sabato 24 dicembre 2016

Ford Awards 2016: quello che non vedrete nelle sale italiane






Prosegue la cavalcata dei Ford Awards 2016, quest'oggi giunti ad un appuntamento che amo sempre molto: quello dei film passati su questi schermi ma non ancora - e chissà forse quando - distribuiti nelle sale italiane.
Curioso che, come accadde qualche anno fa con Mud, il mio personale film dell'anno sia il numero uno di questa classifica, e non quello che occuperà il gradino più alto del podio in quella dedicata, invece, ai film passati in sala.






N°10: THE INFILTRATOR di BRAD FURMAN



Apriamo le danze di questa decina con una pellicola solida e ben interpretata, vista molto di recente - tanto che la recensione troverà spazio soltanto a gennaio qui al Saloon - che è riuscita, pur non raggiungendone le vette, a ricordarmi Donnie Brasco, un vero cult fordiano, che ve lo dico a fare.
Crimine, missioni sotto copertura, un sempre ottimo Bryan Cranston.

N°9: LOVE di GASPAR NOE'

 

Nonostante tecnicamente sia un film del duemilaquindici, l'ultimo lavoro del geniale Gaspar Noè è giunto da queste parti con un ritardo piuttosto consistente, che ugualmente mi permette di battere sul tempo i fenomenali distributori italiani.
Non siamo dalle parti del mitico Enter the void, ma il lavoro di questo incredibile regista finisce sempre per colpire agli occhi, al cuore e, in questo caso, anche alle parti basse.


N°8: GREEN ROOM di JEREMY SAULNIER

 

Produzione giunta da queste parti dopo il tam tam positivo della rete, Green room si è dimostrato uno dei prodotti "pulp" più energici degli ultimi mesi: violento, divertente, drammatico, pronto a scatenare riflessioni profonde quanto domande a proposito di band da portare su un'isola deserta da pieni cazzari in una serata da sbronza pesante.
Un circo niente male scandito da musica tiratissima e sonore, pesantissime mazzate.


N°7: TURBO KID di FRANCOIS SIMARD, ANOUK WHISSELL, YOANN-KARL WHISSELL



Animato da uno spirito che pesca a piene mani dagli anni ottanta, dai videogiochi e dal futuro "da sopravvivenza" di Mad Max, questo piccolo cult è stato una delle sorprese più interessanti della scorsa estate, pronto idealmente a raccogliere il testimone di cose fantastiche come il Kung Fury del duemilaquindici. 
A molti può aver fatto storcere il naso, ma per quanto mi riguarda, me lo sono goduto dal primo all'ultimo secondo, neanche avessi ritrovato la cartuccia del mio gioco preferito del Sega Mega Drive e ci avessi dedicato un giorno intero.


N°6: IN A VALLEY OF VIOLENCE di TI WEST

 
 
Dopo aver solleticato per anni le bottigliate del sottoscritto, Ti West si conferma per la seconda volta in due anni come uno dei volti del riscatto più importanti del Saloon, confezionando un Western come se ne facevano una volta, dal sapore semplice ed antico come una zuppa pronta a scaldarti lo stomaco e prepararlo ad una bella sbronza da Saloon.
Un cowboy solitario, una provocazione, una vendetta che finisce in un bagno di sangue per i bad guys. Pare di essere tornati ai tempi de Lo straniero senza nome. E non posso che esserne felice.


N°5: CARTEL LAND di MATTHEW HEINEMAN


Nell'anno della vittoria di Trump alle Presidenziali statunitensi e delle tensioni da sempre legate al confine tra USA e Messico, un documentario candidato all'Oscar tosto e drammatico, pronto a raccontare storie da lacrime e sangue da una parte e dall'altra dello stesso.
Dalle squadre di sorveglianza volontarie dal lato americano alle battaglie della gente comune organizzatasi in milizie per alzare la testa di fronte al dominio dei boss dei cartelli, il ritratto di una linea che appare più come una ferita profonda che la si guardi con gli occhi delle stelle e delle strisce, o con le mani consumate dei lavoratori in cerca di un sogno.

N°4: MIDNIGHT SPECIAL di JEFF NICHOLS

 Midnight Special Poster

Jeff Nichols, uomo dietro la macchina da presa del già citato Mud, torna sul grande schermo con una storia che ricorda moltissimo gli anni ottanta di Incontri ravvicinati del terzo tipo e dei road movies pronti a cementare il rapporto tra padri e figli, quasi fosse nato dalla stessa tempesta di idee che ha generato Stranger Things.
Un prodotto imperfetto e senza dubbio non il miglior Nichols di sempre, ma grande cuore che sprizza da ogni fotogramma ed il desiderio di raccontare il dolore di una perdita nel modo più travolgente possibile.


N°3: 7 DAYS IN HELL di JAKE SZYMANSKI

 


Corto targato HBO che, mescolando sport, dramma, commedia e metacinema, porta sullo schermo la rivalità tra due tennisti protagonisti del match più lungo della storia della racchetta.
Protagonisti in stato di grazia, risate e momenti quasi da lacrime, un racconto incentrato sulla passione e su quanto possa smuovere la stessa nei cuori degli uomini.
Inevitabile che, per uno come il sottoscritto, non avesse lo stesso effetto del miele sull'orso.


