domenica 9 aprile 2017

I origins (Mike Cahill, USA, 2014, 106')





Come spesso mi è capitato di sottolineare da queste parti, sono ormai da tempo un ateo miscredente lontano dai concetti di Fede e religione nonostante sia un uomo di Lettere più che di Scienza.
Mi piacerebbe poter pensare - e lo vorrei, credetemi - di avere un'altra possibilità in un aldilà infinito e senza tempo, dove godermela senza pensare che un giorno dovrò presentare il conto.
Ma proprio non ci riesco.
Per questo cerco di concentrarmi il più possibile per godere di quello che ho e che mi piace e mi emoziona qui, ora, senza pensare al sonno senza sogni che mi attenderà al varco spero il più tardi possibile.
I origins, uscito in Italia molto, molto in sordina e passato sotto silenzio per anni qui al Saloon, pensato, scritto e diretto dal Mike Cahill dell'ottimo Another Earth, tocca proprio questi temi: non è un film perfetto, come del resto non lo sono Fede e Scienza, accenna ma non osa, suggerisce ma non decide - il che, forse, è anche un bene, considerato che non abbiamo risposte definitive -, eppure scorre e permette di riflettere su quello che siamo o che potremmo essere, sempre che possiate pensare di concedere al dubbio almeno una possibilità durante la visione.
In tutto questo, però, non ho voglia di parlare di Michael Pitt o Brit Marling, di quelli che involotariamente - considerati i tempi - potrebbero essere i richiami a The OA - pregi e difetti -, quanto fermarmi a riflettere sul fatto che, inevitabilmente, I origins sia un film in grado di suscitare quantomeno qualche riflessione in chi vive la vita facendosi domande e lasciando che istinto e ragione lottino come si deve per tentare di assumere il controllo.
La riflessione di Cahill - a prescindere dal fatto che sia legata agli occhi - ha il merito di stimolare fantasie e domande sia rispetto a chi osserva il percorso compiuto dai protagonisti della vicenda sia a chi, come il sottoscritto, all'idea di poter associare "l'impronta" dell'iride - che equivale a quella digitale per unicità - ad un defunto, pensa immediatamente ai figli ed al legame con il passato che potrebbero, credendoci, aver ereditato.
A conti fatti, considerato il mio approccio, un film come questo dovrebbe fondamentalmente irritarmi, o farmi pensare che esista qualcuno guidato dal desiderio di "indottrinarmi" ad un "oltre" che io non vedo e non sostengo, eppure, senza fermarsi troppo al contesto, mi piace pensare di potermi in qualche modo fidare - per l'appunto - del Cinema e lasciarmi coinvolgere emotivamente da una storia imperfetta come il concetto di Fede ma non per questo necessariamente pesante o in debito in qualche modo verso il mio modo di intendere la vita.
Non sarò, in questo senso, ricettivo, ma seguire l'onda e l'istinto mi riesce piuttosto bene, anche quando si tratta di sperimentare sulla pelle una vera e propria novità: I origins rappresenta un punto d'incontro tra qualcosa lontano il più possibile dal sottoscritto e qualcosa, al contario, di molto vicino - la volontà di vivere, il cambiamento che è stato ed è ogni giorno l'essere genitore -, un Cinema suggerito e di sottrazione ed un altro di grana decisamente più grossa, diversi ma non per questo destinati a farsi la guerra, quanto, più che altro, a portare sullo schermo qualcosa che come un elastico abbraccia e rifugge entrambe le parti ad un tempo.
Quando sarò morto, non mi interesserà di essere cenere o di reincarnarmi in qualcun'altro, se non potrò ricordare nulla.
Vorrei semplicemente un aldilà con un'immortalità effettiva, o un'immortalità effettiva qui.
Ma questo non significa che non possa godermi, nel frattempo, qualche punto di vista diverso dal mio.




MrFord




 

8 commenti:

  1. me lo segno, lo voglio vedere :)

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  2. Mi sa che questo film, a sorpresa, è piaciuto più a te che a me.
    Tra i lavori con l'idola Brit Marling è probabilmente quello che mi ha convinto di meno e i livelli del capolavoro The OA sono per me ben lontani.
    Comunque mi tocca essere d'accordo con te (ancora una volta) sul fatto che è una visione che fa riflettere. :)

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    1. Almeno possiamo essere in disaccordo su OA, per me soltanto discreto. ;)

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  3. Visto tempo fa, davvero un bel film, uno dei pochi che riflette senza troppi 'assilli' su fede e scienza ;)

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    1. Verissimo: trova il giusto equilibrio tra le due cose e non forza la mano.

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