risultando forse l'episodio meno riuscito dell'annata.
Nonostante, infatti, qualsiasi produzione sfiori le questioni tra genitori e figli tenda a toccarmi, sono passato attraverso quest'episodio senza alcun tipo di emozione, finendo per dimenticarlo molto in fretta.
L'episodio tre, Crocodile, firmato dal John Hillcoat di The Road e Lawless, uno dei più criticati dalla rete, mi è parso senza dubbio già sentito e poco "esplosivo" nell'evoluzione della trama, ma ugualmente più vitale di Arkangel e pronto a mostrare, per tornare alle questioni genitoriali, un'escalation conclusiva agghiacciante, che dimostra quanto la cattiveria del papà di Black Mirror non sia affatto calata, quanto più che altro forse schiacciata dalle aspettative del pubblico.
Interessante, inoltre, lo scenario investigativo che è riuscito a riportarmi alla mente le tecniche di Minority Report. Da rivedere, ma comunque sottovalutato.
Con Hang the DJ per molti dei suddetti fan hardcore si assiste al rilancio della stagione, con tanto di richiami e riferimenti al celebratissimo San Junipero, episodio di punta della season three: molto furbe le idee del titolo e della strepitosa canzone degli Smiths dalla quale è ispirato così come di riproporre il tema del boy meets girl e dell'amore, leva universale attraverso la quale conquistare l'audience, interessante la tematica di un controllo a livello sociale della durata delle relazioni e della ricerca della "persona perfetta", coinvolgente la "rivoluzione" del finale, eppure ci si limita ad un episodio molto carino, lontano dal lirismo del già citato San Junipero, che pure non fu il mio favorito dell'annata precedente. Per quanto mi riguarda, si gioca il secondo e il terzo posto tra questi sei episodi.
A duellare con Hang the DJ in quanto a gradimento, a sorpresa considerate le peste e corna lette in rete, è Metalhead, un survival horror - se così vogliamo chiamarlo - girato in un ottimo bianco e nero sfruttando parecchio la tecnologia dei droni che vede uno sparuto gruppo di rifugiati di un futuro prossimo e - a quanto pare - distopico e dominato dalla paura di terribili cani da guardia robotici pronti ad esporsi al rischio del "mondo esterno" per quella che pare la più assurda e poetica delle missioni - che non svelo per non bruciare il finale -. Sangue, violenza, tensione, ed un antagonista - il cane metallico - a mio parere realizzato alla grande, una sorta di piccolo Terminator. Incomprensibili certe critiche rispetto alla noia legata ad una visione così breve e serrata - non si fa neppure in tempo, in quaranta minuti, ad iniziare ad annoiarsi -, più legate alle tipiche lamentele da fan della prima ora che si accorge che il suo giocattolino è divenuto di successo.
Si chiude la carrellata, invece, con quello che è l'episodio migliore della stagione, l'unico forse all'altezza dello spirito originale della serie, che non delude e con il suo gioco a scatole cinesi - per quanto prevedibile nella sua evoluzione - colpisce e conquista: Black Museum è una chicca di crudeltà, sentimenti, malinconia, vendetta, sangue ed una storia che non ha nulla da invidiare ai migliori thriller. Aperta dal sole e da panorami mozzafiato e chiusa con una sentenza da girone infernale, la vicenda di Nish e Rolo incarna appieno lo spirito di questa produzione, che nonostante questo piccolo passo indietro resta una delle più interessanti e rivoluzionarie che il pubblico del piccolo schermo ormai invaso da proposte di tutti i generi possa continuare ad amare.



MrFord



 

14 commenti:

  1. Stagione moscia, specchio appannato, ma qualcosa di buono c'è. Spero che non abbiano finito le idee vincenti come sospetto.

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    1. Spero anch'io. E penso che qualche sorpresa possa esserci ancora.

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  2. Ero sicuro che anche tu non avresti condiviso le tante critiche a "Metalhead", secondo me la soluzione del caso di "Crocodile" è una scemenza che nessun Terminator-Cane può eguagliare. Forse la serie non annoda più le budella come faceva all’inizio, ma resta un antologico di ottima qualità ;-) Cheers

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    1. Vero. E per me le critiche a Metalhead sono state davvero eccessive.

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  3. Una delusione, sicuro, ma comunque un livello da invidiare.

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    1. Delusione no, più che altro un calo che può anche essere considerato naturale.
      Ma ci sono ancora tantissime cose molto peggiori.

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  4. Anch'io ho apprezzato Metlhead, e mi sono stupito delle critiche diffuse che invece ho letto in quasi tutte le recensioni.

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    1. Per me è stato lo stesso: non ho trovato davvero nulla che potesse giustificare tutto l'accanimento che ho letto in rete.

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  5. Ma allora solo io al posto del cane in Metalhead vedevo una cimice gigante? Aumentando così il mio terrore?
    Stagione non certo ai livelli della prima, ma le idee -buone e nere- Brooker continua ad averle.

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    1. Concordo. Brooker, secondo me, deve solo rifiatare.

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  6. Questa stagione è stata inferiore alle precedenti, inutile girarci intorno.

    Aldilà di alcune parti azzeccate, stavolta l'aspetto tecnologico è stato messo in secondo piano e per giunta alcuni cliché sono stati ripetuti (Arkangel assomiglia molto all'episodio di Natale 2014).

    Alla fine, complessivamente, si raggiunge la sufficienza ma si può certamente fare di meglio.

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    1. Si può fare meglio, senza dubbio.
      Ma a mio parere è stata anche troppo criticata per presa di posizione.

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  7. Ovviamente pure su Black Mirror non ne capisci nulla.
    Metalhead è una porcheria. Spazzatura pura spazzata per chicca d'autore con quel bianco e nero da radical-chic. E il finale è ridicolo.
    Io poi mi sono annoiato dopo 2 minuti, considerata anche la più scarsa caretterizzazione dei personaggi vista dopo Dunkirk. Giusto tu potevi gasarti con una simile schifezza. :)

    Se non altro siamo d'accordo su Black Museum: episodio migliore della stagione, anche se lontano dai livelli del meglio del passato.

    In sostanza, una serie ormai scaduta parecchio...

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    1. Beh, tu guardi troppe serie ed abbandoni troppo facilmente, quindi già l'approccio è discutibile.

      Detto questo, massacrare Metalhead e non una robetta come Arkangel mi pare assurdo. ;)

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