N°2: TRAIN TO BUSAN di SANG HO YEON


Per un appassionato di horror "umani" come questo vecchio cowboy, il genere zombie rappresenta in qualche modo una sorta di piccolo tesoro, nonostante sia stato, negli anni, bistrattato un pò da tutti, autori in primis. 
Con questo Train to Busan, Sang Ho Yeon non solo confeziona un grande survival, ma anche uno dei migliori zombie-movies del Nuovo Millennio - e forse non solo -, ricordando l'esempio de La notte dei morti viventi senza per questo rinunciare al dinamismo attuale: lo Snowpiercer che avrei voluto ai tempi dell'uscita del deludente Snowpiercer.


N°1: SWISS ARMY MAN di DAN KWAN e DANIEL SCHEINERT


Ed eccolo, il vincitore di questo Ford Award nonchè, a mani basse, il mio personale film dell'anno - e non me ne voglia il vincitore del sulla carta più importante classificone dei film usciti in sala -.
Tenerezza, ironia, commozione, dolore della perdita, superamento dello stesso dolore, scoreggione quasi onnipotenti ed uno dei film più belli di tutti i tempi sull'amicizia.
Inconsueto ed onirico, recitato benissimo, geniale nella messa in scena e coinvolgente come un fiume in piena di emozioni.
Un Capolavoro, di quelli veri.


I PREMI



Miglior regia: Dan Kwan e Daniel Scheinert per Swiss Army Man
Miglior attore: Paul Dano per Swiss Army Man
Miglior attrice: Soo-An Kim per Train to Busan
Scena cult: l'addio sulla spiaggia, Swiss Army Man
Fotografia: Love
Miglior protagonista: Manny, Swiss Army Man
Premio "lo famo strano": il cast di Love
Premio "ammazza la vecchia (e non solo)": Paul, In a valley of violence
Migliori effetti: Green Room
Premio "profezia del futuro": Cartel Land



MrFord

22 commenti:

  1. Ma io metto anche gli inediti nel listone, altrimenti lo lascio a secco. Swiss Army Man, ovviamente, lo troverai lì; l'amato Love ci è entrato lo scorso anno. Midnight Special, soprattutto, devo ricordare di vederlo: sta lì da mesi. :)

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    1. La questione del listone unico è un cruccio già da tempo, vedremo l'anno prossimo che accadrà. ;)

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  2. Ah ma allora gli anni '80 sono tornati di vizio, vedo!
    TurboKid sinceramente ancora non capisco cosa aspettano a tradurlo; Midnight Special ora lo pretendo.

    Moz-

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    1. Purtroppo ci sono un sacco di cose che non si possono capire della distribuzione italiana. ;)

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  3. Quello che non vedrete nelle sale?
    Ok Ford, ma tiratela di meno. :)

    Anche perché Love e 7 Days in Hell, tanto per dire, io li avevo già visti l'anno scorso.
    E il resto, a parte Swiss Army Man, non è che sia poi così fenomenale...

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    1. Infatti non parlo di film usciti nell'anno in corso, ma di film che ho visto e che qui non sono usciti in sala. ;)

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  4. "The Infiltrator" e "TurboKid" ho visto che sono disponibile su Netflix, "Green Room" invece dovrebbe uscire dritto in home video, troppo bello per i nostri cinema? Mah. "Swiss army man" il il nuovo Ti West sono ottimi, così come "Midnight Special" e "Train to busan". Ci sono quasi titoli migliori tra questi invisibili che tra quelli usciti in sala. Cheers!

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    1. Effettivamente alcuni di questi titoli avrebbero facilmente trovato un posto tra i migliori del classificone dei film. Per quest'anno è andata così.

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  5. Spero perciò di vederli su Sky, perché alcuni sono interessanti e potrebbero piacermi ;)

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    1. Sinceramente, credo che alcuni di questi titoli potremo ritrovarli solo in rete, purtroppo.

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  6. Come sempre belle e interessanti segnalazioni (a parte una). Alcuni li ho visti, però voglio recuperare MidNight Special
    Spesso siamo in sintonia, ma... posso dire? SWISS ARMY MAN non mi ha coinvolto e convinto per niente: mi è parso un'incredibile forzatura.

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    1. Invece io, che partivo con diverse riserve, l'ho trovato uno dei film più straordinari degli ultimi anni. Un Capolavoro fatto e finito.

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  7. Grandi Green Room e train to Busan,turbo Kid abbandonato dopo 20 minuti,Midnight special lo sto sponsorizzando al Khal e spero di vederlo,altra roba è in lista ancora da vedere.

    Per Swiss army man primo,non potrei essere più d'accordo <3 <3 <3

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    1. Se vi è piaciuto Stranger Things vi piacerà anche Midnight Special, anche se è meno incisivo.

      Per il resto, Swiss Army Man non poteva che essere al numero uno. :)

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  8. swiss army man già m'incuriosì qualche tempo fa vedendo il trailer. Lo recupererò nell'anno nuovo!

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    1. Recuperalo assolutamente. E' una vera chicca.

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  9. Sul primo posto che dire, lo sai ;)

    degli altri credo proprio che, su tutti, il treno per Busan passerà presto al mio civico ;)

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    1. Lo so, lo so. :)

      E sono sicuro che ti piacerà parecchio anche Train to Busan.

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  10. Causa vigilia mi ero persa questa classifica, fortuna che me ne sono accorta!
    Quelli che mi mancano, mi mancano per scelta o per essere sconosciuti, anche se tra zombie e western fatico a metterli in lista. Primo posto davvero di cuore, davvero bello, Love era invece il mio numero 1 dell'anno scorso ;)

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    1. Il primo posto era indiscutibile, e se avessi fatto una classifica unica, probabilmente sarebbe stato comunque il numero uno. :)

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  11. Vediamo un po' cosa riesco a reperire nella rete...

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    1. I primi due vanno assolutamente recuperati, Sal. E si trovano. :)

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