martedì 30 maggio 2017

Big little lies (HBO, USA, 2017)




Ho sempre creduto, senza leccate di culo o giri di parole votati al rimorchio, che le donne fossero ben più di un passo avanti agli uomini.
Che fossero i loro, oppure no.
Certo, forse pensano e penseranno sempre troppo, e su molti aspetti della vita potrebbero prendere un pò di leggerezza da noi maschietti, vero sesso debole, ma sono certo che non esisterà mai e poi mai un momento in cui non saranno loro i veri arbitri delle sorti del mondo, che si parli di madri o di figlie, di grandi donne dietro grandi uomini o grandi donne e basta.
Pregi e difetti compresi.
Jean Marc Valleè, apprezzato da queste parti già per Dallas Buyers Club e Wild, forte dell'appoggio della garanzia HBO e di un cast assolutamente perfetto, porta sul (piccolo) schermo una miniserie di quelle da baciarsi i gomiti per la goduria da spettatori, orchestrata come un thriller ma mai compiaciuta o forzata, pronta a sezionare le vite apparentemente perfette degli esponenti di spicco di una comunità apparentemente perfetta, quasi fosse una versione riuscita e più adulta del tanto chiacchierato 13 reasons why, solo decisamente migliore.
Un ritratto ad un tempo tesissimo, divertente, impietoso, cattivo eppure non privo di speranza dell'età della maturità e dei rapporti di coppia, filtrati attraverso i legami tra un gruppo di donne diverse tra loro - profondamente, oserei dire - eppure accomunate da un carattere con la c maiuscola, ed anche sottolineata: da questo punto di vista, il lavoro della produzione sulle intepreti è stato perfetto, da una sempre ottima Reese Witherspoon ad una Nicole Kidman che pare tornata ai livelli di Moulin Rouge, passando attraverso garanzie come Laura Dern e due giovani decisamente interessanti anche guardando ad un livello molto più basso e "maschile" di quello attoriale, Shailene Woodley - Julez continua ad odiarmi per questo, ma c'è qualcosa in lei, secondo me, che accende la scintilla - e Zoe Kravitz.
E non è che la punta dell'iceberg.
Big little lies è un gioiello dal punto di vista della sceneggiatura - giocata su diversi piani temporali e perfetta nel costruire l'attesa per le rivelazioni dell'ultimo episodio - e del ritmo, nel rendere umani anche i charachters che meno umani paiono e nel dare spazio agli stessi personaggi così come alle emozioni dello spettatore di viverli quasi si trovasse a condividere con loro la vita sociale in un paese affacciato sull'oceano di quelli da romanzo o da cartolina, in cui tutti stanno bene, sono ricchi, di successo e belli, ma non per questo finiscono per avere una vita da favoletta con lieto fine.
Big little lies è una produzione che riesce senza essere retorica, forzata o esagerata - e torno al già citato 13 - a sensibilizzare l'audience rispetto ad un problema come quello della violenza sulle donne, prendendosi il tempo anche di sfiorare - senza eccedere anche in questo caso - il bullismo e le sue conseguenze dall'infanzia all'età adulta.
Il tutto condito da una cornice curata dal punto di vista estetico come solo un grande film porterebbe sul grande schermo, e sette episodi che volano letteralmente spinti dal crescendo che tiene incollati alla poltrona e finisce per far desiderare ardentemente che non finisca tutto così, ma che venga tirata fuori una seconda stagione dal cilindro - anche se sarebbe un male, considerato quanto appare funzionale la chiusura, benchè alcune sottotrame rimangano volutamente aperte - per non mollare location e protagonisti.
Big little lies è una vicenda tutta umana, nonostante si tratti di fiction - e, considerate le case di quasi tutti i main charachters, per gente come noi Ford praticamente fantascienza -, che riesce a rendere alla grande il numero tendente all'infinito di sfumature che ognuno di noi porta dentro, pronte a rendere potenzialmente chiunque l'amico o la compagna o viceversa che vorresti avere sempre accanto come il sacco di merda peggiore che non faresti altro che prendere a pugni in faccia dalla mattina alla sera.
La perfezione non esiste, in fondo.
Neppure quando ci si sforza di far credere che sia così.
Siamo umani.
Ed il bello è proprio questo.
Prendere forza dall'imperfezione e trasformare anche un dramma in un nuovo punto di partenza.





MrFord




14 commenti:

  1. Il finale mi è parso troppo frettoloso, anche nel romanzo, ma il resto è un gioiellino. Felice per la rinascita della Kidman, qui una spanna al di sopra delle altre (nelle sedute con la psicologa, ho visto la grande interprete di un paio di punturine fa).

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    1. Kidman bravissima, finale forse troppo rapido, ma molto efficace.
      Gran bel prodotto.

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  2. Il canadese Jean Marc Valleè è una garanzia: l'ho conosciuto con C.R.A.Z.Y. e da allora sempre ottimi film.

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    1. Qui si è dimostrato molto capace anche in materia di piccolo schermo.

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  3. Mi incuriosisce moltissimo,ma mi sa che non riuscirò a sponsorizzarla al Khal a sufficenza.Su 13,sono arrivata a metà e comincia a rompermi un pò le palle.Spero che alla fine migliori!

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    1. Questa puoi sempre recuperarla da sola, ne vale la pena.
      Su 13, come sai, mi sono più che pronunciato. :)

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  4. Non riuscita quanto 13 Reasons Why, però decisamente una serie valida.
    Strano quindi che ti sia piaciuta...

    Concordiamo anche su Shailene Woodley, e questa è una cosa ancora più strana! :)

    A questo punto potresti essere pronto persino per un recupero di Desperate Housewives, cui questa deve non poco.

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    1. Desperate Housewives lo lascio alle Desperate Housewives come te. ;)

      Stupefacente la questione Woodley, mentre direi che questa è la versione adulta e fica di 13.
      Un pò come White Russian è la versione adulta e fica di Pensieri Cannibali. ;)

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  5. Che gran serie, che ottime protagoniste, che bravo Vallée. Insomma, mi è piaciuto tutto, intenso, profondo e a tratti leggero com'è.

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    1. Anche a me: promossa in pieno. Bravo Vallèe!

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  6. finalmente una bella bella bella serie
    senza se e senza ma
    e spero non ne facciano una seconda stagione...

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    1. Spero anch'io.
      Va benissimo così com'è.

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